Colonia di Camponotus vagus by Giannibert¶
Diario di GianniBert · Genere Camponotus · Periodo 2011-03-02 → 2021-06-22 · 341 risposte · 875,587 visualizzazioni nel forum
Estratto e condensato dal topic originale #62 del forum Camponotus di formicarium.it. Mantenuti tutti i post dell'autore + reply sostanziali della community. Filtrati 11 commenti di solo-quote o ringraziamenti senza informazione aggiunta.
02 marzo 2011 — GianniBert 🐜¶
Dopo aver compilato la scheda di allevamento di questa specie, raccogliendo dati ed esperienze di tutti quelli che già vi si erano cimentati, ho iniziato anche io un diario di quelle che erano le formiche che cercai di catturare e allevare quando avevo circa 12 anni, rinvenute in una legnaia dove si accatastavano ceppi provenienti dalla Calabria.
Era il primo tentativo di inquinamento genetico che posso registrare!
Non liberate in giardino colonie provenienti da altre regioni!
Ci pensano già tutti gli altri!!!
In quegli anni non sapevo nemmeno il nome di queste agili formiche gigantesche. Letture fuorvianti mi facevano pensare addirittura che fossero di provenienza africana! Qualcuno aveva scritto che le più grandi formiche del MONDO erano africane e lunghe 15 mm, e io, senza altre fonti a confutarlo (erano i primi anni 70) credevo ciecamente a tutto quello che leggevo!
Finalmente, grazie a Luca, sono entrato in possesso di questa piccola colonia esattamente nello stesso luogo geografico in cui avevo visto la mia prima!
Ironia della sorte, persino la sciamatura in cui Luca ha catturato la regina appartiene al mio territorio di bambino, le sponde bresciane e bergamasche del fiume Oglio!
La colonia mi è stata consegnata a mano e così ho avuto occasione di conoscere Luca di persona; in provetta, circa 25 operaie, ho pensato subito di mettere a sua disposizione una piccola arena (la classica dei Ferrero Rocher, versione grande) e ad alimentarle con numerose mosche comuni.
In seguito, le ho fatte svernare in un piccolo nido in gasbeton, tenendole sul davanzale della finestra tutto l'inverno. A fine settembre la colonia contava già 82 operaie e una piccola covata.
Già a fine marzo, le operaie hanno manifestato una certa graduale attività, seguita de un appetito insaziabile e dopo circa 10-15 giorni dal risveglio, la regina aveva già deposto le prime uova, mentre le larve che avevano svernato, iniziavano a svilupparsi rapidamente.
CV agosto 01.jpg
A questo punto ho preparato un nido di legno rustico ma ampio, per prevenire quello che mi avevano paventato: cioè che queste formiche sono rapide nella crescita e molto più prolifiche delle altre con cui avevo avuto esperienza.
Il trasloco dal gasbeton al legno è stato rapido e sua maestà si è trasferita in poche ore, seguita della ancelle e ha preso possesso dei suoi nuovi possedimenti...
Modello completo.JPG
2-15 vagus 1.JPG
3-15 vagus.JPG
02 marzo 2011 — forum¶
Grazie Gianni, ottima scheda!
Ho visto che sei anche riuscito a inserirla sul sito nella sezione "Formiche italiane". Ben fatto
30 marzo 2011 — dada¶
Gianni, visto che entrambi alleviamo Camponotus vagus (oltretutto le nostre regine sono "sorelle" ) è interessante confrontare le nostre osservazioni!
Prima cosa:
ti ricordi che quando avevi letto che la mia regina (e successivamente anche alcune operaie) di C. vagus "masticava" i bozzoli, avevi ipotizzato un errore di osservazione? Di recente in uno dei tuoi messaggi ho visto che è un comportamento che hai notato anche tu! Strano, vero?
Seconda cosa:
al contrario di te, a me sembra che siano proprio i movimenti della pupa all'interno del sacco a mandare in fibrillazione le operaie circostanti. E' vero che la formica ci mette molto a diventare mobile... i movimenti di cui parlo sono piccoli "sfarfallii" di zampe e antenne, a causa della trasparenza del bozzolo negli stadi finali io sono riuscita a osservarli... secondo me sono queste piccole vibrazioni che comunicano alle operaie l'imperativo categorico di aiutare la pupa ad uscire dal sacco. Però posso anche sbagliarmi, sono solo le prime osservazioni
30 marzo 2011 — GianniBert 🐜¶
Confermo la tua correzione. Le vagus sembra che mangino proprio i resti dei bozzoli! Chissà perché lo fanno?
Per i movimenti all'interno, io non sono riuscito a percepire alcun movimento visivo, ma questo non vuol dire che non ci sia. E' probabile che nel loro caso mandino qualche segno a noi inavvertibile.
Ma allora perché le cinerea scoprono le pupe ancora bianche? Quelle sicuramente non si muovo...
Ho letto tempo fa che si sono registrati casi di apertura anticipata di pupe poi morte, ma io credo che quelle osservazioni fossero con lacune. E' evidente che se la maturazione avviene anche senza bozzolo, non è la sua apertura anticipata che può averne causato la morte, anzi, forse lì le operaie avevano aperto i bozzoli proprio perché avevano ravvisato qualche problema nello sviluppo, e infatti le formiche erano morte!
Rigato mi aveva detto che la presenza di involucro è solo una reminiscenza ancestrale, e che non è strettamente collegata allo sviluppo delle pupe, in quanto sono ben accudite e protette comunque dalle operaie. Infatti tutte le Myrmicine non hanno bozzolo e tutto funziona lo stesso.
So che in molti casi le formiche sfarfallanti riescono da sole ad uscire dal bozzolo... segnali ne devono mandare bene anche loro. Come mai in quei casi le operaie non le aiutano?
Dovremo scoprirlo!
30 marzo 2011 — PomAnt¶
Confermo, niente scarti di bozzoli nella mia colonia di Camponotus vagus ... cominciavo ad insospettirmi anche io...
30 marzo 2011 — GianniBert 🐜¶
Secondo voi questi bozzoli possono avere semplicemente valore nutritivo? Dovrebbe essere una specie di seta, ma commestibile?
E allora perché le Formica non ci pensano nemmeno a mangiarli? Forse c'è una differenza sostanziale...
Qualcuno ha qualche ipotesi attendibile?
Vedrò alla prima occasione di sentire il Rigato e vi faccio sapere.
30 marzo 2011 — dada¶
in Thailandia le pupe di Camponotus sericeus sono considerate una delizia gastronomica, tipo il caviale...
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_ (e altri insetti vari)
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Tuttavia qui si parla di mangiare la pupa intera e non solo il bozzolo, quindi non c'entra tantissimo col nostro discorso...
Ricordo una cosa che diceva Rigato: i bozzoli sono rimasti come carattere plesiomorfico soprattutto nelle formiche che abitano il legno. Avanzo la mia ipotesi:
Ciò che differenzia il legno dal terreno è soprattutto la relativa povertà di minerali; forse le Camponotus hanno sviluppato il comportamento del mangiarsi i bozzoli per poter integrare la loro dieta con calcio e altri minerali che come xilofile non riescono ad assumere dal terreno?
30 marzo 2011 — dada¶
Ruben ha scritto:
Interessante anche il fatto che le larve vengono poste direttamente sulle prede e si alimentano da sole...
Altra cosa... Ruben nel topic su Aphaenogaster spinosa ha scritto questo, ed è un comportamento comune anche nelle "mie" C. vagus. Anche le vostre larve masticano gli insetti morti?
L'unica differenza è che non ho visto portare le larve direttamente sulle prede, quanto piuttosto il contrario: vengono portati gli insetti addosso alle larve.
30 marzo 2011 — PomAnt¶
si, il cibo alle larve e non viceversa, a meno che non sia gia nel nido.
30 marzo 2011 — GianniBert 🐜¶
Sì, be', in qualche modo i pezzi di insetti vengono in contatto con le larve e queste si nutrono autonomamente, ma ho osservato questa autonomia solo con larve già di una certa stazza.
In effetti anche da me sono le nutrici che portano cibo nella stanza delle larve.
Tempo fa avevo visto larve di Formica lemani mangiare una scheggia di prosciutto stando direttamente sdraiate sopra.
E' possibile che quando sono più piccole questo non si noti, oppure non hanno ancora la forza di mangiare oggetti solidi, e vadano imboccate.
So che le larve di Myrmecia sono del tutto autonome, e da subito, ma stiamo parlando di formiche del tutto diverse dalle nostre.
30 marzo 2011 — dada¶
Io vedo larve anche molto piccole (2-3 mm) attaccate ai pezzi di camola della farina, ma questo può essere a causa della relativa "morbidezza" delle camole... non ricordo di aver mai visto larve così piccole attaccarsi alle gambe di una cavalletta, per esempio.
P.S. Poma, ti prego, dicci qualcosa di più della tua colonia di C. vagus ! Quante sono? Da quanto tempo le tieni? Come le tieni? Sono o non sono fantastiche?
31 marzo 2011 — GianniBert 🐜¶
Torno con le ultime a proposito del banchetto di bozzoli...
Rigato dice che anche lui ha notato che le sue Camponotus nigriceps e anche delle altre che ha, non mettono i bozzoli nel cumulo dei rifiuti.
La composizione dei bozzoli è comunque proteica, ma sembra siano necessari organismi simbionti interni per poter digerire la sostanza sericea.
Non esclude che il genere Camponotus sia favorito in questo dal fatto che in alcuni casi riesce a digerire anche la lignina, e quindi è predisposto a mangiare anche questa sostanza, che viene scartata dalle altre specie.
Suggerisce un esperimento: cioè provare a mettere a disposizione delle vagus i bozzoli scartati di qualche altra specie, e vedere se mangiano anche quelli, ma la composizione chimica dovrebbe essere la stessa.
Lui proverà a somministrare alle sue i bozzoli scartati di Myrmecia.
31 marzo 2011 — PomAnt¶
Sono tra le più interessanti! Le ho dall'estate scorsa, sono circa 100 con 100 in cantiere tra uova, larve bozzoli. Ci sono anche 2 bozzoli molto grandi, penso due major in arrivo.
04 aprile 2011 — PomAnt¶
Quante operaie ha ora la tua colonia GianniBert?
Altra cosa, ho sentito dire che le formiche crescono ancora dopo essere sfarfallate, ma io credo sia difficile dopo che il loro esoscheletro(giusto il termine?) si è indurito scurendosi, cioè dopo poche ore. Secondo voi è vero? E se si in che proporzione ed in quanto tempo?
04 aprile 2011 — GianniBert 🐜¶
No, le formiche non crescono più dopo lo sfarfallamento, e l'unica parte che può dilatarsi sappiamo che è l'addome. La chitina si indurisce nelle altre parti e non può cambiare dimensione, non nelle nostre autoctone, che io sappia, ma chiederò conferme definitive alla prima occasione.
La mia colonia è frutto della sciamatura primaverile in cui è stata catturata anche la regina di Diana (in provincia di Brescia, bassa pianura), per cui sono sorelle (probabilmente) e la nostra gara alla colonia che cresce di più è utile anche per mettere alla prova tecniche, temperature e modi di gestire questa specie in modi diversi.
Quando Luca mi ha portato la colonia aveva già circa 25 operaie (agosto) di cui una decina forse adottate da bozzoli esterni della colonia sorella. Era in provetta, ma io l'ho subito alloggiata in arena piccola, con collegato nido ytong, dove si sono trasferite in pochi giorni.
A settembre, periodo che è sembrato coincidere con l'inizio della diapausa invernale, erano già 80, con una piccola covata che si è mantenuta statica fino a febbraio, e che sta appunto sfarfallando in questi giorni.
Ora le operaie sono più di un centinaio, in nido di legno di pino, con almeno altre 50-100 uova fresche e alcune larve in sviluppo.
Se Diana lo stima utile, posso pubblicare anche io l'iter della crescita per fare raffronti, ma non vorrei caricare il forum di "diari” quasi simili. Manterrei queste utili informazioni come scambio di esperienze all'interno di questo post.
Queste formiche restano per me molto interessanti per reattività e per la facile osservazione delle fasi vitali.
04 aprile 2011 — PomAnt¶
Effettivamente negli altri forum esteri con migliaia di utenti fanno 2 discussioni parallele: un diario-monologo e una discussione parallela. Il risultato è un forum più macchinoso e un po più ordinato, non so se possono interessare altri dettagli ai moderatori.
Tornando a noi non capisco la questione pseudo-sub-major, credo di intuirla ma vorrei me la spiegaste meglio. Le classi reali dovrebbero essere queste:
si tratta i uno sviluppo non ottimale?un po come le prime operaie che sono più piccole?
04 aprile 2011 — Luca.B¶
La major di questa foto è un pò scarsina...
Le major che vedo io in colonie ben avviate sono delle stesse dimensioni della regina...tanto da essere confuse, se non fosse per l'addome più grosso nella regina e il torace più esile nelle major.
04 aprile 2011 — dada¶
GianniBert ha scritto:
La mia colonia è frutto della sciamatura primaverile in cui è stata catturata anche la regina di Diana (in provincia di Brescia, bassa pianura), per cui sono sorelle (probabilmente) e la nostra gara alla colonia che cresce di più è utile anche per mettere alla prova tecniche, temperature e modi di gestire questa specie in modi diversi.
Quando Luca mi ha portato la colonia aveva già circa 25 operaie (agosto) di cui una decina forse adottate da bozzoli esterni della colonia sorella. Era in provetta, ma io l'ho subito alloggiata in arena piccola, con collegato nido ytong, dove si sono trasferite in pochi giorni.
A settembre, periodo che è sembrato coincidere con l'inizio della diapausa invernale, erano già 80, con una piccola covata che si è mantenuta statica fino a febbraio, e che sta appunto sfarfallando in questi giorni.
Ora le operaie sono più di un centinaio, in nido di legno di pino, con almeno altre 50-100 uova fresche e alcune larve in sviluppo.
Se Diana lo stima utile, posso pubblicare anche io l'iter della crescita per fare raffronti, ma non vorrei caricare il forum di "diari” quasi simili. Manterrei queste utili informazioni come scambio di esperienze all'interno di questo post.
I primissimi tempi della tua colonia sono documentati assieme alla mia qui: https://www.formicarium.it/forum/viewtopic.php?p=27#p27
Io non ho fatto adottare bozzoli, forse l'ha fatto Luca prima di portarti la colonia?
Molto interessante fare confronti sullo sviluppo e sulla gestione di due colonie "gemelle" (o quantomeno, geneticamente molto simili).
Prima grande differenza, sicuramente il grado di umidità; io ho sempre la mano un po' pesante con le umidificazioni, sarà perchè vivo in una palude?
A Settembre, mentre tu avevi 80 operaie io ne avevo circa la metà. Le mie sono entrate in diapausa agli inizi di settembre, anche perchè non le riscaldavo e le tenevo all'esterno. Al risveglio (primi caldi alla fine di febbraio), sono subito entrate "in pari" con la colonia sorella grazie a una deposizione eccezionale. Forse esistono meccanismi di autoregolazione che noi non conosciamo, forse la mia regina non ha deposto "più uova" ma ha deposto anche le uova che non aveva fatto in tempo a deporre l'anno prima?
Riguardo invece alle submajor, la ritengo ancora una forzatura, però effettivamente a me sembra che esista una classe intermedia difficilmente definibile fra media e major. Prima della comparsa delle vere major, sono nate diverse media sovradimensionate, con testa e addome da major eppure con lo sterno un po' meno allungato. Viene naturale, anche se poco ortodosso, chiamarle submajor...
Anche le major più impressionanti, quelle che rivaleggiano con la regina come dimensioni, perchè chiamarle solo major quando è ovvia la differenza di dimensioni con una "normale" major? E allora "supermajor"...
La nomenclatura classica non contempla queste sottili differenze, ma secondo me noi come allevatori le notiamo per forza!
04 aprile 2011 — Luca.B¶
No Gianni...la tua colonia e quella di Dada sono "immacolate"...hanno fatto tutto da loro.
L'unica colonia a cui feci adottare bozzoli e operaie è quella che ha Ruben.
Anche secondo me ci sono più classi di Major, in questo caso...
05 aprile 2011 — GianniBert 🐜¶
Ah, credevo di aver capito che qualche bozzolo fosse stato aggiunto... meglio così.
La divisione in caste delle operaie era stata da me affrontata con Fabrizio Rigato perché anche io avevo dubbi su queste divisioni; in realtà possiamo scegliere le interpretazioni perché viene definita come casta a sé quella dei soldati ad esempio in Pheidole, perché non vi sono sviluppi intermedi: o sono soldati, o sono operaie.
Nelle altre specie in realtà sono presenti tutte le possibili sfumature di grandezza, tanto che prendendo il caso delle Camponotus, le major non vengono scientificamente designate come una vera casta di soldati, ma tali sono.
Sono le S. mentali che un po' ci facciamo noi con la smania di dover definire a tutti i costi una cosa con estrema precisione a fini di una classificazione didattica.
Se esaminiamo attentamente le nostre prime 100 operaie, vediamo che le allometrie sono ben definite: tutte le formiche nate di prima generazione e anche nella seconda, hanno sì differenze dimensionali man mano che sono meglio alimentate da larve, ma il capo, il torace e sì, anche l'addome, presentano forme più slanciate, quasi "stirate”, mentre pian piano la struttura del capo comincia ad allargarsi nelle generazioni successive.
Ora nella mia colonia si stanno originando operaie la cui struttura fisica si fa più massiccia, quasi avessero una sorta di corazza retta da una muscolatura più possente. Il capo è largo, con mandibole poderose senza essere sproporzionate, ma nettamente più robuste che nelle operaie di struttura più esile.
Ciò nonostante, continuano a coesistere bozzoli più piccoli, e a nascere operaie "longilinee”, ma le proporzioni quantitative man mano si sposteranno verso le formiche più potenti e massicce, adatte a uscire a caccia in ambiente ostile.
Nasceranno una certa quantità di operaie esili adatte a curare la covata anche negli anni successivi? Se sì, potremo definirle a ragione operaie minor, come per le Messor.
Possiamo così considerare un massimo di tre caste indicative, come nella foto mandata da Pomant, che però al loro interno hanno tutte le varianti dimensionali data dalla buona alimentazione di una colonia matura.
Diciamo che tra noi possiamo intenderci di fare così perché è un po' come un ragazzino che può permettersi di dire ho visto ”un formicone gigante più grosso" al posto di: "ho visto una supermajor” di Camponotus vagus.
Oppure ci facciamo due risate, e cominciamo a definirle "M”, "L” o "XXL”...
05 aprile 2011 — Luca.B¶
hihihihihihhihi
Colpa mia Gianni, te lo dissi io una volta...ma poi dada mi fece notare che la tua colonia era una delle due che avevo lasciata da lei...mentre quella che avevo preso io per me era quella a cui feci adottare di tutto...e che, successivamente, cedetti a Ruben quando prelevai la colonia già avviata dal centro visita dell' Oasi (e che lo stava distruggendo).
Gianni, anche le colonie più vecchie e che presentano i soldatoni più grandi, continuano a sfornare anche formiche piccole. Questo l'ho visto chiaramente andando ad osservare i nidi della vagus in Oasi.
Oltre ad averle viste direttamente, ho potuto notare una grandissima varietà di dimensioni nei bozzoli che spesso portano in superficie. I bozzoli sono un indicatore preciso delle dimensioni delle operaie che nasceranno. In un gruppo di 100-200 bozzoli, potevi vedere chiaramente tutte le taglie...dalle più piccole (simili alla seconda generazione) a quelle giganti quanto la regina stessa.
In fondo operaie piccole sono meglio adatte a "manipolare" uova e larve piccole...quindi sono sempre utili.
Nella prima colonia di Camponotus vagus che ebbi, diedi alla regina alcuni bozzoloni da adottare. Nacquero, ma praticamente non guardavano neanche le uova e le larve. In realtà non facevano proprio nulla...non andavano neanche fuori dal formicaio a foraggiare (credo perchè la colonia era molto piccola, avedo solo 2 operaie di prima generazione). Erano praticamente bocche inutili da sfamare...le dovetti togliere perchè le 2 operaie di prima generaziione passavano tutto il tempo ad alimentarle tralasciando la cura delle larve e uova. Notai un rallentamento dello sviluppo di queste ultime che, al coontrario, riprese in modo normale nel momento in cui tolsi tutti i "soldatoni".
Esistono equilibri anche nelle nascite...ormai lo sappiamo. E ho notato che prelevando colonie in cui oltre alla regina ci sono solo operaie di grandi dimensioni, la regina depone anzitutto uova che daranno vita ad operaie piccole e solo successivamente si assiste alla nascita di operaie maggiori...insomma, la colonia segue sempre la linea di sviluppo:
operaia piccola -> operaia media -> operaia grande (soldato)
questo testimonia l'importanza delle operaie minor anche nelle colonie grandi dove sono presenti soldati giganti.
05 aprile 2011 — PomAnt¶
Allora si potrebbe riassumere con: le caste sono 3, ma possono venir sviluppate in varie sfumature. Come le prime minor sono "mini-minor" per la sottoalimentazione, così le prime major non saranno la massima espressione "teutonica" della classe.
Ps: credo le 2 colonie sorelle abbiano una "cugina", almeno come età. Ho cominciato come voi e sono praticamente allo stesso livello, 100 operaie ca, 100 in sviluppo ca, 1 -Major e 2 -Major ancora in bozzolo.
05 aprile 2011 — GianniBert 🐜¶
Queste dovrebbero essere le conclusioni corrette.
Sarà interessante allora tenerci vicendevolmente aggiornati sui reciproci sviluppi, confrontare i tipi di nidi, le dimensioni delle arene e del nido effettivo, l'alimentazione e l'umidità di come le gestiamo, per vedere anche quale reazione fisiologica possa scatenare delle varianti nelle colonie, anche se io penso sempre che molto dipenda molto dalla "personalità” delle singole regine.
05 aprile 2011 — GianniBert 🐜¶
Voglio segnalare un'altra chicca sull'allevamento di queste formiche, che dovrebbe valere per tutto il genere delle "carpentiere”.
Anni fa, leggendo il mio primo libro serio sulle formiche (Le Formiche, vita e costumi, di Raigner) veniva suggerito lo studio dell'allevamento della covata delle Camponotus all'interno dei tronchi d'albero.
I dubbi venivano dal fatto che i cunicoli delle Camponotus erano tunnel verticali sviluppati per metri in altezza, senza apparenti ripiani orizzontali. Ci si chiedeva come facessero le formiche ad allevare la covata in questi tunnel e si supponeva che le larve avessero una pelosità microscopica che permetteva l'adesione al legno anche in luoghi verticali.
Suggerivano all'eventuale allevatore di provare a fornire alla colonia un facsimile del loro ambiente naturale e vedere cosa accadeva in realtà, dato che in natura era impossibile sorprendere le formiche dentro un tronco senza mettere tutto in subbuglio.
Sono sicuro che il quesito nel frattempo (erano gli anni '70) è stato risolto e confermato; in ogni caso, io in questi giorni sto riscaldando l'esterno del mio nido di legno di pino (liscio e stagionato) e le formiche mettono contro la parete di fondo la covata.
Ora, per sfruttare ogni superficie calda possibile, uova e larve sono appiccicate alle pareti verticali, apparentemente sospese al nulla, seppur sorvegliate da vicino dalle nutrici.
Un altro tassello di conferme alle nostre conoscenze in materia.
05 aprile 2011 — Luca.B¶
...anche se io penso sempre che molto dipenda molto dalla "personalità” delle singole regine....
Riguardo a questo ho qualche regina con una spiccata personalà decisamente propensa alla fuga!!! Da ieri sono ancora li che provano a distruggere il tappo di plastica alla provetta...è incredibile vedere la varietà di indole di regine della stessa specie! Alcune di loro se ne stanno tutte tranquille e ferme...ma due o tre sono indemoniate!!! e sono sorelle...quindi hai ragione Gianni, ogni esemplare ha decisamente una propria "personalità".
Per la questione nidi verticali, confermo anche io che i nidi scavati dalla Camponotus vagus all'internod el legno, sono costituiti da cunicoli verticali privi di stanze o appoggi orizzontali. Ho una sezione in Oasi di una trave che reggeva una bacheca, scavata da questa specie e, effettivamente, non presenta altro che cunicoli verticali.
Il secondo nido didattico per l' Oasi ,che sto preparando proprio per le Camponotus vagus, sarà proprio così...cunicoli vertivali scavati in ceppi di legno e collegati da cunicoli diagonali. Pensavo di mettere qualche canale orizzontale giusto per vedere cosa loro preferiscono quando hanno la possibilità di scelta.
Ma la questione dell'"appendere" le larve al legno la allargherei, forse, anche ad altre specie notoriamente amanti del legno...coome le Crematogaster scutellaris. La regina che ho, spesso lasciava le proprie larve adagiate sulla superficie verticale di una delle stanze del formicaio (anche se era poi in gesso e non in legno)...e le larve restavano letteralmente appese alla parete come tanti quadri.
07 aprile 2011 — GianniBert 🐜¶
Dove sono finiti tutti i rifiuti?????????????????
Da qualche giorno ho notato che il cumulo di rifiuti animali accumulati nel tempo (corazze, rivestimenti di camole, ali varie di grilli) sono spariti dalla stanza dove erano tenuti.
Prima non ci avevo fatto molto caso, ma il cumulo circa 10 giorni fa era notevole. Ora, ieri sera stavo ripulendo l'arena dai rifiuti in giro e in realtà ho raccolto solo alcuni scudi frontali delle teste dei grilli (4 o 5), una zampa e una cuticola di camola.
Non mi sembra che li abbiano sotterrati da qualche parte, quindi mi viene il dubbio che le fameliche larve possano aver mangiato anche questi avanzi ben poco appetitosi. La stessa cosa allora ho verificato rivedendo la colonia di cinerea: non ho trovato avanzi di molti insetti, che avrebbero dovuto esserci.
Verificate anche voialtri allevatori di vagus, questo fatto?
Non penso si tratti di carenza di proteine: le operaie sono comunque ben gonfie, e non faccio mai mancare insetti.
Un altra cosa che si può osservare anche nella scheda su "Costruire un nido di legno”, è il "cesso” della colonia: all'inizio era un punto solo, ora sono due, si vedono nettamente nel legno chiaro i punti dove sembra che le formiche abbiano deciso di andare tutte assieme a defecare. Forse negli altri materiali da nido si notano meno, ma sul legno è evidente, ed è sempre fuori portata da dove tengono la covata.
07 aprile 2011 — Luca.B¶
Avevo avuto anche io l'impressione che sparissero resti chitinosi e rimasugli di cibo...ma, sinceramente, non ci feci molto caso e non approfondii.
Inizialmente pensai li sminuzzassero molto finemente...e, in effetti, mi è capitato di trovare in arena dei pezzi davvero molto piccoli. Ma, effettivamente, c'è troppo poco materiale per tutte le camole che gli offro.
Non le ho mai viste seppellire e non ho mai trovato tumuli o terra smossa in arena.
Confermo la tua osservazione...scompaiono letteralmente. Questo, a me, accade da una 15na di giorni...da quando, cioè, si sono svegliate completamente. Prima, al contrario, mantenevano tutto nel formicaio.
Dubito possa essere solo la questione "larve fameliche" (magari solo una parte fa quella fine), poichè la mia colonia non ne ha. Quindi sono le operaie che fanno sparire tutto. Presterò più attenzione...però ho notato nella mia colonia di Myrmica rubra che alcune operaie lavorano sempre attorno ai resti di camole e, dopo un pò, queste sono polverizzate e in poco scompaiono da dentro il formicaio.
Ho semmpre pensato che avesse luogo qualche processo di decomposizione naturale all'interno delle camere dove raccolgono i rifiuti. Anche perchè, in questo caso, non ho terra in arena e anche polvere chitinosa la avrei vista...
L'unica cosa che ho visto è un residuo tipo muffa dove prima c'erano i resti.
07 aprile 2011 — dada¶
Per l'ennesima volta la mia colonia si distingue per educazione e classe
E' vero che le larve sono in grado di far sparire pezzi di cibo apparentemente secchi e immangiabili... però nella mia colonia dall'estate scorsa è stata istituita una vera e propria discarica comunale, che devo svuotare settimanalmente con un cucchiaino o una paletta altrimenti diventerebbe in breve tempo una vera e propria montagna di rifiuti.
Eccola, con i rifiuti di 5-6 giorni ammassati:

Particolare dei rifiuti:

In mezzo a quei rifiuti c'era anche un'operaia morta
Molto piccola, forse una delle primissime operaie. Non credo che sia morta in mezzo ai rifiuti, ma piuttosto che il suo cadavere sia stato portato lì. Nella foto non si vede perchè l'ho tolto appena l'ho visto (faceva tristezza...)
06 maggio 2011 — GianniBert 🐜¶
Osservazioni riportate ultimamente sul comportamento di Camponotus vagus, anche paragonate ad altre specie che ho in allevamento.
A proposito dei rifiuti prodotti: ho registrato che in assenza di rifornimento di cibo fresco le operaie tendono a sgranocchiare e digerire (ma lo fanno sicuramente per le larve) ogni residuo animale, scartando solo le teste dei grilli e le elitre dei coleotteri più robusti. Mentre in presenza di un rifornimento costante e abbondante hanno cominciato a scartare la chitina delle camole, dopo averle ripulite a dovere. Tutti i rifiuti vengono portati con i cadaveri (due in tutto da questa primavera) in un angolo dell'arena esterna.
Capacità e reazioni di reclutamento e allarme:
la reazione a presenza di nemici in arena è estremamente rapida e totale, con decine di operaie che escono a pattugliare e attaccano ogni cosa in movimento; per contro la tecnica di attacco è relativamente efficiente rispetto a formiche come la rufa o Myrmica, limitando i morsi e il contatto a scatti occasionali, finché non sono impegnate finalmente in un corpo a corpo. Probabilmente contano sulla potenza istantanea di un morso ed evitano il contatto diretto duraturo col nemico, finché non sono sicure della forza dell'avversario.
Per contro ho notato che reagiscono con un reclutamento relativamente veloce in caso di preda, limitandosi a richiamare le compagne se la fonte è liquida (miele), che però vengono già attratte dall'odore.
In caso di grosse prede il tempo trascorso fra il contatto è il trascinamento nel nido è relativamente lungo, con casi in cui si sono soffermate a nutrirsi sul posto prima di mettere in atto il recupero.
Tutto un comportamento inverso in paragone a Formica cunicolaria, che a parità di popolazione recluta molto rapidamente in caso di preda, che viene immediatamente trascinata nel nido e poi mangiata; per contro, il reclutamento in caso di incursioni nemiche in arena è scarso o quasi nullo, limitandosi a una ritirata strategica, e solo se il pericolo persiste organizza una debole reazione di gruppo.
La regina di vagus attraversa periodi di stasi quasi totale, trascorrendo le giornate immobile in una stanza molto piccola e buia, a periodi in cui dev'essere molto attiva.
In pratica la quantità di uova presente ha picchi di crescita improvvisi, probabilmente dovuta a deposizioni notturne che non ho ancora potuto osservare, che devono essere alternate a lunghi periodi di riposo.
Almeno questa è la sola spiegazione logica agli aumenti ciclici di covata: ormai i cumuli di uova, larve e bozzoli non sono più calcolabili, se non approssimativamente.
Le operaie maggiori, i cosiddetti soldati, non hanno ancora mai lasciato il nido, limitandosi a girovagare nelle camere ad accudire la covata, ma non sono pieni come le operaie minori, mentre presso l'entrata del nido, all'esterno, stazionano in piccoli ripari 20-30 operaie minori smilze e molto attive, come una specie di guarnigione di sentinella. Sono loro che riportano il cibo all'interno del nido, senza nemmeno andare troppo oltre le prime stanze e distribuendolo alle prime operaie interne accorse. Così come depositano le prede smembrate sempre in questa stanza.
Possiamo ipotizzare una catena di distribuzione dei compiti, oltre che alimentare.
Tutte queste note sono riportate come comportamento osservato su una colonia attualmente di circa 150 operaie e 200-300 elementi covata per le vagus, mentre sono più di 300 bozzoli, e una quantità incalcolabile fra uova e larve per F. cunicolaria.
4-28 vagus A.JPG
5-26 Vagus b.JPG
06 maggio 2011 — dada¶
Gianni, le mie osservazioni a grandi linee combaciano, però ho riscontrato alcune differenze con quello che riporti. Eccole:
cadaveri = due in tutto da questa primavera
Io ho avuto un numero di cadaveri molto maggiore (almeno 10). Un paio di questi cadaveri erano di minuscole operaie appartenenti alle primissime uova nate l'anno scorso.
Un altro paio di questi cadaveri erano di operaie minor appena nate (ancora molto chiare), evidentemente nate con qualche difetto e quindi uccise (decapitate) e portate fra i rifiuti.
I restanti cadaveri (almeno mezza dozzina) erano di formiche adulte, minor e media decapitate e variamente mutilate.
A quanto pare ci sono delle tensioni interne nella mia colonia che vengono risolte alla maniera di Robespierre.
Le operaie maggiori, i cosiddetti soldati, non hanno ancora mai lasciato il nido, limitandosi a girovagare nelle camere ad accudire la covata, ma non sono pieni come le operaie minori, mentre presso l'entrata del nido, all'esterno, stazionano in piccoli ripari 20-30 operaie minori smilze e molto attive, come una specie di guarnigione di sentinella. Sono loro che riportano il cibo all'interno del nido, senza nemmeno andare troppo oltre le prime stanze e distribuendolo alle prime operaie interne accorse. Così come depositano le prede smembrate sempre in questa stanza.
Possiamo ipotizzare una catena di distribuzione dei compiti, oltre che alimentare.
Le mie operaie maggiori, forse perchè leggermente più anziane delle tue, si comportano in maniera differente. Non si occupano del foraggiamento, ma si spostano attivamente e frequentemente all'interno del formicaio, attraversando anche le arene, per raggiungere diversi posti del nido; presso i cumuli di uova, larve e pupe ci sono sempre almeno 2-3 major con l'addome superdilatato che "montano la guardia". Se disturbo la covata con uno stuzzicadenti, le minor portano in salvo la covata e le major si attaccano allo stuzzicadenti. Dunque non fanno solo da replete, ma sono vere e proprie guardie.
Va anche notata la radicale differenza nell'organizzazione dei nostri due formicai. Il tuo è la Russia zarista dell'800; il mio è la moderna Svizzera cantonale.
Ovvero, i mucchi di uova/larve/pupe nel tuo formicaio sono "centralizzati" e difesi da un buon numero di operaie; nel mio sono disseminati in vari punti anche distanti fra loro, e spesso molto poco difesi, senza un reale e numeroso "esercito" a proteggerli.
06 maggio 2011 — GianniBert 🐜¶
dada ha scritto:
Va anche notata la radicale differenza nell'organizzazione dei nostri due formicai. Il tuo è la Russia zarista dell'800; il mio è la moderna Svizzera cantonale.
Non ho capito se se lo devo considerare un apprezzamento o una svalutazione delle MIE formiche!!!
Scherzi a parte, credo si tratti anche di una diversa struttura del nido, che privilegia alcuni atteggiamenti delle due colonie.
Dove c'è un'unica uscita e una fonte di calore localizzata su una struttura di legno (tengo alcune ore giornalmente un tappetino riscaldante sul retro della parete di fondo, dato che casa mia è abbastanza fredda), le formiche si organizzano di conseguenza, mentre tu che hai le varie stanze divise su diverse facciate di un nido di gesso, non hai un luogo preciso in cui le formiche pensino di dover accumulare la covata.
Inoltre io per vedere le loro reazioni ho fatto diversi tentativi di nutrirle o disturbarle con insetti e formiche straniere, e forse la colonia ha sviluppato come in natura un atteggiamento difensivo basato sulla vigilanza, che è tipico di queste formiche battagliere.
Non dimentichiamo che l'indole di una colonia può dipendere anche da altri fattori che ne condizionano la crescita, non ultimo il fatto di sentirsi sicura da nemici.
A questo proposito riporto una interessante osservazioni sulla M. barbarus presa a Entomodena: la tenevo in provetta schermata con carta rossa, e ogni volta che le toglievo la protezione la regina correva qua e là molto agitata; da quando sono nate le prime operaie (ora una decina) questo atteggiamento si è smorzato parecchio, e non si registrano più sintomi di stress da osservazione...
07 maggio 2011 — dada¶
e riguardo alle esecuzioni sommarie invece cosa ne pensi?
Stasera ho trovato altri 2 cadaveri nel mucchio di rifiuti, divisi in più parti; ho anche visto una media che portava altri pezzi di formiche dal tubo, quindi forse i cadaveri sono 3 o 4, vedremo.
Dipende forse dalla lontananza fra i vari cumuli di larve e pupe? perdita di odore sociale? Dieta iperproteica che stimola l'aggressività? (sto sparando nel buio)
Le formiche non appaiono stressate, anzi, nulla le tange - l'unica cosa che crea scompiglio sono i movimenti residui delle camole tagliate che offro loro. Un paio di volte ho provato a disturbare una covata con uno stuzzicadenti per vedere cosa succedeva, ma non direi di averle traumatizzate (e comunque le decapitazioni avvenivano anche prima di questi miei piccoli disturbi).
10 maggio 2011 — GianniBert 🐜¶
Questa cosa delle lotte intestine fra operaie sorelle viene riportata in diverse situazioni.
Io ho il riscontro di qualcosa di simile tra le Messor capitatus del nido più grande che ho, dove periodicamente si assiste al trasporto sul cumulo dei rifiuti di operaie fatte a pezzi dalle compagne.
Pare che le competizioni gerarchiche all'interno della colonia siano comuni in molte specie, quando forse ci sono problemi di spazio, o di affermazione del proprio status.
Potrebbe sembrare strano parlare di gerarchie quando si parla di formiche, ma non sono pochi i casi in cui anche a livello di regine si hanno subordinate ridotte quasi a livello di operaie bottinatrici (Manica rubida è un esempio) e all'opposto le regine dominanti che si incaricano di deporre le uova.
Credo che il meccanismo di queste gerarchie siano ancora da studiare e definire. Mi informerò meglio alla prima occasione.
Alla base rimane che la lotta per la supremazia è reale e in certi casi causa numerosi decessi all'interno della colonia.
Io non l'ho ancora riscontrato in altre colonie, solo in Messor; mi vien da pensare che spazio vivibile e popolazione siano strettamente collegati, perché è l'unico caso in cui abbiamo problemi di sovrappopolazione in un formicaio relativamente grande.
Tutte le altre colonie si comportano normalmente.
10 maggio 2011 — cava8484¶
anche a me è successo tra operaie minor contro major e medium nelle messor,e non era un problema di spazio perchè ne ho solo 70 in un formicaio...ho assistito a scene in cui una decina di operaie minor dopo un trasloco non sono più state fatte entrare nel nuovo nido e venivono continuamente attaccate dalla colonia
09 settembre 2011 — feyd¶
Ragazzi riporto qui le mie osservazioni su questa specie fantastica, e quella che da piu soddisfazioni e che permette di essere osservata meglio.
Allora premessa, la mia regina e di quest'anno presa a luglio con le prime 2 operaie, ora conta 22 operaie minor e parecchi bozzoli/larve grandi in tutto 30 circa piu uova e piccole larvette, ho notato che la regina depone gruppi di uova ogni settimana circa.
nonostante tutte le formiche siano belle grasse sgranocchiano i resti chitinosi delle camole che non vengono portati fuori nonostante abbiano poco spazio, e spesso e possibile vedere le larve che mangiano autonomamente.
Una piccola parte delle operaie con il gastro sempre sgonfio staziona nella provetta in arena dove si vedono resti organici di vario tipo, e queste formiche sono le cacciatrici sempre pronte quando inserisco del cibo a prenderlo e traspostarlo cosi come e nel nido dove viene fattoa pezzi e divorato.
09 settembre 2011 — GianniBert 🐜¶
Le tue osservazioni sono in linea con le mie (o le Nostre?).
E' interessante notare, se non l'hai già fatto, che le vagus mangiano anche i resti dei bozzoli, e le larve fanno sparire tutto il resto, mentre nel caso di una formica moderatamente più onnivora, come la Formica cunicularia, che mangia cose scartate dalle Camponotus, i bozzoli vengono ignorati e portati fra i rifiuti.
09 settembre 2011 — feyd¶
Vero avevo dimenticato di scriverlo non ci sono scarti di bozzoli ma e una cosa che ho notato anche nelle c. Lateralis anche se li ogni tanto qualche bozzolo lo si vede accumulato nel formicaio e non nella discarica in arena.
26 settembre 2011 — feyd¶
scusate se riscrivo qui ma ho una domanda
la mia vagus continua a deporre ed ora ha superato i 40 individui con altrettanti bozzoli parecchie larve di cui alcune anche molto grandi ma il problema è che ha almeno 100 uova che ho letto che hanno problemi con l'ibernazione.
ora la domanda è per ibernare devo aspettare che la regina smetta di deporre e che si schiudano le uova?
per il momento nella mia camera dove le tengo la temperatura di notte scende intorno ad i 18 gradi ma durante il giorno si mantiene su i 25 e poco piu ma tengo una fonte di calore(lampadina) su una piccola zona del nido e loro spostano tutta la covata li salvo le larve più grandi.
non ho fretta di fargli fare l'ibernazione ed ho letto che possono andarci senza problemi in tardo novembre(il che mi porterebbe a quasi 200 individui ) e svegliarle a fine febbraio , in ogni caso per ibernarle devo aspettare che faccia freddo visto che in frigo non le metto, mi fido poco e mi sembra molto innaturale, preferisco tenerle in soffitta con le finestrelle aperte dove la T non dovrebbe andare sotto i 5 gradi ma non dovrebbe salire neanche di più, più o meno come se fossero in un tronco.
27 settembre 2011 — GianniBert 🐜¶
Secondo me la soffitta è ideale.
Non preoccuparti per i tempi. In ogni caso bozzoli e larve possono svernare in stasi, così se le uova schiudono nel prossimo mese va tutto bene.
Il tuo racconto ricalca più o meno quello delle nostre altre colonie.
Finché mangiano e ci sono un po' di operaie che girano tienile in casa, e quando vedrai in intorpidimento generale, e meno interesse per il cibo, potrai spostarle in soffitta.
Lì bada solo che il nido non sia mai troppo asciutto, o che abbiano una riserva d'acqua da bere.
04 ottobre 2011 — GianniBert 🐜¶
Alle soglie dell'autunno 2011, voglio tirare le somme sulla tenuta della mia colonia di vagus.
Gli altri allevatori paralleli si confrontino con le mie considerazioni, anche per trovare conferme o smentite delle proprie impressioni, quelli che si vorrebbero impegnare assumendosi la responsabilità di gestire questo tipo di formiche ci pensino bene, perché agli stimoli e alle soddisfazioni, si associano responsabilità e problemi che alla lunga possono dimostrarsi impegnativi.
Inutile dire che tutti noi che abbiamo iniziato a studiare e ad allevare Camponotus, siamo soddisfatti e stupidi dalla velocità di crescita, sia in dimensioni che in numero, di questa formica che esce dagli schemi classici a cui siamo abituati.
Le pur bellissime ligniperda ed herculeanus hanno richiesto a tutti coloro che si sono cimentati con queste specie, anni difficili e stentati. Un'altra dimostrazione che formiche pur robuste e all'apparenza di semplice gestione, richiedono cure e condizioni particolari per avere un buon successo.
Noi non siamo qui (spero) a far la gara o a misurarci a chi ottiene le colonie più grasse e prosperose, anche perché poi non macelliamo o vendiamo a peso le nostre formiche, ma non posso nascondere l'impazienza anche personale quando ho spiato le mie belle regine produrre stentatamente poche operaie striminzite in mesi di osservazione.
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Personalmente il piacere di osservare, studiare, scoprire i piccoli segreti di ogni specie, passa anche attraverso la soddisfazione di vedere queste famiglie laboriose prosperare e agire come in natura. Non voglio dire che non si debbano allevare ligniperda o herculeanus, solo che quando leggo da qualche parte "adatta ai principianti” e "nessuna difficoltà”, mi viene un po' da ridere; la pazienza stessa è già un ostacolo insormontabile per molti giovani che si cimentano per la prima volta con il mondo delle formiche, e iniziare con quelle che hanno i tempi di crescita più lenti fra le nostre autoctone senza dire niente in proposito, non mi sembra un consiglio corretto.
Invece queste rustiche e scattanti formiche mediterranee sono davvero una gradita sorpresa: perché questi sono i fatti: da zero a 50-100 operaie da aprile a settembre (come certe colonie di Lasius), e non è difficile raggiungere il migliaio nella seconda stagione; inoltre non si può ignorare la stazza e gli ingombri che rendono necessari accorgimenti particolari per gestire le Camponotus vagus.
Un riassunto: le formiche sono aggressive, veloci, non particolarmente organizzate nella cooperazione, preferendo cacciare solitarie. Altro discorso vale per la velocità di allarme e reclutamento. Anche le prede spesso non vengono smembrate o trasportate nel nido come fa il genere Formica, ma divorate sul posto. Il nido, inizialmente barricato, poi è ben protetto da operaie anziane molto irritabili e reattive.
Insomma una specie che risponde a molti requisiti di interesse, anche per chi ha già provato anche formiche particolarmente attive, data anche che, come dice il proverbio, "anche l'occhio vuole la sua parte”.
A questo punto però sorge la necessità di diversificare una dieta che una colonia di 1000 individui grossi e famelici richiede; vero che ce la caviamo allevando camole e grilli, e che con zucchero, miele e altri derivati possiamo soddisfare il fabbisogno giornaliero di una simile popolazione, ma va considerato almeno un cucchiaio di miele al giorno, e anche grilli e camole non so se risolvono il fabbisogno proteico completo di una colonia, per quanto ben nutriti.
La ferocia con cui le mie esploratrici assalgono mosche e bruchi, fa pensare che sia per lo meno auspicabile variare la dieta abitudinaria della colonia almeno una volta alla settimana.
Alla prossima primavera si presenterà il conto: la colonia va di nuovo trasferita in un nido più grande, che possa far fronte a una popolazione che minaccia di impennarsi verso le 2000-4000 operaie. E dove le metti?
Quanti insetti, miele, e quanti altri problemi porterà una simile colonia ormai in fase effettivamente adulta? Queste formiche hanno dimostrato una prolificità e adattabilità in cattività pari a quella di formiche ben più piccole e con ben altro metabolismo, come Tetramorium o Pheidole...
Mi domando a questo punto quanto possiamo raccomandarle a un principiante come "formiche facili”.
6-11a Vagus.JPG
10-4a Vagus.JPG
04 ottobre 2011 — feyd¶
Gianni fantastica colonia vista dal vivo fa impressione la quantita di operaie in arena
Gia le mie vagus in una 60ina mangiano almeno mezza camola al dì, e stavo proprio valutando quando mangeranno quando saranno qualche centinaio o migliaio
Diversificare la dieta è fondamentale anche secondo me infatti fornisco camole mosche zanzare e tutti gli insetti che mi passano davanti mentre sono in camera, indubbiamente consiglio a tutti quelli che vogliono allevarle di mandare avanti in contemporanea un allevamento di grilli ed uno di camole ben sviluppati o di prepararsi a comprare cibo vivo direttamente al negozio piu vicino.
Dalle mie osservazioni la colonia caccia in gruppo le prede vive, per esempio inserendo una mosca senza un ala al primo contatto le cacviatrici iniziano a perlustrare l'arena fino a quando una riesce a bloccare la vittima ed a quel punt le formiche cooperano per trasportarla nel nido ed ucciderla, pero forse alla comparsa delle major il comportamento varierà.
Rispetto alle altre camponotus noto che la crescita piu elevata dipende dalla differente quantita di uova deposte, le cruentatus e le aetyopis depongono un uovo ogni tanto mentre le vagus depongono a blocchi molto frequentemente e nella mia colonia ho piu di 100 uova divise in mucchiettisempre molto accuditi.
04 ottobre 2011 — GianniBert 🐜¶
Quando dico che non cooperano, intendo dire che non lo fanno come ad esempio Pheidole o rufa. Se non hai mai visto in azione le rufa, non hai idea... Ma anche altre del genere Formica sono più efficienti, è proprio un sistema diverso di caccia.
Certo che le vagus hanno dalla loro la stazza, e in spazi chiusi riescono a catturare la preda, ma la loro non è una cooperazione in senso stretto, agiscono un po' ognuna a caso, anche nel modo di attaccarsi alla preda sono meno tenaci, forse confidano solo nella loro grande forza.
Senza nulla togliere al risultato finale.
04 ottobre 2011 — feyd¶
si la caccia delle rufa mi manca, le pheidole ovviamente per spostare la preda hanno necessita di essere molte quindi cooperano si ma per stretta necessità, le altre formiche qui da me le vedo sempre più o meno solitarie o in piccoli gruppetti per prede più grosse proprio come le vagus.
04 ottobre 2011 — millepiedi97¶
GianniBert ha scritto:
Le tue osservazioni sono in linea con le mie (o le Nostre?).
E' interessante notare, se non l'hai già fatto, che le vagus mangiano anche i resti dei bozzoli.
riprendo questo discorso per dire che le mie non mangiano i resti dei bozzoli ma li accumulano in arena (ovviamente negli angoli, così il sottoscritto fa una fatica bestiale ), può dipendere dalla dimensione della colonia? oppure da una diversa alimentazione? (le mie hanno sempre il gastro pieno e la loro dieta è molto varia).
Luca
04 ottobre 2011 — feyd¶
anche le mie sono più che grasse solo che mangiano il bozzolo nel momento stesso nel quale sfarfallano la nuova nata, e mangiano anche la maggior parte dei resti chitinosi.
anche qui dieta varia ma appunto sono meno di un centinaio le tue?
04 ottobre 2011 — millepiedi97¶
le mie sono 20-25 (non riesco a contarle bene), hanno 2 larve e 3-4 bozzoli
Luca
04 ottobre 2011 — zambon¶
Bellissima colonia ma soprattutto interessanti osservazioni (non avevo mai letto tutta la discussione precedente) io faccio la spugna!
04 ottobre 2011 — feyd¶
Effettivamente oggi sono state tutto il giorno a mangiare, un grillo adulto morto e mezza camola ed ancora non hanno finito, e hanno accumulato un po di resti di bozzoli nella discarica, queso può indicare che mangiano i bozzoli solo quando non hanno altro da mangiare ma non credo per fame ma per noia o tanto per non buttarli, infatti quando soo occupate con altro non li mangiano.
Ovviamente è slo un osservazione sporadica quindi cercherò di ripeterla il prima possibile.
22 novembre 2011 — feyd¶
oggi è nato la prima major vera, è ancora poco pigmentata e misura circa un cm, è nata con la colonia poco sopra le 100 operaie e già in diapausa.
sono proprio contento di questa bella nascita
20 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Oggi, 20 febbraio 2012, ho fatto visita alla colonia in ibernazione invernale.
Sto preparando una nuova sezione modulare da aggiungere al nido a due facce, che prevede una terza faccia collegata con cardine "a libro” che permetta comunque la vista sulla faccia intermedia, altrimenti nascosta.
La situazione attuale è la seguente, su entrambi i settori popolati dalla colonia: tutte le operaie ammassate in due aree distinte, con alcune distaccate e altre forse morte (le 4 o 5 a sinistra sul ripiano), o comunque raggomitolate in modo anomalo.
Le distaccate si muovono lentamente, evidentemente sono sonnambule!
Le avranno espulse le operaie attive una volta morte, o si saranno isolate spontaneamente?
02-20 Vagus A.JPG
La mia intenzione è di svegliare la colonia appena finirà questo periodo di freddo ancora intenso, o almeno di riportarla a temperature più miti di quelle del garage dove stanno, e vedere come si comporteranno. Credo che opererò in tal senso a metà marzo.
Non si vedono bozzoli o larve, che erano presenti in autunno, ma è mio parere che siano seppelliti dalla massa di operaie, come la regina...
20 febbraio 2012 — feyd¶
gianni sarebbe interessante provare a fornire loro una facciata spessa un cm o poco meno in sughero in modo che lo possano scavare cosi da vedere come costruirebbero un nido naturalmente, credo che anche mezzo cm sia sufficiente in tal senso.
e cmq da quanto vedo in quel nido stanno ancora larghe, certo che se riprendono a crescere con i loro ritmi dovrai più che raddoppiare il nido entro autunno prossimo, ed allora avoglia a libri e cardini xD
sempre bellissima la tua colonia
21 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Non stanno larghe. Per questo ho costruito la terza facciata.
Quando si espandono e cominciano a tirar su la covata per ora lo spazio è ancora buono, ma visti i precedenti in una stagione lo renderebbero insufficiente. Calcoliamo che ne hanno riempite due intere il secondo anno di vita!
Preferisco prevedere in anticipo, prima che si attivino andando ovunque, a provvedere all'espansione del nido, che troveranno pronto al risveglio.
Quanto prima posterò le foto della nuova sezione e i suoi nuovi accorgimenti "innovativi”. Non metterò sughero scavabile, perchè non posso permettermi di scialare con lo spazio. Ci penserò eventualmente se allevo una seconda colonia, partendo da zero. Ma come scavano certe formiche già si sa, non occorre granché sperimentarlo.
21 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Nella nuova sezione modulare del mio nido di legno per Camponotus vagus ho fatto delle scelte precise, dettate dalle esperienze precedenti e dalle necessità di adattarle al nido esistente.
Intanto ho scartato l'uso di listelli spessi e pesanti che sottraevano spazio alla vivibilità del nido e poi per sostenere cosa? 10 kg di formiche?
Il peso specifico è irrisorio e quindi bastano delle mensole leggere e poco ingombranti. Chiodi? Il Vinavil è estremamente efficace e consente una messa in opera rapida e indolore. Infatti avendolo già usato ripetutamente nei vecchi nidi posso confermare che non infastidisce affatto le colonie, e permette di fissare sezioni minuscole che un chiodo non potrebbero ricevere...
La scelta tattica ideale si sono rivelati i comuni bastoncini da ghiacciolo, leggeri, resistenti, facilmente fissabili con un velo di colla e modulabili su ripiani multipli pur lasciando ampio spazio di manovra per le formiche di mole considerevole come Camponotus vagus.
Ne è risultata una struttura leggera e spaziosa.
La differenza di abitabilità con le foto precedenti è ben visibile.
Nido legno A.JPG
Solo sulle pareti periferiche e i canali di raccordo ho usato listelli di legno stagionato spesso, rinforzati e adatti a reggere le viti da plexiglas che consentono un buon fissaggio del vetro.
Nido legno C.JPG
Alla base ho trapanato un foro in cui passare un perno (un chiodo lungo) che andrà a fissarsi come cardine nella base della struttura del vecchio nido.
Lo scorrimento della facciata consente di chiudere a libro le tre facciate e contemporaneamente di aprire il modulo aggiunto e controllare la situazione della facciata nascosta.
Per evitare intoppi nel movimento del collegamento ho recuperato un vecchio tubo di plastica a soffietto, che permetterà il movimento senza troppi sconvolgimenti o rigidità.
Nido legno E.JPG
Per assicurare un minimo di umidità e un serbatoio interno, ho usato un tubo sottile chiuso con silicone, al quale accederò saltuariamente con iniezioni di acqua dall'alto, sfruttando un foro minuscolo adatto all'ago di una siringa. Ho già appurato il buon funzionamento di questo sistema nelle due sezioni precedenti, ma siccome la sezione 3 è profonda solo un cm, ho dovuto usare un tubo di sezione leggera e non una provetta, che non ci stava.
Nido legno B.JPG
Non ho ancora un riscontro sicuro al 100% di questa nuova sezione. Lo verificherò solo questa estate, ma viste le precedenti esperienze posso andare abbastanza tranquillo, tanto che se mai dovessi progettare in futuro un nido nuovo per Camponotus userò ancora questi accorgimenti, adattandoli a seconda dei miei desideri, perché il rapporto "facilità di uso-resa effettiva-abitabilità-visibilità interna”rendono la preparazione di questo modello divertente e facile.
Le formiche devono avere sufficiente spazio per muoversi da un ripiano all'altro, devono avere la possibilità di accudire una covata numerosa senza accumularla in strati eccessivi, e nel contempo poter disporre di un numero di vani in un rapporto spazio effettivo/spazio utilizzabile ideale.
L'arte con cui si dispongono i vari ripiani è soggettiva e fa parte di calcoli e scelte artistiche e tattiche personali.
E' vero che questa struttura risultata a stanze parallele è abbastanza rigida visivamente, ma è molto funzionale e compensa la vivibilità sacrificando l'estetica di gallerie e stanze arrotondate che solo il lavoro di un carpentiere vero, con strumenti appositi, scavando una trave monoblocco, potrebbe ottenere.
Un esempio è il bel nido per carpentiere realizzato da Filobass: sarebbe la mia forma ideale, ma per una colonia di vagus richiederebbe dimensioni e lavori che superano il mio limite di tempo e di capacità tecnica.
Invece per Camponotus herculeanus, dati i tempi relativi di crescita, permette un utilizzo sul lungo periodo che vagus stravolgerebbe nel giro di una stagione,c ostringendo a immediati allargamenti.
Ovviamente in tutte queste considerazioni parliamo di formiche di una certa stazza. Per Crematogaster o altre formiche arboricole minori le cose cambierebbero.
21 febbraio 2012 — feyd¶
Bellissimo complimenti gianni.
Appena posso vi faro vedere il mio nido per questa specie, ma devo ancora costruirlo quindi.....
21 febbraio 2012 — zambon¶
Rinnovo i complimenti è sempre un piacere vedere una colonia in così buono stato , una cosa Gianni non ho capito, il tubo che hai usato per umidificare lo lasci aperto come si vede nelle foto o lo schermi con qualche cosa in modo che qualche formica non vi entri e poi rimanga lì annegata oppure ci finisca qualche cosa magari portato dalle formiche stesse, sarebbe un problema poi togliere il corpo estraneo o la distanza tra il bordo del tubo e la parete e così poca che fa da schermo?
Per arboricole piccine non potrebbe essere utilizzato? (naturalmente proporzionandolo alla mole delle formiche)
22 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
zambon ha scritto:
Per arboricole piccine non potrebbe essere utilizzato? (naturalmente proporzionandolo alla mole delle formiche)
Per arboricole piccole si dovrebbe proprio cambiare tutta la struttura, usando listelli a spessore diverso, magari recuperando materiali idonei che al momento non mi vengono in mente. Io avevo fatto un nido per Crematogaster incollando listelli alti pochi mm a una tavoletta e aveva funzionato, finché avevano bucato la base stessa di legno massiccio...
Non so, è una cosa che va pensata ad hoc, a seconda dei casi e dell'adattamento che poi si applicherà in arena.
Per formiche come Camponotus lateralis, C. truncatus, o per Dolicoderus quadripunctatus adatterei ancora una base di pino, magari usando per le sezioni interne listelli o placche di sughero...
Non ci ho mai pensato veramente, perché non ho mai tenuto queste formiche, e le lateralis che ho sono appunto in un nido di sughero incorniciato da legno duro; nido fatto da Feyd, che per ora serve egregiamente allo scopo...
Per il tubo dell'acqua no, lo lascio aperto: le formiche ci entrano con attenzione per bere!
Nel nido originale non ci hanno mai portato rifiuti, anzi, e l'unica volta che una formica è caduta dentro (e infatti temevo morisse e marcisse lì, è riuscita da sola a uscire.
Non sono Pheidole. Non annegano facilmente in poco spazio, e sembra che in breve imparino a usare la struttura come umidificatore, così come progettato.
22 febbraio 2012 — Apus¶
Ciao Gianni!
Complimenti per il nido e grazie per gli spunti e le nuove idee che ci dai.
Ho visto il tuo nido a Entomodena a settembre e se non ricordo male l'arena non era così grande.
Ho una curiosità: oltre all'aggiunta di pannelli nuovi hai pensato anche ad un'arena più grande?
Grazie e salutoni!
Federico
P.S. il tubo di umidificazione funziona bene già così ma per altre specie più sensibili ad annegamenti come copertura si potrebbe mettere una retina da zanzariera ? L'ago della siringa entrerebbe senza problemi ma le formiche dovrebbero rimanere fuori.
22 febbraio 2012 — zambon¶
il tubo di umidificazione funziona bene già così ma per altre specie più sensibili ad annegamenti come copertura si potrebbe mettere una retina da zanzariera ? L'ago della siringa entrerebbe senza problemi ma le formiche dovrebbero rimanere fuori.
Ciao Apus, ci avevo pensato anche io ma poi è vero che non entrano ma allo stesso tempo o si mantiene un livello a filo oppure alle formiche viene preclusa la presa di acqua.
Per il tubo dell'acqua no, lo lascio aperto: le formiche ci entrano con attenzione per bere!
Nel nido originale non ci hanno mai portato rifiuti, anzi, e l'unica volta che una formica è caduta dentro (e infatti temevo morisse e marcisse lì, è riuscita da sola a uscire.
Non sono Pheidole. Non annegano facilmente in poco spazio, e sembra che in breve imparino a usare la struttura come umidificatore, così come progettato.
Ciao Gianni, un sistema simile lo avevo pensato per le mie piccole arboricole, però prevedeva un tubo rigido e rigorosamente dritto e un galleggiante ricavato da un pezzo di polistirolo espanso di forma sferica, senza spigoli di una misura che entrasse comodamente nel tubo e che seguisse il livello dell'acqua garantendo alle piccole un isola "di sicurezza" e un appiglio che offrisse un buon grip anche da bagnato in modo che anche se cadute in acqua potessero risalire.
Con un tubo abbastanza largo si potrebbe disfare un pochetto di polistirolo nelle palline di cui è composto, metterne un pò in modo che formasse, una volta riempito il tubo di acqua, formassero un tappeto rado di palline galleggianti.
Le Camponotus vagus non le allevo, effettivamente sembrano abbastanza robuste da sfangarsela lo stesso.
22 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Rispondo rapidamente a tutti e due...
Zambon, la tua idea del polistirolo mi piace e potrebbe funzionare. Io non posso metterne qui perché il tubo è fin troppo stretto, e come ho detto, le vagus non ne hanno necessità. Il tubo lo devo raddrizzare. L'ho messo solo per far vedere l'idea, poi sarà un po' meglio.
Apus, purtroppo lo so che le mie arene non sono ideali, vorrei farne di più grandi, ma per ora devo fare i conti con lo spazio che a casa mia resta minimo per l'uso che posso farne. Fai conto che di colonie che superano le 2000 operaie ne ho 3, e ho altre 4 colonie almeno che anche loro vogliono spazio... se dovessi fare arene come piacciono a me, non potrei tenere sotto osservazione tutte queste specie.
Le mie preferite sarebbero quelle ambientate naturalmente, tipo terrario, magari utilizzando materiali non scavabili, e ne vedo continuamente fatti dagli utenti, che mi tentano, ma devi tener presente che chi fa un terrario gigante (anche se poi non ha una colonia in proporzione da metterci dentro) poi di solito non lo sposta più.
Io invece ci vado nelle scuole, o, come a Entomodena, nelle fiere.
Dovrei fare una arena staccabile e una da viaggio... ma mi resta il problema dello spazio a casa. Non ho un balcone o un giardino... sigh!
Aggiungo: il sistema del tubo inserito, serve solo per umidificare nidi che non possono essere inumiditi in altro modo, come quelli di legno. In alternativa è sempre meglio la provetta collegata. In ogni caso una rete fitta potrebbe salvare le formiche piccole da annegamento, ma in caso di nidi piccoli e piccole formiche, torno a pensare che la provetta sia ideale.
22 febbraio 2012 — Apus¶
Anche io purtroppo ho problemi di spazio e mi conforta sapere che arene non eccesivamente grandi vadano bene anche per colonie molto numerose.
Chiaro che potendo sarebbe bello fare un mega terrario ma ci vorrebbe davvero una stanza dedicata
Ancora saluti!
Apus
22 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Sì, l'ideale sarebbe fornire a colonie numerose, il maggior spazio possibile. Io con la megacolonia di Messor, d'estate lascio libero accesso al davanzale della finestra, come già descritto, ma per Camponotus vagus, ci vorrebbe un giardino apposta! Come faccio?
Così per ora devono accontentarsi. Spero in futuro di poter allargare almeno l'arena di queste!
22 febbraio 2012 — ParroccheTTo¶
Ma non avendo arene sufficientemente grandi, non rischi che le formiche (specialmente Camponotus vagus) tentino la fuga a tutti i costi? O le tieni a bada con quantità spropositate di cibo?
22 febbraio 2012 — GianniBert 🐜¶
Forse possiamo dividere il problema fra lo spazio vivibile del nido, che deve sempre essere ampio e accogliente, (nonché solido) e l'arena, che se dotata di buon antifuga, è solo lo spazio di azione delle esploratrici.
In effetti le tengo sempre abbastanza impegnate. Il cibo non deve mancare, anche se non si deve esagerare per non rischiare muffe e marciumi...
Più le formiche sono grandi e intraprendenti, più il problema si pone.
Ma con formiche che andrebbero a decine di metri dal nido, come le Formica, o Camponotus, il problema si pone da subito, quando la colonia supera le centinaia di unità.
Resta non risolvibile, se non con camminamenti, collegamenti, e un buon parco giochi in arena...
24 febbraio 2012 — feyd¶
Le mie vagus si sono svegliate tra ieri ed oggi, ovviamente l'attivita è ancora bassa.
Per il momento 0 decessi e proprio poco fa ho fornito un pezzetto di camola, solo che sono fifone e stanno lottando contro la capoccia che ancora si muove, prima della diapausa la avrebbero assalita in 1secondo
Ancora non so se la covata si sia ripresa a sviluppare ma prevedo un boom demografico folle, solo con le larve che vi sono adesso arrivo a sfiorare le 200unita......
06 aprile 2012 — GianniBert 🐜¶
Mi sembra interessante postare qui alcune osservazioni sul comportamento al risveglio della mia colonia.
Una delle cose che mi ha incuriosito è stata la reazione assetata delle operaie: in una decina di giorni, o anche meno, svuotavano una provetta d'acqua.
Al primo momento ho pensato al normale reintegro di liquidi, anche perché il legno asciutto, poteva aver lasciato la colonia in uno stato di disidratazione! Premesso che l'entità di morti portati fuori dal nido nei primi 10 giorni è stato di un centinaio circa su una popolazione di più di 1200 formiche, la colonia si allinea sui dati che sta riscontrando anche Diana con la sua gemella.
Un'altra osservazione è venuta dal fatto che in alcuni punti del nido, le operaie ammassate per l'inverno avevano abbondantemente defecato (normale, direi) ma che proprio in questi punti, il legno era stato intaccato in maniera netta.
In breve, allo spostamento della popolazione qua e là nel nuovo nido, si sono rivelati ampi spazi di osservazione libera, così ho potuto constatare che effettivamente degli scavi nel legno erano stati fatti.
Le formiche hanno sempre bucato nel settore centrale del legno, senza mai minare le pareti periferiche esterne, ma apparentemente cercando di collegare le due facciate opposte del nido 1. Uno scavo si è svolto a ridosso di un ripiano, collegando in questo modo due piani differenti.
La mia interpretazione a questo punto è che le formiche non abbiano affatto sete (possibile che a un mese dal risveglio continuino a bere come ossesse?), ma che possano semplicemente usare l'acqua per ammorbidire il legno e scavarlo meglio (per via fecale o direttamente versandolo sulla parete?).
Inoltre, aprendo la vista sulla faccia B del nido 1,ieri ho scoperto un notevole cumulo di detriti legnosi che al risveglio dal letargo certo non c'erano, e che potete vedere nella foto. Segnalo queste manovre anche perché tutti i possessori di Camponotus vagus si rendano ben conto delle effettive capacità di queste carpentiere.
Se non avessi ricavato il nido su due facce, potenzialmente ora le formiche passerebbero agevolmente all'esterno sul retro del nido (ovviamente sarebbe bastato al primo segnale, foderare la parete posteriore con plexiglas).
Forse il loro intento è solo quello di avere un numero maggiore di gallerie di passaggio fra le due facciate, e questo non deve allarmare, ma è bene tenere presente come possibilità.
Aggiungo un altro particolare: in arena io tengo solitamente un substrato di ghiaietto e sabbia, oltre a rami su cui le bottinatrici si arrampicano volentieri. Soprattutto quest'anno, almeno 100-150 operaie sono sempre in fervente attività nello scavare, spostare, edificare gallerie in questo materiale.
Sembra che il bisogno di scavare in una colonia quasi matura, vada doverosamente garantito a buona parte della popolazione (minima, se guardiamo i numeri effettivi e le operaie che stanno semplicemente oziose all'interno).
Io bagno saltuariamente la ghiaia quando secca e crolla, assecondando le operazioni infinite delle costruttrici. Forse questo permette loro di scaricare buona parte della tensione e del desiderio lavorativo. In 20 giorni non si sono fermate un momento dallo scavare.
Intanto la colonia sta già sviluppando una covata attiva di circa 100-150 larve e un buon numero di uova fresche (circa 50-100).
Da notare che non sto minimamente riscaldando il nido, e anzi, a volte lo lascio fuori a temperature sotto i 20 gradi, e che in ogni caso lo spazio interno vivibile è ancora ampio, con l'aggiunta del 3° settore di nido.
4-1 vagus B.JPG
06 aprile 2012 — feyd¶
complimenti per le osservazioni, effettivamente potrebbe essere che usino l'acqua per ammorbidire il legno ha un suo senso
03 luglio 2012 — GianniBert 🐜¶
A 4 mesi dal risveglio, posso informarvi che la colonia sta aggredendo violentemente ogni superficie legnosa su cui riesce a mettere le mandibole.
Per ora non è compromessa la difesa periferica, ma ci sono evidenti segni di scavo fra le due facce interne del nido e persino attraverso il pavimento massiccio dei ripiani. senza contare il danneggiamento di spigoli, angoli e vicinanze dei raccordi.
Le operaie hanno danneggiato anche un pezzo di tubo di plastica massiccia, e si concentrano in punti specifici, apparentemente a caso.
7-2 vagus C.JPG 7-2 vagus D.JPG Per fortuna gli spessori periferici sono ben spessi, ma chi voglia progettare un nido di legno come il mio, si premuri di prevedere le barriere esterne di spesso anche superiore ai 3 cm.
Se ce la faccio, terrò questo nido fino all'autunno, in modo che vadano al riposo invernale ancora nella struttura vecchia, ma sarà indispensabile preparare un nido ancor più robusto e ampio, per far fronte a un risveglio nel 2013 ancora più aggressivo, a cui questo non potrebbe resistere a lungo.
03 luglio 2012 — feyd¶
gianni l'unico nido che penso possa reggere questa specie è un nido interno all'arena.
costruisci il nido su una o più facciate di un grande acquario ed il resto è arena, più o meno come sta facendo dada, anche se io non lo farei in gasbeton ma in legno.
bellissima colonia in goni caso
22 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
A questo punto devo aggiornare il diario con le ultime malefatte delle mie vagus...
Quanto prima aggiungerò un avvertimento sulla scheda di allevamento, ma per ora accontentatevi di sentire la cronaca degli ultimi 15 giorni di terrore.
La colonia è cresciuta di numero e di potenza durante gli ultimi mesi estivi. Come già detto, le formiche hanno messo in atto grandi scavi all'interno del nido, ma visto che tutti i tentativi sono stati fatti all'interno del perimetro protettivo, mi sono accontentato di mettere delle lastre di plexiglaas esterne dove temevo si verificassero delle fughe.
Intanto non è possibile calcolare quanto fosse cresciuta la popolazione, ma sicuramente era oltre le 2500 operaie; nell'ultimo mese si sono schiuse (luglio) operaie di dimensione eccezionali, massicce e dalle mandibole potenti.
Verificate le condizioni esterne del nido e ripassato l'antifuga, ho affidato a mia sorella il compito di controllare di tanto in tanto i rifornimenti di cibo, preparando in frigorifero razioni di grilli e camole da somministrare nei 15 giorni in cui sarei stato assente.
Ho pensato che fin quando le formiche erano ben nutrite, dovevano mancare gli stimoli a cercare altrove alimenti. Purtroppo non ho tenuto conto della tenacia di questa specie.
Dopo soli 3 giorni dalla mia partenza mia sorella mi avvisa che le vagus stanno uscendo dal nido, non si sa da dove. Inutile darle consigli su come operare, tappare eventuali buchi o altro; avrei dovuto dirle di prendere tutto il nido e metterlo in una scatola ermetica, ma non credevo che la situazione degenerasse fino a questo punto.
Ma come? Hanno aspettato giusto che non ci fossi più io? Il nido era così minato dall'interno da non far presagire falle?
Al mio ritorno troverò che in primis, le formiche hanno rosicchiato (!) il bordo di un tubo di collegamento in plastica dura, fino ad assottigliarlo verso il raccordo con una provetta di acqua di riserva. Poi hanno cominciato a lavorare dall'esterno.
Mia sorella mette il nido sul davanzale della finestra, per evitare che le formiche possano evadere in massa e infilarsi in qualche fessura dietro a mobili che non si possono rimuovere, ma loro risolveranno anche questo problema: truppe consistenti di guerriere si sono trasferite negli interstizi di alluminio dei serramenti della finestra!
Ma non basta, individuato il nido delle Messor capitatus sulla finestra vicina, iniziano un sistematico assalto alle bottinatrici, impedendo così alla colonia di approvvigionarsi all'esterno (per fortuna le Messor, come da manuale, hanno ingenti scorte di cibo accumulato). Poi iniziano un attacco diretto all'entrata del nido, ma siccome non sono organizzate come Polyergus, ma solo delle teppiste prepotenti, non riescono a penetrare all'interno, difeso comunque da migliaia di operaie.
Mia sorella tappa con cotone pressato l'entrata del nido per esser sicuri, ma deve farlo due volte: la prima volta le Camponotus vagus insistono fino a rimuovere il tappo!
Ormai è disperata, spera solo nel mio ritorno, perché le esploratrici hanno preso possesso del bagno e scorrazzano sui pavimenti.
Finalmente rientro a casa e posso verificare che i suoi racconti telefonici, che mi sembravano fin troppo coloriti, corrispondono in parte alla verità: parte della colonia è uscita dal nido, mentre alcune centinaia stazionano ancora nel nido originale con la covata, cosa che mi fa pensare che almeno la regina e la covata siano ancora ben protetti dentro il nido artificiale!
La prima operazione consiste nell'individuare le falle nel nido: trovo il raccordo rosicchiato e una fessura fra le due facciate di legno incollate fronte-retro, da cui possono uscire ancora formiche. Rimuovo le sezioni danneggiate, applico tappi di cotone pressato e avvito una lastra di plexi a fissare il tutto.
Ora il nido è tornato ermetico, almeno dovrebbe reggere fino all'autunno ( ).
Adesso recupero le operaie che sono andate in trasferta ... Non è facile, se nonché, le abitudini notturno-predatorie della specie hanno dei ritmi precisi: ore 21, escono dalle fessure per attaccare le Messor (che intanto hanno ripreso a circolare liberamente, dato il calo di pressione degli attacchi nemici) e per abbeverarsi ai tappi di miele posti a trappola sui davanzali.
La sera, per due sere, ho recuperato alcune centinaia di operaie davvero enormi, molte (almeno 200) sono state uccise a ciabattate da mia sorella (aveva il mio permesso, quando la circondavano e cercavano di trascinarla verso la cucina doveva pur difendersi).
Ora so per certo che vi sono ancora operaie nascoste dentro le finestre di alluminio: la mattina trovo mucchietti di rifiuti e pezzi di Messor che vengono espulsi in punti precisi sotto le fessure di entrata. Ma il numero delle evase sembra drasticamente calato. Stasera ne ho catturate solo una cinquantina.
Non ho trovato mai larve o bozzoli trasportati in giro, quindi suppongo che la covata sia rimasta tutta lì, anche perché ormai quando me ne sono andato gran parte erano in schiusa.
Lascerò ancora una settimana di tempo alle evase, poi dovrò eliminarle con armi chimiche, o spingerle a uscire col fumo, per evitare che svernino in casa e a primavera mi facciano delle sorprese.
Invito tutti a non sottovalutare le capacità di perforazione di queste formiche quando la colonia raggiunge fasi di crescita allarmanti, cioè nel giro di 3-4 anni dalla fondazione.
Non confidate, come ho fatto io, nello spessore del legno e nella durezza della plastica. Feyd ha detto bene, bisogna prevedere rinforzi esterni sicuri, o mettere l'intera struttura all'interno di una teca ermetica.
22 agosto 2012 — feyd¶
azz gianni mi dispiace per la colonia ridotta e per le povere Messor che nulla di male hanno fatto
le vagus sono terribili e come prevedevo ingestibili in grandi numeri, quindi dopo i primi 2 anni al massimo 3 diventano un serio problema di gestione, proprio per questo credo che l'unico sistema sia quello ad acquario, molto grosso ovviamente, che contiene all'interno arena e nido in legno, prevedendo che la colonia matura lo scavi a suo piacimento anche sparendo alla vista.
gianni ma la regina la hai vista? la parte fondamentale è lei
22 agosto 2012 — Cloud¶
Wow io pensavo fossero le Crematogaster scutellaris a far diventare uno scolapasta il nido non credevo proprio che le C.vagus potessero creare questa specie di groviera e pensare che il mio nido ha uno spessore di sicurezza di meno di un cm.
Quanto è grosso il nido?anche io ho una colonia di C. vagus e voglio capire per quanto tempo ancora posso tenere quei diavoli con le antenne nel loro nido il mio più o meno è 30 x 25 fatto molto simile al tuo
23 agosto 2012 — dada¶
GIanniBert ha scritto:
Poi iniziano un attacco diretto all'entrata del nido, ma siccome non sono organizzate come Polyergus, ma solo delle teppiste prepotenti, non riescono a penetrare all'interno, difeso comunque da migliaia di operaie.
Quoto col sangue!!! Teppiste prepotenti, non saprei descriverle meglio
feyd ha scritto:
le vagus sono terribili e come prevedevo ingestibili in grandi numeri, quindi dopo i primi 2 anni al massimo 3 diventano un serio problema di gestione, proprio per questo credo che l'unico sistema sia quello ad acquario, molto grosso ovviamente, che contiene all'interno arena e nido in legno, prevedendo che la colonia matura lo scavi a suo piacimento anche sparendo alla vista.
La mia colonia ("sorella" di quella di Gianni, ovvero sono regine catturate durante la stessa sciamatura) non ha neanche la metà degli esemplari. Questo perché, non riuscendo a finire in modo convincente il nuovo formicaio, dall'anno scorso sottraggo pupe alla colonia, creando punti caldi e invogliando le nutrici a portarle a prendere il caldo dentro ai tubi trasparenti (facilmente staccabili e svuotabili) oppure in arena (dove sono facilmente prelevabili con pinze entomologiche). Metto le pupe in frigo per un pomeriggio e poi in freezer a tempo indeterminato.
In questa maniera controllo un po' la crescita della colonia, che quando è a pieno regime costruisce piramidi di pupe alte fino al cielo
23 agosto 2012 — tulindo¶
Chissà quante maledizioni ti avrà mandato tua sorella mi sono immaginato scene apocalittiche tipo quelle della pubblicità del regno forzuto
L'aggressività aumenta esponenzialmente con il crescere della dimensione della colonia oppure è un fatto caratteristico della specie? Se dipende dalla dimensione, uno sfoltimento progressivo della colonia (come fa dada per intenderci ) può essere utile a tenerne sotto controllo il carattere?
23 agosto 2012 — baroque85¶
Cronaca veramente affascinante, e gustosa..meglio di un romanzo d'avventura!
Un pensiero alla povera sorella, che certo non si aspettava un tale coinvolgimento (non so quanto sia entomofila, ma credo che si aspettasse di andare solo qualche volta a casa e far cadere qualche insettino, svogliatamente....e invece!!)
Parlavo giusto ieri con tulindo, in via privata, della mia minicolonia, che è già arrivata a una ventina di operaie..non mi aspettavo una crescita tanto veloce..dovrò iniziare a pensare anche io a dei nidi a prova di fuga, anche se non ci fosse un aumento esponenziale, ma regolare (per ora sta ancora nella "camera di fondazione" in sughero)!
23 agosto 2012 — tulindo¶
Da quanto leggo nei diari, per i primi due anni non sembra diano grossi problemi di fuga. Gianni, dada confermate?
Penso che fare ora un nido che sarà usabile ancora tra 3-4 o più anni sia uno spreco di energie inutile. Ad ogni fase di evoluzione della colonia il suo nido
23 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
tulindo ha scritto:
Da quanto leggo nei diari, per i primi due anni non sembra diano grossi problemi di fuga. Gianni, dada confermate?
Penso che fare ora un nido che sarà usabile ancora tra 3-4 o più anni sia uno spreco di energie inutile. Ad ogni fase di evoluzione della colonia il suo nido
Confermo.
Fino a questa primavera, la terza dalla fondazione, non avevano mai dato pensiero di qualche tipo. Appena il numero aumenta aumentano anche le loro esigenze, le idee, l'aggressività. Il primo anno le operaie erano timide, ora ti attaccano direttamente.
Che la colonia vada sfoltita (è un peccato, ma avviene anche in natura) è un fatto da accettare, certo se fosse possibile creare un nido adatto... ma fate i calcoli di crescita: in 3 anni 3000 operaie.
Queste non sono Crematogaster scutellaris. Hanno ben altro ingombro! Quelle bucano prima, perché sono fetenti a modo loro, ma sono piccole e trovano prima fessure da intaccare. Alle vagus diamo più spazio, ma le loro tenaglie non hanno nulla da invidiare a quelle delle piccolette.
Quanto deve essere grande un nido che contiene 8000 di queste formiche con la covata? E quanto l'arena?
In ogni caso, fase TERZA:
Stamattina ho puntato uno zampirone acceso nella fessura d'entrata dello stipite da cui penso uscissero le formiche fuggitive; soffiandoci su ho incanalato il fumo esattamente all'interno,
In pochi minuti ho ottenuto lo sfratto di almeno 250 operaie incavolate ma intontite! Ora sono prigioniere in un lager in attesa di essere rimesse nel nido. Il sistema funziona, e posso pensare di recuperare tutte le sopravvissute.
In ogni caso è stata una scuola utile. Ora sapete tutti di cosa sono capaci le bestiole.
D'altra parte Luca mi confermava che da lui in Oasi, buttano giù le paline di segnalazione in legno massiccio. E' solo questione di tempo.
Meditate gente, meditate!
23 agosto 2012 — tulindo¶
Meditiamo meditiamo
Leggendo il tuo post mi è venuta in mente una cosa... che centri anche il caldo?
Questi ultimi 2 mesi ha fatto temperature da record. Sappiano che l'Homo sapiens sapiens col caldo spesso perde un sapiens ( o forse anche due ) e diventa decisamente più aggressivo ( lo dimostrano anche statistiche sui crimini, ad es: http://www.meteogiuliacci.it/articoli/piu-crimini-con-il-caldo.html ).
Che il fattore caldo influenzi anche loro? Oppure è solo perchè col caldo aumenta il consumo energetico e quindi serve più cibo
23 agosto 2012 — Luca.B¶
GianniBert ha scritto:
In ogni caso è stata una scuola utile. Ora sapete tutti di cosa sono capaci le bestiole.
D'altra parte Luca mi confermava che da lui in Oasi, buttano giù le paline di segnalazione in legno massiccio. E' solo questione di tempo.
Meditate gente, meditate!
Confermo...in Oasi sono una piaga!!!
Buttano giù bacheche di legno scavandone i piedi (travi di legno massiccio e trattato di spessore anche 20 cm)...distruggono mura dei capanni e centri visita...scavano le travi del tetto...
Insomma, ogni anno sono spese a mettere a posto i danni creati da questa specie!!!
Quindi si...a mio avviso le due alternative sono:
1) Formicaio in gesso o gasbeton;
2) Formicaio in legno chiuso in un acquario (come diceva feyd) o rinchiuso ermeticamente in vetro o plexiglas robusto;
3) Puntare a specie più facili da gestire...
23 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
Luca.B ha scritto:
1) Formicaio in gesso o gasbeton;
2) Formicaio in legno chiuso in un acquario (come diceva feyd) o rinchiuso ermeticamente in vetro o plexiglas robusto;
3) Puntare a specie più facili da gestire...
E credi che abbiano difficoltà a perforare il gasbeton?
Hanno roso la plastica dura e il legno massiccio. Il gasbeton si gratta col dito. Appena lo volessero, sarebbe come burro... Anche io avevo pensato al gasbeton come una soluzione di compromesso.
Secondo me qualsiasi materiale va foderato e rinforzato, salvo il vetro o il plexiglas.
Credo che la soluzione finale, se non si vuole ricorrere alle teche giganti col nido inserito (cosa che le rende poi non trasportabili) l'unica è prevedere la copertura col plexiglas di tutta la superficie esterna.
Oppure rinunciare a tenere queste formiche...
23 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
L'unico vantaggio rispetto a formiche più piccole e altrettanto propense alla fuga, come Crematogaster, è che queste hanno bisogno di spazio anche per progettare le fughe!!!!
23 agosto 2012 — Luca.B¶
Si...è vero...il gasbeton è meno resistente...ma forse il gesso secco è abbastanza duro. Potrebbe almeno scoraggiarle...
23 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
Ma sarebbe adatto alla specie?
Qualcuno ce le ha già tenute con successo?
23 agosto 2012 — feyd¶
GianniBert ha scritto:
Luca.B ha scritto:
1) Formicaio in gesso o gasbeton;
2) Formicaio in legno chiuso in un acquario (come diceva feyd) o rinchiuso ermeticamente in vetro o plexiglas robusto;
3) Puntare a specie più facili da gestire...
E credi che abbiano difficoltà a perforare il gasbeton?
Hanno roso la plastica dura e il legno massiccio. Il gasbeton si gratta col dito. Appena lo volessero, sarebbe come burro... Anche io avevo pensato al gasbeton come una soluzione di compromesso.
Secondo me qualsiasi materiale va foderato e rinforzato, salvo il vetro o il plexiglas.
Credo che la soluzione finale, se non si vuole ricorrere alle teche giganti col nido inserito (cosa che le rende poi non trasportabili) l'unica è prevedere la copertura col plexiglas di tutta la superficie esterna.
Oppure rinunciare a tenere queste formiche...
concordo il gasbeton sarebbe come metterle libere
però secondo me la teca grossa, un 60x40x30 almeno, non è intrasportabile, la si alloggia in macchina tranquillamente sul sedile posteriore e non dovrebbe pesare troppo, in più si possono usare gli angolari di plastica per ridurre il rischio rotture o scheggiature, e magari una base in legno cosi da risolvere anche il problem del vetro di fondo.
continuo a credere sia l'unico modo per tenerle senza fare potature ingenti ogni anno.
23 agosto 2012 — Luca.B¶
GianniBert ha scritto:
Ma sarebbe adatto alla specie?
Qualcuno ce le ha già tenute con successo?
Io una colonia incipiente...e si, stava benone.
Infondo Camponotus vagus non è prettamente arboricola...
Da me molti formicai sono direttamente in terra...e solo alcune depandance o alcuni formicai sono nel legno.
23 agosto 2012 — Cloud¶
Secondo me il formicaio come quello che sta costruendo dada nella teca in gasbeton è facilmente trasportabile e ottimo per le vagus oltre che molto bello esteticamente se abbellito correttamente poi secondo me si potrebbe mettere un po di sughero nelle stanze del formicaio per tenerle comunque a contatto con il loro materiale per intenderci come si fa con le provette.
Perché devono nascere cosi tante operaie a me darà molto fastidio non distinguere più la regina in mezzo alla massa di operaie
23 agosto 2012 — tulindo¶
Per me quelle, dove le metti stanno. Ad esempio il formicaio che ho trovato qui a Sondrio ha una dependance in una grossa crepa di un muretto in cemento armato.
Segno che non sono strettamente arboricole.
Cloud, mi sa che col tempo riconoscere la regina sarà un successo
24 agosto 2012 — tulindo¶
Questa mattina mi è venuto un dubbio.
In post di Luca.B ho letto che le Camponotus vagus creano spesso formicai satellite, delle dependance ( come ad esempio quello nel cemento del mio post precedente ). Non è che questo sia un loro bisogno innato? Avendo raggiunto diciamo un numero critico hanno bisogno di cercare un nuovo terreno di caccia dove stabilirsi... essendo chiuse nel loro mondo hanno cercato di uscirne trovando poi potenziale sistemazione come dependance nel nido delle Messor capitatus come anche nelle finestre in alluminio.
Se questa ipotesi è valida, forse si potrebbe tentare di controllarle dando loro un nuovo nido dove sistemarsi ( considero il doppia facciata collegato direttamente al nuovo modulo come un nido unico ), questo nido collegato all'arena e con magari una seconda arena come altra zona di caccia.
Sempre seguendo questa ipotesi, l'idea di rinchiuderle in una teca ermetica, anche se funzionale, potrebbe non essere quello di cui hanno bisogno.
Che ne pensate?
Forse per le C. vagus la sistemazione migliore con nidi modulari non è quella realizzata da GianniBert, che schematizzo in questo modo: arena - nido - nido - nido...ma piuttosto uno schema simile a seguente: arena - nido - arena - nido - arena...
24 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
E' una ipotesi che avevo già considerato.
In effetti questo sembra ricalcare quello che avevano ricreato a casa mia, popolando in maniera diversa due sezioni staccate di finestre distanti tra loro.
Proprio come in natura.
Il problema è ricreare una simile struttura in artificiale e tenercele dentro.
Questo vale per tutte le formiche che creano colonie estese e che necessitano di ampi spazi di caccia, occorre disporre di MOLTO spazio; il problema non è saperlo, il problema è disporre di tale spazio!
24 agosto 2012 — feyd¶
Il problema ulteriore sarebbe osservare le formiche in formicai cosi estesi e pieni di altre stanze.
Oltretutto da quel che hopotuto notare in natura le colonie grandi si spostano annualmente da un nido all'altro dopo l'imverno e questo potrebbe spingere colonie grandi a cercare la fuga a tutti i costi pur di traslocare.
24 agosto 2012 — tulindo¶
Beh chiaro... lo spazio serve.
Una curiosità che forse è OT... ma in formicai con dependance, mi incuriosisce sapere che fa la regina. Se ne sta nella sede centrale con le nutrici e questa è l'unica zona dove ci si cura della covata e le dependance sono popolate da soli adulti. Oppure anche nelle dependance ci si prende cura della covata ( che pertanto viene periodicamente spostata in loco ). Escludo che la regina si sposti raggiungendo le sedi distaccate.
24 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
La covata può venire spostata in queste depandance, a seconda dei gusti delle operaie e delle condizioni delle stesse.
Ho recuperato dalle fessure nelle finestre una dozzina di bozzoli.
In ogni caso capita spesso di trovare nidi estesi in cui c'è covata e la regina no.
Si suppone che sua maestà rimanga nel nido originale da cui si sposta solo se costretta o trascinata dalle operaie.
26 agosto 2012 — GianniBert 🐜¶
Ultima puntata della "epopea della Grande Fuga”.
Ogni tanto, la sera, si vedono alcune operaie solitarie vagare qua e là. Quante disperse ci sono ancora?
E la regina? Non l'ho ancora vista...
Allora che fare?
Rimetto il nido chiuso dove è stato negli ultimi 15 giorni: sul davanzale della Grande Fuga.
Detta adesso sembra la cosa più elementare che potessi fare, no? Cosa fanno le formiche che hanno perso il contatto con il proprio formicaio? Con la base più sicura a cui ritornare?
Ci tornano, ovviamente.
Ore 21,15, accendo le luce e trovo numerose operaie intente a cercare di entrare dai buchi da cui erano uscite; buchi che non ci sono più. E fra tutte le operaie nel panico quando sposto in blocco il nido, solitaria, rapida e intrepida, la regina fuggita dal nido!
Tutte le teorie sulla "regina che è l'ultima ad abbandonare il nido durante un trasloco” vanno a farsi benedire .
La becco a metà di una corsa sfrenata attraverso lo spazio libero, e la butto in arena.
Sparirà in breve in un groviglio di soldatoni che la occulteranno.
Ma almeno adesso SO che è DENTRO!
Ripeto la manovra la sera dopo: trovo persino un geco (un geco in centro a Milano?!?!?! ) appollaiato sotto il nido. Che si sia mangiato parte delle fuggitive?
Non so se formiche così imbottite di acido formico gli siano gradite. Fugge rapidamente nella notte.
Recupero un altra ventina di operaie, ma ormai le superstiti sembrano essere sempre meno.
In tutta l'operazione (ciabatte della sorella, fughe e cadute dai davanzali, battaglie con le Messor e via dicendo), penso di aver perso almeno un migliaio di elementi.
Almeno ho risolto momentaneamente i miei problemi di sovrappopolazione!
26 agosto 2012 — feyd¶
azz fortuna che hai beccato la regina, e fortuna doppia che sia tornata al nido
maledettissime vagus sempre imprevedibili ed armate
26 agosto 2012 — Atom75¶
Tutte le teorie sulla "regina che è l'ultima ad abbandonare il nido durante un trasloco” vanno a farsi benedire
E su questa frase che hai detto adesso non puoi far altro che chiamare la regina Schettina
04 settembre 2012 — Ruben¶
Letto in un fiato!!!!!!!!
entusiasmante è dir poco!!!
valium nel miele?
certo la teca in vetro ,con il nido verticale inserito... lo spazio è il limite...
14 settembre 2012 — GianniBert 🐜¶
In quasi tre settimane dal recupero della regina si sono verificati nuovi avvenimenti.
Dramma: dopo un paio di giorni, vedo che la regina, con l'addome evidentemente sgonfio, gira in arena con le operaie. Ahia! Questo è un classico brutto segno, che indica la fine di una regina.
Regine che girano a vuoto in arena di solito hanno pochi giorni, massimo una settimana, di vita. Pazienza... solo che... ecco: a 3 settimane di distanza, questa se ne gira bella bella come niente fosse; trofallassi, passeggiate...
Che significa?
Che abbia semplicemente perso la sua capacità riproduttiva?
Che non sappia più rientrare nelle sue stanze?
Su consiglio di Luca, provo a inserirla a forza nel nido, ma il giorno dopo è ancora in giro.
Ieri, causa il crollo delle temperature, riporto il nido in casa dalla finestra, e lo scaldo. Subito viene portata una certa quantità di bozzoli e larve presso il vetro riscaldato.
Sorpresa: ci sono larve piccolissime, sembrano appena schiuse.
Uova in ritardo?
Uova deposte dalle operaie dopo il crollo dei feromoni della regina?
Rigato mi ha dato una nuova possibilità: "Che la regina catturata sia una regina neonata e dealata, che si comporta come una operaia?”
La regina VERA potrebbe essere ancora nel nido, a sfornare uova, ben nascosta nei meandri scavati dalle operaie nel legno, e fuori vista. Sarebbe anche possibile.
Io preferisco non crederci.
Sebbene quando ho lasciato la colonia ad agosto la covata era numerosissima, e già per esperienza si sono avute in simili casi, nelle colonie in crescita, nascite di sessuati (vedi la colonia di Messor, o presso Myrmica, Formica, Camponotus lateralis...) non voglio farmi illusioni.
Vero è che le larve ci sono, ma fino a che non avrò nuove nascite di operaie la primavera prossima (e se questa regina sopravvive), non canterò vittoria.
Ormai le formiche mi hanno abituato a non dare nulla per scontato, e le vagus non stanno facendo eccezione!!!
In ogni caso, anche se c'è stato un calo di appetito in tutta la colonia, questo è cronico e in linea anche nelle altre specie, inoltre la fame di cibo animale non è calata, anzi, sembra che prediligano gli insetti al miele, in questa fase!
14 settembre 2012 — Luca.B¶
...la vedo improbabile anche io, come possibilità.
Io ho diverse colonie con alati che si comportano perfettamente come operaie. In particolar modo ho le Myrmica sp. con decine di regine che lavorano in arena come operaie e difendono anche il formicaio come soldati.
Ma sono alate...
Mi sembra molto improbabile che sia stata prodotta una regina sola proprio mentre eri via (sei stato via 15 giorni e ti saresti accorto di una pupa grossa come una regina prima di andare via...così come non voglio credere che in 15 giorni si abbia il ciclo completo uova/larva/bozzolo, la schiusa, il dealamento, la fuga ).
Così come non voglio credere che così tanto fuori dal periodo di sciamatura casualmente una regina dealata si sia infilata in casa tua.
Insomma, se è successo una di queste cose sfidi le leggi della probabilità...
Le larve piccole potrebbero essere uova rimaste nel formicaio (anche se sono passati molti giorni...ma il raffreddamento delle temperature può aver rallentato la cosa)...o uova di operaie (improbabile direi...non ho mai visto operaie di questa specie deporre uova, ma è anche vero che non ho avuto inc attività colonie così numerose ma solo colonie in fondazione)...o uova di quella regina deposte in arena e poi portate dentro dalle operaie(improbabile anche questo)...
E' un bell'enigma questa colonia...
14 settembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Luca.B ha scritto:
:Mi sembra molto improbabile che sia stata prodotta una regina sola proprio mentre eri via (sei stato via 15 giorni e ti saresti accorto di una pupa grossa come una regina prima di andare via...così come non voglio credere che in 15 giorni si abbia il ciclo completo uova/larva/bozzolo, la schiusa, il dealamento, la fuga
Di bozzoli giganteschi ce n'erano a decine, quando sono partito. Ancora adesso è difficilissimo distinguere la regina dalle major, che sono persino più grandi di lei, sembra. La riconosci solo dalla diversa struttura.
Non è stato fatto tutto in 15 giorni, era già tutto lì da prima, ma impossibile da vedere quando il nido era veramente sovraffollato... non avete idea del casotto che c'era nelle stanze, erano tutte nere!
Però anche io penso sia una probabilità su 100.
14 settembre 2012 — feyd¶
gianni credo che dopo entomodena dovrai smontare tutto e farle trasferire cosi da poter controllare se c'è o meno la regina, credo sia fondamentale da sapere.
14 settembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Tanto quel nido lì non reggerebbe un altra primavera...
14 settembre 2012 — Luca.B¶
feyd ha scritto:
gianni credo che dopo entomodena dovrai smontare tutto e farle trasferire cosi da poter controllare se c'è o meno la regina, credo sia fondamentale da sapere.
E anche questo no0n toglie tutti i dubbi...
Visto che sono fuggite la regina potrebbe essere ancora in giro rintanata da qualche parte.
Gianni, ne stai ancora trovando in giro?!?
14 settembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Qualcuna che vagus di tanto in tanto... soprattutto nelle prime ore della sera.
Sto progettando un nuovo nido che risponda a tutte le mie esigenze di osservazione senza sacrificare la vivibilità né la possibilità che ne escano.
Ovviamente, visto che ormai so quante diventano in pochi anni, devo pensarlo anche di dimensioni maggiori del precedente!
14 settembre 2012 — feyd¶
GianniBert ha scritto:
Qualcuna che vagus di tanto in tanto... soprattutto nelle prime ore della sera.
Sto progettando un nuovo nido che risponda a tutte le mie esigenze di osservazione senza sacrificare la vivibilità né la possibilità che ne escano.
Ovviamente, visto che ormai so quante diventano in pochi anni, devo pensarlo anche di dimensioni maggiori del precedente!
hai capito da dove vagus le vagus?
il rischio come dice luca è che la regina sia ancora fuori.
14 settembre 2012 — GianniBert 🐜¶
No, lo escludo.
Tutte le operaie che ho visto ancora in giro, tentano di rientrare nel nido per numerosi motivi, non ultimo quello che non trovano più facilmente da mangiare, e se sono rimaste poche, devono riunirsi alla colonia.
Quando si è verificato il primo rientro "di massa”, con le formiche che cercavano di entrare dagli stessi buchi da cui erano uscite, è apparsa anche una regina.
Che fosse la madre di tutte o anche solo un surrogato, era lì con le altre decine e decine. Non è apparsa quando il nido era stato rimosso e posto in altro luogo, e già molte esploratrici si aggiravano sul davanzale del bagno (e dentro il bagno) ma solo quando il nido è stato rimesso dove sapeva che l'avrebbe trovato.
Non ci sono altre regine FUORI.
Già mi ha sorpreso che fosse uscita questa.
14 settembre 2012 — feyd¶
Ed allora nulla tocca solo trovare quella vera in mezzo a tutte le operaie e capire se sta li e sta bene.
Quante saranno adesso numericamente?
19 novembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Da settembre a oggi non ci sono più stati tentativi di fuga.
L'attività della colonia è calata molto lentamente. Ancora oggi ci sono una ventina di operaie in arena, apparentemente attive, ma ormai isolate dal resto della colonia, ora vi mostro come.
Anche l'anno scorso si era verificato questo comportamento, ma in dimensioni ridotte. L'ipotesi che siano formiche destinate a morire ai primi, decisi freddi, rimane. Almeno finché non avviene qualche scoperta che apra nuovi fronti.
Tutta la colonia si è ritirata nel settore centrale del nido, che, come sapete, è diviso in tre lastre di legno di 1,5 cm (in definitiva almeno 3 cm effettivi di spessore proteggono il nucleo centrale); la facciata di mezzo è la meglio protetta dal freddo, e qui si trova una quantità imprecisata di formiche. Piccoli gruppi sono sparsi anche qua e là, sotto la protezione esterna di fogli di polistirolo a contatto del vetro.
Gli accessi al settore più ritirato sono stati bloccati da un accumulo massiccio di ghiaia e detriti vari che occludono gli “spifferi”. Il fatto è che la disposizione particolare della ghiaia esterna sembra accumulata per forza di cose dalle formiche che si sono isolate all'esterno!
Una scelta volontaria di sacrificarsi? Un'azione inconsapevole di separarsi dall'odore della compagne?
Le temperature di Milano in questo periodo non sono mai scese vicino allo zero, anche se nel garage dove tengo le colonie ibernate è sicuramente un po' più caldo.
Tutte le colonie qui raccolte (Camponotus vagus (2), Formica cunicularia, Formica sanguinea e Polyergus rufescens) sono relativamente inattive. Le formiche sembrano in realtà sveglie, ma immobili se non entrano in allarme a causa di vibrazioni esterne.
19 novembre 2012 — Dorylus¶
Anche la mini colonia che mi hai passato in estate sta facendo la stessa identica cosa , sono 50 circa e 5 operaie sono costantemente in arena e hanno bloccato l'ingresso del mini nido con frammenti di legno , ci avevo pensato anche io che sarebbero morte con il freddo , noto che sono tutte minor , forse le prime nate?
le tue in arena sono di varie caste?
19 novembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Le mie fanno poco testo, perché ormai sono così tante che le caste e le differenti età non sono verificabili. Il primo anno nessuna si era isolata, e il secondo solo le minor.
Questo potrebbe confermare in via ufficiosa il fatto che potrebbero essere formiche vecchie o per qualche motivo votate al sacrificio...
19 novembre 2012 — Cloud¶
Confermo nella mia colonia che dovrebbe superare di poco i 100 esemplari nessuna è rimasta isolata in arena.
19 novembre 2012 — GianniBert 🐜¶
Queste formiche in cattività vivono piuttosto a lungo, quindi credo che le prime nate possano campare tranquillamente almeno due anni...
22 gennaio 2013 — GianniBert 🐜¶
Per tutti quelli che possono essere interessati, ho aggiornato la scheda Nido di legno per Camponotus con il nuovo progetto e modello che sto realizzando per ospitare le brutte bestie al loro risveglio a primavera...
25 gennaio 2013 — GianniBert 🐜¶
Grazie.
Ricordate sempre che c'è sempre da imparare dai propri errori.
A volte è semplicemente un errore di valutazione: le formiche ci sorprendono sempre.
Nessuno che conosciamo ha finora allevato colonie come noi in Italia, soprattutto per più anni consecutivi (magari avessimo più interlocutori di provata esperienza a cui attingere!), quindi ci troviamo a dover affrontare sempre nuovi problemi, perché una colonia in crescita sviluppa una personalità propria, e quello che andrà bene a me, magari non funzionerà con un altro, per materiali, dimensioni, ambientazioni... formiche differenti.
Non smettiamo mai di far circolare le nostre informazioni! Altri saranno pronte a migliorare le nostre tecniche!
18 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Dopo i mesi invernali in cui la colonia si è correttamente ibernata, e viste le richieste di alcune scuole di visionare i miei formicai, ho deciso di anticipare il risveglio e attuare il trasloco dal vecchio nido al nuovo.
Circa una settimana fa ho trasferito la colonia in casa.
I primi 2-3 giorni ho tenuto il nido vicino alla finestra più fredda, in seguito ho collegato i due nidi, avendo la cura di mettere quello nuovo in posizione più riscaldata.
In pochi giorni, è iniziato un traffico di formiche attraverso il lungo tubo di collegamento (un metro o poco più) e le formiche hanno iniziato ad alimentarsi, con forte preferenza per il cibo animale; hanno infatti "spazzato” una decina di grilli medi in poco tempo.
Da un giorno hanno cominciato il trasporto mutuale delle compagne per convincerle (come da manuale) a trasferirsi. Per ora non ho ancora visto la regina. Le dimensioni di molte di queste formiche sono tali da eclissare anche sua maestà, che potrebbe essere nascosta in qualsiasi raggruppamento e coperta da soldati che sfiorano i 14 mm. Il nido nuovo è stato oscurato, per renderlo gradito come nascondiglio, mentre il vecchio è alla luce e continuamente disturbato.
In circa una settimana, quasi tutta la colonia "in vista” ha operato il trasferimento; restano numerose (ma è impossibile quantificarle) formiche nelle vecchie stanze, e sicuramente una parte di popolazione occultata negli scavi della scorsa estate.
Giacché la massa più evidente ha cambiato casa (almeno 1000-1500 formiche), non mi resta che staccare i nidi e operare un trasloco forzato delle restanti, nella speranza che il loro numero mi consenta una operazione indolore... ho fin troppo presente il tempo che mi ci è voluto a snidare le fuggitive dagli stipiti della finestra quest'autunno!
18 febbraio 2013 — Bremen¶
Immagino la fatica! È interessante leggere perché anche i nuovi utenti, o persone che come me hanno colonie di massimo un anno, vedono il consumo di una colonia matura, da tempo sto pensando di ridurre al minimo le colonie che posseggo. Contanto che le Solenopsis fugax , le Temnothorax sp. e le Camponotus truncatus non creano mega colonie.
Aspetto con ansia, a fine trasloco, foto del nuovo nido abitato.
18 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Ho praticamente terminato il trasferimento.
Le formiche non sono tante quante credevo, forse le dimensioni, la velocità e il colore ingannano l'occhio, facendole sembrare più numerose. Direi che in questo momento la colonia conta 1500-2000 operaie circa (ma non ci scommetto!).
Appena possibile vi delizierò postando le foto del nido nuovo popolato, e le condizioni in cui hanno ridotto quello vecchio!
Per la cronaca: mi si stanno spellando pollice e indice, per aver maneggiato troppe guerriere incavolate!
19 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
La colonia è trasferita.
E' stato meno faticoso e difficile del previsto, anche grazie allo spostamento spontaneo della massa; restavano circa 300 operaie, che ho rovesciato in un enorme contenitore e recuperato una ad una.
Purtroppo mi sono accorto poi, da una foto, che nel nido, appiccicate alle pareti di alcune gallerie, c'erano delle minuscole larve, che sicuramente saranno andate perse.
Ora come ora, la massa di formiche è così fitta nel nido, che non riesco a vedere se esiste una covata nascosta; se è presente è sicuramente una covata autunnale. Uova niente, ancora.
Trasferimento colonia 1.JPG
Ho rovesciato semplicemente le recalcitranti in arena. Nella notte si sono trasferite tranquillamente nel nido. Per alcune ore hanno messo in atto grandi pulizie personali, soprattutto nei riguardi delle sorelle più bistrattate. L'odore di acido formico in casa era notevole, e i miei polpastrelli presentavano tracce di erosione.
Trasferimento colonia 3.JPG Trasferimento colonia 6.JPG
La vecchia struttura, aperta, contiene ancora qualche centinaio di operaie nascoste in ogni dove. Alcune di queste si sono comportate in maniera assolutamente diversa dall'indole del resto della colonia: dove la massa dimostra aggressività e intraprendenza, le ultime sono timorose e rifiutano di abbandonare le stanze e la struttura stessa. Ho dovuto estrarle a forza con un pennellino, o sottoponendo il legno ad una doccia finale.
Trasferimento colonia 4.JPG Trasferimento colonia 5.JPG
Per estrarre le ultime senza danneggiarle, ho dovuto rimuovere ogni ripiano e divisorio, mettendo in mostra il lavoro compiuto l'estate precedente dalla colonia. Si possono vedere con una certa chiarezza le tecniche di scavo operate: seguono certe venature deboli, levigando perfettamente le superfici.
E' interessante notare che molte di queste gallerie sono state scavate esattamente al di là dei listelli di legno che fungevano da ripiani, come se volessero semplicemente nascondersi alla vista.
Struttura danneggiata 2.jpg Struttura danneggiata.jpg
19 febbraio 2013 — feyd¶
grande gianni
è incredibile il lavoro di erosione del legno messo in atto, sono scavi millimetrici
19 febbraio 2013 — umberto¶
...è pazzesco ciò che son riuscite ha fare ... mi aggiungo hai complimenti
19 febbraio 2013 — Atom75¶
Davvero complimenti Gianni
Mi interesserebbe avere un po' di informazioni sul nuovo formicaio.
Dimensioni del formicaio,dimensioni dell'arena,tipo di materiale usato come fondo per l'arena.
Grazie e complimenti ancora.
20 febbraio 2013 — Dorylus¶
Perfetto !! con le nuove formiche e finito il nuovo formicaio sta benissimo!!! ci hai capito qualcosa in più sulla misteriosa regina ? presente o assente e se presente hai notato ali tarpate ?
25 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Novità dalla regina non ce ne sono, ma tutte le colonie che ho sentito e anche l'altra mia piccola, non hanno ancora cominciato a deporre, e in mancanza di uova fresche, è difficile constatarne la presenza.
Come ho già detto, le stanze sono talmente piene di operaie gigantesche, che in ognuna sembra di scorgerla, per poi accorgersi che è una mega-soldato!
Invece vi aggiorno su un fenomeno che testimonia ancora una volta come queste formiche siano intraprendenti!
L'altra sera, dopo 4-5 giorni di permanenza nel nuovo nido, rientro a casa e trovo almeno una dozzina di formiche a spasso sul pavimento.
E queste da dove sono uscite?
Non ci sono falle, non ci sono ponti... poi le vedo.
Sulla parete del vetro, sotto il bordo antifuga, una formica appostata fa da ponte, e l'altra salita sul suo corpo, si allunga fino ad afferrare il bordo estremo del tetto protettivo! Facevano scaletta!
Il bordo a tetto è due cm. Pensavo bastasse a tenere fuori formiche di 1,5, invece no! Non ho filmato il procedimento. Ho pensato bene di applicare subito un cm di antifuga anche sulla parete verticale, aumentando a 3-3,5 cm l'area protetta, da allora, nessuna altra formica è uscita.
Ma questo mi dice che la prossima volta prevederò almeno 3 cm effettivi di bordo a tetto!
Vi allego un disegno di quello che ho visto, ma non rende quello che si svolgeva sotto i miei occhi!
Meditate gente, meditate!
Fuga a scaletta.jpg
25 febbraio 2013 — winny88¶
Davvero notevole! In effetti credo che sia lo stesso processo (a livello basilare) che usano alcune specie per creare catene e ponti di operaie per superare ostacoli come rigagnoli d'acqua, per esempio Solenopsis invicta.
Sai cosa avrei fatto io Gianni? Non avrei prelevato le operaie evase e mi sarei messo lì ad osservare quando tentavano il rientro. Avrei proprio voluto vedere cosa facevano . Oltre il lasciarsi cadere in questo caso vedo poche alternative. Forse tentando di mettere le zampe sull'antifuga girando intorno al bordino sarebbero scivolate e ricadute in arena. Boh!
25 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Sì, l'avevo pensata anche io, se non fosse stato che era notte, e non potevo permettere che l'evasione durasse fino al giorno dopo.
In questo caso ho osservato spesso che le formiche che tentano di rientrare, trovano più difficoltà di quelle che escono; forse la mancanza di traccia olfattiva le inibisce e non basta sapere e sentire il nido e le compagne vicine.
Ma esistono diverse citazioni di formiche che si lasciano cadere, quindi non è improbabile che alla fine l'avrebbero fatto.
Come fai notare, il principio del ponte è abbastanza comune, quindi avrei dovuto prevederlo, ma è la prima volta che lo vedo attuare in nidi artificiali di questo tipo, e in questa maniera.
Invece mi è capitato spesso di veder coprire l'antifuga con materiali vari, ma questo avveniva solo in verticale.
25 febbraio 2013 — feyd¶
Ahaha gianni queste evaderebbero da qualunque posto
per il discegno come lo hai fatto?
25 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Scusate se è il mio mestiere. Fare uno schemino con due formiche dovrebbe essere elementare...
Comunque in questo caso ho usato Adobe Illustrator.
25 febbraio 2013 — feyd¶
GianniBert ha scritto:
Scusate se è il mio mestiere. Fare uno schemino con due formiche dovrebbe essere elementare...
Comunque in questo caso ho usato Adobe Illustrator.
Qui di le hai disegnate a mano su illustrator
Io sono cometamente imbranato a disegnare
25 febbraio 2013 — winny88¶
Se mi è concesso, oltre ad essere ovviamente un ottimo lavoro... Si vede che è disegnato da una persona che sa come è fatta una formica (complimenti per l'accuratezza dei particolari )! Quando ho visto l'immagine ho detto: "Uh, guarda, dei Camponotus!" . Unico appunto: se ci facevi anche la peluria sul gastro avrei detto:" Uh, guarda, dei Camponotus vagus!".
25 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
In realtà no, non esagerate, non sono disegnate perfettamente.
Non era necessario, e non ne avevo il tempo. Serviva solo per rendere l'idea.
Quando vorrò davvero stupirvi con gli effetti speciali, ve ne accorgerete! Però grazie!
28 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
NUNZIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM!
Oggi, 28 febbraio, a un controllo della colonia, ho verificato che la popolazione ha occupato altre camere del nido, allargandosi e di fatto segnando la fine di una fase che potevamo ancora definire letargica.
Ma la notizia migliore è che sono presenti alcune piccole larve e ALMENO 200 uova fresche!!!!!
Ora non possiamo ancora dire che la regina è presente e feconda: ho cercato con lenti e illuminazioni varie, ma ancora c'è troppa confusione di soldati enormi ovunque.
Queste uova potrebbero essere state deposte dalle operaie in assenza dei feromoni della regina, ma potrebbero essere davvero la prima, nuova generazione del 2013.
In ogni caso una bella notizia, forse in anticipo su quello che mi aspettavo.
Vero è che sto tenendo al caldo la colonia da 10-15 giorni, e per loro potrebbe benissimo essere primavera anticipata.
Avevamo scommesso proprio l'altro giorno con Luca e con PomAnt che il calore non avrebbe fatto effetto alle formiche ancora in diapausa invernale, ma le esperienze di Luca erano basate su una colonia niente affatto ibernata precedentemente.
Queste hanno pur fatto il riposo invernale e... si sono svegliate ora.
Ieri le uova non le avevo viste, ma potevano essere nascoste, come anche le larve (molto piccole).
Sono felice anche perché mi è appena arrivata una fornitura mega di camole e grilli, e pensavo che così tanti non avrei saputo che farmene...
Dalle 12 alle 15, ne hanno già divorate 10!!
Allo stesso tempo ho provato a dare camole alle colonie ancora semi-ibernate (F. sanguinea e F. cunicularia); voglio vedere se, benché ancora immobilizzate (ma non del tutto), anche queste si sentono stimolate da cibo proteico...
Vi farò sapere.
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Le uova sono aumentate ancora. Questo è l'assetto della colonia "dentro” oggi.
Vagus 3-1 00.JPG
La covata viene distribuita apparentemente su tre piani. Attorno il solito andirivieni. Le operaie esterne sono molto tranquille, ma non mancano di aggredire ogni camola o grillo venga messo a disposizione; il bottino viene portato nelle stanze presso l'uscita e smembrato, per poi distribuirlo ai piani alti.
Vagus 3-1 01.JPG Vagus 3-1 02.JPG
01 marzo 2013 — feyd¶
Gianni complimenti ancora
Quelle uova sono enormi
Ci sa cosa ne uscira
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Speriamo non maschi!
Sto traslocando nel legno la seconda colonia: circa 30 operaie e 20-30 larve appena abbozzate.
Io la regina ancora non la vedo.
01 marzo 2013 — Bremen¶
Possono le operaie produrre tante uova insieme? Non dovrebbero essere più lente di una regina? Quella sembra una deposizioni di una regina in una colonia avviata(come la tua) non immaginavo che le operaie potessero fare tante uova trofiche tutte in una volta.
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Questo non lo sappiamo, cioè... Tante operaie possono fare più uova di una sola regina.
Tutto sta a vedere quali condizioni si trovano e come si comportano le singole specie.
Per mia esperienza, il Genere Formica, in una colonia senza regina, a primavera depose mooolte più uova di così! Poi in parte vennero mangiate, molte si svilupparono, ma solo alcuni bozzoli arrivarono a schiudersi, ed erano solo maschi.
Qui non sappiamo come si comporta il genere Camponotus, e soprattutto Camponotus vagus.
Non credo ci siano "tabelle” da consultare, solo le nostre esperienze dirette.
Voglio essere ottimista, e spero anche io nella presenza della regina feconda.
Rufe Uova trofiche .JPG
01 marzo 2013 — Bremen¶
Non immaginavo deponessero tante uova! Pensavo che non avessero una tale capacità! Allora speriamo nascano operaie! Incrociamo le dita!
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
La deposizione di uova trofiche in assenza della regina è diversa da quella effettuata per altri motivi, in sua presenza. Almeno così sembra...
Le operaie non sentono più i feromoni della regina, e hanno avuto mesi per prepararsi. Se anche solo ogni operaia depone 4-5 uova, moltiplicate per 300...
01 marzo 2013 — Bremen¶
Pensavo che anche tra loro si creasse una gerarchia su quale operaie potesse produrre uova, e che non tutte quindi potessero farlo.
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Probabilmente è corretto.
Anche io ho letto in proposito che dovrebbe andare così.
Non so come e perché si siano verificati simili comportamenti; le singole specie probabilmente si comportano in modi del tutto diversi, e solo alcune di esse vengono studiate in modo approfondito.
Le altre... non hanno letto i manuali scientifici!
01 marzo 2013 — winny88¶
Il fatto delle gerarchie "funzionali" e non morfologiche(cioè fra operaie tutte con lo stesso sviluppo morfologico) che porta al "diritto" alla deposizione solo di alcune operaie lo ho letto anche io, ma credo sia documentato per ora solo nelle specie con partenogenesi telitoca in cui questo ordine è fondamentale per la riproduzione. Come dice Gianni evidentemente in specie con biologia riproduttiva classica, come Formica e Camponotus, probabilmente questo sistema non viene messo in atto per il semplice motivo che è superfluo e non servirebbe a niente. In ogni caso queste uova non servirebbero al perpetuarsi della colonia e quindi è inutile che la natura metta in atto strategie per regolare questo tipo di deposizioni. Gianni, siamo tutti curiosi sia di sapere se spunta fuori la regina sia di sapere cosa accadrà con queste uova; non ci abbandonare
01 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Niente paura, non vi abbandono. In bene o in male, prima o poi, conoscerete l'esito della vicenda.
Sì Winny, avevo pensato anche io alla tua spiegazione, e sono d'accordo.
Ci sono troppe specie per riuscire a scoprire di tutte i complicati meccanismi di comportamento e riproduzione, con le possibili variabili.
Le nostre sono semplici osservazioni, anche se portano alla luce frammenti interessanti della vita delle nostre formiche...
01 marzo 2013 — LUomoNero¶
winny88 ha scritto:
Il fatto delle gerarchie "funzionali" e non morfologiche(cioè fra operaie tutte con lo stesso sviluppo morfologico) che porta al "diritto" alla deposizione solo di alcune operaie lo ho letto anche io, ma credo sia documentato per ora solo nelle specie con partenogenesi telitoca in cui questo ordine è fondamentale per la riproduzione.
Piccolo appunto: non solo nelle specie capaci di partenogenesi telitoca, ma anche nelle specie in cui le operaie possono essere fencondate (gamergates) e produrre femmine (Diacamma rugosum, Harpegnathos venator e altre)
09 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Le uova sono aumentate in maniera esponenziale!
Sono davvero impressionato, perché, sebbene mi si dica che non possono essere le operaie, continuo a non trovare la regina, che ormai dovrebbe essere visibile, visto che le formiche si sono allargate in ogni stanza del nido.
Ah, sì! Hanno cominciato già a scavare la base di legno.
vagus 3-8a.JPG vagus 3-8c.JPG
09 marzo 2013 — feyd¶
Gianni se sono uova feconde aspettati l'invasione, forse piu di quello che dovrebbe essere......
Se sono maschi invece credo che il formicaio potrebbe sollevarsi da terra
A naso credo siano sopra al migliaio
09 marzo 2013 — Luca.B¶
...E' sconvolgente!!!
Possibile che sia partita così in quarta, questa regina?!?
E' anche vero che mi scontro ogni giorno con queste colonie in oasi...e credetemi, invadono tutto con numeri di operaie spaventosi! Quindi perchè no...
Se sono uova di regina, prepara degli altri formicai alla svelta!
09 marzo 2013 — zambon¶
Da brividi lungo la schiena!
Mi sa che quest'estate ti dovrai mangiare un botto di ghiaccioli!
09 marzo 2013 — Bremen¶
Eh si sono davvero tantissime uova! Incrociamo le dita e speriamo che prima o poi salti fuori la regina! Sarebbe davvero un peccato perdere una colonia cosi (anche se per come si comporta è un organismo troppo aggressivo eheheh)
18 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
18 marzo, e primi bozzoli filati, abbastanza grandi.
Per la prima volta ho notato la filatura del bozzolo con l'ausilio di materiale attorno alla larva, come spesso osservato nel Genere Formica.
Le operaie stanno usando soprattutto segatura fresca, niente ghiaia recuperata all'esterno. Terrò d'occhio il tempo di schiusa e l'eventuale apparizione di individui sessuati.
Molte uova sparse si stanno schiudendo, e sono queste, quelle da cui avremo una risposta reale sulla presenza di una regina; quelle che filano il bozzolo ora, a mio parere sono figlie autunnali andate in diapausa, quindi potranno svilupparsi ancora in operaie senza dare risposte attendibili.
18 marzo 2013 — feyd¶
Complimenti gianni
Sono proprio curioso di vedere quello che uscira dalle uova
Segatura fresca? Quindi il nuovo nido è gia stato attaccato, quanto durera?
18 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Sì, hanno già iniziato a scavare, direi da subito dopo il risveglio.
Ma il nido è rivestito di plexiglas. Quello non possono ancora bucarlo!!!
Durerà finché non sarò sicuro di avere una risposta affermativa sulla presenza della regina.
Se la regina è assente, la colonia non ha ragione di continuare ad esistere; spero per aprile/maggio di avere delle risposte definitive...
18 marzo 2013 — feyd¶
Povere
Ma penso sia inevitabile.....
Non credo che le adozzioni possano funzinare con colonie di queste dimensioni ed aggressivita
18 marzo 2013 — Dorylus¶
Impressionante !!!Spero non sia accaduta la stessa cosa che accadde a me con una colonia di Camponotus nicobarensis senza regina , le circa 100 operaie deposero tantissime uova davvero tante dalle quali uscirono soltato maschi , le deposizioni andarono avanti per un paio di mesi da parte delle operaie , poi, man mano che le operaie invecchiando finivano il loro ciclo finì anche la deposizione collettiva .
01 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
Vi aggiorno brevemente sulla situazione:
Moltissime larve sono ormai presenti su tutti i ripiani, anche parecchi bozzoli sono sparsi qua e là, e ci sono ancora tantissime uova da schiudere, ma soprattutto posso confermare che le uova deposte sono vitali, e qualcosa verrà fuori.
L'altra cosa interessante è la conferma della vitalità di queste formiche: la seconda colonia che ho in osservazione contava circa 30 operaie al momento dell'ibernazione, e un gruzzoletto di larve minuscole, ora ci sono almeno 30 bozzoli pronti e altrettante uova e qualche larva a vari stadi di crescita.
Questo significa che la popolazione di questa colonia sarà raddoppiata entro 15 giorni-un mese.
Segue cioè, lo stesso iter, anche se in percentuali diverse, della precedente.
E' una ulteriore conferma che questa specie è, fra le formiche maggiori delle nostre regioni, la più rapida a crescere di numero.
La colonia maggiore, regina o non regina, ha già scavato numerose falle nel legno.
Raccomanderei a eventuali neofiti che volessero imbarcarsi nell'allevamento di queste formiche, di valutare attentamente le proprie possibilità e capacità di gestirle una volta che la colonia sia avviata, perché sono davvero difficili da contenere...
08 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
8 Aprile.
Quasi tutte le uova si sono schiuse e la quantità di larve presenti ha fatto impennare i consumi alimentari della popolazione.
In pochi giorni hanno fatto letteralmente sparire almeno 20 camole a diversi stadi (per chi non lo sapesse, anche lo stadio pupale di Tenebrio molitor è perfettamente appetibile per le formiche), qualche grillo e si pappano in poche ore dei tappi grandi pieni di miele diluito.
Gli scavi nel legno continuano.
Anche una provetta piena d'acqua dura poco meno di 3 giorni.
vagus 4-8f.JPG vagus 4-8c.JPG
08 aprile 2013 — feyd¶
Gianni ci sono una quantita eorme di bozzoli e larvone, sono quelle deposte in autunno?
Vediamo che uscira da queste nuove larve
08 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
Macché! Sono quelle deposte adesso, nel mese da quando le ho svegliate!
Spaventoso vero?
Quelle rimaste dall'autunno erano poco più di una trentina, e ormai i bozzoli sono già molti di più.
Stimo almeno 500 fra larve, uova e bozzoli, ma temo siano molti di più! Chi li conta?
Cosa ne verrà fuori?
Presto lo sapremo. Nel giro di 15 giorni dovremmo avere le prime schiuse, e forse saranno ancora operaie, ma poi... avremo la conferma di come si sta evolvendo o involvendo la colonia.
Diciamo che vedere così tanta covata fa tremare la fiducia nelle difese che ho approntato: così tante formiche potrebbero rosicchiare anche il pelxiglas????
Sabato le vedrete dal vivo e ve ne farete un'idea...
08 aprile 2013 — winny88¶
Le quote sull'effettiva presenza della regina aumentano direi . Speriamo di non avere brutte sorprese e veder sfarfallare solo maschi . Siamo in trepida attesa Gianni, si avvicina il momento della verità
08 aprile 2013 — feyd¶
hahahahah secondomme il plexiglass se trovano un punto d'attacco lo forano senza troppi prolemi, conoscendo la forza delle major
Non credevo potessero gia arrivare a quel punto le uova deposte adesso, pura follia, e dalla dimensione dei bozzoli non credo siano maschi
Non vedo l'ora di osservarla
08 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
Tutti quelli che vorranno vedere da vicino la mia colonia sono pregati di giungere a Entomodena recando offerte in cibo per loro e per il loro domatore!
Spero che nascano maschi e la colonia sia destinata a soccombere, questa cosa sfugge alle mie previsioni più funeste.
Se no non ce la farò a contenerle quest'estate! Supereranno qualsiasi barriera...
Invito tutti gli entusiasti che vogliono iniziare con questa specie a pensarci bene prima!!!
08 aprile 2013 — feyd¶
Rimane per gesire solo la soluzione feyd
Un bel megacquario con dentro un mezzo tronco, le prime gallerie prescavate sul vetro ed il resto se lo scavano da sole a necessita, non si vedra molto ma tanto quando mai si vede qualcosa con loro?
08 aprile 2013 — Bremen¶
Si io ho veramente dopo aver letto e riletto questo diario varie volte sono arrivato alla conclusione che non alleverò questa specie hahaha! Troppa richiesta di cibo, troppa voglia di scavare, troppo grandi...
08 aprile 2013 — antdoctor¶
Bè potremmo aprire un bel ristorante dove si servono formiche in tutte le salse
08 aprile 2013 — Julius62¶
Bremen ha scritto:
Si io ho veramente dopo aver letto e riletto questo diario varie volte sono arrivato alla conclusione che non alleverò questa specie hahaha! Troppa richiesta di cibo, troppa voglia di scavare, troppo grandi...
io le adoro le Camponotus vagus
08 aprile 2013 — winny88¶
Quando la tua colonia raggiungerà il numero di quelle di Gianni magari ne riparliamo
15 aprile 2013 — Methw¶
Mi sono innamorato di questa specie dopo aver letto questo diario, complimenti !
07 maggio 2013 — GianniBert 🐜¶
In questi giorni si stanno schiudendo i primi bozzoli dell'anno.
Le fuoriuscite sono tutte operaie major.
Questo non significa nulla, perché erano presenti uova e larve al momento dell'ibernazione, e queste sono sicuramente figlie dell'annata precedente. La cosa che mi lascia perplesso è la presenza, su tutta la covata, di numerosi bozzoli di stazza decisamente inferiore a quelli che potrebbero essere non solo di major, ma anche di alati.
Davvero la regina sarebbe ancora presente (e invisibile, visto che in 3 mesi ancora non l'ho vista una volta, cosa che è successa facilmente con tutte le altre colonie) e sta deponendo in incognito?
Temo ci vorranno ancora mesi prima di avere una risposta definitiva.
La presenza di una covata di alati dovrebbe essere accettabile nella seconda parte dell'estate, quando la colonia prepara la sciamatura della primavera successiva, mentre la nascita di sessuati ad inizio primavera sarebbe la prova dell'assenza della regina...
07 maggio 2013 — manuel¶
Speriamo bene!
Sembra molto strano che la regina si stia completamente nascondendo... !
Insomma che la colonia stia così stretta all'interno del nido?
Attendiamo aggiornamenti!
25 maggio 2013 — GianniBert 🐜¶
La foto è pessima, ne farò di migliori in seguito, ma si vede uno dei primi maschi sfarfallati in questo maggio pazzo (la colonia è praticamente ibernata, perché la tengo all'aperto e ci sono meno di 10 gradi!)
Per ora sono solo due, e non provano in senso assoluto la mancanza della regina, ma sono un primo indizio!
5-23 Vagus.jpg
25 maggio 2013 — angelo.cardillo¶
Fantastico diario, davvero i miei complimenti... Alla fine della lettura sono giunto ai seguenti ragionamenti:
1) Forse ho fatto una cavolata a prendermi una bellissima e stupenda C. vagus
2) Elimino subito il diario che avevo in mente di iniziare.. Non sense
3) Mi lascia un po' perplesso il discorso di come sia costruito il formicaio. In molti punti, il legno non arriva a toccare il vetro, per cui probabilmente lascia le formiche in una situazione dove si sentono esposte. Forse scavano anche per quello. Altra cosa, hai detto (forse non eri tu ma in questo stesso diario) che dentro i tronchi, i nidi di queste formiche hanno tutti canali verticali. Forse loro vorrebbero ricreare quella soluzione (anche se a me sembra incredibile stipare larve, uova e pupe in verticale!!!!)
Un paio di domande,please
I tuoi demoni, (la mia regina l'ho chiamato Ulbanda xche' mi sembra una possente orchessa) sono solitamente coperti, al buio o esposti? Cambiando lo stato cambia anche l'impeto dello scavo?
Per il discorso cibo, possibile non trovare soluzioni più pratiche? Almeno a queste dimensioni..
Personalmente pensavo di dare alla mia futura colonia (ammesso vada tutto bene) uno spazio in teca con supporto in legno, solo inizialmente "preparato" e far fare tutto il resto a loro, secondo i loro gusti/esigenze.
09 giugno 2013 — GianniBert 🐜¶
angelo.cardillo ha scritto:
Mi lascia un po' perplesso il discorso di come sia costruito il formicaio. In molti punti, il legno non arriva a toccare il vetro, per cui probabilmente lascia le formiche in una situazione dove si sentono esposte. Forse scavano anche per quello. Altra cosa, hai detto (forse non eri tu ma in questo stesso diario) che dentro i tronchi, i nidi di queste formiche hanno tutti canali verticali. Forse loro vorrebbero ricreare quella soluzione (anche se a me sembra incredibile stipare larve, uova e pupe in verticale!!!!) ...
........sono solitamente coperti, al buio o esposti? Cambiando lo stato cambia anche l'impeto dello scavo?
Qualche risposta rapida:
I punti dove il legno non tocca il vetro sono una scelta personale. Gli spazi sono gestiti per far spostare le formiche meglio possibile e offrire dove le stanze sono troppo alte, dei ripiani intermedi. In ogni caso non mi era possibile riprodurre gallerie come in natura; dove gli spazi sono ampi in verticale li ho limitati in orizzontale.
Quello che penso è che le formiche buchino lo stesso dove e quando vogliono.
Dentro i tronchi le gallerie possono essere in verticale perché sfruttano le venature deboli del legno, e queste si sviluppano più in verticale che in orizzontale.
Le formiche non stipano semplicemente le larve in verticale, ma sfruttano dei peli uncinati che permettono a queste di essere appese alle pareti li legno come se fossero incollate. E comunque possono benissimo essere impilati (nel caso dei bozzoli senza peli), perché no? Anche nei nidi sotterranei le covate vengono impilate.
E non sembra che la luce influisca sul loro desiderio di scavare. Nellaprima fase di vita della colonia, erano alla luce, eppure non hanno mai tentato lo scavo.
Ma veniamo alle ultime notizie dal fronte evolutivo della colonia.
Stanno nascendo numerosi i maschi tanto attesi. Una cosa curiosa invece è al presenza di alati che potrei definire "intermedi”; come potete vedere da questa foto (non chiarissima, ma abbastanza da notarlo) sono nati alcuni alati dotati di capo robusto come quello di una regina, ma la struttura tipica del maschio, eppure di stazza leggermente superiore a quella dei maschi classici.
Cercherò informazioni fresche in proposito. Sappiamo infatti che in alcune specie possono nascere (non mi è ancora ben chiaro il motivo e il processo) esemplari "ergatogini”, capaci di generare una covata ma non fecondati, quindi destinati a un compito riproduttivo di soli altri maschi.
Questo potrebbe essere anche il caso di questa colonia...
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10 giugno 2013 — feyd¶
Mooolto curioso gianni
L'unico problema è che per nascere tali caste intermedie dovrebbe esserci comunque la presenza di uova fecondate
Ma potrebbero essere i resti della covata dell'anno scorso, e le major che si stavano sviluppando senza gli ormoni della regina hanno avuto uno sviluppo piu da sessuato
L'unica spiegazione che mi viene è questa, ma in ogni caso è un interessantissimo fenomeno da studiare ed osservare
10 giugno 2013 — winny88¶
Da quello che ho capito io dalla descrizione di Gianni, questi individui potrebbero essere maschi, solo più sviluppati anatomicamente rispetto al normale, quindi non sarebbero comunque uova fecondate.
Credo che forse si potrebbe spiegare col fatto che non avendo anche prole femminile come di solito avviene, tutte le risorse alimentari destinate alla covata sarebbero andate a queste larve aploidi di maschi che quindi avrebbero potuto grazie a questo svilupparsi più del consueto
10 giugno 2013 — Bremen¶
Però così succederebbe a molte colonie orfane che sono state curate no? È vero che nessuno ha avuto una colonia così grande che rimanesse orfana...peró mi sembra strano che un maschio ben nutrito diventi molto più grosso, in cattività dove sono iper nutrite dovrebbe succedere più spesso.
10 giugno 2013 — MattiaMen¶
Interessanti i maschi! Buttane in alcool qualcuno!
12 giugno 2013 — angelo.cardillo¶
Interessantissima la cosa dei maschi.. Ma una cosa mi chiedo, sono indipendenti? Riescono a spostare larve o cibarsi o qualsiasi altra attività? Mi sono perso il pezzo dove la regina è morta.. L'ultima volta mi ricordo della regina che tornava alla base dopo la fuga nella tapparella (o qualcosa del genere). Rileggerò.
Io per la mia colonia, se tutto va bene, vorrei provare a "fornire" solo una parte iniziale, tutto il resto in sughero, in modo da vedere la preferenza su orizzontale e verticale.
13 giugno 2013 — GianniBert 🐜¶
Ora vi mostro questi cosiddetti maschi... e vedrete e converrete con me che sono maschi alquanto... femminili!!!
Prima di andare in vacanza per una settimana, lasciando la casa ai piccoli mostri (che, sono sicuro, ne approfitteranno per evadere e lottare ancora una volta con mia sorella), ho fotografato e documentato a dovere la situazione attuale.
Vedrete che la presenza di regine alate rende la situazione alquanto ricca di dubbi...
Al mio ritorno farò vedere a Rigato questi esemplari e voglio proprio sentire cosa mi dice.
Buona visione!
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Ah! Dimenticavo, rispondo alle domande sopra: i maschi non fanno assolutamente nulla di utile, se non occupare spazio e mangiare (spero poco), vanno in giro, si accrocchiano, dormono, come quasi tutti gli adolescenti...
Se le regine, alate e non, possono comportarsi da operaie, non ho mai visto un maschio, di nessuna specie allevata, fare qualsiasi cosa di utile nel nido.
13 giugno 2013 — winny88¶
Gianni, solo una cosa... Hai postato per caso una foto per un'altra? Nella foto in cui la didascalia dice soggetto da analizzare per gli esperti tassonomi (non so quanti se ne troveranno sul forum ) c'è proprio una regina. Forse non è la foto giusta?
Interessantissimo che siano nate delle regine! Chi le ha fatte queste uova diploidi?
Direi che le spiegazioni ammesse sono 3: le ha fatte la regina mesi e mesi fa prima di morire e si sono sviluppate solo ora; le ha fatte la regina che è ancora viva (chissà dov'è!?); le hanno fatte le operaie! Per l'ultima ipotesi... Non si è mai parlato su questo forum di telitochia per questa specie, ma data la nostra abissale ignoranza...
Mi sa che per scegliere una di queste 3 opzioni bisogna interrogare proprio un professionista che oltre ad analizzare i campioni ci istruisca un po' sulla specie. Ovviamente gli si dovrebbe descrivere per bene la storia recente della colonia.
Facci sapere quale è il suo responso Gianni. Ora mai c'è "thrilling"
13 giugno 2013 — GianniBert 🐜¶
La mia intenzione infatti è di chiedere il parere del Rigato.
La foto non è sbagliata, ho postato ancora foto di una delle regine, i maschi non sono più per me in questione, sono facilmente distinguibili, non c'è dubbio, anche se alcuni hanno davvero il capo più grande di altri...
Le ipotesi valide sono queste, ad ora:
1) Come hai scritto, le uova le ha deposte la regina l'anno scorso prima di morire. La sua mancanza ha spinto le operaie a sovralimentare le larve in questione, poi, sempre la mancanza dei ferormoni della regina hanno permesso lo sviluppo di altre regine.
Le falle: le uova possono essersi schiuse a primavera, ma... più di 4 mesi per svilupparsi? va bene che a produrre una regina ci vorrà di più, ma mi sembra eccessivo.
Inoltre ci sono ancora molti bozzoli enormi che devono schiudere: questi si sono sviluppati da centinaia di uova deposte a primavera. Non è possibile che siano sfuggite al mio sguardo durante l'ultimo trasloco, così tante uova!
2) La regina è ancora viva da qualche parte. Ma possibile che non l'abbia mai vista nemmeno una volta? In 4-5 mesi di osservazioni? Eppure...
La terza ipotesi Rigato l'aveva già esclusa. E' vero però che noi spingiamo le nostre formiche in situazioni che in natura non si verificano facilmente, e chissà di cosa è capace un animale tanto adattabile, che in natura non avrebbe mai avuto certe opportunità alimentari, di riscaldamento prolungato fuori stagione, ecc....
Mi viene in mente il dinosauro che si riproduce in Jurassik Park... Quando gli scienziati lo escludevano a priori. E' un film, ma la Natura può sempre sorprenderci...
13 giugno 2013 — angelo.cardillo¶
Si, ho presente la caratteristica dei maschi.. Chiedevo il comportamento dei maschi capoccioni.. tutto qui
25 giugno 2013 — GianniBert 🐜¶
Ormai devo arrendermi all'idea che la regina sia ancora presente e deponente all'interno del nido.
Come è possibile che mi sia sfuggita per mesi, soprattutto nel primo periodo quando osservavo tutti i giorni gli spostamenti della colonia, e tenevo ben d'occhio ogni raggruppamento sospetto, cercando un'occasione per vederla?
Ho visto anche la regina di F. cunicularia, ben più piccola e celata da quasi 5000 operaie assidue, e la vagus no! Continuo a pensare che sia impossibile, eppure devo prendere atto che la presenza di numerose regine (per ora almeno 15) e la nascita di tantissime operaie, significa la presenza di sua maestà!
Ormai la colonia è numerosa come al principio dell'estate scorsa, quando la fuga e le battaglie avevano disperso e ucciso gran parte della popolazione. Ci sono abbondanti uova e ancora molti bozzoli da schiudere, e i tempi di sviluppo sono stati lunghissimi.
Fabrizio Rigato ride e dice che la regina c'è per forza, e che non si fa vedere, ma lui non ha passato ore ed ore a cercarla nelle stanze ben luminose dove non poteva nascondersi così bene... Sta di fatto che dispongo di almeno un centinaio (ma credo di più) di maschi e almeno 15 grosse regine.
Sono nate troppo tardi o troppo presto?
Fabrizio dice che una colonia ben nutrita e numerosa non è detto che produca sessuati in autunno, dato che sembra avere buon capacità di mantenerli durante tutta l'estate, quindi questi alati dovranno passare estate-autunno e inverno nella colonia.
In ogni caso non sembrano intenzionati a sciamare ora. Salvo un paio di maschi che girano di tanto in tanto in arena, tutti gli altri se ne stanno ben nascosti nel nido.
Appena possibile servizio fotografico.
25 giugno 2013 — winny88¶
Sì, Gianni, sono sicuro di quello che dice il dottor Rigato che i sessuati possono già essere prodotti in questo periodo perché l'anno scorso a fine giugno avevo bisogno di qualche bozzolo di C. vagus e nel nido (colonia numerosissima) in cui ho cercato rimuovendo anche solo un pezzetto di legno termitato e scoprendo solo mezza stanza ho intravisto decine di sessuati di ambo i sessi. In più da qualcuno di quei bozzoli in pochi giorni sono usciti contro necessità anche un paio di maschi. Direi proprio che colonie mature non abbiano problemi ad avviarsi con netto anticipo nella produzione di alati
25 giugno 2013 — GianniBert 🐜¶
Visti anche i tempi di sviluppo lunghissimi per produrli, in effetti la mia colonia è in anticipo comunque perché io l'ho svegliata molto presto, ma se fosse stata in natura avrebbe avuto ancora 1-2 mesi di attesa prima di metterli in cantiere. Soprattutto quest'anno.
Sì, le tue osservazioni avvalorano la tesi della produzione estiva anticipata per l'anno successivo. Magari non succede per tutte le specie che sciamano in primavera, ma per le formiche più grandi, come queste, è certo una necessità fisiologica...
Ho visto le prime larve ai primi di marzo; se anche non fossero di alati, i primi bozzoli grandi erano già ad aprile.
Siamo a giugno avanzato, e potrebbero volerci almeno due mesi, nella migliore delle ipotesi, per produrre alati, forse addirittura tre!!!
05 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
A tutti gli esperti la soluzione del caso:
Da alcuni giorni i maschi che giravano in arena, si sono uniti alle operaie a pattugliare e raccogliere il cibo: di fatto sembrano cercare di lavorare anche loro in questa anomala situazione!
Sto raccogliendo campioni da sottoporre al Museo di Milano (e sapete a chi), anche perché i maschi appaiono con diverse morfologie: alcuni hanno un capo più sviluppato di altri, e sono pure più grandi.
Poi c'è l'enigma delle regine alate. Chi le avrà generate? La vecchia regina prima di morire, o una regina vegeta e nascosta?
Rigato dice che i maschi sono incapaci di dealarsi, e sicuramente è opera delle operaie. Non vengono uccisi perché se sono effettivamente figli delle operaie, condividono ancor più geni di quelli che avrebbero se fossero semplici sorelle, figlie della stessa madre...
Resta un caso unico fra quelli che ho visto e sentito, eppure i maschi ci sono, sono all'opera o comunque non elemosinano cibo alle operaie, bensì tentano di riportarlo nel nido. Forse aver perso le ali li trasforma automaticamente in... "qualcos'altro”?
Sono curioso di vedere cosa ne sarà delle numerose regine...
Verranno fecondate dai maschi loro fratelli?
Si dealeranno divenendo anche loro operaie?
Forse non avremo mai risposta, a meno di eseguire test del DNA sui campioni .......
Vediamo se qualcuno ha idea di come si possono definire questi elementi...
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05 luglio 2013 — Dorylus¶
Molto interessante ! anche le antenne sembrerebbero più da femmina che da maschio oltre alla testa e forse anche un po il gastro , sembrano quasi individui intermedi , forse le larve sono state alimentate in modo differente dai normali maschi ma mi sa che oltre a questo c'è da fare qualcosa di più scientifico che vederli a vista
06 luglio 2013 — filomeno¶
Perché tutti i tuoi diari devono avere sempre qualcosa in più??
Per me quello che hai scoperto-scoprirai è molto di più di una cosa stramba: forse cambierà il mondo o per lo meno sarà un grande passo per la mirmecologia!!
Tienici informati!!
06 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
filomeno ha scritto:
Perché tutti i tuoi diari devono avere sempre qualcosa in più??
Perché so' er mejo
No, scherzo: questa cosa non cambierà un bel niente.
Probabilmente tenere colonie per molti anni, in condizioni particolari, porta all'attivarsi di comportamenti, situazioni e risoluzioni che con il normale iter in natura non hanno bisogno di verificarsi.
Tenere formiche in spazio ristretto per anni, in presenza di feromoni, chimiche varie, alimentazioni ricche e situazioni di convivenze forzate, attiva anomalie di comportamento che potenzialmente possono verificarsi, ma che sfuggono ai normali studi sulle specie in natura.
07 luglio 2013 — angelo.cardillo¶
Ahahah! me la rido... Quando ti chiedevo che cosa facessero questi maschi un po' particolari.. E tu mi hai risposto.. Quello che fanno sempre i maschi.. Niente e invece... Per quanto riguarda i comportamenti, non penso sia cosi' facile controllare migliaia di nidi e vedere se ci sono maschi operativi come i tuoi.. Penso che tra l'altro siano molto più delicati delle operaie.. Potrebbe essere che in natura in situazioni simili vadano a morire in qualche modo.. Sarebbe bellissimo che tu facessi ancora più foto anche per vedere se sono in grado di rigurgitare il cibo o semplicemente si alimentano (un po' come fanno i fuchi delle Api, che se tenuti al sicuro e alimentati vivono parecchio tempo.. Loro sono in grado di bere miele)
08 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
Sto cercando di monitorare il comportamento di questi maschi anomali, ma non è facile. Rigato mi consiglia di marcarli con l'Uniposca, anche solo per vedere la loro durata di vita.
Come suggerisci, averli tolti dal loro breve compito naturale, potrebbe aver innescato un nuovo processo vitale.
Quando li vedrò cercare di catturare una camola, allora sarò convinto che il loro comportamento è davvero mutato (e vedrò di documentarlo).
Per ora posso solo dire che girano in arena e si alimentano da soli.
Tutti i dati che riesco a raccogliere sono fini a sé stessi: una colonia così in natura non esisterebbe, ma è interessante da studiare.
Controllare i nidi in natura è impossibile e inutile, dato che non avremmo riscontri del genere.
Angelo, vorrei ricordarti di non usare il linguaggio da SMS nei post, per ovvi motivi, che sono già spiegati nel regolamento.
E' un accorgimento necessario, può essere noioso dover scrivere per esteso e correttamente, ma è una richiesta comune a tutti i forum e siti scientifici. Noi non saremo scienziati, ma alcuni di loro ci seguono, e questo fa la differenza, soprattutto in argomenti come questo! Grazie.
08 luglio 2013 — Luca.B¶
GianniBert ha scritto:
Sto cercando di monitorare il comportamento di questi maschi anomali, ma non è facile. Rigato mi consiglia di marcarli con l'Uniposca, anche solo per vedere la loro durata di vita.
Come suggerisci, averli tolti dal loro breve compito naturale, potrebbe aver innescato un nuovo processo vitale.
Quando li vedrò cercare di catturare una camola, allora sarò convinto che il loro comportamento è davvero mutato (e vedrò di documentarlo).
Per ora posso solo dire che girano in arena e si alimentano da soli.
Tutti i dati che riesco a raccogliere sono fini a sé stessi: una colonia così in natura non esisterebbe, ma è interessante da studiare.
Controllare i nidi in natura è impossibile e inutile, dato che non avremmo riscontri del genere.
Angelo, vorrei ricordarti di non usare il linguaggio da SMS nei post, per ovvi motivi, che sono già spiegati nel regolamento.
E' un accorgimento necessario, può essere noioso dover scrivere per esteso e correttamente, ma è una richiesta comune a tutti i forum e siti scientifici. Noi non saremo scienziati, ma alcuni di loro ci seguono, e questo fa la differenza, soprattutto in argomenti come questo! Grazie.
Sono osservazioni più che utili.
La maggior parte delle scoperte dei meccanismi naturali nascono proprio da osservazioni su
"anomalie" create artificialmente in laboratorio.
Quindi il fatto che in natura sia una cosa che non accade (osservo da anni le colonie di Camponotus vagus in Oasi...e non ho mai visto una cosa simile) come giustamente dicevi non sminuisce l'importanza di queste osservazioni.
Ad esempio si potrebbe, alla luce di queste osservazioni, avanzare l'ipotesi che il comportamento "apatico" (cioè il non far nulla, non alimentarsi ecc...) di un maschio potrebbe non essere correlato con il cervello molto piccolo (come spesso ho letto in qualche libro) o con una sorta di "programma genetico" di cui sono forniti...ma potrebbe essere legato a equilibri chimici interni e/o ambientali.
Così il dealamento, nello stesso modo in cui causa una mutazione degli equilibri chimici nelle regine, nei maschi potrebbe fare lo stesso...attivando quella serie di comportamenti che li inducono a comportarsi proprio come operaie.
Continua ad osservare...e ho in mente un paio di esperimenti che bisognerebbe provare per confermare ulteriormente la cosa.
Ma prima voglio aspettare di vedere cosa faranno questi esemplari.
08 luglio 2013 — Luca.B¶
angelo.cardillo ha scritto:
Ahahah! me la rido... Quando ti chiedevo che cosa facessero questi maschi un po' particolari.. E tu mi hai risposto.. Quello che fanno sempre i maschi.. Niente e invece... Per quanto riguarda i comportamenti, non penso sia cosi' facile controllare migliaia di nidi e vedere se ci sono maschi operativi come i tuoi.. Penso che tra l'altro siano molto più delicati delle operaie.. Potrebbe essere che in natura in situazioni simili vadano a morire in qualche modo.. Sarebbe bellissimo che tu facessi ancora più foto anche per vedere se sono in grado di rigurgitare il cibo o semplicemente si alimentano (un po' come fanno i fuchi delle Api, che se tenuti al sicuro e alimentati vivono parecchio tempo.. Loro sono in grado di bere miele)
**angelo.cardillo, più volte sei stato richiamato sul fatto di non usare abbreviazioni nei messaggi!
Come abbiamo spesso detto (e, purtroppo, recentemente siamo costretti a ripetere sempre di più), usare abbreviazioni è un modo scorretto di scrivere e che, quindi, va assolutamente evitato.
Dopo gli innumerevoli richiami, te ne faccio io un ultimo.
_Sei quindi avvisato che da ora in poi ogni tuo messaggio futuro contenente abbreviazioni da "sms" sarà immediatamente cancellato, a prescindere dai contenuti. questo andrà avanti per 3 giorni...dopo di chè scatterà un ban per una settimana e, in caso di future recidive, i tempi di ban saranno progressivamente aumentati.
_
Questo vuole essere un forum scientifico e serio e linguaggi da "blog" o "chat" non possono essere tollerati, poichè non tutti coloro che si trovano a leggerli potrebbero comprenderli.
Questo vale, chiaramente, anche per qualunque altro utente!
Da ora in poi, quindi, presterò la massima attenzione a controllare che questo genere di linguaggio sia evitato.
Confido che tu e gli altri utenti comprendiate il perchè di questa maggiore severità. **
08 luglio 2013 — tulindo¶
Forse non c'entra nulla ma la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto del "maschio" che pare abbia comportamenti da simil operaia, è stata la seguente: E se il suo comportamento anomalo dipende appunto dall'assenza delle ali?
Provo a formulare la sequenza di pensieri che mi hanno portato a questa idea.
-
L'istinto del maschio (di formica...) è quello di accoppiarsi
-
Per accoppiarsi il maschio deve sciamare
-
Senza ali è difficile (anzi oserei dire impossibile) che sciami
Non potendo adempiere a questo scopo, per la colonia è inutile... quindi che senso ha che le operaie lo nutrano? Quindi fa da se... istinto di sopravvivenza, niente di più
Sul fatto poi che i maschi muoiano subito dopo essere sciamati... mi sono sempre chiesto il perché.
Prendere il volo, cercare la regina ed accoppiarsi penso siano attività dispendiose da un punto di vista fisico... presumo muoiano perché sono allo stremo delle forze (probabilmente vengono nutriti solo il minimo indispensabile). Mi pare di aver letto sul forum che i maschi non sciamati non muoiono di loro ma vengono uccisi... non nutrendosi autonomamente, sono un peso inutile.
Forse le tue C. vagus, avendo molto cibo a disposizione, hanno semplicemente trovato un modo alternativo, un modo per rendere non più un peso degli "inutili" maschi.
Sulla prima ipotesi... un test (abbastanza cinico lo ammetto) potrebbe essere quello di dealare forzatamente dei maschi e vedere se questo ne cambia il comportamento. Un po' come veniva fatto con gli eunuchi.
08 luglio 2013 — Bremen¶
L'assenza( o malformazione) delle ali è una delle risultanti della crescita anomala dei maschi, è impossibile che un maschio di formica a cui vengono tolte le ali diventi un "eunuco" e si comporti da operaia, questi maschi hanno proprio una conformazione diversa, non solo le ali. Nella normalità i maschi non hanno nemmeno la capacità di bere da soli, per questo dopo poche ore fuori dal formicaio muoiono! Fanno il loro sporco lavoro e muoiono eheheh
08 luglio 2013 — Luca.B¶
Bremen ha scritto:
L'assenza( o malformazione) delle ali è una delle risultanti della crescita anomala dei maschi, è impossibile che un maschio di formica a cui vengono tolte le ali diventi un "eunuco" e si comporti da operaia, questi maschi hanno proprio una conformazione diversa, non solo le ali. Nella normalità i maschi non hanno nemmeno la capacità di bere da soli, per questo dopo poche ore fuori dal formicaio muoiono! Fanno il loro sporco lavoro e muoiono eheheh
Ma non è ancora certo che siano usciti così...e, invece, non gli siano state tagliate le ali.
Anche se c'è comunque differenza a livello anatomico e fisiologico tra il dealamanto ed il taglio delle ali.
In ogni modo questi esemplari maschi già bevono da soli...e questo va contro ciò che sappiamo dei maschi stessi.
08 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
Confermo.
Attenzione, badate bene: questi maschi non sono anomali perché nati senza le ali, bensì sono maschi all'apparenza normali a cui le ali sono state amputate dalle sorelle. E' una cosa ben diversa, che può avvenire e avviene anche nelle regine, che in seguito iniziano a comportarsi da operaie a tutti gli effetti, e non sono casi così poco frequenti.
Non sarei così sicuro che la menomazione riportata in vita non influenzi in qualche modo il loro comportamento successivo.
Non perché diventino eunuchi, ma perché in qualche modo viene a mutare il delicato equilibrio per cui sono stati generati.
08 luglio 2013 — Bremen¶
Non penso che un maschio dealato cambi cosi il suo comportamento, una animale cerca di sopravvivere il più possibile, un maschio alato se avesse la capacità di nutrirsi lo farebbe!
Poi dalla foto non mi sembra dealato del tutto...e in effetti non mi sembra che le ali siano normali normali, a me sembra siano maschi sviluppati in maniera differente.
08 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
Bremen, dal quella foto non si vede tutta la situazione della colonia.
I maschi che girano in arena sono spesso alati, come quelli ancora al chiuso, e le ali sono normali; poi pian piano le loro ali vengono ridotte a brandelli, ogni tanto ne gira uno con un'ala sola...
E' stato solo dopo settimane che mi sono accorto che alcune delle minor che giravano in arena non erano minor, ma maschi senza ali, o con mozziconi come questo.
Alla nascita erano tutti alati, a decine, e ci hanno messo parecchio a cominciare a uscire.
08 luglio 2013 — tulindo¶
Può anche darsi che però i dealati siano nati effettivamente così come ipotizza Bremen
Visto che già sei armato di uniposca potrebbe anche essere utile marcare (ovviamente con un colore diverso) dei maschi normali in modo da avere la certezza che le ali vengano effettivamente fatte a pezzi dalle operaie.
08 luglio 2013 — Bremen¶
Una domanda, i maschi alati non fanno nessuna operaizione come bere o aiutare la colonia? Io non conosco i maschi di C. vagus, ma se dite che sono diversi dal normale, mi sembra che già sia la risposta...un maschio "normale" alato o non, non farebbe mai queste cose, un maschio "modificato" chissà da quali fattori, ha la possibilità di nutrirsi e quindi aiutare nella colonia, certo che sarebbe utile sapere la durata dela vita e quali sono effettivamente le diversità con un maschio normale, se solo in dimensioni, o conformazione del capo e della bocca ecc ecc...ma so che sicuramente ci stai pensando pure tu a tutto questo ehehe. Però secondo me non dobbiamo trattarli come normali maschi, quindi non penso che un maschio normale senza ali farebbe lo stesso...
16 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
Il termine con cui ha definito questi alati Fabrizio Rigato è: ginandromorfo.
Vuol dire praticamente che sono una mutazione dovuta alla situazione anomala creatasi, e sono maschi che hanno il capo già molto simile ad operaie (vi ricordate che avevo detto che le teste non sembrano quelle classiche da maschio?).
In pratica sono geneticamente maschi e femmine al tempo stesso.
Detto così sembra tutto facile, ma lui ha tentato di spiegarmi cose che io ho capito concettualmente, ma che non riuscirò a ripetervi. Immagino che Feyd, Luca o Winny andranno a spulciare l'argomento e ne faranno una relazione accurata che chiarirà a tutti quanto sono complicate le semplici coppie di allele nel DNA di queste formiche...
Basti sapere che queste nascite confermano la crescita anomala della colonia e la morte necessaria della regina-madre.
Quello che non ci siamo spiegati è la presenza delle regine, se non con l'ipotesi di uova vecchissime fecondate dalla regina prima della morte, schiuse in ritardo e cresciute molto lentamente in seno alla colonia.
In ogni caso da alcuni giorni stanno uscendo in arena anche alcune di queste, e come per i maschi precedentemente, cominciano a "perdere” le ali.
La colonia è dunque in ogni caso destinata a estinguersi.
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16 luglio 2013 — winny88¶
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CDkQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.insectscience.org%2F11.17%2Fi1536-2442-11-17.pdf&ei=XV7lUYWdNKeL4ATxjICADQ&usg=AFQjCNFmQPHjaLuf8N_hZsSSlPMo0ZY8oQ&sig2=0sRsHbZH0IAbgk0NbPfqMQ" onclick="window.open(this.href);return false;
Gianni, sei un provocatore! Comunque ottimo spunto per approfondire le conoscenze, anzi... Imparare qualcosa e rimediare pian piano all'indecente ignoranza in cui ogni giorno mi rendo sempre più conto versiamo, e il bello è che crediamo di sapere!
Sopra c'è il link ad un articolo. Nell'introduzione la cosa è spiegata decentemente. Mi permetto di riportare i punti salienti tradotti e commentare in quanto credo di essere, dati i miei studi, modestamente preparato in biologia molecolare e cellulare, genetica ed embriologia.
Abbiamo sempre detto che la determinazione del sesso nelle formiche è basata sull'aplodiploidia. Significa che i maschi sono aploidi (hanno una singola copia, materna, per ogni cromosoma) e le femmine diploidi (con 2 copie per ogni cromosoma, una materna ed una paterna, per cui in tal caso occorre fecondazione dello spermatozoo, salvo i casi di partenogenesi telitoca). Nel caso dei mammiferi in cui la determinazione del sesso dipende da una sola coppia di cromosomi e in cui basta la mutazione di singoli geni (si veda l'iperplasia surrenalica congenita) sembrerebbe che i casi di androginismo (sinonimo in effetti di ginandromorfismo, entrambi etimologicamente significano "metà uomo e metà donna") siano ragionevoli; mentre in casi in cui la determinazione del sesso sia così enormemente definita come nelle formiche si potrebbe pensare che non sia lontanamente possibile la presenza di "sessi intermedi".
L'articolo innanzitutto riporta vari casi di aberrazioni sessuali/ di casta che differiscono per i fenotipi e le varianti genetiche (con nomi diversi, leggere articolo). Sono possibili forme intermedie tra maschi e regine, maschi e operaie, maschi e operaie specificatamente soldati e addirittura tra maschi, operaie e regine.
Si parla abbastanza esaustivamente del ginandromorfismo tra le formiche. Sono innanzitutto tutte teorie:
-2 cellule uovo che si fondono (la fusione cellulare è comune in biologia) e in tal caso la cellula sarà un sincizio, cioè con più nuclei (in questo caso 2). Il ginandromorfismo occorrerebbe quando un nucleo è diploide ed uno aploide, per cui i due nuclei esprimerebbero geni che porterebbero indipendentemente a particolari morfologici l'uno da regina (o operaia), l'altro da maschio. La produzione di un uovo con tali caratteristiche dovrebbe essere quindi frutto di una madre in grado di fornire spermatozoi (quindi nuclei diploidi), quindi di una regina, ma l'articolo afferma che uno dei due nuclei potrebbe diventare diploide anche in seguito alla partenogenesi di cui sopra. In tal caso potrebbe essere prodotto di concepimento anche di un'operaia (qui ci riallacciamo alle capacità o meno di telitochia di Camponotus vagus).
-Una cellula uovo farebbe mitosi (divisione dei nuclei, senza quindi citodieresi, quindi restando una sola cellula, altro processo comune in biologia cellulare) e successivamente la fecondazione di uno spermatozoo potrebbe creare la diploidia ovviamente in uno solo dei 2 nuclei, salvo, dice sempre l'articolo, stesso caso di telitochia dell'altro nucleo di cui sopra. Nei casi di cellule binucleate con un nucleo aploide ed uno diploide ci riallacciamo al ginandromorfismo di prima.
-Forse anche il trofismo in fase di maturazione larvale (cioè la nutrizione) potrebbe contribuire alla comparsa di caratteri morfologici intermedi.
Di sicuro trattasi di aberrazioni che si possono ritenere "errori" che quindi occorrerebbero più facilmente in situazioni di anomalia. Non c'è bisogno di dirlo, lo ha già fatto anche il prof Rigato, è proprio il caso della tua colonia!
Spero di essere stato chiaro e utile
16 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
Eh, eh!
La provocazione ha funzionato!
Sì, serviva qualcuno che scrivesse chiaramente (per quanto chiari si possa essere in questo campo) quello che Fabrizio mi aveva detto a parole.
Io proprio non sapevo come fare, mi mancano le basi, ma così posso rileggermi anche io questa spiegazione e comprenderla meglio.
Non ti illudere: domani non saprei spiegarla nuovamente a nessun altro!
Ecco perché la provocazione!
16 luglio 2013 — PomAnt¶
wow! ora capisco perchè non avresti potuto spiegarla!
18 luglio 2013 — Ruben¶
Gianni!!!!!!
ma cosa hai combinato?
sono stupefatto
30 agosto 2013 — GianniBert 🐜¶
Vi aggiorno brevemente perché non pensiate che mi sia dimenticato di voi!
L'estate sta finendo (e un anno se ne va...) e la colonia sta sviluppando una nuova covata. Ormai il nido è zeppo di maschi e regine, alati e non; molte, come avete già visto, si comportano proprio come operaie anomale, contribuiscono alla cattura di prede, vanno a bere il miele fuori, portano rifiuti all'esterno...
Per una ventina di giorni la colonia è stata ospite del buon Sacrista, che l'ha curata a dovere e che ringrazio pubblicamente.
Tutti quelli che verranno a Entomodena avranno modo di osservarla ancora una volta, prima che pensi al modo di "terminarla”. Lui suggeriva di "vedere cosa vien fuori dalla prossima covata” ma i tempi estremamente lunghi, e i risultati degli ultimi mesi mi fanno pensare che non ci siano più speranze e che irrimediabilmente usciranno nuovi stormi di maschi; ormai la progenie di questa colonia è virata in questo senso.
Qualche uovo potrebbe essere stato deposto da femmine fecondate dai fratelli nel nido?
Questa è comunque una situazione così innaturale, che non vedo il senso di continuare l'esperimento. Ci vorrebbero seri esami genetici, e studi più avanzati di quelli che posso realizzare io, per trovare curiose risposte a un caso del genere.
Preferisco dedicare il mio tempo ad altri progetti, anche se mi dispiacerà sopprimere l'intera popolazione, ma non posso aspettare che si estingua per vecchiaia e sfinimento: le bestiacce non sembrano particolarmente propense ad arrendersi alla realtà di aver imboccato un vicolo cieco... E hanno una vita ben lunga!
05 novembre 2013 — Messor-ita-¶
Giannibertt , novità??? ho letto adesso il tuo diario e mi ha incuriosito
06 novembre 2013 — GianniBert 🐜¶
La colonia è stata messa in ibernazione in garage dopo la visita alla Fiera della Scienza di Genova, da cui l'ho recuperata domenica scorsa.
Le formiche erano generalmente ammassate nelle stanze interne, tranne le solite esploratrici esterne, ancora numerose grazie alle temperature anomale del periodo.
Sono presenti una certa quantità di uova e larve, e a questo punto vorrò vedere due cose al risveglio primaverile:
1) Se i maschi e le regine ancora alati prenderanno il volo quando sarà il momento propizio.
2) Cosa uscirà dalle uova presenti. Che siano uova deposte da qualche regina accoppiata dentro il nido? Non si può escludere! Quindi l'esperimento continua... per ora.
20 febbraio 2014 — GianniBert 🐜¶
Oggi, 20 febbraio, ho riportato a casa dal garage la colonia.
Non ho ancora intenzione di riscaldarla, ma la terrò sul davanzale della finestra con la colonia più piccola, sotto osservazione.
Le temperature a Milano in queste settimane sono piuttosto alte per la stagione, e vorrei prevenire movimenti che non potrei osservare. Mi ha spinto a recuperare il nido la deposizione, proprio oggi, di un gruzzoletto di uova della mia terza regina, presa in Corsica l'estate scorsa: questa ha una sola operaia, una larva e ora 6-8 uova fresche.
Ho fatto una prima pulizia dell'arena, raccogliendo 125 cadaveri, in maggioranza di operaie. Ci sono morti qua e là anche dentro il nido, ma la maggioranza della popolazione sta ammassata in 4-5 stanze, e solo poche solitarie si aggirano nel nido per il resto vuoto.
Metterò a disposizione della colonia qualche goccia di miele, per vedere se hanno lo stimolo a nutrirsi...
17 marzo 2014 — GianniBert 🐜¶
In data 17 marzo (ma avevano già cominciato la settimana scorsa) la colonia sta mettendo in atto i suoi tentati di riprodursi con una prova di volo generale.
In realtà quasi nessun maschio (o regina) ha ancora effettivamente tentato un decollo. Ma è evidente che la stagione si fa sentire, e questa volta la popolazione è pronta in orario.
Non essendo il nido posto in una posizione calda e assolata, gli alati si accontentano di salire sui rilievi e mettersi in posizione, ma cosa accadrebbe se invece il nido fosse al sole?
I nidi di questa specie più vicini sono almeno a 20 km in linea d'aria, quindi non so se arriveranno segnali invitanti dall'esterno, oppure se gli alati prenderanno comunque il volo in cerca di fortuna...
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19 marzo 2014 — GianniBert 🐜¶
Solo oggi ho potuto aggiornare la situazione, ma neanche il tempo di scriverlo, ecco il miracolo già fatto: nel pomeriggio, con l'alzarsi della temperatura, parecchi maschi hanno iniziato a lanciarsi in volo.
L'arena è tutta un brulicare frenetico; ora qualcuno si sofferma sui bordi, sulle piante del davanzale, altri si lanciano lontano e spariscono alla vista...
Posto qui un breve filmato dell'avvenimento. Mi dispiace solo che venerdì prossimo inizio le lezioni scolastiche e far vedere tutti questi alati alle scolaresche avrebbe aggiunto una nota di colore, mentre ora non so se il nido sarà ancora pieno la settimana prossima!!!
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19 marzo 2014 — Bremen¶
Sono tantissimi!! Impressionante, davvero ormai questa colonia è simile alle colonie che si vedono in natura come numeri e la sciamatura me è una conferma! Rinnovo i complimenti, anni di uno spettacolare lavoro!!
19 marzo 2014 — Dorylus¶
Ogni volta che vedo questa colonia è sempre uno spettacolo , anche in video !!!
Speriamo raggiungano magari aiutati dal vento le colonie del Parco del Ticino e riescano a concludere qualcosa , la giornata è propizia anche per le colonie selvatiche .
19 marzo 2014 — iComix¶
veramente complimenti è una cosa assolutamente fantastica e fortunatamente possiamo vederla nelle foto e nei video
complimenti ancora!!!
19 marzo 2014 — winny88¶
Interessantissimo! Dimostra 2 cose:
-
che una colonia matura anche se rimasta senza regina ha ancora una ragione di esistere per un certo periodo di tempo;
-
che non manca molto all'inizio della stagione riproduttiva!
09 maggio 2014 — GianniBert 🐜¶
Aggiorno il diario con le ultime notizie dal fronte!
Ho appena passato tutta la settimana con i formicai di Messor e vagus a far lezioni in una scuola di Milano, e così non ho potuto frequentare molto il forum. Ora ho una pausa e vi riporto gli ultimi accadimenti che ho potuto osservare, e ci sono notizie notevoli.
Intanto tutti, alla vista dello stuolo di alati che si trovano ancora in arena, mi chiedono: "ma non volano fuori?”
La mia risposta è sempre stata:" Non hanno stimoli odorosi da altri formicai vicini, e poi al chiuso non vedono la luce del sole, e non sono invitati a decollare"...
Le mie erano solo valide supposizioni. Adesso posso dire che non ero lontano dal vero.
Stamattina prima di lasciare la scuola, ho appositamente lasciato la colonia esposta al sole (l'arena) per non più di 5 minuti; il tempo che ci ho messo a rientrare nell'aula e uscire col nido delle Messor da mettere in macchina.
Al mio ritorno l'arena era già una pista di decollo in piena attività. I maschi (e alcune regine ancora alate) decollavano agilmente uno dopo l'altro.
Possiamo allora pensare che la luce diretta del sole per loro sia molto importante, insieme all'aumento di calore generale a generare lo stimolo al volo.
Non posso sapere ovviamente, se le formiche abbiano anche sentito un segnale feromonale.
Adesso, mentre scrivo, il sole colpisce il davanzale su cui ho appoggiato il nido, e gli alati stanno facendo vibrare le ali, e compiono brevi voli in arena. Sono sicuro che un paio d'ore di esposizione al sole permetterebbero all'arena di spopolarsi.
Quanto a questo, vi riporto altri fatti interessanti:
Il nido interno è quasi vuoto. Ci sono circa 200-250 operaie di tutte le taglie che accudiscono una covata abbondante, e sono molto tranquille; invece in arena, tutta l'ultima settimana è stata una bolgia di alati e anche qualche operaia, più tutte le regine dealate.
Non ci sono regine dealate dentro il nido ... tranne una!
E' l'unica regina in questo momento che abbia il gastro dilatato in modo notevole. E' molto tranquilla, e si aggira nelle stanze alte del nido. La covata presente conta ormai molti bozzoli e un numero ingente di larve a tutti gli stadi.
La cosa interessante è che i bozzoli sono di dimensioni ridotte.
E' molto difficile che appartengano a una nuova stirpe primaverile di maschi, quindi dovrei supporre che forse la regina in questione si sia effettivamente accoppiata con uno (o più) dei tanti maschi nati l'estate scorsa.
Questo potrebbe aver spinto tutte le pseudo regine a lasciare il nido, e i maschi a smettere di dealarsi.
Non ho ancora prove concrete della cosa. L'avrò alla prima schiusa dei nuovi bozzoli.
Non volevo comunicarvi subito queste mie speranze, ma trovo che un po' di suspance faccia bene al diario.
Fate scommesse!
Se questa cosa si dovesse confermare, vuol dire che la colonia è stata capace di rigenerarsi. Tutto ciò è davvero anomalo, e dubito che possa verificarsi spontaneamente in natura, ma d'altra parte ormai sappiamo che la mia colonia "ballerina” è un caso da manuale dei mostri!
Puntate tutti i vostri risparmi sulla ruota della fortuna!
Cosa avverrà nelle prossime settimane?
A) Nasceranno nuovi maschi e la colonia si estinguerà definitivamente?
B) Tutti voleranno via lasciando una nuova colonia pronta a riprendersi, con una sorella-regina a portare avanti la discendenza?
C) Butterò tutta la struttura nel primo laghetto che incontro e metterò termine all'esperimento?
Meditate gente, meditate!
09 maggio 2014 — Robybar¶
Che bello! Io tifo per una rinascita della colonia, sarebbe molto bello! Sicuro che non possa accadere in natura?
10 maggio 2014 — erik il rosso¶
Spero la numero 2.Sarebbe interessante,anche solo per vedere se è stato un accoppiamento unico o se ha riempito le spermateche con più partner-fratelli
11 maggio 2014 — filomeno¶
Secondo me è strano che una regina di primo anno possa già avere il gastro dilatato in modo notevole!!!
Magari il sovrappopolamento del formicaio ha nascosto la regina data per dispersa ma ora che il formicaio si è finalmente liberato dagli alati e le operaie sono solo 200 è più facile identificarla!!!
11 maggio 2014 — Bremen¶
Se la regina si trova già in una colonia abbastanza grande non vedo perché non possa avere l'addome dilatato, ben nutrita e con la possibilità di produrre da subito molte uova non mi sembrerebbe strano.
11 maggio 2014 — GianniBert 🐜¶
filomeno ha scritto:
Secondo me è strano che una regina di primo anno possa già avere il gastro dilatato in modo notevole!!!
Perché?
In questo caso il nostro Bremen ha centrato la possibile soluzione. La regina esiste da almeno l'estate scorsa.
Non può essere nata prima, perché appartiene all'ultima generazione della regina morta l'autunno 2012, ma non può essere più giovane, perché tutte le uova di operaia nate nell'estate 2013 hanno per forza portato a maschi.
Se la regina ha avuto modo di accoppiarsi nell'estate scorsa, ha almeno passato quasi un anno nella colonia; prima non poteva essere isolata, perché nel nido ce n'erano altre e la popolazione era mista.
E' solo ora che le regine sono tutte fuori e lei è riconoscibile per le differenze. Sempre sia la nuova regina.
La situazione è anomala. Perché una regina che potrebbe aver già deposto l'autunno scorso (non possiamo provare il contrario) e che è diventata la nuova madre delle future generazioni, ma adottata dalle vecchie, non dovrebbe essere stata ben alimentata per mesi?
Perché al risveglio primaverile non dovrebbe avere il gastro dilatato?
Perché non potrebbe comunque, dal risveglio a fine febbraio, aver dilatato in tempo il gastro per le uova o per il cibo che circola abbondante?
Poi per Robybar:
Sicuro che non possa accadere in natura?
E' molto difficile, quasi impossibile in questa specie.
I maschi e le regine sarebbero volati via l'estate scorsa, si sarebbero comunque allontanati dalla colonia. Perché restare lì?
La colonia avrebbe perso subito gli alati e difficilmente la regina eventualmente accoppiatasi sarebbe comunque rimasta dentro il nido. Questa è stata forzata a rimanere lì.
Si sa che a volte le regine possono accoppiarsi dentro il nido con i maschi prima della sciamatura, ma prendono ugualmente il volo.
11 maggio 2014 — Bremen¶
Una richiesta pero Gianni te la faccio...una foto della nuova presunta regina?? Non che da una foto si possa capire nulla, ma vedere foto della tua colonia è sempre un piacere...
12 maggio 2014 — Robybar¶
Io credo che quella regina possa aver avuto accoppiamenti con maschi della colonia durante un tentativo di sciamatura non andato in porto per qualche motivo.
Quindi in pratica voleva sciamare ma non poteva per chi sa quale motivo, si è accoppiata in arena ed avendo ancora l'odore della colonia è rientrata ed è stata accettata...
12 maggio 2014 — Dorylus¶
In ogni caso anche una regina giovane può dilatarsi molto , in questo caso la regina rimasta non ha dovuto conservare le forze e razionare le deposizioni , si è ritrovata una colonia popolosa ad accudirla , questo potrebbe averla stimolata a deporre subito molto .
12 maggio 2014 — GianniBert 🐜¶
Esattamente.
Ora sto conducendo una nuova prova "parallela”; Fabrizio Rigato (oggi è il suo compleanno!) mi ha suggerito di isolare anche le regine all'esterno e io (come ho fatto a non pensarci prima!????!) ne ho appena improvettate 3.
Perché sarebbe possibile, perché no, che anche queste ultime siano fecondate, e all'esterno in cerca di fondare un proprio formicaio.
Vale la pena almeno di vedere se isolate, si mettono a deporre uova proprie, e allora... cosa ne potrà venire fuori?
Il suggerimento è partito dal fatto che io gli ho descritto come tranquilla la situazione dentro la colonia, mentre all'esterno è un ribollire di agitazione. Secondo lui è possibile che questa frenesia sia proprio dovuta ai feromoni delle regine e dei maschi in attesa di spiccare il volo... ma forse anche in competizione per eventuali accoppiamenti in arena o già avvenuti precedentemente nel nido...
In ogni caso vale la pena di provare e vedere cosa succede...
12 maggio 2014 — ChAoS¶
Questa storia si sta facendo sempre più intrigata,non vedo l'ora di vedere come procede!
Auguri prof. Rigato!
14 maggio 2014 — GianniBert 🐜¶
Ecco accontentato chi voleva una foto.
Il gastro è meno dilatato dell'altro giorno, e poi anche nella regina precedente non lo è mai stato troppo, neanche nei momenti di massima deposizione, ma se vedeste le altre pseudo-regine notereste la differenza.
La situazione si mantiene identica. Aspetto solo la schiusa dei bozzoli.
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Potete vedere la dimensione effettiva dei bozzoli e delle larve, anche se con formiche così grosse è sempre difficile scommettere su cosa ne verrà fuori!
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13 giugno 2014 — GianniBert 🐜¶
Gusti alimentari...
Mi inserisco nel diario di questa colonia con una considerazione che ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, ci conferma che le nostre formiche hanno gusti alimentari diversi, influenzati essenzialmente da chissà che!!!
Da alcuni giorni sto somministrando a tutte le colonie gli stessi tipi di alimento, in questo caso sto provando con bucce di melone.
Ora, sorvolando sulle diversità alimentari che possono essere notevoli fra Messor, Formica e Camponotus, mi trovo a segnalare differenze notevolissime fra due uguali colonie di Camponotus vagus: nella fattispecie la colonia più giovane (che per le mie esperienze dovrebbe avere una gamma di gusti meno varia rispetto alla colonia adulta) gradisce e saccheggia per ore e giorni questo alimento, mentre la colonia più grande, dopo un primo approccio che stimo più interessato all'umidità del frutto che alla sostanza, abbandona completamente a sé stessa la fetta di melone, mentre l'altra... Giudicate voi!
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17 giugno 2014 — Methw¶
Fantastiche le tue osservazioni GianniBert, mi hai fatto venire voglia anche a me di "testare" molte cose su colonie di specie uguali o differenti.
Complimenti per le tue colonie, le foto e anche i diari
21 giugno 2014 — GianniBert 🐜¶
Ringraziando per i complimenti, passo alle note dolenti!
Stanno sfarfallando tutti i nuovi nati, e dico nuovi, proprio perché per ora sono tutti, inconfondibilmente, maschi alati.
La presenza di quella regina forse era solo una casualità, e le dimensioni dei bozzoli, su una popolazione dove a volte anche i bozzoli di operaia sono davvero grandi, traeva in inganno.
Se non si verificano differenti nascite nelle prossime settimane, direi che posso definire chiuso l'esperimento: la colonia è destinata ad estinguersi, e potrò concentrare tutte le mie attenzioni sulla mia seconda colonia, che questa primavera sta ripetendo l'exploit della colonia precedente, anche se con un anno di ritardo...
18 settembre 2014 — GianniBert 🐜¶
GianniBert ha scritto:
Fabrizio Rigato mi ha suggerito di isolare anche le regine all'esterno e io (come ho fatto a non pensarci prima!????!) ne ho appena improvettate 3....
Per la cronaca, nessuna delle regine isolate ha mai deposto un uovo, una si è lasciata morire e le altre sono state rimesse in libertà.
Come abbiamo visto, nemmeno l'ipotetica nuova regina si è dimostrata produttiva e la colonia è da considerarsi estinta. Svuoterò il nido di legno che mi sembra ancora utilizzabile e trasferirò qui la nuova colonia in crescita, che quest'estate ha raggiunto alcune centinaia di operaie e una covata molto abbondante.
Intendo continuare le osservazioni su questa, per fare gli opportuni raffronti e studiare gli eventuali comportamenti alternativi. Camponotus vagus resta una delle nostre specie più reattive e intraprendenti, e chissà che sorprese potrà portare l'anno prossimo!
Per ora la colonia più giovane è in un nido di legno più piccolo e si prepara già a svernare lì.
Approfitterò dei primi caldi per operare il trasloco e averla attiva ai primi di marzo.
25 marzo 2015 — GianniBert 🐜¶
Trasferita la colonia nel vecchio nido della colonia precedente, col metodo del riscaldamento.
Le operaie sono molte di più di quello che avevo valutato in autunno, nonostante in arena del vecchio nido che usavano abbia trovato numerosi cadaveri abbandonati.
Colonia riattivata il 10 marzo, portata in casa il 18, regina in ottime condizioni. Numerose major e soldati. Alcune centinaia di operaie in tutto.
Una piccola quantità di larve e uova presenti allo stadio iniziale.
Iniziati lavori di scavo del legno, chiusura di fessure fra i ripiani con la segatura ricavata.
Non eccessiva richiesta di cibo, tutto lo spazio del nido utilizzato.
25 marzo 2015 — entoK¶
Immagino questa nuova di cui parli sia la colonia che avevamo visto ad Entomodena lo scorso settembre, quella che era al terzo anno o sbaglio?
Mi ero perso l'annuncio autunnale, tanto per curiosità la vecchia colonia ormai senza regina l'hai liberata o ceduta?
Perché mi ricordo qualche richiesta di persone legate a scuole o musei questo inverno, che forse anche con una colonia destinata ad estinguersi completamente nel tempo comunque avrebbero l'occasione di farsi le ossa per eventuali futuri progetti o avere qualcosa da mostrare..
25 marzo 2015 — GianniBert 🐜¶
Sì, questa colonia è di una regina sciamata nell'aprile 2012, e si è sviluppata inizialmente meno veloce di quella vecchia: 30 operaie alla fine dell'autunno del primo anno.
La vecchia colonia era ormai senza senso: praticamente al 50% di maschi alati e individui vecchi.
Darla a una scuola avrebbe creato ancora più confusione, per molti è già un argomento difficile senza doverlo complicare di più, e poi avrei dovuto dar via anche il nido, che invece ho recuperato e restaurato nei limiti del possibile...
23 aprile 2015 — GianniBert 🐜¶
Ieri per la prima volta la colonia ha tentato di forzare il nido.
Per giorni hanno accumulato granelli di segatura a ridosso delle fessure fra vetro e legno, sempre puntando verso il basso.
Piano piano la segatura accumulata ha agito sull'elasticità del plexiglas che ha cominciato a dilatarsi, allora hanno cominciato ad inserire sabbia e sassolini sempre più grandi, puntellando la dilatazione...
Ho dovuto allentare le viti di bloccaggio della vetrata, aspirare tutto e piazzare due viti in più che impediscano il ripetersi dell'esperimento! Ne inventano sempre di nuove...
23 aprile 2015 — feyd¶
Potremmo dare alla tua colonia una bella laurea in ingegneria honoris causa
Sempre fantastiche osservazionile tue
11 giugno 2015 — GianniBert 🐜¶
*Genetica, alimentazione o pessima vista?
*
Qualcuno mi aiuti e mi dia il suo autorevole parere!
La seconda colonia sta sviluppandosi rapidamente e con percentuali quantitative di soldati maggiori della colonia precedente, ma quello che mi fa dubitare delle mie capacità di valutazione è l'effetto "ottico” delle operaie che circolano in arena.
La prima cosa che si può notare è la stazza maggiore di queste operaie, ma c'è qualcosa nelle proporzioni allometriche che mi lascia perplesso: la mia vista mi inganna o ci sono davvero differenze sostanziali fra le due colonie?
E' la presenza massiccia di soldati che fa sembrare tutte le operaie anatomicamente diverse?
Intendiamoci, le mie osservazioni sono empiriche, sappiamo che l'occhio inganna e non ho la possibilità di fare confronti diretti fra le due colonie alla stessa età, ma la mia impressione resta.
Posterò alcune fotografie delle due colonie perché possiate anche voi aiutarmi a capire se ci sono delle differenze reali che non sono solo nelle dimensioni generali, o se notate qualche caratteristica che possa avvalorare i miei dubbi.
Ricordo a tutti che la prima colonia era originaria della valle dell'Oglio (BG/BS), presso il fiume alla base delle prime colline, mentre questa è di provenienza emiliana (Carpi, (MO) aperta pianura con boschi aperti e prati).
Rilevare differenze all'interno della stessa specie a distanza di poche centinaia di km avvalorerebbe i timori di molti "puristi” che temono l'inquinamento genetico intraspecifico anche all'interno del territorio nazionale, e, a quanto pare, anche a distanze tutto sommato minime (regione-regione).
La differenza strutturale, se confermata, potrebbe essere semplicemente dovuta a n fattore ambientale, alimentare, ma anche favorita da differenze climatiche (colline contro pianura).
Questo non mi impedisce di pensare che il rimescolamento genetico sia a favore del miglioramento delle specie e non il contrario; migliore resistenza, capacità di reagire a malattie nuove e parassiti sono più probabili arricchendo il patrimonio genetico che isolando le specie in nicchie che non potranno mai essere protette in modo assoluto.
4-05 vagus C.JPG Vagus 06-11a.jpg
Vagus 3-1 02.JPG Vagus 06-11h.jpg
11 giugno 2015 — feyd¶
gianni ho anche io una colonietta di vagus da carpi, e si so più grosse della precedente che ho avuto di roma.
questa colonietta ha prodotto un soldato grande quasi quanto la regina a sole 30\40 operaie, ed ok alimentazione ed altro ma anche le minor e le medie sono "enormi".
quindi si la genetica sono sicuro sia importante.
in un posto come carpi che puntualmente si alluviona probabilmente riescono ad andare avanti solo colonie che si insidiano in profondità in legni molto grandi e "freschi", e da qui una probabile spiegazione della selezione genetica per colonie con operaie più grandi
12 giugno 2015 — yurj¶
Io riporto solo un'info ottenuta seguendo uno student meeting sugli insetti sociali.
Tale informazione era relativa alle api, ma essendo filogeneticamente vicine alle formiche immagino che il concetto possa essere traslato; comunque l'assunto della ricerca svolta è stato: è stata ritrovata una significativa variabilità fenotipica in individui della stessa specie provenienti da zone d'Italia diverse. Questa variabilità è stata associata ad una correlazione genotipo-ambiente che permette agli individui di una colonia di adattarsi meglio alle caratteristiche ambientali specifiche.
Probabilmente erano nozioni già note ed evidenti a voi esperti ma ho preferito comunicarle lo stesso!
25 settembre 2015 — GianniBert 🐜¶
Siamo ormai in autunno, ma la colonia ha ancora in cantiere una grossa quantità di piccole larve.
La domanda è: continueranno a svilupparsi, almeno finché le temperature esterne e la luce sono per loro accettabili, oppure è già iniziata la fase di "rallentamento”?
Anche se le larve sembrano tutte a stadi simili, è difficile rendersi conto se vi sia una effettiva crescita. Anche se ho provato a riscaldare la superficie del vetro, le nutrici non sono solerti come al solito a trasportare lì la covata, che resta generalmente abbandonata sui pavimenti.
Una cosa però posso verificarla: il bisogno di alimenti proteici è ancora elevato, e questo forse può essere un segnale che le larve si stanno ancora alimentando normalmente.
Può essere che il gran numero di larve assorba così tanto cibo animale che lo sviluppo ne è comunque rallentato, di fatto quando non ci sono larve affamate, anche le operaie all'esterno sembrano ignorare gli insetti che metto in arena.
Guardate cosa hanno fatto a questo esemplare di locusta (Anacridium aegyptium) di quasi 7 cm nel tempo di una sola notte!
Vagus 09-13.jpg
In questi giorni sto continuando a fornire miele concentrato e cibo animale in abbondanza, e tutto viene "spazzolato” con cura... Temo di dover preparare un nuovo nido doppio per questa colonia, prima della prossima primavera!!!
25 settembre 2015 — yurj¶
Incredibile la loro voracità!!!
Alla prossima Entomodena allora vedremo la loro nuova casa. Farai anche un'arena più grande o lascerai quella che hanno ora?
Seppur in maniera ridotta nella mia piccola colonia di appena 70 operaie, anche io ho una 40ina (forse 50) di larvette tutte piccole che non sembrano più venir fatte crescere, ma restano abbassate in pacchetti nella camera occupata.
14 ottobre 2015 — GianniBert 🐜¶
Come già scritto da alcune settimane sto sovralimentando la colonia che mantengo in casa, dove la temperatura sta scendendo sui 18-20 gradi anche di giorno.
La grande quantità di larve molto piccole sembra aver smesso di crescere, sono invece i gastri di tutte le operaie che sono gonfi da scoppiare, e le esploratrici continuano a raccoglierne, sia sotto forma di proteine (quindi forse qualcosa alle larve continua ad arrivare) che sotto forma di miele diluito.
Ora, da un paio di giorni, il rallentamento della colonia è diventato evidente e le operaie esterne sono calate di numero, mentre le stanze sono zeppe di operaie grasse e immobili, ma soprattutto le ultime truppe attive hanno cominciato a trasportare nel nido detriti e ghiaia.
Le stanze di entrata sono quasi completamente barricate. Presto le operaie esterne verranno isolate e saranno sacrificate ai rigori dell'inverno.
Questa operazione si ripete ogni anno, ma quest'autunno sembra meglio organizzato e preciso.
Presto porterò la colonia nel garage al freddo.
Inutile far perdere energie alla famiglia mantenendo relativamente attivo il suo metabolismo...
14 ottobre 2015 — yurj¶
Le mie hanno già smesso di alimentarsi un po'.. E' possibile che colonie di dimensioni maggiori portino avanti l'attività per più tempo? E sono nati degli alati per la primavera prossima nella tua colonia?
14 ottobre 2015 — GianniBert 🐜¶
No, la colonia è troppo giovane secondo me, per generare alati. L'esperienza precedente era un caso fuori norma...
Ma è certo che più la colonia cresce, più elementi varieranno il comportamento.
La stessa colonia un anno fa era decisamente meno reattiva e aveva iniziato già da un pezzo la fase di rallentamento...
14 ottobre 2015 — yurj¶
Ah ok perfetto. La mia colonia ha solo 70 operaie ed è già ferma da molto quindi tutto nella norma, ora in cantina a 18 gradi aspettando che la temperatura si abbassi ulteriormente perché purtroppo non ho occasione di metterla fuori in un luogo riparato.
01 febbraio 2016 — GianniBert 🐜¶
Da più di due mesi non aggiorno il diario ed è evidente che la colonia non ha novità, dato il periodo... ma io non sono stato con le mani in mano. Se tutto procede come dovrebbe, fra un mese comincerò i preparativi per il risveglio.
Nel frattempo, spinto dall'allarmante quantità di operaie e larve che ho contato in autunno, ho previsto un nuovo nido che possa ospitare una colonia in forte espansione!
Per casa mia l'unica soluzione è approntare un nido a doppia faccia, in questo caso due facciate 30 x 50.
Mi sono anche imbarcato in un piano folle: forse se avessi saputo l'impegno, avrei rinunciato... ho preparato una delle due facce in legno scavato con il Dremel, in modo da far assomigliare il più possibile le gallerie a quelle che le formiche scavano in natura.
Il disegno era ambizioso, ma quando ho visto quanto tempo ci voleva e come era duro il legno stagionato di pino... ho dovuto ridimensionare un po' lo scavo.
Ciò nonostante è riuscito un lavoro apprezzabile.
Giudicherete voi...
La seconda faccia è dedicata ad ospitare gran parte della popolazione, così ho sacrificato disegni futuristici alla vivibilità e alla funzionalità, utilizzando anche questa volta ripiani orizzontali con listelli e bastoncini usati da ghiacciolo... lo spazio abitabile è almeno il doppio del nido precedente!
Ho chiuso ermeticamente le due facce saldate assieme con il plexiglas, e collegato all'arena con un tubo frontale diretto.
Poi ho preparato il terreno al trasloco, ben sapendo che queste formiche usano spesso dependance alternative come solarium.
Così ho collegato direttamente i due nidi con un tubo da 30 cm, ho messo un tappetino a contatto del nuovo nido e devo riferire che in capo ad alcuni giorni vi si sono trasferite circa 200 operaie.
Conto che presto si trasferisca anche il resto della popolazione, richiamata non solo dal calore, ma anche dalle esche di miele e acqua depositate nell'arena, che ovviamente ha accesso solo passando dal nido nuovo!
Doppio nido legno.jpg
Nido legno particolare.jpg
Nido legno particolare 1.jpg
01 febbraio 2016 — feyd¶
bellissimo gianni, ed ho paura di sapere quanto tempo ci sia voluto a scavare cosi bene con il dremel, io già mi sono arreso con il gesso e con il gasbeton ad usare il dremel se non per la rifinitura ma il legno...
direi che faranno un figurone
02 febbraio 2016 — GianniBert 🐜¶
In realtà il problema è stato solo nell'identificare con che punta si doveva lavorare!
Un mio amico mi ha prestato delle punte e consigliato di "tagliare” con una che sembrava adatta a tutt'altro... e alla fine si è dimostrata quella più adatta a scavare! Tutte quelle che avevo preso credendo fossero adatte si sono dimostrate inefficienti, ma alla fine è davvero un lavoro lungo e di pazienza, soprattutto per le difficoltà di incidere il legno in profondità e in modo regolare.
Invece le punte si sono dimostrate ottime per rifinire il gasbeton. Ho dovuto preparare un nuovo nido anche per Messor, e in due ore ho scavato le basi con il solito trapano, ma le punte dremel si sono rivelate più comode per i collegamenti e il lavoro di precisione.
E parliamo di un blocco 60x25 doppia facciata come lo scavo io...
02 febbraio 2016 — Guglielmo¶
Bellissimo! Complimenti! Lo porterai a Entomodena?
Posso chiederti più informazioni sulla punta che hai usato. Vorrei incidere con il dremel un mezzo tronchetto di ciliegio per le Crematogaster scutellaris
grazie
02 febbraio 2016 — GianniBert 🐜¶
Purtroppo non ho tenuto la confezione, ma ne conteneva 3 (e servono, perché quella che vedete si è praticamente consumata e alla fine non tagliava quasi più!), e la punta è questa:
Punta dremel.jpg
Usandola con la giusta angolazione incide bene e con buona gestione. Poi servono punte per levigare un po', perché sui bordi qualche scheggia rimane...
Attenzione, perché per Crematogaster, i cunicoli di collegamento delle stanze non devono essere troppo grandi, e questa puntata ha un diametro di 2 mm, ma quando incidi puoi sforare facilmente...
02 febbraio 2016 — yurj¶
Anche io sto tentando la follia di scavare un tronchetto per le C. vagus, però ho solo una sgorbia e quindi mi tocca usare quella, fortunatamente sono poche (circa 70 operaie e 50 larvette) e un tronchetto di 18x24 cm con 6 stanze mi basta; se dovessi farne uno così grande ci sarebbe da impazzire!!
23 febbraio 2016 — GianniBert 🐜¶
La colonia è stata trasferita integralmente, salvo le necessarie perdite delle formiche che non ne volevano sapere di spostarsi.
Le bastarde hanno già cominciato ad "accomodare” il nido come vogliono loro; in poche parole, stanno già scavando e producendo segatura, ma le protezioni mi fanno stare tranquillo.
Stavo per fare un danno irreparabile dopo aver aperto il nido vecchio: la regina non si era trasferita (impossibile verificare, dato l'elevato numero di formiche) e dopo aver raccolto circa 200 operaie stavo considerando di lavare il tutto con un getto a pressione. Nello spostare il nido, sotto c'era la regina!
Presa subito e messa nell'arena di trasferimento, è stata accudita e trascinata attraverso collegamenti nel nuovo nido in circa 15 minuti.
Le formiche sono molto affamate, attive, ma ho intenzione di rallentarle ancora un po', adesso che sono tranquillo per lo spostamento. Se le facessi deporre e sviluppare così presto rischio di avere una popolazione da falciare entro i primi mesi dell'estate...
10 aprile 2016 — GianniBert 🐜¶
Nell'ultimo mese la crescita della covata è stata addirittura SPAVENTOSA.
Ci sono centinaia e centinaia di larve, bozzoli e anche nuove deposizioni di uova. Ho stanze su stanze traboccanti di covata a tutti gli stadi... davvero, temo per quel che saranno i prossimi mesi.
Se questo è il ritmo con cui crescerà la colonia non potrò assolutamente contenerla, anche perché il numero di esploratrici esterne è proporzionale alla vita interna del nido, e al momento non ci sono meno di 200 operaie enormi che scorrazzano in arena.
Quando ho dovuto fare dei lavori sul nido e ho separato momentaneamente l'arena, al momento di ricollegarla, quando ho tolto il tappo di cotone che bloccava il nido, sono uscite in modo inarrestabile delle formiche gigantesche e mordaci, che nemmeno pensavo ci fossero! Davvero impressionante!
Questa colonia è nella fase di vita successiva rispetto a quella precedente, quindi la regina continua a deporre e sto entrando in una fase che non avevo sperimentato prima, visto che la regina era deceduta... sebbene il nido sia ancora abbastanza ampio per contenerle, l'arena non basta, ma non posso permettermi molte divagazioni, se no non posso più spostarla...
Be', vedrete fra pochi giorni a Entomodena, le condizioni in cui siamo...
Una cosa è certa... gli allevamenti di animali da cibo che ho ora non bastano a reggere il passo (ricordate che ho anche Messor e F. sanguinea con le loro esigenze)!
10 aprile 2016 — enrico¶
Una colonia di queste dimensioni di questa specie deve essere davvero impressionante! Sei bravissimo
10 aprile 2016 — GianniBert 🐜¶
Io non sono bravo, sono queste BESTIE che sono eccezionali!
Forse il fatto di tenerle protette in cattività esalta il loro potenziale, so solo che hanno un'aggressività notevole e stanno bucando il legno dove possono...
Non so, giudicherete da voi sabato...
10 aprile 2016 — GianniBert 🐜¶
La situazione di alcune delle stanze: ci sono uova, larve e bozzoli dappertutto!
C.vagus 04-10c.jpg
11 aprile 2016 — Sara75¶
ahia! Queste una notte o l'altra evadono in massa e ti spolpano, Gianni!
Impressionante quanto questa specie sia efficiente se messa in condizioni ottimali per sopravvivere.
29 aprile 2016 — GianniBert 🐜¶
Ormai quello è un capitolo chiuso, ma la cosa aveva suscitato molto interessa anche da parte degli addetti ai lavori più qualificati; in effetti è difficile osservare anche in natura un episodio del genere...
Adesso questa colonia sta procedendo sui binari classici: grande produzione di operaie, nessun segno di alati, ma un rinnovato spirito di libertà, che sembra aumentare con il numero degli abitanti.
Fatto sta che l'altro giorno, approfittando della mia assenza per il WE, le bas... le formiche hanno sfilacciato e rimosso uno degli spessi tappi di cotone messi a chiudere un tubo di collegamento, e si sono impossessate del garage dove le avevo poste per l'occasione.
Per recuperare le esploratrici fuggitive ci ho messo un'ora buona, per fortuna il luogo inospitale non le ha istigate a trasferirsi da qualche parte!
L'avventura continua!
31 maggio 2016 — ParroccheTTo¶
Wow Gianni, l'ho letto tutto d'un fiato e... WOW.
Niente da aggiungere, se non che sono fiero di far parte di un forum dove cose come queste avvengono di continuo
03 giugno 2016 — GianniBert 🐜¶
Un consiglio...........
.......... cosa devo fare con QUESTI???????????????
Nella colonia sono più, più, più di mille operaie... tutte impegnate a cerca una via di fuga nuova ogni giorno.
2016-06-03 17.25.38.jpg
03 giugno 2016 — feyd¶
dovrebbero essere abbastanza proteici e con poco acido formico no? sicuramente le fibre ci sono
03 giugno 2016 — yurj¶
La colonia è pronta a produrre alati per la prossima primavera?
03 giugno 2016 — GianniBert 🐜¶
E chi lo sa?
Abbiamo precedenti conosciuti?
Quand'è che producono alati in condizioni naturali? Quanti anni? Quante operaie?
04 giugno 2016 — necrosis¶
Hai preso in considerazione l'idea di comprare un formichiere?
Comunque, scherzi a parte, non credo si possa confrontare con una colonia "naturale", sia per quanto riguarda i tempi, sia per quanto riguarda il numero di operaie.
Oltre al fatto che la colonia è cresciuta molto più velocemente di quanto avrebbe fatto in natura (assenza di predatori), potrebbe essersi "adattata" alla cattività e quindi, in un sistema che loro ritengono sicuro, aver prodotto alati prima di quanto avrebbero dovuto fare in natura.
(sto facendo un ragionamento sbagliato? )
04 giugno 2016 — GianniBert 🐜¶
Il ragionamento è corretto. Non possiamo fare raffronti.
Possiamo però fare congetture, e basarci, da quello che osserviamo in natura, per capire cosa succede quando le teniamo in cattività.
Ovvio che questo caso non ha valenza scientifica, dimostra solo l'adattabilità delle formiche alle diverse situazioni.
La mia domanda era in questo senso: cosa sappiamo di quello che succede in natura?
Se non sappiamo neanche quello, allora non possiamo fare previsioni su cosa avverrà in cattività.
07 luglio 2016 — GianniBert 🐜¶
Anche stavolta la colonia si avvicina alla sovrappopolazione. Il nido interno è ancora vivibile e regge bene, ma l'arena risulta troppo piccola e le formiche tentano continuamente di trovare vie di fuga.
Per l'ennesima volta ho dovuto operare sui bordi in plexiglas laterali: dietro di uno di questi le carpentiere hanno scavato il legno in maniera massiccia, e la colla a caldo che ho usato per tappare la falla è durata circa 15 giorni, ora sta per cedere.
Dovrò reintervenire con qualcosa di più resistente alle loro mandibole; sto pensando a cotone/segatura/vinavil, a fare da tappo. Ovviamente poi c'è sempre il plexiglas...
Sto nutrendo la colonia con parti d'uovo sodo ogni 15-20 giorni. E' particolarmente gradito l'albume.
Per il resto alterno miele diluito a sciroppo dolce (acqua-zucchero-succo di limone).
Non mancano camole e blatte, ma qui si deve saziare una popolazione di almeno 1500 formiche enormi...
08 luglio 2016 — IMarvin¶
GianniBert ha scritto:
Anche stavolta la colonia si avvicina alla sovrappopolazione.
Ricorrerai alla "potatura" delle anziane nell'arena in questi giorni Gianni? o lascerai scorrere la situazione cosi?
Noto che le proteine non mancano e nutrire tutta quella popolazione penso risulti molto dispendioso sopratutto di tempo e cibo e neanche le prove di vie di fughe si fanno attendere,penso proprio che queste formiche ti metteranno in difficoltà da qui a poco
20 settembre 2016 — GianniBert 🐜¶
Ultime notizie dalla colonia:
Nel viaggio di ritorno da Entomodena, uno scossone ha scollato la base del formicaio nel portabagagli! Senza che ce ne accorgessimo, circa 200 esploratrici ne hanno approfittato per ispezionare l'auto; ce ne siamo accorti quando ormai eravamo quasi a Milano e le formiche cominciavano ad esplorare anche noi.
Recuperarle appena arrivato a casa è stata un'impresa, aggiustare la falla, è stato un enorme spreco di vinavil!
Chi ha visto la colonia alla fiera, può testimoniare che gode di ottima salute. Ci avviciniamo alla fase invernale con alcune centinaia di piccole larve che assicurano alla prossima primavera una escalation di nascite.
Finalmente sarà pubblicato su Ambiente & Natura il video girato questa primavera, e lo trovate qui:
https://www.youtube.com/watch?v=TfzBbsdUw2k" onclick="window.open(this.href);return false;
Buona visione!
21 settembre 2016 — Robybar¶
Mi accodo ai complimenti! Mi è venuta voglia di allevarla
26 novembre 2016 — Atramandes¶
Dopo aver letto questo diario tutto d'un fiato, l'ho riletto una seconda volta da quanto mi e' piaciuto
Io sto appena muovendo i primi passi in questo affascinante mondo delle formiche, ed avere la possibilita' di apprendere cosi' tanto leggendo la tua testimonianza non ha prezzo, per questo ti ringrazio infinitamente.
Il Camponotus vagus e' la specie che praticamente mi ha fatto appassionare alla mirmecologia, e cerchero' di reperire una regina questa primavera in modo da iniziare la mia prima colonia. In ogni caso verro' ad Entomodena ad Aprile, dove spero di incontrarti di persona e magari di poter osservare questo splendido formicaio dal vivo.
Buon proseguimento e complimenti sinceri
A presto!
26 novembre 2016 — GianniBert 🐜¶
Ringrazio per i complimenti.
Vi rassicuro: la storia di questa colonia non è ancora finita!
Un amico carissimo, dotato di mezzi tecnici superiori ai miei, mi sta preparando un magnifico nido scavato ad arte, che forse arginerà i tentativi di fuga della colonia e mi permetterà di osservarne il comportamento ancora a lungo.
Atramandes, anche io sono stato sempre affascinato da questo formiconi neri vaganti per la campagna. Devo dire che osservarli strettamente me li ha fatti piacere ancor di più, anche se li maledico a ogni nuovo tentativo di bucare le mie difese!
Spero che le colonie parallele che sto tirando su (C. cruentatus, C. barbaricus e C. japonica) non mi facciano rimpiangere la fortuna di poter tenere queste in un nido di legno...
Se vieni a Entomodena ad aprile potrai senza dubbio trovare la tua sospirata regina, preparati fin da ora al calvario che sarà il loro allevamento!
26 novembre 2016 — feyd¶
ho conosciuto questo tuo amico con mezzi tecnici superiori, e devo dire, verrà una cosa veramente bella e resistente
ma le vagus so vagus, bucano tutto prima o poi
26 novembre 2016 — GianniBert 🐜¶
Sappiamo che bucano... tutto sta a rimandarlo più in là possibile nel tempo!!!
26 novembre 2016 — GianniBert 🐜¶
GianniBert ha scritto:
... Rigato dice che anche lui ha notato che le sue Camponotus nigriceps e anche delle altre che ha, non mettono i bozzoli nel cumulo dei rifiuti.
La composizione dei bozzoli è comunque proteica, ma sembra siano necessari organismi simbionti interni per poter digerire la sostanza sericea.
Non esclude che il genere Camponotus sia favorito in questo dal fatto che in alcuni casi riesce a digerire anche la lignina, e quindi è predisposto a mangiare anche questa sostanza, che viene scartata dalle altre specie...
Riprendo questo brano dall'inizio del mio diario, ormai anni fa, per mettere per iscritto una osservazione di questa stessa estate.
L'ho riferita a voce ad alcuni, ma è importante che venga qui riportata!
Durante un giro nella campagna nell'olrtepò, ho raccolto dei rami caduti di gelso (credo) ricoperti di un bel muschio verde spento (fra l'altro, opportunamente annaffiato questo muschio assume subito colori vivissimi e brillanti) a scopo puramente ornamentale.
Ne ho messi alcuni nelle arene di F. sanguinea, C. nylanderi e C. vagus.
Ebbene, C. vagus ha completamente svuotato il contenuto di questi rami, lasciando la sottile corteccia ricoperta di muschio!
E' evidente un uso alimentare di questo tipo di legno, confermante le supposizioni di allora di Fabrizio Rigato.
Infatti non è rimasta segatura corrispondente al colore di quel tipo di legno!
Invito chi avesse la possibilità di raccogliere questo tipo di legno, di sottoporre le proprie formiche a questo esperimento, per vedere se sia una situazione normale oppure atipica.
Naturalmente parlando sempre di questa specie!
Nylanderi 10-12 14.jpg
26 novembre 2016 — Atramandes¶
GianniBert ha scritto:
Atramandes, anche io sono stato sempre affascinato da questo formiconi neri vaganti per la campagna. Devo dire che osservarli strettamente me li ha fatti piacere ancor di più, anche se li maledico a ogni nuovo tentativo di bucare le mie difese!
Spero che le colonie parallele che sto tirando su (C. cruentatus, C. barbaricus e C. japonica) non mi facciano rimpiangere la fortuna di poter tenere queste in un nido di legno...
Ahahah si ho visto di cosa sono capaci le vagus, sono proprio delle trivelle!
Bellissime anche le C. cruentatus, ne ho visto una colonia in Liguria e sono davvero formiche stupende, recentemente ho letto alcune schede di allevamento e sembrano molto simili alle vagus.
Magari se fossero piu' ''tranquille'' a livello di gestione potrei optare per questa specie... considerando che devo tenere le mie colonie in una capanna di legno in giardino, adibita a una sorta di laboratorio. Non vorrei vederla franare a causa di una fuga in massa
Piu' schede leggo sulle C. vagus, piu' mi convinco che sono delle bestiacce pestifere... e questo me le fa piacere ancora di piu'.
26 novembre 2016 — AntBully¶
Approfitto anche io per fare i più vivi complimenti a Gianni per questa colonia!
Probabilmente, molte persone diventano mirmecofili leggendo proprio i tuoi diari!
GianniBert ha scritto:
GianniBert ha scritto:
... Rigato dice che anche lui ha notato che le sue Camponotus nigriceps e anche delle altre che ha, non mettono i bozzoli nel cumulo dei rifiuti.
La composizione dei bozzoli è comunque proteica, ma sembra siano necessari organismi simbionti interni per poter digerire la sostanza sericea.
Non esclude che il genere Camponotus sia favorito in questo dal fatto che in alcuni casi riesce a digerire anche la lignina, e quindi è predisposto a mangiare anche questa sostanza, che viene scartata dalle altre specie...
Riprendo questo brano dall'inizio del mio diario, ormai anni fa, per mettere per iscritto una osservazione di questa stessa estate.
L'ho riferita a voce ad alcuni, ma è importante che venga qui riportata!
Durante un giro nella campagna nell'olrtepò, ho raccolto dei rami caduti di gelso (credo) ricoperti di un bel muschio verde spento (fra l'altro, opportunamente annaffiato questo muschio assume subito colori vivissimi e brillanti) a scopo puramente ornamentale.
Ne ho messi alcuni nelle arene di F. sanguinea, C. nylanderi e C. vagus.
Ebbene, C. vagus ha completamente svuotato il contenuto di questi rami, lasciando la sottile corteccia ricoperta di muschio!
E' evidente un uso alimentare di questo tipo di legno, confermante le supposizioni di allora di Fabrizio Rigato.
Infatti non è rimasta segatura corrispondente al colore di quel tipo di legno!
Invito chi avesse la possibilità di raccogliere questo tipo di legno, di sottoporre le proprie formiche a questo esperimento, per vedere se sia una situazione normale oppure atipica.
Naturalmente parlando sempre di questa specie!
Nylanderi 10-12 14.jpg
Molto interessante... Se ne avrò la possibilità, proverò a mettere dei ramoscelli di gelso nell'arena delle mie C. vagus, ma anche in quella di altre specie (così da scoprire se è una caratteristica alimentare unica di questi Camponotini oppure se è condivisa con altre specie arboricole).
Ancora complimenti!
19 dicembre 2016 — GianniBert 🐜¶
Finalmente sono in grado di postare le prime fotografie del nuovo formicaio che ospiterà la colonia!
Devo ringraziare Mirz, uno dei nostri validi moderatori che ha contribuito in massima parte alla realizzazione del modello;, senza le sue attrezzature di scavo non avrei mai potuto realizzare un'opera così perfetta e pulita, io non ho fatto altro che progettarla e disegnarla per poi tradurla in modo che un sistema CAD potesse realizzare il nido completo!
Mi sono basato sulle precedenti esperienze per tracciare il sistema di gallerie e stanze, cercando di renderle più naturali possibili pur sacrificando la pura casualità alla necessità di gestire bene gli spazi e le barriere antifuga.
Mirz ha unito due tavole di legno di pino da 50 cm x 30 cm, raggiungendo così uno spessore di 4 cm.
Questo gli ha permesso di lavorare su una struttura più solida andando a una buona profondità senza paura di ritrovarsi con cedimenti.
Un altro vantaggio è stato di poter pensare a stanze che attraversassero totalmente le pareti interne, affidando così i collegamenti fra le due facciate non solo a gallerie di passaggio ma a stanze aperte profonde 4 cm, con una migliore areazione e spazio vivibile.
Formicaio vagus particolare d.jpg
In un paio di punti sono intervenuto con un dremel per aprire collegamenti alternativi fra le stanze, ma quando il lavoro grosso è stato fatto, le rifiniture sono un gioco e un divertimento.
Sempre col dremel ho lisciato e ripulito da schegge e imperfezioni.
Tempi di lavoro.
Pare che ogni facciata abbia richiesto 5-6 ore di tempo macchina, più i vari settaggi necessari a prepararla.
Io ci ho messo mezza giornata a ripulirlo, fare gli ultimi collegamenti e scavare le gallerie di uscita (due).
Poi ho tagliato e posizionato le lastre di plexiglass.
C'erano alcune stanze che erano venute troppo alte per i miei gusti. Una cosa è progettare e disegnare su un computer, altra è vederselo eseguito e rendersi conto che si può aver ecceduto in certi particolari.
Lì ho scelto di inserire dei ripiani leggeri incollati con vinavil, in modo da creare mensole che rendessero quegli spazi meglio utilizzabili e non aria fritta.
Aggiunte 1.jpg Mensole aggiunte.jpg
Uno dei vantaggi di questo modello, estetica a parte, sarà che il vetro appoggerà su una superficie massiccia e omogenea, migliorando l'aderenza. Nei miei modelli precedenti le formiche sfruttavano ogni minimo spazio per inserire segatura e allargare le fessure fra plexiglas e legno, con la conseguenza di provocare ulteriori allargamenti.
Dobbiamo ricordare che legno e plexiglas sono materiali "vivi” per quanto possa sembrare incredibile...
Sotto l'effetto degli sbalzi di temperatura il plexiglas si dilata, con l'umidità il legno si gonfia, creando squilibri.
Ho fissato in punti strategici, meglio che ho potuto, le viti che dovrebbero mantenere questa aderenza meglio possibile, ma solo al lato pratico vedremo se questi calcoli saranno sufficienti a garantirla.
Il modello è venuto così:
Modello iniziale.jpg
Ho deciso in seguito di aggiungere un leggero strato di acrilico sulle parti "non scavate” per creare un effetto differente col legno abitato. Non volevo usare i colori scuri che avevo applicato precedentemente, ma secondo me rende più evidente il sistema di gallerie interne (certo, più scuro sarebbe saltato più all'occhio, ma così è rimasta visibile le leggera venatura naturale del legno che dà un aspetto più naturale al tutto).
Colorato.jpg
Credo che sia venuto un lavoro molto bello. Rigato, che è stato uno dei primi a vederlo quasi finito, ha espresso un suo parere catastrofico: "Che peccato! Così bello, e le formiche lo ridurranno in rovina in pochi mesi!!!!”
Spero fermamente di poterlo smentire, e che questo modello si comporti come è nelle mie aspettative.
Domani avrò pronta anche una nuova arena, e quando tutto sarà pronto posterò nuove foto del nido finito.
Aspetto il vostro parere.
Questo è il lavoro meglio venuto finora per queste formiche... grazie a Mirz!
19 dicembre 2016 — Guglielmo¶
Meraviglia!!!! Che fortunate le tue Camponotus ad abitare in tale reggia! Complimenti anche a Mirz e alle sue attrezzature. Posso chiedere che (e quante) punte sono state utilizzate per questo fantastico lavoro che, spero, vedremo a Entomodena?
19 dicembre 2016 — Atramandes¶
Semplicemente meraviglioso, qua siamo a dei livelli artistici... dubito si possa fare di meglio a livello di tecnica
In effetti e' talmente bello che anche io penso sia quasi uno spreco metterci le vagus
Complimenti davvero, spero di vederlo (ancora abbastanza intatto) ad Entomodena
19 dicembre 2016 — feyd¶
Daje Gianniiiii.
e complimenti a Mirz, che fa queste opere d'arte a te ed a me che chiedo pochi minuti di tempo macchina riesco ad ottenerla solo andando li con la frusta
19 dicembre 2016 — yurj¶
Bellissimo!!! Davvero ottimo lavoro nello studio e nella realizzazione. Date le dimensioni e le propensioni della tua colonia mi sembra un'ottima mossa l'aggiunta di listelli nelle camere troppo alte per aumentare lo spazio vivibile, direi un accorgimento doveroso.
Spero di vederti/vederlo presto!
19 dicembre 2016 — GianniBert 🐜¶
feyd ha scritto:
...e complimenti a Mirz, che fa queste opere d'arte a te ed a me che chiedo pochi minuti di tempo macchina riesco ad ottenerla solo andando li con la frusta...
Evidentemente la mia richiesta è stata più eccitante!
Più la sfida è grande più Mirz è stimolato a mettersi alla prova...
Per i particolari tecnici invito Lui in persona a raccontare quali difficoltà ha incontrato...
23 dicembre 2016 — mirz¶
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Ottimo Gianni Poi facci vedere la colonizzazione
Guglielmo ha scritto:
Meraviglia!!!! Che fortunate le tue Camponotus ad abitare in tale reggia! Complimenti anche a Mirz e alle sue attrezzature. Posso chiedere che (e quante) punte sono state utilizzate per questo fantastico lavoro che, spero, vedremo a Entomodena?
Per rispondere a Guglielmo, il disegno è stato ottimizzato per poter utilizzare un solo utensile così da evitare il cambio durante la lavorazione. La fresa è questa:
Immagine.png
Diametro 8mm con punta emisferica.
07 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Pensavate vi avessi abbandonati? Non sia mai.
Per esigenze lavorative, sono stato costretto a risvegliare con un mese di anticipo la colonia.
Questo anche perché non vedevo l'ora di poter trasferire la popolazione nel nuovissimo mega-nido costruitomi dal prode Mirz!
Ai primi di febbraio la colonia si presentava così:
Alloggiate nel garage privo di riscaldamento, con temperature esterne intorno allo zero nelle ultime settimane, le formiche si erano come da norma ammassate nelle stanze meglio riparate. La covata in stasi era protetta dai corpi delle operaie.
Vagus 1-30a letargo.jpg
Ho riportato il nido in temperatura in un paio di giorni, trasferendolo lentamente vicino a fonti di calore e poi portandolo in casa, dove ho atteso che la popolazione si svegliasse piano piano.
Ci hanno messo un paio di giorni e sciogliere il glomere, e a cominciare a mangiare qualcosa; all'inizio non sembravano assolutamente attratte da cibi liquidi o solidi.
In poco tempo però hanno esplorato il nido nuovo e raggiunto al nuova arena, perlustrandola a pattuglie.
Ho tenuto i nidi collegati una decina di giorni, poi ieri, ho deciso per un'azione di forza e ho scollegato e aperto il vecchio nido, dove stazionavano ancora due o trecento formiche con gran parte della covata.
E' stato un lavoraccio, ma tutto è andato bene.
L'unica pecca è che non sono riuscito a vedere la regina, pur perlustrando a lungo le stanze. D'altra parte non la vedevo da mesi, in mezzo a tutte quelle guerriere enormi è davvero difficile identificarla, so solo che nel nido vecchio non c'era, e lì l'avrei trovata anche solo per sfinimento.
Un particolare del vecchio nido mostra come avevo dovuto intervenire per bloccare le precedenti fughe.
Vagus 2-6a.jpg
La colonia finalmente trasferita! Vagus 2-7b.jpg Vagus 2-7a.jpg
Ottima visibilità e vivibilità!
Grazie ancora, Vladimiro!
Vagus 2-7c.jpg
07 febbraio 2017 — Animalia¶
Splendido formicaio!!
Inviato dal mio RAINBOW JAM utilizzando Tapatalk
11 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Nuove osservazioni.
Dopo quattro giorni dall'ultimo report, oggi ho visto un primo bozzolo appena filato (è bianchissimo) e molto piccolo. Già ieri avevo notato che le larve avevano subìto un'accelerazione nella crescita (forse invece erano larve già sviluppate che non avevo visto bene durante il trasloco). La regina non è ancora stata vista.
Cosa devo dedurre da questi particolari?
Di certo la filatura di un bozzolo a distanza di 10 giorni dal risveglio è dovuta al riscaldamento intensivo a cui ho sottoposto il nido. Dopo i primi giorni stentati, le formiche cominciano ad alimentarsi ed essere piuttosto fameliche; oltre a questo, bevono a ritmo spaventoso: due provette piene di acqua, da 15 cm, in una settimana. Questo oltre al miele diluito e a frequenti annaffiature dell'arena. Stanno recuperando la siccità invernale a cui le avevo sottoposte necessariamente; la provetta collegata direttamente al nido è stata poco utilizzata durante il letargo.
Nei prossimi giorni potrebbe esserci un ulteriore accelerazione della crescita della covata, dovuta anche a questa recuperata idratazione. Lo sviluppo di larve di operaie e soldati nelle prossime settimane potrebbe anche tranquillizzarmi in merito alla presenza della regina: sappiamo infatti che in mancanza del suo feromone le larve precedentemente deposte si svilupperebbero in nuove regine. Se questo non avverrà, sapremo che sua maestà è semplicemente celata alla vista dalle numerose gigantesche figlie. Penso che alla prima occasione dovrò provare a marcarla come si fa con le regine delle api!!!
18 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Ieri finalmente ho ritrovato la regina, che era al centro del nido circondata dalle figlie, il gastro visibilmente dilatato. Tutto bene quindi...
27 febbraio 2017 — Atramandes¶
Ciao Gianni,
sono felice che tu abbia ritrovato la regina, il nuovo formicaio pieno e' veramente stupendo e la colonia sembra in gran forma! Ancora complimenti, spero un giorno di potermi anche solo avvicinare ad un simile risultato, e' una colonia impressionante :D
Ps: non oso immaginare lo sforzo per tenerle a bada, come si comportano nella nuova dimora?
27 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
La gestione del nido è ottima, visibilità e spostamenti al meglio, il problema rimane sempre l'arena, che non può essere grande come vorrei, quindi sempre molto popolata. Ma per ora tutto benissimo.
Ma non si può negare che gestire popolazioni così grandi e mobili crea notevoli difficoltà, non adatte a cuori pavidi!
27 febbraio 2017 — LeoZap89¶
Ciao Gianni! Innanzitutto complimenti per la colonia (aspetto Entomodena per vederla dal vivo )
Volevo farti una domanda al volo....l'arena che stai utilizzando al momento quanto misura in altezza (senza considerare il substrato intendo)?
grazie mille
27 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Il "muro” è alto solo 10 cm.
Non serve più alto, tanto è il “controtetto” che fa il lavoro di tenerle dentro. Ho visto che diventa più difficile entrare con le mani a pulire o prelevare campioni se la parete è alta, quindi, se non ci sono altri motivi per fare pareti alte, 10 cm sono sufficienti.
27 febbraio 2017 — LeoZap89¶
Grazie dell'informazione!
p.s. In realtà la prossima arena che voglio utilizzare ha il problema contrario...è alta solo 5 cm (sebbene ci sia un buon 'tetto') , per questo chiedevo della tua
27 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Dipende da cosa ci metti dentro!
Con le vagus ti trovi a rischio che costruiscano qualche struttura e arrivino ai 5 cm in poco tempo, bypassando l'antifuga, stesso problema coi Messor, che accumulano grandi quantità di rifiuti a bordo campo, e poi ci potrebbero salire sopra... certo se la colonia è ancora piccola questi problemi non si pongono, ma col tempo...
28 febbraio 2017 — Guglielmo¶
Ciao Gianni
complimenti per la colonia! Spero di vederla a Entomodena ad Aprile. Un paio di domande: adesso che sono così tante, dai ancora insetti come pasto? e se si, quante camole (o altro) al giorno? Immagino che ne consumino un sacco! Se no, con cosa sostituisci le proteine animali? Ho letto che molti danno il tonno sott'olio sciacquato e asciugato, ma le mie C. vagus non lo degnano di attenzione. Forse perché la colonia è piccola (100 operaie circa).
Poi hai mai provato a dar loro le Gromphadorhina portentosa ? Sono molto coriacee, lo so, ma sarei curioso di sapere se le grosse major di vagus siano in grado di "aprirle". Sarebbero il cibo ideale per me, perché sono blatte grosse e si riproducono in continuazione
grazie!
28 febbraio 2017 — pax¶
Guglielmo, a parer mio una colonia matura la smonta di sicuro dopo qualche tempo, per una colonia come la tua invece magari è meglio darla già aperta, comunque tentar non nuoce.
28 febbraio 2017 — GianniBert 🐜¶
Guglielmo ha scritto:
...hai mai provato a dar loro le Gromphadorhina portentosa ? Sono molto coriacee, lo so, ma sarei curioso di sapere se le grosse major di vagus siano in grado di "aprirle"...
Ciao Guglielmo!
Credo proprio che ce la facciano, anche se l'unica è provare. Io non le ho mai avute perciò non sono sicuro della cosa, poi mi spiacerebbe un po' sacrificare insetti così particolari come cibo, ti dico solo che se queste bucano il legno, trovano il modo di penetrare anche la corazza di Gromphadorhina, se trovano un punto debole su cui far presa con le tenaglie! E' l'unico requisito necessario. Ma non mi aspetto che buchino dove è lucida e cornea, bensì nelle giunture e attraverso gli orifizi. Poi da lì arrivano anche dentro il guscio duro.
Come alimentazione animale, non ho mai fatto la Bathkar, ma ho sperimentato parecchie alternative, ad esempio (credo di averlo già scritto da qualche parte) piace molto il tuorlo d'uovo, cotto. Mangiano anche prosciutto cotto, würstel, carne di pollo (arrosto, il bollito non l'ho mai provato) e certamente anche il tonno.
Il tonno io nemmeno lo sgocciolo, cerco le parti più asciutte e vedo di darlo su un pezzetto di carta assorbente per evitare di sporcare il terreno, ma so che spesso le formiche sono attirate dalle sostanze oleose, quindi si tratta solo di capire che tipo di tonno in scatola hai aperto, e vedere come reagiscono.
Quantità: metto in arena 10-12 camole al giorno, in stadio avanzato, ma a giorni alterni, o cercando di variare con blatte, o qualsiasi altro insetto o invertebrato riesco a trovare.
Dipende da quanta covata c'è, è quella che da' il ritmo.
Potrei darne di più? Non so, meglio non viziarle troppo, crescono già così fin troppo!
Aggiungo che è fondamentale riferirsi a una colonia adulta come la mia. Le colonie piccole sono SEMPRE più schizzinose e limitate nelle scelte culinarie. Più bocche, più gusti, più scelta.
03 maggio 2017 — GianniBert 🐜¶
Nemmeno se l'avessi fatto apposta, eccoci in argomento con un altro alimento che sembra gradito da queste formiche... chi l'avrebbe mai detto?
Vedete che non si finisce mai di sperimentare! Alle vagus (le mie di adesso per lo meno) piacciono anche le zucchine!
E guardate come hanno ridotto in poche ore questa rondella!
Vagus 4-29a.jpg
03 maggio 2017 — Atramandes¶
Noo non ci credo, le terribili vagus vegetariane? Se ad essere spolpata fosse stata una bella bistecca fiorentina non mi sarei stupito... ma una zucchina...
Molto interessante comunque, evidentemente ogni tanto anche loro hanno bisogno di variare la dieta
03 maggio 2017 — GianniBert 🐜¶
Questo dopo aver sperimentato carne trita, pollo, uovo sodo, un lombrico... evidentemente dopo tanta carne un po' di verdura ci sta bene!
In ogni caso miele e zucchero diluiti sono pur sempre fondamentali per le adulte! La presenza di numerose larve però stimola la loro creatività alimentare...
03 maggio 2017 — feyd¶
credo che l'attrazione per la zucchina nasca dalla continua necessità di apporto idrico, e cosa c'è di meglio che trasportare pezzetti di zucchina fresca dentro al nido?
09 giugno 2017 — ParroccheTTo¶
Arrivo qui ispirato da questo topic: prima regina.
Gianni, visto che la tua colonia è nutrita paurosamente bene e non gode di particolare stress, hai notato un aumento delle dimensioni delle major e, in tal caso, hanno superato le dimensioni 'medie' delle colonie in natura?
Sarebbe interessantissimo documentare una cosa simile: magari la grandezza degli individui dipende proprio dalla qualità del cibo, oltre che dalla quantità.
09 giugno 2017 — GianniBert 🐜¶
Per quel che ne so io, le dimensioni sono un fatto genetico, e l'alimentazione abbondante può favorire una maggiore presenza di major, ma non credo che diventino più grandi di quanto siano programmate a diventare...
Per fare un simile raffronto bisognerebbe avere campioni di soldati da tutte le regioni e misurarli, prima di pronunciarsi in tal senso.
Spesso il colpo d'occhio inganna, viste in natura le formiche sembrano spesso più grandi ed è frequente che nelle scuole o nelle fiere dove le porto, ci sia qualcuno che mi giura che “quand'era piccolo” o nella "casa di campagna” ne ha viste di MOLTO più grandi!
Per le misurazioni mi affido sempre a Rigato, che passa la sua vita a misurar formiche. Possiamo accettare che un gastro particolarmente dilatato, un torace robusto unito a un capo massiccio, possano colpire la vista e magari guadagnare uno, massimo due millimetri alle misure "ufficiali”.
Ma un millimetro su un animale di 14 sarebbe già tantissimo, inoltre non possiamo basarci sulla dilatazione del gastro, ma sulle effettive misure allometriche!
Insomma, quando qualcuno mi mostrerà una formica nostrana su un foglio di millimetrato, che superi i 15 mm effettivi (o i 18 mm per le regine), sarò ben contento della cosa. Per ora, mi attengo alle misurazioni ufficiali, e comunque, i soldati più grossi della mia colonia, per ora non superano quelle dimensioni!
19 giugno 2017 — ParroccheTTo¶
GianniBert ha scritto:
La gestione del nido è ottima, visibilità e spostamenti al meglio, il problema rimane sempre l'arena, che non può essere grande come vorrei, quindi sempre molto popolata. Ma per ora tutto benissimo.
Ma non si può negare che gestire popolazioni così grandi e mobili crea notevoli difficoltà, non adatte a cuori pavidi!
Gianni, hai mai pensato di progettare un'arena "a più piani", in modo da limitare la superficie che occuperebbe?
Pensavo a qualcosa cosi, per capirci:
ovviamente di opportune dimensioni. L'arena sottostante sarà collegata a quella sovrastante con un tubo, e tra un'arena e l'altra ci sarà uno spazio di qualche centimetro, per poter creare un "soffitto" dove mettere l'antifuga (come già fai), e per poter fare operazioni di manutenzione in arena. O addirittura fare le diverse arene 'a piano' removibili, cosi da poter facilitare il processo ulteriormente.
Spero di essermi spiegato anche se non credo proprio.
12 settembre 2017 — GianniBert 🐜¶
ParroccheTTo ha scritto:
Gianni, hai mai pensato di progettare un'arena "a più piani", in modo da limitare la superficie che occuperebbe? ...
Ci stavo pensando già da un po' ParroccheTTo! O meglio: sto pensando ad un'arena alternativa grande in cui le formiche possano sfogarsi, da scollegare e sostituire con una piccola per trasportare il nido nelle scuole o nelle mostre.
Sarebbe la soluzione ideale.
Nelle giornate di lavoro” l'arena originale resterebbe a casa.
Ovviamente ci sarebbe la necessità di ripulire e recuperare le formiche dall'area shuttle dopo, ma sarebbe la soluzione più pratica per risolvere anche il problema di sovraffollamento.
La colonia ha superato benissimo l'estate, si è persino concessa il lusso di una nuova evasione.
In mia assenza (succede tutto quando io non ci sono! Che lo “sentano”???) le formiche hanno individuato un punto in basso del nido e si sono scavate un passaggio a contatto col vetro raggiungendo la sezione nel punto in cui il settore verticale si attacca al piedistallo. Da lì è stato gioco facile insinuarsi, e, trovata la falla e uno spiffero, hanno allargato il passaggio. Mia sorella (la Grande Guardiana) ha risolto mettendo tutto il complesso in un contenitore più grande bordato di antifuga, che ha arginato le formiche, le quali si sono aggirate una decina di giorni lì dentro senza più fuggire.
Peccato che quelle già scappate prima del Grande Muro, le sto ancora trovando in cucina adesso!
Ora vi dico degli ultimi sviluppi e cosa ne penso, e spero possa essere utile a tutti quelli che stanno raggiungendo i miei numeri (e cominciamo a essere un bel gruppo!).
1) Quando porto in giro il formicaio le formiche si spostano continuamente dove luce e calore sono per loro più opportune. Ma quali sono queste caratteristiche? Non quelle che io vorrei, soprattutto con 25 ragazzini urlanti che chiedono costantemente: “Dov'è la regina?”. Ho in parte risolto.
Negli ultimi mesi sto tenendo schermato il nido.
Il fatto di avere un nido su 2 facciate rende più difficile capire dove va la regina. Spesso una delle facciate è sguarnita e l'altra affollatissima. Il calore causa in parte questo spostamento. Da quando oscuro entrambi i lati le formiche (in condizioni di temperatura omogenea) si distribuiscono su tutte le superfici, sfruttando a pieno le potenzialità del nido. Quando scopro, trovo spesso facilmente la regina, che ci mette parecchio a decidere di spostarsi da lì. Ma il primo e più importante risultato è di far sfruttare tutto il nido in modo e non solo la facciata che per loro è la più “protetta”.
Ovviamente dopo un'ora di disturbo le formiche si sposteranno, ma è già una osservazione utile su tempi ridotti.
2) E' ormai appurato (dopo anni che lo vedo) che in questo periodo le formiche iniziano a rallentare tutte le attività. In questi giorni sento continuamente parlare di ibernazione. Come se un calo di appetito e un rallentamento facessero perdere ogni interesse per la colonia.
Non fatevi ingannare!
Prima di tutto bisogna rispettare i tempi fisiologici di questi animali, e un gruppo di individui non sono tutta la popolazione! E' innegabile che l'inappetenza col calo della temperatura sembra diffondersi, ma cosa fanno in natura le formiche? Vanno avanti ancora parecchio pur con cali, perché avremo ancora lunghi periodi di temperature favorevoli, anche se certamente la covata istintivamente o geneticamente si blocca.
Per certo, all'approssimarsi del freddo, succedono due cose (nelle colonie da me osservate): le nutrici e il grosso della popolazione si tranquillizzano e non escono più, arrivando nel giro di alcune settimane a barricare le entrate e ritirarsi nelle stanze più protette; le esploratrici/cacciatrici anziane continuano la loro attività restando alla lunga tagliate fuori dal nido, e morendo per inedia se non trovano riparo.
Fino a che le strade restano aperte, le bottinatrici continuano a lavorare. Cala il bisogno di carboidrati perché il grosso della popolazione riduce il metabolismo, ma rimane latente il bisogno proteico, infatti le mie formiche stanno ignorando il miele ma continuano a catturare camole e blatte.
Invito gli allevatori "avanzati” di C. vagus a tenere d'occhio le proprie colonie e spiare se le mie osservazioni si ripetono anche nelle loro. Forma del nido, tipo di accessi, arena, possono influire sui singoli comportamenti, ma a me pare che questo comportamento si ripeta ciclicamente ad ogni autunno. E' come se un considerevole manipolo di formiche si sacrificasse (o venisse sacrificato) perché si rifiuta di accettare che la stagione sia finita.
Il procedimento ottiene il risultato di selezionare le formiche anziane che potrebbero morire durante il periodo freddo dentro il nido, creando un rifiuto organico in spazio ristretto, con possibili conseguenze negative. Direi un comportamento istintivo!
14 settembre 2017 — PomAnt¶
Gianni, ho notato gli stessi comportamenti e condivido tutte le tue conclusioni, se proprio dovessi aggiungere qualcosa al quadro della situazione che hai perfettamente descritto direi che forse questo sistema permette alla colonia di non farsi sorprendere da eventuali inverni anticipati e di approfittare invece in caso di condizioni favorevoli per "fare il pieno" alle formiche semi-letargiche a consumo di energie molto ridotto grazie al sacrificio delle "sorelle" anziane nel caso che l'inverno finisse tardi...
14 settembre 2017 — GianniBert 🐜¶
PomAnt ha scritto:
... forse questo sistema permette alla colonia di non farsi sorprendere da eventuali inverni anticipati e di approfittare invece in caso di condizioni favorevoli per "fare il pieno" alle formiche semi-letargiche a consumo di energie molto ridotto grazie al sacrificio delle "sorelle" anziane nel caso che l'inverno finisse tardi...
Anche questa direi che è una buona teoria.
Ovviamente non possiamo avere riscontri o conferme "scientifiche”; però il comportamento si ripete e si adatta alle nostre supposizioni. Bisognerebbe avere un riscontro in natura, dove però le “ultime dei moicani” si disperderebbero rendendo difficile una osservazione sporadica.
Qualcuno che ha una colonia in giardino dovrebbe "marcare” le formiche autunnali e verificare in serata un loro effettivo e definitivo rientro, e se poi rimangono esterne e se... sigh! teniamoci per ora queste teorie che è già bello!
15 settembre 2017 — yurj¶
Ciao Gianni, la mia colonia sta tenendo proprio il comportamento che hai descritto: progressivo aumento del numero di operaie che si fermano all'interno del nido anche se un certo manipolo rimane fuori e cattura/mangia, mangiano sempre! La covata è composta solo da larve e non vedo accrescimenti data la bassa temperatura, forse come dici tu sono già avviate alla fase invernale, mentre alcune operaie rimangono attive.
La grande colonia che ho vicino a casa sembra discretamente meno attiva, con poche operaie all'esterno solo nelle ore centrali della giornata, ma in natura sono da considerare ulteriori variabili come discreto calo di temperatura di notte e frequenti piogge degli ultimi giorni!
15 settembre 2017 — GianniBert 🐜¶
Questo comportamento si potrebbe verificare anche su altre specie, e forse non ci si fa caso.
Le poche operaie che tu hai notato all'esterno nella tua colonia naturale, potrebbero essere in realtà numerose, ma diffuse su tutto il loro territorio di caccia, solo che dovresti appostarti all'alba e contare quante ne escono e quante rientrano alla fine!
Abbiamo poche testimonianze per capire poi se questo avviene anche con Lasius, Formica, Myrmica ecc...
Per ora sappiamo che Camponotus vagus in cattività lo fa... ed è già un dato interessante da registrare.
15 settembre 2017 — Shuz¶
Probabilmente lo fanno anche in natura. Ora che mi hai fatto notare questa cosa la collego a un comportamento strano che ho osservato in giardino con le mie due colonie di Camponotus vagus.
A parte il raggio d'azione che è mostruoso. Si allontano anche 30-40 metri dal nido. E questo lo dico per certo perché certi esemplari li ho seguiti nel ritorno al nido personalmente.
Ma ho notato che nel periodo settembre-novembre, sia l'anno scorso e inizio a vederlo ora, un comportamento come quello che descrivi tu.
Operaie che rimangono ferme o quasi a qualche metro dal nido tutta la notte. Intendo a notte fonda quando le temperature si abbassano e dovrebbero essere dentro. Stanne ferme a volte in gruppetti e non ho idea di cosa aspettino. A volte le ho viste predare ma sono parecchio statiche.
Le ho viste sia alle 2 di notte come alle 5 di mattina, ma su queste non posso giurare che siano le stesse. Ma ritrovo parecchi cadaveri in autunno o inizio inverno nelle zone limitrofe ai formicai, il che non è una prova definitiva ma supporta la tua teoria.
03 dicembre 2017 — GianniBert 🐜¶
Ieri sera ho finalmente staccato e ripulito l'arena, facendo una conta delle operaie confinate all'esterno dalle barricate nel nido: ho contato 128 formiche attive, e almeno una cinquantina morte.
Queste formiche erano comunque destinate a svernare all'esterno, esposte agli elementi, e credo siano sopravvissute solo grazie alla protezione della cattività, in natura non credo sarebbero durate così a lungo...
L'arena è pronta ad essere riallacciata, cosa che farò presto, ma con la certezza che per mesi ancora la popolazione non vi accederà.
23 maggio 2018 — GianniBert 🐜¶
Molto tempo è passato dalle ultime notizie sulla colonia...
Qualcuno ha avuto modo di seguire gli ultimi sviluppo a Milano o all'Entomodena, da allora la colonia si è ulteriormente potenziata, senza smettere di cercare la fuga!
Nei primi giorni di maggio ho dovuto fronteggiare un nuovo tentativo di evasione da ben due diverse falle nel nido (cosa che mi ha fatto capire che presto dovrò correre nuovamente ai ripari), evasioni bloccate rifacendo i tappi e i rinforzi di chiusura, ma le formiche stanno sempre scavando!
Nel frattempo la regina ha raggiunto dimensioni che non avevo mai riscontrato prima e la deposizione continua imperterrita, segno evidente di salute ma anche un segnale per me che devo trovare nuove soluzioni di spazio per ospitarla.
Questa è dunque la situazione attuale, a fine maggio 2018:
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18 giugno 2018 — Robertino¶
Quindi adesso non sai se essere felice o piangere a dirotto vero?
18 giugno 2018 — GianniBert 🐜¶
Solo nell'ultimo mese le BESTIE sono evase tre volte.
Hanno superato nell'ordine: cola a caldo, nastro isolante a 6 strati da idraulico, retina in ferro sigillata con colla e sopra strato di nastro telato, barriera a "L” di plastica saldata con colla a caldo (fra una saldatura e l'altra) e solo il fatto che le avessi messe in quarantena dentro una scatola Ikea dotata di anti fuga x 4 cm ha impedito che girovagassero per casa.
Una di queste evasioni l'hanno compiuta mentre erano "a lezione” in una scuola...
So che la scelta giusta è piangere a dirotto.
18 giugno 2018 — Robertino¶
A questo punto quando anche la mia colonia sarà adulta saprò di dover fare il formicaio del legno più duro che posso reperire, circondato da tutti i lati in vetro 5 cm con le pareti delle arene cosparse completamente di antifuga
il tutto ricoperto di cemento armato tranne le parti che necessitano accessibilità e visibilità. Questo per avere un minimo di sicurezza.
03 ottobre 2018 — GianniBert 🐜¶
A distanza di tempo, scrivo solo per aggiornare la situazione della colonia, che da una decina di giorni ha iniziato a rallentare ogni attività.
Mentre l'arena era sempre gremita di operaie esploratrici fameliche (l'ha visto chi ha potuto a Entomodena), negli ultimi giorni anche le esterne si nutrono meno, sia di zuccheri che di proteine; per ora comunque non sono stati ancora bloccati gli accessi al formicaio, e c'è normale attività dentro-fuori, ma sto già registrando raggruppamenti di formiche immobili nelle camere.
Questo nonostante le temperature (anche esterne) non siano ancora scese a livello di guardia, anzi, al sole di giorno fa ancora discretamente caldo!
01 febbraio 2019 — GianniBert 🐜¶
Sto facendo i preparativi per la prossima stagione, dopo aver visitato la colonia che si è ammassata in tanti nuclei nel nido ed è immobile.
A breve inizierò a portare il nido in posti meno freddi e a preparare il collegamento col nuovo nido, ormai pronto.
Scavato come il precedente da Mirz (lode e gloria a lui), sfrutta una tavola doppia 40x60 di circa 36 mm di spessore effettivo.
Purtroppo il legno scelto si è rivelato molto "morbido”, forse un tipo di abete giovane, così, per non rinunciare al lavoro già fatto, ho scelto di rivestire l'esterno e tutte le stanze perimetrali interne di uno strato di resina ipossidica, che spero si dimostrerà abbastanza coriacea per le ospiti.
Per chi non lo sapesse la resina ipossidica può essere usata anche per rivestire contenitori destinati agli alimenti, quindi non è una sostanza tossica per le formiche. Il risultato è quello di rivestire le pareti di una barriera vetrosa. Il legno dovrebbe traspirare ugualmente dalle facce rivestite in plexiglas (la tenuta non è mai completamente stagna) e dalla parte superiore che non è stata verniciata completamente.
Qui sotto il risultato.
Posto queste foto anche per ricordarmi come era il nido all'origine... di solito dopo pochi mesi è trasformato in una pattumiera colabrodo... alla faccia della famigerata pulizia delle formiche...
Formicaio vagus'19A.jpg Formicaio vagus'19B.jpg
Per evitare il rischio della dilatazione del plexiglas, che precedentemente aveva permesso alle formiche di imbottire gli spazi con la segatura e creare un cuneo che bloccava il vetro in posizione convessa, ho usato stavolta un plexiglas di spessore maggiore (4 mm). Spero solo sia un accorgimento sufficiente...
15 febbraio 2019 — GianniBert 🐜¶
Finalmente ieri ho concluso il trasferimento della colonia, non senza qualche patema d'animo...
Avevo collegato i nidi da una settimana, e il grosso si era trasferito già dopo tre giorni di riscaldamento, a 15 giorni dal risalire delle temperature.
Visto che avevano trasferito anche la covata, salvo uno sparuto mucchietto di giovani larve, ho pensato bene di accelerare i tempi con le recalcitranti, così ho aperto una per volta le vetrate e recuperato quante più operaie potevo. L'operazione è stata laboriosa, ma non più del solito.
Tutto appariva tranquillo.
La regina dov'era? Spero col grosso delle truppe, come logica... ma dobbiamo ricordare l'indole particolarmente bastarda di queste bestiole, che mi hanno sempre riservato sorprese...
Dopo aver concluso l'operazione di pulizia di circa 150 operaie giovani, ho considerato il lavoro finito. Grande agitazione in arena, per le nuove arrivate, ma niente di più.
Il giorno dopo (il nido è stato lasciato aperto in un contenitore con antifuga) ho pensato bene di raccogliere le ultime fuoriuscite dalle eventuali gallerie nascoste che la colonia si era scavata nello scorso anno: una cinquantina non di più!
Bene!
Adesso vorrei recuperare il vecchio nido, lavarlo, e usarlo come esempio didattico per far vedere a tutti che tipo di gallerie scavano queste formiche per evadere e quali sono i punti preferiti.
Per farlo, la cosa migliore è staccare la struttura verticale dal piedistallo e... PANICO TOTALE!!!
Nell'intersezione fra le due tavole di legno erano ancora annidate circa 200-300 formiche! E fra loro, apparentemente indisturbata, la regina!
Non vi dico con che frenesia mi sono messo a raccogliere sua maestà (ma sua di chi?) e tutte le operaie che potevo e che fuggivano da tutte le parti... per fortuna che avevo ancora a portata di mano il contenitore detentivo!!!
Vi dico la verità, non avevo mai ricevuto morsi così poderosi da queste formiche! Una è riuscita là, dove non avrei mai immaginato possibile: ha tagliato la pelle spessa del polpastrello del pollice e l'ha riempita di acido formico... un bel bruciore! Ne ho manovrate parecchie di queste formiche, ma è la prima volta che una ci riesce.
Alcuni dei cosiddetti soldati di questa colonia sono davvero enormi e feroci...
Va bene, facciamola finita: la regina è salva, ho recuperato anche un centinaio di larve che stavano proprio alla base del palazzo verticale; dopo alcune ore di stress e agitazione (potevo sentire distintamente il rumore delle zampette di centinaia di grosse formiche che correvano sulla ghiaia dell'arena, anche a due metri di distanza) l'allarme è rientrato e il giorno dopo in arena c'erano solo una ventina di operaie...
L'operazione è conclusa davvero stavolta.
La colonia è domiciliata nel nuovo nido e la visibilità è ottima.
Hanno già sporcato di pezzi di insetti le gallerie alla base del nido (si sono pappate in 24 ore 12 blatte e 25 camole fra larve e pupe)... ma il risultato è questo:
Nuovo nido popolato.jpg
20 marzo 2019 — Atramandes¶
Ciao Gianni,
innanzitutto volevo complimentarmi per il risultato finale, nonostante ancora una volta le leggendarie C. vagus ti abbiano dato del filo da torcere
Sembra incredibile ma credo proprio che con questa specie non si debba mai abbassare la guardia, io mi sto già preparando psicologiamente, quest'anno infatti ho 4 belle coloniette pronte a partire in tromba ai primi caldi.
Spero di vedere di nuovo questa magnifica colonia ad Entomodena, a presto
06 giugno 2019 — ParroccheTTo¶
Ciao Gianni, sto cercando nel topic ma non riesco a trovare l'informazione che mi serve: che tipologia di antifuga utilizzi per questa colonia di C. vagus? Io ne ho una da più di 2 anni (regina di Aprile 2017) e ultimamente le fughe sono aumentate... Utilizzo un antifuga oleoso (minerale) commerciale.
Hai già trovato la formula perfetta per questa specie?
06 giugno 2019 — GianniBert 🐜¶
Per tutte le mie colonie, uso sempre un comune olio lubrificante (in questo momento uno Svitol per ingranaggi e macchine da cucire) ben mescolato con grasso di vaselina (quella bianca, tecnica, ma credo qualsiasi vaselina vada bene).
Non Olio di vaselina, badate bene, perché è troppo liquido e colerebbe sulle pareti facendo danni!
Li mescolo generalmente 50/50%, ma è meglio aumentare la quantità di olio rispetto alla vaselina, perché è quello che blocca le formiche, quindi basta che non sia in quantità eccessiva da colare, e va bene.
Uno strato di almeno 2 cm sul bordo "a tetto” e magari anche un paio di cm anche sulle pareti verticali subito sotto per ora ha sempre bloccato le fughe.
Lo ripasso a volte anche a distanza di mesi senza problemi.
E' più un fatto di sporco che di efficacia: l'olio sembra non "scadere” mai, ma se si riempie di polvere o di detriti, le formiche possono usarli per superarlo, quindi meglio che sia sempre ben pulito e questo dipende anche dalla manutenzione e dal tipo di substrato che usate nelle vostre arene.
Attenzione: NON E' UNA BARRIERA ASSOLUTAMENTE INSUPERABILE!
Funziona solo perché le formiche rifuggono l'odore dell'olio, ma se non si fermassero ad annusare il percorso, o lanciate perché terrorizzate (*) da qualcosa POTREBBERO anche superarlo. Non lo fanno mai però in condizioni normali.
Il bordo a tetto è consigliato perché su tale superficie non riescono (o fanno più fatica) a far aderire scorie o sassolini che permetterebbero loro di passare oltre.
() Comunque io in più di dieci anni che lo uso ho visto passare queste barriere solo due o tre volte, e sempre in casi estremi, tipo quando sperimentavo razzie con Polyergus su nidi di F. cunicularia, o con le F. sanguinea*: in quei casi le serviformica in arena si lanciavano oltre l'olio per sfuggire all'incursione!
Le uniche formiche che mi hanno superato due volte questa barriera se non la "rinfrescavo” periodicamente, sono state le L. fuliginosus, e solo quest'anno che la colonia è esplosa.
Per loro ripasso l'olio molto ben diluito almeno una volta al mese! Così funziona.
Forse dipende anche dall'insistenza e dal peso effettivo delle formiche che si arrampicano.
04 settembre 2019 — GianniBert 🐜¶
Di ritorno dalle vacanze ho dovuto affrontare una nuova fuga delle formiche, le quali però sono rimaste confinate dentro un contenitore protetto da antifuga. Le piccole bastarde (ah, già! Non tanto piccole!) avevano scalzato un tappo di cotone e colonizzato il contenitore esterno...
Per rimetterle nella loro arena e farle rientrare nei ranghi, ho dimenticato di mettere i guanti e...
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Questi sono i risultati che si sono manifestati sui miei polpastrelli alcuni giorni dopo, per aver maneggiato "troppe operaie” senza precauzioni... la pelle si è staccata tutta in un colpo, manifestando poche ore prima un effetto "bolla” quasi come una vescica, indolore, ma con una sensazione di ipersensibilità per la pelle nuova sotto.
Per fortuna che mi ero lavato ripetutamente le mani...
07 settembre 2019 — PomAnt¶
anche le mie hanno fatto una piccola fuga proprio ieri...possibile che sentano l'approssimarsi dell inverno e siano più stimolate a scavare per interrarsi?
15 ottobre 2019 — GianniBert 🐜¶
Aggiorno il diario solo per farvi sapere che la colonia si sta lentamente avviando all'immobilità.
Ci sono sempre formiche attive in arena, e per quanto la covata abbia smesso di svilupparsi, stanno comunque ancora portando dentro cibo proteico. Il 95% delle operaie è inattivo, ma ancora non sono state chiuse le vie di collegamento, segno definitivo che le operaie esterne sono destinate a estinguersi durante l'inverno.
Complici sicuramente le temperature esterne/interne, che non sono ancora scese a livelli stagionali regolari. Qui ci sono ancora 15-20° durante il giorno, e questo evidentemente non basta alla colonia per arrendersi definitivamente all'ibernazione!
15 ottobre 2019 — Davrin¶
Ciao Gianni, aspettavo da tanto aggiornamenti sul mio Diario preferito. Vorrei chiederti se ti sia mai successo che le operaie si ritrovino cappottate zampettando e muoiano (senza ricevere mai aiuto da nessuno)? La mia colonia di ex 15 operaie ora ne conta 5 e sono davvero disperato non vorrei mai perdere la mia colonia preferita , non so cosa farei se dovesse finire male..
15 ottobre 2019 — GianniBert 🐜¶
No, questo tipo di morte puzza molto di avvelenamento... ma potrebbe essere anche qualche infezione interna.
Non so dirti di cosa si tratti, in genere nelle colonie giovani anche se la vita media delle operaie è più corta, hanno comunque uno o due anni di sopravvivenza, quindi queste morti improvvise non sono normali.
Posso solo consigliarti di provare a ibernarle e sperare che la pausa invernale faccia loro superare questo momento critico, ma non è una soluzione scientifica, solo una scappatoia, visto che se continua così ti ritrovi ancora peggio...
Riesamina bene tutto quello che avviene attorno alla tua provetta, a cosa hai dato da mangiare e quando... a volte le cause sono dove meno ce lo aspettiamo, ma non possiamo nemmeno escludere cause naturali, come una malattia!
16 ottobre 2019 — Davrin¶
Purtroppo al momento ci sono una decina di larve e se ibernassi adesso morirebbero tutte.. Cosa dici iberno subito e lascio morire tutto? Ho appena cambiato provetta (magari avvelenamento per serbatoio) ma le condizioni sono le stesse..
16 ottobre 2019 — GianniBert 🐜¶
La covata supera l'inverno in fase di stasi: non crescono e non si alimentano, riprenderanno a primavera, quindi le larve non muoiono. A meno che siano disidratate o che vadano sotto zero!
Non far mancare l'acqua, bada che regina e operaie siano ben alimentate e poi portale a 10-12 gradi.
Più di così non ti so consigliare.
16 ottobre 2019 — Davrin¶
La totalità delle operaie nella colonia è ormai deceduta, rimane solo la regina, una operaia e le larve. Ho deciso quindi di cambiare provetta e di trasferire la regina da sola (o magari con l'operaia) per poi metterci la covata, e successivamente ibernare.. Dite che sopravviverebbe all'inverno? Se sì, riuscirà a ripartire da capo in primavera? Grazie
21 ottobre 2019 — GianniBert 🐜¶
Chi pensava che le Camponotus vagus potessero essere anche spiritose??? Eppure...
Questo è quello che hanno fatto l'altro giorno a una rondella di zucchina... SMILE!
Vagus smile!.jpg
Domani provo a mettere una intera zucca in arena, vediamo se fanno qualcosa di originale per halloween!
27 settembre 2020 — GianniBert 🐜¶
A circa un anno di distanza, e dopo aver subito diverse fughe tipo Alcatraz da parte di queste bestie indistruttibili, voglio riferire lo stato della colonia, che nell'estate piena di Covid-19 hanno raggiunto vette di produzione di covata mai sfornate prima!
Le stanze erano piene di larve e bozzoli da scoppiare, strati e strati di sorelle pronte a rinforzare nuove fughe... le operaie adulte sono apparse più che mai aggressive e i guanti protettivi erano consigliabili per tutti gli interventi prolungati in arena.
Ho dovuto tamponare più volte le falle nel nido e l'ultimo materiale che ha dato risultati soddisfacenti è stato il cemento a presa rapida spalmato a strati sulle nuove fessure del legno.
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Da circa un mese a questa parte, nel nido hanno cominciato a sfarfallare maschi alati.
Non ho visto regine. Non ho registrato covata recente di uova o giovani larve, anche se ormai la quantità di stanze nascoste negli intercapedini fra le due facciate del nido non si possono contare.
Questo fatto al momento non mi preoccupa ma mi da' da pensare, così controllerò con più attenzione la situazione invernale della colonia, che sta compiendo il nono anno di vita...
27 settembre 2020 — GianniBert 🐜¶
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Così ho dovuto "operare” per riparare le gallerie del conte di Montecristo, in piena periodo di evasione pandemica: uno scatolone grande Ikea era la prigione da cui le formiche non riuscivano ad uscire ed è diventato il muro perimetrale per contenerle!
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22 giugno 2021 — GianniBert 🐜¶
Oggi, 22 giugno 2021, ho regalato la colonia al museo di storia naturale di Bergamo.
Riassumo brevemente la sua storia dell'ultimo anno, in cui per un breve periodo ho anche creduto che la regina fosse morta.
Non ho riportato particolari aneddoti nell'anno del Covid, perché le uniche note di colore sono state le numerose fughe a cui ho dovuto porre rimedio. Il bel nido costruito da Mirz ha funzionato oltre ogni previsione, e ancora adesso la colonia è alloggiata lì.
Di solito in capo a un anno dovevo buttare tutto e trasferirle, invece, nonostante le varie falle e le evasioni (ma comunque è quasi impossibile trattenerle a lungo in questo tipo di nido) si è trattato soprattutto di mettere delle buone toppe dove e quando si è rivelato necessario.
Ultimamente sto usando applicare nel punto di evasione un buon cm di cemento mescolato a pigmento, usando meno acqua possibile perché si solidifichi in fretta. Sembra per ora che questo tipo di barriera le scoraggi definitivamente, perché anche la toppa delle foto precedenti non è più stata violata dalle formiche, le quali hanno trovato altri punti deboli dove tentare la fuga.
L'ultimo punto è stato quello di giunzione fra le due tavole di pino: quando sono arrivate alla resina ipossidica, l'hanno comunque minata dall'interno, o forse lì lo strato era stato steso meno bene. Comunque sono passate!
Ho deciso di dar via questa colonia perché:
1 - allevo questa specie ormai da troppi anni!
2 - non ne potevo più di fughe
3 - mi serve spazio per altre formiche altrettanto interessanti
4 - ne ho già un'altra colonietta in crescita
Ci siamo confrontati più volte io e yuri, che ha una colonia uguale e forse più grande della mia (quest'anno la sua ha prodotto un numero imprecisato e infinito di alati di ambo i sessi), e abbia convenuto che l'unico modo per mantenere in casa una colonia di Camponotus vagus adulta è di inserire tutto il nido direttamente in arena.
L'antifuga non lo passano, ma tutti i materiali solitamente usati, prima o poi sì.
Nell'ultimo anno anche io sono stato costretto a tenere tutto il nido all'interno di uno scatolone Ikea grande, perché bastava che mi girassi appena appena dall'altra parte, e loro evadevano...
Va bene. So che lì dove sono ora staranno bene, e di spazio ne avranno a sufficienza, hanno tutto un museo da visitare, in caso di fuga!
Dal punto di vista etologico, la colonia ha continuato a crescere e in tarda estate sono nati un numero cospicuo di maschi alati. Era questo il segnale che mi aveva fatto pensare a qualche incidente alla regina e alla conseguente nascita di uova deposte dalle operaie... invece questa primavera sono apparse grandi quantità di uova e conseguenti bozzali, ma di operaie!
Tutto bene quindi.
Ho alimentato la colonia con i soliti cibi alternati: uovo sodo, zucchine in rondelle, bucce di melone, fette di mela matura (rigorosamente mele gialle), patè per cani o gatti Cesar al pollo/tacchino, e miscugli più o meno diluiti di miele-zucchero di canna-zucchero bianco-pizzico di sale con spremuta di succo di limone, che quasi tutte le mie colonie apprezzano.
Non chiedetemi le dosi, vado a caso, ma lo zucchero si mantiene più a lungo del miele diluito, che tende a fermentare, e la mistura, mantenuta in frigorifero, è ottima per tutta una settimana, e anche più.
Se la fate, fatene tanta qb, a seconda della popolazione delle vostre colonie!
Insetti a volontà quando ne trovo, ovviamente, più le solite blatte e camole, sia larve che pupe, che adulti.
22 giugno 2021 — GianniBert 🐜¶
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22 giugno 2021 — MikyMaf¶
GianniBert ha scritto:
Oggi, 22 giugno 2021, ho regalato la colonia al museo di storia naturale di Bergamo.
Andrò sicuramente a trovarla alla prima occasione, allora!
Rinnovo i complimenti, ogni tuo diario è esemplare!