quercia ha scritto:c'è un errore di fondo in tuto ciò:
è la casa che dovrebbe essere costruita attorno ed in sintonia con un albero, non l'albero che deve adattarsi al cemento
per estensione: è l'uomo che dovrebbe costruire nel rispetto e nell'accoglienza totale della natura.
Sono d'accordo, i centri abitati, perdendo il contatto con la natura (= distruggendola), per scopi i più svariati, hanno arrecato danni ingentissimi .
Questo problema è noto da molto, e già dal 1400 si cercava di progettare città ideali, in cui il verde è parte integrante nella progettazione.
I parchi, i viali alberati, le siepi, finanche i vasi di fiori alle finestre non sono che un espediente per portare un pò di natura all'interno della città.
Da questo punto di vista quindi, migliorare il nostro habitat aggiungendo del verde non mi sembra una cattiva idea, anche se questa cosa si traduce in una progettazione "particolare"
Una parola per la destinazione del progetto: residenze.
La struttura nasce principalmente come "bosco verticale" e tale deve restare. Ovviamente chi compra l'appartamento è cosciente della particolarità della sua nuova casa e deve convivere con l'idea di viverci e mantenere il verde.
Chi non è interessato o trova pessima questa cosa, difficilmente comprerà.
Sembra quasi la storia del "villaggio flaminio", il quartiere olimpico di Roma. Progettato da grandi architetti e ingegneri, era destinato a ospitare atleti e tutto l'entourage dei giochi olimpici romani (anni '60). Una volta finiti i Giochi è stato convertito in case popolari, ma presto è caduto in disuso e rovina, perché nessuno voleva abitarci (era considerato scadente). Da una ventina d'anni invece è un posto ambitissimo da giovani professionisti, ingegneri e architetti in primis, che trovano l'atmosfera del quartiere molto gradevole