Polyergus rufescens - fondazione in cattività¶
Diario di GianniBert · Genere Polyergus · Periodo 2012-03-20 → 2014-09-23 · 90 risposte · 234,513 visualizzazioni nel forum
Estratto e condensato dal topic originale #3408 del forum Polyergus di formicarium.it. Mantenuti tutti i post dell'autore + reply sostanziali della community. Filtrati 2 commenti di solo-quote o ringraziamenti senza informazione aggiunta.
20 marzo 2012 — GianniBert 🐜¶
Metto in comune un mini diario che aggiorno a cominciare da oggi, 20 marzo.
A settembre, il buon Luca mi ha passato sottobanco una bellissima regina Polyergus rufescens, provenienza Oasi La Francesa, Carpi.
Per quanto io stimi difficile allevare questa specie, per ovvi motivi, e dubiti di riuscire a tirar su una colonia fiorente, non posso resistere alla tentazione di sperimentare tutte le fasi di fondazione artificiale di una colonia di queste formiche.
Sappiamo che la fondazione reale avviene in maniera diversa: le regine neosciamate seguono di nascosto le spedizioni di caccia di un esercito e approfittando del caos generato dai feromoni di panico che mandano in tilt le difese nemiche, penetrano nella cella della regina e la uccidono con un colpo secco delle mandibole falciformi. Prese di sorpresa e soggiogate da una tempesta di feromoni, le operaie delle specie ausiliarie preferite accettano e servono fedelmente la nuova regina che, disponendo di una popolazione numerosa al suo servizio, ha la possibilità di partorire un primo esercito di letali guerriere, sufficienti a compiere le prime spedizioni di saccheggio nei nidi vicini.
Questo avviene grazie anche all'operosità delle ausiliarie, e alla loro esistenza piuttosto longeva, che da tutto il tempo necessario a sfornare in alcuni mesi almeno 4-500 operaie Polyergus. Pensiamo sia il minimo indispensabile per poter attuare una spedizione di guerra di questa specie, che conta sulla sorpresa, sui suddetti feromoni di propaganda, e su capacità militari superiori al comune modo di combattere delle specie del genere Formica.
Invece qui ci troviamo davanti uno sparuto gruppo di Formica cunicolaria, circa 20, a cui Luca ha fornito una cinquantina di bozzoli della stessa specie.
Faccio andare in ibernazione la mini colonia, con una cinquantina o poco più di operaie, curando solo la parte umidità, all'incirca a novembre 2011.
Sappiamo che F. cunicolaria non fa un vero e proprio letargo, ma rallenta semplicemente attività. Così quando riporto in casa la colonia, stipata in un nido di accrescimento in gasbeton, le formiche sono già effettivamente attive e affamate.
Così dopo circa 10 giorni di attività tutto sommato normale, in cui le operaie si alimentano prendendo anche una notevole dose di proteine (1 grillo) noto un ingrossamento del gastro della regina, altrimenti piuttosto piccolo.
3-19 Polyergus C.JPG
La tengo d'occhio e ieri finalmente vedo le prime uova.
Stamattina posso contare almeno una dozzina, forse 15 uova trasportate come al solito in pacchetto.
3-20 Polyergus A.JPG
La regina è ancora gonfia, per cui spero in nuove deposizioni, perché da esperienze precedenti, sembra che questa deponga a fasi alterne, e finché non vede nuovi bozzoli attorno a sé, non passa alla fase successiva. Questo secondo la teoria per cui ogni operaia Polyergus necessita di circa 10 ausiliarie.
Vedremo prossimamente se questi dati si riconfermeranno.
Tengo il nido caldo, ma non troppo.
Le ausiliarie sono ben nutrite e attive, e circondano spesso la regina leccandola continuamente.
Appena possibile rifornirò la colonia prelevando bozzoli all'altra mia colonia fiorente di F. cunicolaria, dove in perfetta sincronia, la regina ha già deposto almeno un centinaio di uova fresche.
20 marzo 2012 — Luca.B¶
Bellissima...e la vedo in forma. Sta che è una meraviglia...
Una precisazione...
La tua regina viene dal formicaio che si trova davanti l' Associazione Orma...l' enorme formicaio che abbiamo filmato in questo video. E' quella che ho io che viene dall' Oasi la Francesa.
Sono comunque aree lontane si e no 1 km in linea d'aria...
Detto questo, mi sembra sia partita alla grande. La mia iniziò a deporre a fine Settembre...ma credo fosse lei una regina prematura, poichè non aveva senso che lo facesse allora.
Vedremo come si svilupperà...hai visto come sono maniacali le operaie ausiliarie verso la regina?
20 marzo 2012 — GianniBert 🐜¶
Devo dire che erano più appiccicate nel primo periodo. Ora le stanno intorno, ma senza sembrare totalmente soggiogate. Noto che questa formica è disturbata più di altre dalla luce, ma forse è solo questione di abitudine.
Di fatto, quando la illumino, lascia al sua posizione e sembra cercare un riparo, e le operaie non la seguono fedelmente, ma sembrano occuparsi dei fatti loro, per tornare a leccarla appena si rimette in posizione tranquilla.
Comunque è molto sveglia e sembra estremamente reattiva.
Spero che non rispetti alla lettera i limiti della specie e generi qualche operaia in più del limite. In ogni caso terrò la colonia ben alimentata!
20 marzo 2012 — feyd¶
grazie gianni della condivisione.
se quest'anno riuscissi a trovare varie regine di Formica sp. potrei pensare di allevare anche io questa specie, è veramente belle anche se la loro attività è minima.
sono curioso invece di sapere come hai ottenuto l'effetto sabbia sul gasbeton(la parete sul vetro) è veramente fantastico come effetto e contrasta bene con il bianco del materiale di fondo.
tienici aggiornati
20 marzo 2012 — Luca.B¶
Credo che dipenda anche dal fatto di avere le uova...
Anche a me, nel momento in cui iniziarono ad esserci, molte operaie iniziarono ad essere meno prese dalla regina.
Feyd, il problema con questa specie è che non basta un nido solo in parallelo. In natura ho contato che un formicaio maturo depreda dai 300 ai 500 bozzoli al giorno...per tutti i giorni e per quasi 5 mesi. L'anno scorso ho dato alla mia colonia qualche migliaio di bozzoli...e ancora ho si e no 50 soldati.
Fuori dal contesto naturale di predazione dei formicai bersaglio, è una specie molto noiosa. I soldati nel formicaio non fanno nulla e addirittura li ho visti fuggire davanti ad una Messor finita nel loro formicaio (ci hanno dovuto pensare le operaie schiavizzate a difendere il formicaio). Questo, forse, a causa del numero limitato di soldati.
Se ne parlava con Gianni...consideriamo che una regina di questa specie in natura si trova in natura con una colonia di parecchie migliaia di operaie schiave...mentre in cattività possiamo dargli ben poche operaie e ben pochi bozzoli. Quindi difficilmente vedremo in vero comportamento di Polyergus...ma avremo più che altro una colonia "parassita" a cui ogni settimana dover dare centinaia di bozzoli.
20 marzo 2012 — feyd¶
ma infatti ho parlato di più regine di Formica sp.
le considerazioni da te fatte sono più che corrette ed è il motivo per il quale ho ceduto la minicolonietta che avevo fatto l'anno passato.
ed in ogni caso è abbastanza naturale che non si possa avere una grande colonia di questa specie ma magari una colonia limitata anche se innaturale come cosa si può tenere.
20 marzo 2012 — zambon¶
Che belle foto, grazie Gianni!
Le Polyergus rufescens sono molto più interessanti viste in natura, bello assistere ad una loro razzia, da manuale della guerriglia, roba da fare invidia a qualsiasi forze speciali, determinazione, sorpresa, forza e rapidità.
L'estate scorsa ho assistito casualmente a due attacchi e sono rimasto molto colpito e ammirato , i video non danno le stesse senzazioni.
20 marzo 2012 — Luca.B¶
feyd ha scritto:
ed in ogni caso è abbastanza naturale che non si possa avere una grande colonia di questa specie ma magari una colonia limitata anche se innaturale come cosa si può tenere.
Certo, si può fare...ma la questione è se ne vale la pena.
La mia colonia ha quasi 2 anni ormai. Praticamente a livello comportamentale è come tenere una colonia di Formica cunicularia, se non per l'inconveniente di dovergli settimanalmente dare bozzoli (che vanno cercati e non sempre è facile...l'anno scorso ci perdevo interi pomeriggi).
A parte questo, vedi qualche soldato che semplicemente resta tutto il giorno fermo a testa in giù in qualche cella...completamente fermo. L'unica cosa che sa fare è aprire la bocca e mangiare.
E' anche vero che sono ancora pochi soldati...e, magari, aumentando si innesca qualche comportamento nuovo (come l'istinto di predazione di bozzoli)...ma per ora ancora nulla.
Vedremo come si comporterà quest'anno...
Per ora la cosa più "eccitante" che questa colonia mi potrà fornire è una comparazione con i dati raccoldi da Gianni...
Non so, quindi, se in condizioni normali (quindi non per scopi didattici e/o scientifici) questa specie valga la pena di essere allevata.
Personalmente penso che ci sono molte più specie che, in cattività, sono più interessanti...mentre direi che in natura non ha eguali.
20 marzo 2012 — feyd¶
beh luca posso solo che concordare con te su quanto hai detto, il fatto però è che se riuscissi a far partite bene qualche colonietta di formica sp. potrei avere una buona base di bozzoli, sopratutto se almeno una colonia la tengo poliginica e faccio loro adottare bozzoli per farla partire a pieno ritmo già dal primo anno , e potrei magari provare ad osservare qualche raid in cattività dopo il primo anno, ma è tutto in fase di studio e di "mi piacerebbe fare"
20 marzo 2012 — GianniBert 🐜¶
Ho spesso fantasticato sulla possibilità di riprodurre e osservare "indoor” un raid di amazzoni... magari decidendo anche le modalità in cui si sarebbe svolta l'incursione!
E' impossibile non farsi prendere dal miraggio di poter assistere da vicino e attraverso mitici tubi trasparenti, e poi dietro i vetri del formicaio artificiale, agli atti di questo spettacolo cruento della natura...
In realtà sappiamo che le difficoltà da superare per mettere in atto una incursione guidata in artificiale sono notevoli.
Non che non si possa assistere a un furto localizzato, magari su scala ridotta. Ma poi?
Il Prof. Grasso ci ha spiegato che per "generare” la colonna d'assalto, già sono necessari un minimo di 5 metri di spazio dal nido bersaglio; inoltre abbiamo le esperienze di PomAnt con Formica sanguinea, dove la possibilità che la colonia da depredare alla fine venga interamente distrutta (è sempre difficile prevedere se lo scontro si risolverà in una predazione o in una battaglia campale) è sempre presente. Non si può intervenire durante uno scontro, se ci scappa di mano la situazione!
E' pur vero che F. sanguinea e Polyergus sono psichicamente e militarmente diverse, ma se un centinaio di sanguinea gli hanno sterminato una colonia di più di 1000 fusca, cosa potrebbero fare 100-200 Polyergus messe nelle condizioni non ideali di potersi ritirare indisturbate come in natura?
La cosa va studiata molto bene, non solo sul piano pratico, visto che già allestire un impianto che permetta la manovra di una piccola truppa di amazzoni non è facile e richiede molto spazio, ma anche sul piano della previdenza: quante incursioni ci si può permettere di far attuare a una colonia, e su quanti nidi artificiali?
Sarebbe bello poter andare in giro per giardini e prati, piazzare il proprio nido personale di amazzoni a distanza di nidi liberi di Formica, e vedere cosa succede... ma quanti di noi hanno tempo e possibilità di prendersi una vacanza simile per tutta l'estate?
Io per conto mio sono relativamente preoccupato di poter garantire a questa colonia sperimentale il minimo benessere sufficiente a poter crescere fino a una stabilità che la mantenga gestibile... Di più non oso pensare, perché certamente non sono in grado di fornire a una colonia matura di amazzoni i bozzoli necessari al suo sostentamento!
Nemmeno con una fiorente colonia di ausiliarie come quella che ho ora!
20 marzo 2012 — feyd¶
beh da questo punto di vista io ho la piena possibilità di far fare raid all'esterno all'eventuale colonia che potrei avere, mi basterebbe posizionare il nido fuori casa, avendo un giardino più che grande e nessun pericolo di disinfestazioni, effettivamente sarebbe proprio un ideona, anche perche credo che questa specie non sia per nulla incline a traslocare e con un nido fatto abbastanza bene non ne dovrebbe neanche avere la necessità una volta abituata alla luce.
ottima idea gianni, cosi si potrebbe studiare il comportamento all'interno del nido e vedere come partono i raid da dentro
20 marzo 2012 — quercia¶
la precedente esperienza da chi è stata fatta? da pom ant? io non ricordo nè riesco a trovare il link. qualcuno può postarlo please?
20 marzo 2012 — Milos¶
Grazie Gianni per questo Diario. è interessante anche perché in confronto con quello di Luca e Feyd. Anche sul forum slovacco c'è qualcosa su Polyergus rufescens. Ora dovrò leggerlo con attenzione.
21 marzo 2012 — GianniBert 🐜¶
Ha deposto ancora. Le uova sono più di 20-25, e l'addome è sempre gonfio.
Provo a tenerle moderatamente calde, e spero non mi sfugga la schiusa. Sarebbe utile avere dati abbastanza precisi in proposito.
Per Luca: è possibile che una deposizione autunnale con poche ausiliarie abbia sfalsato le percezioni della tua precedente regina? Questa non sembra per ora aver problemi a limitare le nascite...
Potrebbe essere che in casi del genere l'ibernazione sia una pausa necessaria, o auspicabile...
21 marzo 2012 — Luca.B¶
Si...potrebbe.
Era il discorso che ti facevo quando ci siamo sentiti...ed il motivo per cui questo inverno le ho mandate in ibernazione e ora sono ancora in cantina.
Le lascerò, come le Camponotus hercoleanus e Camponotus ligniperda, a temperatura ambiente...e lascerò che vivano la stagione così come accade in natura.
La regina che ho io iniziò a deporre dopo meno di 20 giorni dal ritrovamento (ritrovamento il 23/08/2010, prime uova viste il 10/09/2010). Non si fermò durante l'inverno. Arrivò quindi all'estate più "stanca". Spesso abbiamo parlato del fatto che, in certe specie, la stasi invernale influenza il numero di uova deposte durante l'anno. Potrebbe benissimo essere stato quello il fattore.
Ho riguardato il mio diario:
-
22/09/2010 contavo anche io una 20na di uova. Con circa 70 operaie ausiliarie al seguito.
-
03/10/2010 prima larve e 3 grappoli di uova da circa 20 uova ognuno;
-
12/10/2010 Primi bozzoli ancora parecchie uova e vari bozzoli e larve;
-
17/11/1010 Primo soldato...la regina si ferma di deporre e alcune operaie mangiano almeno 10 bozzoli (contenenti maschi);
-19/11/2010 Uccisione di altri maschi prima dell' uscita da bozzoli;
- 08/01/2011 La regina riparte a deporre (da li in poi meno uova e legate al numero di bozzoli...almeno così sembra).
Quindi sembra che anche la tua, come la mia, stia partendo alla grande ma solo dopo avviene questo "controllo" sulla base dei bozzoli. Inoltre sarà interessante vedere se anche tu avrai la nascita di maschi alati.
21 marzo 2012 — feyd¶
luca ok far sentire loro la stagione e la T ambiente, però ricorda che in natura il nido è spesso in zone soleggiate, quindi la temperatura sale molto sotto la superficie durante le ore calde e nelle ore più fresche la colonia scende in basso dove la T non scende mai troppo, quindi secondo me per le polyergus la cantina è un po troppo fredda, mentre ovviamente va bene per le specie di montagna, ma anche li cercherei di dare loro calore per almeno una parte della giornata.
potresti provare un tappetino riscaldante collegato ad un timer che dia calore dalle 11 alle 15 tipo, cosi da simulare l'irraggiamento solare
21 marzo 2012 — Luca.B¶
Feyd, qui da me di estate le cantine vanno sui 23-24 gradi...che è la temperatura che trovi sotto i 30-50 cm in terra...anche nei campi soleggiati.
21 marzo 2012 — feyd¶
luca appunto andrebbe alzata un po nelle ore calde, in natura le formiche accumulano la covata ad i piani alti esposti al sole che vanno ben oltre i 28 gradi stimo.
la temperatura della cantina è ok come temperatura per la regina e per simulare la temperatura di profondità, ma non credo basti come temperatura giornaliera e per consentire il corretto sviluppo della covata.
pensa alle camponotus di montagna con i nidi su i versanti sud sotto a sassi o in tronchi esposti al sole, li si che la temperatura si alza parecchio.
21 marzo 2012 — Luca.B¶
Terrò monitorata la situazione...ma più che un tappetino riscaldante (che ti riscalderebbe tutto il formicaio creando una situazione altrettanto innaturale) in quel caso servirebbe una lampada ad infrarossi puntata nell'arena nell'arena...magari ponendo un sasso sopra l'uscita del formicaio così da simulare ciò che fanno in natura.
Ma anche qui è relativo. L'anno scorso sono spesso andato alla ricerca di bozzoli proprio per la Polyergus e i formicai che scoperchiavo non avevano poi bozzoli così in superficie. Doveva andare giù almeno 20 cm.
Credo che il calore generato dal sole sulla superficie sia eccessivo e che loro si fermino a determinate altezze e/o portino i bozzoli a determinati orari (quelli in cui il calore non è eccessivo, come all'alba e al tramonto). Non per nulla i soldati di questa specie partono nei raid intorno alle 18:00-19:00, quando cioè i bozzoli sono più a portata (perchè più in superficie)...e a quell'ora si ha minore influenza delle radiazioni solari e si sfrutta più che altro i residui della radiazione accumulati dal terreno.
In ogni caso vedremo cosa farà la colonia...
21 marzo 2012 — feyd¶
si la lampada sarebbe la soluzione migliore, io optavo per il tappetino per semplicità magari posizionato solo su una zona del nido.
le mie vagus in autunno gradivano molto la luce a scaldare nelle ore calde
21 marzo 2012 — Luca.B¶
Se fosse per loro bisognerebbe dare cibo ogni giorno e caldo in ogni istante.
Ma siamo sempre li...sono condizioni "ideali" sotto certi punti di vista ma anche "innaturali" sotto certi aspetti...e che portano a crescite sproporzionate e sfalsate della colonia.
Noi sovralimentiamo le colonie, diamo condizioni ideali quando in natura non le avrebbero, ecc. Per ogni essere vivente ci sono condizioni ideali teoriche e condizioni reali...e le due raramente coincidono.
Lo stesso dovremmo fare, a mio avviso, nella crescita in cattività.
Pensa anche a come fonda questa specie. In natura inizierebbe a deporre con già al suo seguito una colonia di forse decine di migliaia di operaie schiave...situazione del tutto diversa rispetto a quelle in cui sono state fatte fondare le nostre due regine.
In natura, forse, regine in queste condizioni non fonderebbero o morirebbero. Molto probabilmente in natura una regina deporrebbe subito centinaia di soldati...mentre noi abbiamo si e no poche decine.
21 marzo 2012 — feyd¶
beh si purtroppo ci sono varie problematiche in cattività per esseri come le formiche che in natura hanno spazzi moooooolto più grandi e vari e che possono gestire l'ambiente come desiderano o quasi.
poi si questa specie è una delle più problematiche, più o meno come avere delle atta
sicuramente in natura una polyergus senza un buon nido di formica al seguito morirebbe facendo estinguere il nido stesso, prima che vi siano abbastanza soldati per compiere una razzia e rimpolpare le fila delle schiave non credo che le prime schiave sopravvivano.
ma qui siamo noi a fornire altri bozzoli e quindi manteniamo la colonia in vita.
la parte più innaturale per la colonia secondo me però rimane la temperatura, in natura possono andare sotto terra, dove possono scegliere la temperatura ideale per loro, mentre da noi in cattività toccano temperature che non raggiungerebbero mai, sia in estate che in inverno
21 marzo 2012 — Luca.B¶
Fortuna per noi che hanno un'ottima capacità di adattamento riguardo a questo aspetto.
28 marzo 2012 — dada¶
Gianni, sono contenta di vedere che quella regina sta bene. Che addome rigonfio!
Dopo la sua cattura quella regina è stata per qualche settimana ospite a casa mia; forse ti farà piacere vedere com'era l'estate scorsa.
Ecco le foto di lei e delle sue primissime schiave appena dopo la cattura:
https://formicarium.it/forum/viewtopic.php?f=57&t=1240&p=12249#p12249
Ed ecco un video girato a 24 ore dalla cattura:
tJD-gdnGWtk
https://www.youtube.com/watch?v=tJD-gdnGWtk" onclick="window.open(this.href);return false;
28 marzo 2012 — Luca.B¶
Che carine...mi sento il "babbo" delle Polyergus...
Ed ora la famigliola sembra in aumento.
29 marzo 2012 — GianniBert 🐜¶
Grazie Diana!
La regina sta benissimo, è sempre molto mobile e reattiva. Soprattutto da quando ho domiciliato la colonia in gasbeton. Tende sempre a schivare la luce diretta, forse si è riabituata al buio durante l'inverno...
Appena si schiuderanno le uova e riuscirò a fotografarle, aggiornerò il diario.
19 aprile 2012 — GianniBert 🐜¶
Da un paio di giorni le larve si sono impupate.
Il lavoro delle ausiliarie è pari a quello che compiono nel nido di Formica cunicolaria, ma le larve stesse compiono la medesima operazione ricoperte da uno strato di detriti, che in questo caso sono essenzialmente sabbia e sassolini.
Le operaie affannate intorno alla covata 4-17 Polyergus 01.JPG
La massa di sabbia sono in realtà larve ricoperte che stanno filando il bozzolo.
4-17 Polyergus 05.JPG
E' persino possibile osservare che le larve di questa specie sembrano più allungate di quelle delle ausiliarie. Per ora non è dato sapere se è una differenza specifica o se invece si tratta di un problema di alimentazione o del fatto che sono della prima generazione in assoluto.
4-17 Polyergus 06.JPG
Luca dice che le sue prime Polyergus sono nate piccine, come sempre succede con la generazione iniziale, ma qui si tratta di larve già accudite da operaie ben nutrite...
E' anche possibile vedere la colorazione dei primi bozzoli; anche qui Luca, mi sembra ricordare, dicesse che erano insolitamente rossastri. Possiamo vedere che per quanto rosati, non sono particolarmente "rossi”. Ne deduco si tratti di un fattore ambientale e non genetico.
Rosati sì, ma niente di strano...
5-19 Polyergus B.JPG
La colonia è stata tenuta abbastanza vicina a una fonte di calore durante il giorno, per tutti gli ultimi 15-20 giorni. Questo può aver velocizzato la fase uovo-larva e sucessivamente larva-bozzolo. Vediamo quanto ci metterà nelle medesime condizioni a sfarfallare la prima operaia. Tremo già nell'attesa, soprattutto perché la mega-colonia di Formica cunicolaria non sta sfornando bozzoli di operaie, ma per ora solo di alati.
Sembra che siano già in cantiere però alcune centinaia di uova fresche...
19 aprile 2012 — Luca.B¶
Guarda tu stesso da questa foto:
Direi decisamente più scure...e mi sa che si, siano pigmenti depositati durante la formazione del bozzolo (può darsi che usando gesso colorato alcuni pigmenti siano passati alla seta del bozzolo).
Le larve, se non ricordo male, sono sempre un pò allungate...ma non ci ho mai fatto troppo caso paragonandole con altre.
21 aprile 2012 — GianniBert 🐜¶
Una panoramica del nido mostra il lavoro della cinquantina di operaie ausiliarie mentre accudiscono la covata a tutti gli stadi di crescita. Si intravede la regina tranquilla, e il movimento nervoso delle larve più grandi nella stanza più in basso..
Nella seconda stanza le operaie aiutano le larve a smembrare un grillo (sul fondo della camera).
Stimo almeno una ottantina fra larve e bozzoli già pronti, cosa che mi fa temere per quando si schiuderanno.
ce la faranno solo 50 operaie a nutrire tutte queste parassite?
La regina (la vediamo appesa al soffitto) non dovrebbe deporre più fino al momento in cui ci saranno nuovi bozzoli, ma quando riuscirò a fornirli, se la colonia ausiliaria sta sfornando solo alati?
VmiFl5XSZW0
21 aprile 2012 — feyd¶
gianni l'altro problema è che in natura non ho visto bozzoli per il momento quindi credo ti convenga tenerle un po al fresco per rallentare lo sviluppo fino a quando non vi sarà disponibilità di bozzoli.
in ogni caso bellissima colonietta
21 aprile 2012 — Dorylus¶
Anche io ho notato che le larve sono più allungate , spero solo che i tempi delle mie Formica cunicolaria sono un po più lenti e spero sempre che le larvette di F. cunicolaria si impupino dopo la nascita dei soldati dell'altro nido , questo mi sta facendo impazzire di preoccupazione
11 maggio 2012 — GianniBert 🐜¶
Come per Formica sanguinea, ho potuto prelevare dalla mostruosa colonia di Formica cunicolaria 26 bozzoli che ho messo in arena.
Qui sono state le operaie vaganti ausiliarie a trovarli e a portarli velocemente all'interno, reclutando compagne.
Non ci sono ancora nascite, ma adesso la colonia conta potenzialmente un centinaio di ausiliarie pronte a ricevere le soldatesse tanto attese! Solo allora potrò pianificare la preparazione di un nido-bersaglio per osservare il loro comportamento.
Anche oggi potrei prelevare ingenti quantità di bozzoli, ma penso che amplierò il nido originale, prima di trovarmi con una esplosione demografica difficile da controllare.
Infatti, mettere troppi bozzoli in una colonia che ha un numero limitato di amazzoni (nessuna, per ora) potrebbe squilibrare la colonia e provocare atti di cannibalismo, piuttosto che di adozione; non si sa mai!
Ho almeno 2 mesi di tempo per poter preparare la Grande Incursione direttamente sul nido di * F. cunicolaria! E quello va preparato per bene, evitando i rischi di un massacro o di un fallimento. Non farò partire nessuna spedizione se non saranno presenti almeno 100-150 Polyergus*. Il numero che stimo minimo per una operazione militare in spazi ristretti come quelli artificiali dei miei nidi.
Infatti entrambe le colonie necessitano di una arena abbastanza spaziosa nelle vicinanze del nido per poter far funzionare il meccanismo dell'incursione...
11 maggio 2012 — quercia¶
stavo pernsando che per la futura incursione sarebbe meglio fornire un'arena comune molto grande e limitare al minimo i collegamenti con tubi.
se non ricordo male pomant aveva avuto dei problemi proprio per i troppi collegamenti e per troppi ambienti diversi
20 maggio 2012 — GianniBert 🐜¶
17 Maggio:
Ho pensato che le prossime nascite dovevano avvenire in un ambiente favorevole, atto ad ospitare almeno 2-300 formiche, quindi ho deciso di abbandonare il piccolo nido di accrescimento e trasferire la colonia in un nido più grande, che dovrebbe reggere almeno per i prossimi mesi estivi.
Non so ancora come si comporteranno le amazzoni una volta nate e quanta mobilità possano richiedere le almeno 300 ausiliarie, che sono più laboriose e agitate.
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Il trasloco è partito nel giro di un quarto d'ora dal collegamento. Le operaie si sono scatenate portando anche le compagne recalcitranti col solito metodo.
L'assetto del nuovo nido potrà contenere almeno 4-500 individui.
5-19 Polyergus A.JPG
18 maggio, i primi bozzoli si sono finalmente aperti e... come è successo a Luca con la regina che ha deposto prima dell'autunno... i primi nati sono MASCHI!
Questa cosa va studiata fino in fondo.
Perché la regina Polyergus dovrebbe generare maschi come primi nati della sua discendenza? E' un tentativo di spargere subito il proprio patrimonio genetico, in qualche modo, anche rischiando di andare a vuoto, visto che gli accoppiamenti di questa specie sembrano avvenire nel pieno dell'estate?
5-19 Polyergus C.JPG
Cosa ne sarà di loro? Resteranno nel nido fino a luglio per volare a tempo debito (visto che questi almeno, sono nati in un periodo favorevole all'iter normale di una sciamatura, cioè a ridosso dell'estate)?
I maschi di Polyergus sono davvero insignificanti, magari carini, poco impegnativi da mantenere, date le dimensioni, ma sta di fatto che sono nati, e dobbiamo capire per quale meccanismo naturale, visto il comportamento comune in tutte le altre specie...
20 maggio 2012 — feyd¶
gianni complimenti come al solito
ora una domanda che mi nasce spontanea osservando questa specie in natura: quale è il trigger che scatena le razziatrici a partire tutti i giorni?
mi spiego, sappiamo che in estate i nidi maggiori fanno più di un raid ogni pomeriggio appena la temperatura inizia a calare e prelevano tutti i bozzoli della colonia bersaglio, ma come sappiamo le Formica in questo periodo hanno solo bozzoli di alati che sciameranno di qui a poco che quindi sono inutili alle Polyergus ed infatti queste ultime non fanno i raid in questo periodo nonostante vi siano stati giorni con temperature estive.
ora a me oltre la temperatura non viene in mente nessun altro fattore che potrebbe essere quello di apertura della caccia , ovviamente senza chiamare in causa il magnetismo terreste , l'unico altro fattore potrebbe essere dato dalle nuove nate che inizierebbero i raid ma queste non nascono prima di fine maggio\giugno lasciando cosi il tempo alle Formica di sciamare.
questa potrebbe essere anche la spiegazione della nascita degli alati in questo periodo, potrebbe essere un adattamento che evita che partano inutili raid in questo periodo ed anche l'unico periodo nel quale è inutile produrre razziatrici in quanto non vi sono bottini da fare e quindi la produzione degli alati ora è la cosa migliore, ed in quest'ottica i maschi verranno tenuti nel nido fino a sciamatura.
mi sono fumato i pochi neuroni che mi restano studiando gli ultimi esami che mi restano per la laurea o può essere una spiegazione valida?
20 maggio 2012 — GianniBert 🐜¶
Supposizioni molto legittime.
Però ti correggo su un fatto: non è che ci siano solo bozzoli di alati: nella colonia che ho adesso, per lo meno, benché gli alati siano stati i prima a svilupparsi, ci sono centinaia di bozzoli di operaie, e una gran quantità di larve in sviluppo.
Quindi la cosa potrebbe escludersi da sé.
Ma si sa, la mia potrebbe anche essere una situazione anomala data dalla cattività!
20 maggio 2012 — Luca.B¶
Il riconoscimento dei bozzoli di alati da quelli di operaie potrebbe anche essere fatto mediante tracce chimiche. Sappiamo che le operaie di un formicaio riescono a capire se dentro un bozzolo c'è un'operaia o un alato...tanto che nei bozzoli che ho dato gli anni precedenti, quelli di alti venivano uccisi mentre quelli delle operaie mantenuti.
Non è confermato che in questo periodo non ci siano furti di bozzoli. Personalmente non ho ancora avuto tempo di controllare...ma in giro le esploratrici Polyergus le ho viste.
Credo che riguardo alla produzione degli alati, visto che è una specie che parassita altri formicai, sia meno legata a fattori come l'età della colonia...almeno per i maschi!
Se trova abbastanza operaie da schiavizzare, perchè dovrebbe aspettare anni a produrre alati? Le regine forse ci vogliono anni a produrle...ma i maschi, come dicevi giustamente, sono un investimento leggero per la colonia.
Sarebbe interessante capire se la percentuale di femmine in colonie mature è maggiore. Questo meccanismo (colonie giovani producono maschi e colonie mature femmine) potrebbe essere una ottima strategia per evitare l'accoppiamento tra consanguinei.
20 maggio 2012 — feyd¶
luca io osservo puntualmente il formicaio di polyergus grande che ho in giardino e non ho ancora visto una sola razzia, un paio di operaie che girano sopra il nido si ma nessun ammassamento quindi escludo vi siano state razzie.
gianni proprio perche le operaie ci mettono più dei maschi a svilupparsi ha senso quando ho detto prima, ma staremo a vedere quest'anno ed i prossimi i vari comportamenti.
spero proprio di riuscire a prendere qualche regina di Formica autoctona del mio giardino e successivamente una regina di polyergus cosi da poter fare osservazioni su questa specie di persona.
20 maggio 2012 — ParroccheTTo¶
Ipotesi: E se fossero una riserva di cibo? In natura le riserve non sono abbondanti come in cattività, e produrre alati maschi non costa molte energie alla colonia nè alla regina (essendo le uova non fecondate); non ho pensato alle ausiliare perchè mangiare le operaie già presenti risulterebbe controproducente per la colonia stessa.
Secondo me l'ipotesi del "per perdere tempo" è poco valida. Non risulterebbero un gran peso per una colonia "appena fondata"? Si manifestano subito, non quando le operaie Polyergus sono già presenti (o quando la colonia è matura).
23 maggio 2012 — GianniBert 🐜¶
Rispondo con un'ipotesi tutta da confermare...
La regina potrebbe produrre i maschi SUBITO perché non è sicura che la nascita della colonia vada a buon fine. Mettiamo che non riesca, con poche operaie ausiliarie a disposizione, a produrre un contingente abbastanza forte per saccheggiare le colonie limitrofe, che magari sono popolose e agguerrite, oppure lontane.
La produzione e il sostentamento del primo esercito richiede una grande quantità di schiave, e allora:
noi stiamo osservando solo casistiche in cui la regina viene adottata da un piccolo gruppo di ausiliarie, in questa situazione lei SENTE che la popolazione che la assiste ha un limite e un termine, quindi cosa fa? Perso per perso, genera subito almeno un piccolo gruppo di maschi, che abbiano un minimo di opportunità di accoppiarsi, e possano trasmettere, anche se con dei limiti, il suo patrimonio genetico.
Poi si mette subito a generare il suo esercito. Se non ce la fa, ha almeno lasciato una opportunità ad alcuni suoi figli.
Ma sappiamo che Polyergus fonda anche per usurpazione, e in questo caso la situazione cambia, si trova con uno stuolo di operaie pronte a servirla; migliaia di operaie orfane che avranno 1-2 anni di vita davanti permettendole uno scarto maggiore e la sicurezza di poter assistere non 100-200, ma 500-1000 figlie guerriere.
Allora non ha bisogno di giocare la roulette della riproduzione immediata, può comodamente sedersi e generare solo soldati.
Ovviamente non abbiamo resoconti di cosa succeda nel secondo caso.
Nessuno di noi ha ancora mai sacrificato una colonia matura con 3000 Serviformica per vedere se in quel caso depone ugualmente maschi in prima battuta.
Anche perché questo tipo di fondazione prevede prima una incursione armata di un esercito Polyergus e SUBITO DOPO l'incursione solitaria di una regina che approfitta del panico creato...
Ricreare una simile situazione in laboratorio sembra quanto meno complesso.
Sarebbe invece utile sapere cosa succede in natura! Dovremo sentire Donato Grasso per conoscere i risultati dei suoi esperimenti in proposito...
Comunque...
Parallelamente alla deposizione di Formica sanguinea, in seguito alla schiusa dei primi bozzoli di ausiliarie, oggi, 23 maggio, ho scoperto che anche la regina Polyergus ha deposto una dozzina di uova fresche fresche!
Ho assistito anche alla schiusa di un ennesimo maschio , e spero proprio che non ne nascano altri! Sono ormai una quindicina, ma restano almeno 70-80 bozzoli originali, quindi a breve DEVONO nascere anche le tanto sospirate amazzoni!
Oggi ho messo a disposizione di entrambe le colonie schiaviste una nuova partita di bozzoli (30-40 per ogni colonia).
23 maggio 2012 — Luca.B¶
C'è anche un altro modo per valutare questa tua ipotesi.
Se infatti le regine, ogni anno, continuano a deporre come prima deposizione dell'anno maschi, allora è ragionevole supporre che questo sia un meccanismo naturale che si mantiene dalla prima deposizione fino alla fine della vita della regina. Inizialmente con la produzione dei soli maschi...poi, dopo alcuni anni, con l'aggiunta anche di regine.
Se il tuo discorso fosse giusto, la mia colonia, che quest'anno conta 1500/2000 operaie schiave e diverse decine di soldati, non dovrebbe seguire questo schema. Al momento, rispetto alla tua colonia, la mia è indietro, poichè l'ho tenuta a temperature più basse (quelle normali della stagione)...quindi ancora non so cosa darà alla luce il pacchetto di larve che sono ora predenti nel formicaio e che rappresenta la prima deposizione dell'anno.
Ma sono abbastanza certo che anche la mia colonia genererà maschi come prima nascita dell'anno...e, secondo me, questo è un meccanismo naturale che si ripeterà sempre per tutta la vita della colonia. La prima deposizione presenterà sempre alati (solo maschi nelle colonie giovani e miste o solo femmine nelle colonie mature) oltre a qualche soldato...successivamente nascono poi solo soldati.
Aspettiamo qualche settimana e vediamo...
23 maggio 2012 — dada¶
Però Luca, da quello che abbiamo visto, le grandi colonie di Polyergus hanno centinaia e centinaia di soldati, non decine e decine. Anche la quantità di schiave deve essere superiore a 2000 visto che fanno molti raid al giorno, e d'estate rubano centinaia di pupe tutti i giorni. Temo che l'osservazione di nascite di maschi in colonie ristrette non basti a provare che questo è un meccanismo che si ripete tutti gli anni anche nelle enormi colonie selvatiche.
23 maggio 2012 — Luca.B¶
Dimentichiamo che come ha detto Grasso la Polyergus rufescens * non ha un solo metodo di fondazione...e mi disse che anzi, preferisce più insinuarsi in piccoli formicai di Formica* sp. che non in grandi (almeno quando gli capita a tiro uno piccolo). Questo perchè ci sono più probabilità di riuscire ad usurpare una regina.
La conferma di ciò viene dalla regina che ha Dorylus...che ho trovato poco prima di entomodena insieme a solo una 20na di operaie schiave.
Quindi anche ciò che stiamo vedendo rappresenta una casistica che si verifica naturalmente...forse molto più spesso di quello che crediamo.
Un meccanismo naturale che porta le regine a deporre, fin dal loro primo anno, alati nella prima deposizione dell'anno (limitandosi ai maschi, che sono i meno dispendiosi, per i primi anni...e poi aggiungendo regine dopo aver raggiunto un "quorum" di schiave e soldati, quindi dopo diversi anni) potrebbe essere una strategia valida in qualunque situazione di fondazione. Sia che la regina si trovi a farsi adottare da una mini colonia, sia che si faccia adottare da una mega colonia.
E, in qualunque caso, tanto l'ipotesi di Gianni che la mia potrebbero coesistere tranquillamente. Deporre fin dal primo anno di vita alati (anche se solo maschi inizialmente) può essere una strategia valida per diffondere da subito la propria progenie. L'aumento del numero di regine, rispetto ai maschi, nei formicai maturi potrebbe poi contribuire ad un aumento di probabilità di incroci tra linee genetiche differenti...mentre riguardo ai tempi, direi che ha senso che inizino a deporre alati all'inizio, anche perchè tra un paio di mesi questi dovrannos ciamare e come mi ha spiegato Grasso spesso gli alati vengono prodotti anche mesi prima...soprattutto i maschi, che vanno cibati poco.
23 maggio 2012 — feyd¶
luca e quindi qui torna in auge anche la mia idea sul fatto che questo meccanismo sia anche dovuto ad adattamenti evolutivi per ritardare la partenza dei raid fino al momento nel quale anche le Formica sp. non avranno i bozzoli adatti ad essere presi.
04 giugno 2012 — GianniBert 🐜¶
Va bene, faccio ammenda.
In tutto questo tempo, vergognosamente, nemmeno ho pensato di mettere in dubbio la ginia della regina che generosamente Luca mi aveva passato. Il fatto stesso che fosse stata facilmente adottata da Serviformica, le sue dimensioni, mi facevano dare per scontato che fosse effettivamente una valorosa regina Polyergus rufescens!
Ebbene, dopo la nascita consecutiva di più maschi della prima generazione, alcuni sospetti cominciavano a frullarmi per la testa. Poteva comunque semplicemente essere una regina non fecondata.
Così ho mandato alcune foto a Donato Grasso, che mi ha confermato la comune presenza attorno ai nidi Polyergus di individui ergatogini, cioè una forma intermedia fra operaia e regina, che nemmeno potrebbe essere fecondata!
In questo caso non ci sarà mai la nascita di operaie di amazzone, e la colonia si estinguerà dopo aver generato il maggior numero possibile di maschi.
Era così facile fare confronti con una normale regina, come quella in allevamento nella colonia di Luca! Ora è così evidente che quasi mi vergogno. Una sensazione strana mi accompagnava quando osservavo questa pseudo-regina, eppure la convinzione di avere fra le mani una preziosa Amazzone mi foderava di salame gli occhi.
E' ovvio che ora seguirò gli sviluppi di questa colonia con ben altre aspettative.
Vedremo se la seconda generazione magari darà risultati diversi, ma la speranza di poter studiare il comportamento predatorio di Polyergus rufescens per quest'anno sfuma.
Peccato!
Passo la palla a chi potrà farlo, e vi terrò aggiornati sull'andamento di questa colonia anomala, seppur interessante, invitando chi mai dovesse trovare una di queste solitarie pseudoregine, di controllare bene la cassa toracica e verificare che sia veramente quello che si sperava.
Ricordiamo che questo individuo è stato ben capace di assoggettare delle Serviformica e fondare perfettamente il proprio regno, e non è detto che in natura la sua funzione non sia fondamentale all'accoppiamento e riproduzione di Polyergus.
04 giugno 2012 — Dorylus¶
mi dispiace moltissimo per te !!! spero che in qualche modo potrai rimediare ricominciando con una vera regina
Confesso che sono sollevato nel vedere che nel mio nido ci sono un paio di operaie amazzoni nate dalla reginetta della stessa provenienza della tua
04 giugno 2012 — ParroccheTTo¶
Beh, io direi che è ancora meglio! Quante altre probabilità capiteranno di seguire un individuo così particolare?
04 giugno 2012 — GianniBert 🐜¶
E' l'unico motivo per cui non già eliminato tutta la colonia!
In effetti sono curioso di vedere cosa uscirà dalla seconda generazione.
Ma se escono ancora maschi, è come avere una colonia comunque destinata a morte.
Allo scomparire dell'ultima ausiliaria, questo ermatogino non sopravviverà, e dubito possa tornare a parassitare un'altra colonia. Peggio: quando il numero di maschi supererà quello delle ausiliarie, o loro li stermineranno, oppure dovranno volare via.
E' un tunnel senza uscita.
08 giugno 2012 — GianniBert 🐜¶
Continuano a nascere maschi.
Ormai saranno una ottantina, e le operaie stanno tribolando a tenerli a bada.
Il comportamento è il seguente: vengono trascinati qua e là, spesso devono riportarli attraverso i collegamenti nel nido, perché loro tentano continuamente di uscire e involarsi.
Oggi finalmente ho sentito Fabrizio che si è detto interessato ad avere come campione alcuni di questi, e anche la pseudoregina, credo che faranno questa fine: sotto alcool per il museo.
In effetti l'esperimento non ha sbocco, perché senza fecondazione non ci saranno sbocchi per questa colonietta.
09 giugno 2012 — PomAnt¶
Luca, bagarino truffaldino , vergogna!
Scherzi a parte mi spiace molto, sicuramente è una bella dose di delusione, ma chi poteva saperlo? Dall'altro verso puoi studiare qualcosa di inaudito per noi del forum!
Queste formiche non finiscono mai di stupirmi per la complessità di sfumature che possono avere i loro pur semplici comportamenti!
09 giugno 2012 — Luca.B¶
PomAnt ha scritto:
Luca, bagarino truffaldino , vergogna!
Scherzi a parte mi spiace molto, sicuramente è una bella dose di delusione, ma chi poteva saperlo? Dall'altro verso puoi studiare qualcosa di inaudito per noi del forum!
Queste formiche non finiscono mai di stupirmi per la complessità di sfumature che possono avere i loro pur semplici comportamenti!
Si...si...e pensare che sono passate attraverso 3 mani di una certa entità (mie, di dada e di Gianni)...e tutti e 3, fuorviati dalla mole e dal comportamento di queste pseudo regine, non ci siamo accorti neanche che gli mancavano le cicatrici alari.
Anche i migliori si sbagliano...
Sarà interessante vedere quante regine reali poi si trovano realmente. Los corso anno ne ho trovate molte...ma alla luce di questa cosa, inizio a sospettare che potessero essere più che altro pseudo regine.
25 giugno 2012 — Luca.B¶
Oggi mentre smistavo i bozzoli per la colonia di Polyergus rufescens, ho trovato all'interno di uno dei barattoli uno di questi individui ergatogini.
Il formicaio non presentava tuttavia operaie Polyergus rufescens...quindi non era parassitato. Inoltre presentava regine alate di Formica cunicularia.
Mi è venuto quindi un dubbio...che ruolo occupano questi individui?
Se seguissero lo steso "modus operandi" delle regine Polyergus rufescens...ma senza uccidere la regina?!?
Si insinuano nel formicaio bersaglio...si fanno adottare e restano in qualche cella a produrre maschi Polyergus rufescens che si mischieranno al resto della prole e saranno accuditi e cresciuti dalla colonia.
In questo modo la colonia originale di *Polyergus rufescens * non ha bisogno neanche di produrre maschi (e forse è il motivo per cui non li ho mai trovati...solo femmine poichè ci pensano le sue pseudoregine a produrli da altri formicai.
Gianni, grasso ti ha accennato all' eventuale ruolo di questi individui ergatogini?!?
26 giugno 2012 — GianniBert 🐜¶
No, non ne abbiamo parlato, ma la tua teoria è valida, mi sembra perfettamente possibile questo comportamento.
Vedrò di approfondire...
20 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Ieri,19 febbraio, ho assistito alla prima deposizione dell'anno della nuova regina Polyergus.
Volevo tenere un racconto separato e iniziare un nuovo diario, ma non mi sembra giusto bandire le esperienze pur negative raccolte personalmente con questa specie così interessante.
Riprendo quindi da ora la cronaca, così potremo nello stesso topic riassumere e confrontare tempi, progressi e fallimenti dello stesso allevatore, che si sa, non sono l'unica opzione per studiare il comportamento di una specie in cattività.
Per la cronaca, diremo che la colonia è stata riportata in temperatura circa 15 giorni fa, mantenuta ad un freddo relativo per alcuni giorni (12-15°) e poi messa per altri 5-6 a15-20°.
Nel frattempo ho attuato il trasloco forzato della famiglia.
E' bastato, su esperienza precedente di Luca, capovolgere delicatamente il vecchio nido (in gesso di tipo 2) in arena, e far mancare alle formiche la protezione del vetro.
In tre giorni circa, le formiche si sono trasferite nel gasbeton collegato.
Le formiche si sono alimentate con miele diluito, e forse hanno mangiato un frammento di camola, ma non è dato verificare: il gastro di molte ausiliarie era ancora ben pieno dal letargo invernale, prova che la famiglia poteva superare ancora un lungo periodo di ibernazione.
Sono presenti 10-12 Polyergus rufescens, prime figlie, di dimensioni ridotte e dotate di una certa collaborazione ai lavori del nido, una prova evidente è la seguente, anche se non sappiamo fino a che punto questa possa essersi dimostrata utile.
Polyergus 2-10 zoom.JPG
Le ausiliarie sono circa una cinquantina. Mantengo la colonia molto tranquilla, ma dopo il trasferimento, ho eliminato l'oscuramento del nido, e le formiche non sembrano averne risentito.
Ieri, il primo minuscolo pacchetto di uova.
Oggi, con massima cura per evitare urti, mi sono azzardato a fare delle riprese della regina e della camera di deposizione.
Polyergus 2-17 01.JPG Polyergus 2-17 05.JPG
Il nido, pur di accrescimento, può ospitare comodamente alcune centinaia di formiche di questa taglia. Ho scelto di anticipare il risveglio perché vorrei poter contare su un numero cospicuo di guerriere per l'estate prossima.
Quante ne servono per predare un nido adulto di F. cunicularia? Soprattutto dotato di un unico ingresso ben difeso?
Basteranno le mitiche armi chimiche di queste formiche a far breccia nelle difese nemiche? E si attiveranno veramente in una scorreria organizzata a tutti gli effetti?
La scorsa primavera F. cunicularia ha per prima cosa generato uno stuolo di sessuati; c'è da credere che il fenomeno si verificherà nuovamente, quindi sarà necessario aspettare almeno fine maggio per poter contare su una covata di bozzoli utili agli esperimenti. In ogni caso, non credo sia troppo presto per creare un piccolo esercito: ricordiamo che gli sviluppi in cattività possono determinare variazioni di comportamento e diversi ritmi di crescita nelle colonie.
Polyergus 2-17 02.JPG
20 febbraio 2013 — Bremen¶
Le foto sono bellissime, e interessante il comportamento delle schiaviste che lavoricchiano ehehe, forse in fondazione e con numeri bassi pure loro si danno da fare, in fondo è un momento delicato,ancora sono poche e sicuramente non sicure. Aspettiamo di vedere quando i ritmi di deposizione saranno più serrati!
21 febbraio 2013 — GianniBert 🐜¶
Scusate, prima ho citato la presenza di un uovo in bocca alla regina... la foto è questa:
Polyergus 2-17 regina e uovo.JPG
13 marzo 2013 — GianniBert 🐜¶
Dopo una decina di giorni a temperature sensibilmente più alte, c'è stata un'altra deposizione, a distanza di qualche giorno. Circa 20-30 uova almeno.
Le ausiliarie sono diventate più attive, ma andrà meglio quando si avranno le prime larve.
Polyergus 3-13a.JPG Polyergus 3-13c.JPG Polyergus 3-13b.JPG
Il 20 marzo circa, le uova si sono schiuse e sono apparse le prime larve. Come c'era da aspettarsi le operaie si sono fatte ancora più attive.
10 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
10 Aprile.
A un mese di distanza circa, si stanno filando i primi bozzoli.
Come al solito, le larve vengono aiutate con il trasporto e l'accumulo di detriti vari attorno al loro corpo, per facilitare la manovra.
15 aprile 2013 — GianniBert 🐜¶
In questi giorni la regina ha deposto ancora, e nel contempo almeno una decina di bozzoli si sono accumulati nelle stanze superiori del nido. Buon segno!
A Entomodena ho parlato col Prof. Grasso, che mi ha consigliato di soprassedere agli esperimenti di predazione: secondo lui le piccole colonie predano solo nidi in proporzione.
La colonia che ho io per ora, con 100 soldati entro 1-2 mesi, rischierebbe molte perdite affrontando una colonia di 5-7000 serviformica...
Come sia dato alle formiche capire quanto grande sia il nido bersaglio non l'ho chiesto, ma credo che per la prima fase seguirò i suoi consigli, cercando tutt'al più di mettere bozzoli e formiche prelevati assieme in un nido provvisorio più piccolo, dove farle ambientare 1-2 giorni, e condurre comunque in piccolo un esperimento per vedere le reazioni delle amazzoni.
26 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
E' passato parecchio tempo dal mio ultimo aggiornamento, e se è successo è perché non avevo grandi cose da raccontare.
La colonia ha continuato a crescere; alcune Polyergus sono morte, e forse sono delle amazzoni nate l'anno scorso, di fatto sono state portate fuori.
E' difficile contarle, perché anche se stanno spesso immobili, sono appese ai soffitti, ammucchiate e in posizioni scomode alla vista, ma non possono essere più di un centinaio.
Circa 20 giorni fa ho fornito a più riprese un buon numero di bozzoli dalla colonia di F. cunicularia, e alla schiusa molte cose sembrano essere cambiate in fase di alimentazione e comportamento, come avrete potuto leggere nel mio articolo sull'alimentazione variabile delle Serviformica.
Da almeno un mese, alcune amazzoni escono in arena e sembrano cercare qualcosa, ma ogni tentativo di collegare la loro arena a quella di Serviformica non ha dato esiti: forse il tubo di collegamento era troppo lungo? 5 metri? Mi sembra impossibile.
Forse semplicemente la colonia è ancora troppo piccola perché si abbia un qualche comportamento predatorio, o forse avvertono la presenza di un nido troppo grande per essere predato con qualche successo.
Allora ho prelevato una sezione di tubo contenente bozzoli (circa 120) e operaie, e l'ho messo nella loro arena. Anche qui il riscontro è stato deludente: si sono avuti comportamenti aggressivi, e le Polyergus che entravano in contatto con la preda manifestavano movimenti frenetici, molto veloci, ma più che entrare in contatto col nemico, e magari ucciderlo, non ho visto fare.
Quasi tutti i bozzoli sono stati poi presi dalle ausiliarie precedenti, che sembravano interessate al bottino più delle vere predatrici.
Solo qualche modesto trasporto da parte di Polyergus isolate, ma nessun reclutamento o reazione da parte di un gruppo organizzato.
Forse per osservare un reale atto predatorio servono altre condizioni, e forse la colonia manifesta i limiti di reazione di tutte le colonie piccole, con un coraggio e una organizzazione ancora da venire.
polyergus 6-2b.jpg
Da un po' di tempo sembra calata anche la deposizione di uova. Forse il caldo eccessivo di casa pone un limite anche a queste formiche di pianura?
26 luglio 2013 — GianniBert 🐜¶
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Ci sono tre diverse fasi in questo filmato, che sarà bene illustrare:
Le prime ad accorgersi della sezione di tubo contenente circa 200 bozzoli e una trentina di F. cunicularia, sono le altre ausiliarie.
Sono loro le prime a entrare in contatto col nemico e ad ingaggiare degli scontri.
Le formiche che difendono il tubo cercano di salvare i bozzoli anche portandoli all'esterno.
Appena Polyergus si accorge del bottino, alterna comportamenti frenetici come si vede nella “danza sul tubo” di una delle guerriere, che si ripete in diversi punti dell'arena.
Non si capisce se questa danza fa parte di un rituale o è solo una frenesia dovuta al contatto con eventuali nemici. Questa danza si verifica anche in occasione dello scontro con diverse ausiliarie del tubo rapito, ma non sembra sortire qualche effetto sulle altre Polyergus, né sul nemico, che però anche cercando di attaccare le amazzoni sembra non riuscire nell'intento, queste sono troppo veloci e vibranti e mancano la presa.
In seguito anche alcune Polyergus sono attive nella cattura dei bozzoli, ed entrano apertamente nel tubo, ma la cosa non sembra in alcun modo organizzata o frutto di una cooperazione o reclutamento avanzato.
Si scorge una Polyergus che, preso il bottino, trova non troppo velocemente la strada di casa.
Quando i bozzoli cominciano ad entrare nel nido, molte Polyergus iniziano a manifestare interesse per il movimento all'esterno, ma non escono in massa, né sembrano in altro modo coinvolte nella manovra.
In totale solo una dozzina di amazzoni partecipa all'azione.
24 giugno 2014 — GianniBert 🐜¶
In questi giorni stanno sfarfallando in massa le nuove operaie Polyergus.
Se tutto va bene in una o due settimane dovrei avere circa 2-300 nuove guerriere in giro per l'arena.
Per ora ogni tentativo di collegare l'arena delle amazzoni a quella di un nido bersaglio non ha dato esiti positivi: le uniche formiche che si azzardano a esplorare il collegamento sono le ausiliarie, che vengono subito intercettate dalle esploratrici nemiche, quando si azzardano a entrare nella loro arena.
Eppure l'arena delle amazzoni è costantemente pattugliata da una ventina di soldati che si arrampicano dappertutto...
Come mai non scatta nessun istinto predatorio in queste formiche?
C'è sempre una sentinella a presidiare il collegamento con il nemico.
24 giugno 2014 — Sara75¶
Non so se è fattibile, ma...e se provassi a portare il nido artificiale in prossimità di un formicaio naturale di Serviformica?
Si potrebbe lasciare le amazzoni libere di entrare e uscire dall'arena e documentare un eventuale attacco? Non ho idea del tempo necessario a tutta la razzia, compreso il pattugliamento delle scout, però sarebbe possibile?
24 giugno 2014 — winny88¶
L'idea non mi piace troppo. E' più probabile che in quell'arco di tempo la colonia si trasferisca da qualche parte anziché organizzi un raid...
25 giugno 2014 — GianniBert 🐜¶
No che non è fattibile, non per me almeno.
Sono anche d'accordo con Winny.
Così come non "esplorano” il tubo, non so se esplorerebbero la campagna circostante; il problema non sembra quello di avere a disposizione un nido di serviformica.
Io sto in città, dovrei portare la colonia in periferia, aprirla e aspettare ore o giorni che le formiche facciano qualcosa (ipoteticamente), senza neanche conoscere la reale consistenza dei nidi che ci sono in zona.
Sulle basi delle mie esperienze, ogni nido è potenzialmente enorme rispetto a quello che si vede da fuori! E' solo in caso di emergenza che tutte le operaie si attivano ed escono...
Io credo che la mia colonia sia in effetti ancora molto piccola e le amazzoni non siano abbastanza stimolate a cercare ausiliarie. Con Luca ipotizzavamo diversi scenari, tra cui quello che una regina neoimpiantata sfrutti le migliaia di operaie ausiliarie presenti per far crescere 1-2 estati un esercito prima di compiere una spedizione. Sappiamo che le operaie vivono 2-3 anni quindi ha tutto il tempo di deporre centinaia di uova accudite da una popolazione già numerosa di ausiliarie.
Ma per i nidi parassitati da piccoli? Forse non hanno un vero futuro, oppure sono capaci di scegliere e attaccare solo nidi ausiliari altrettanto piccoli...
Sono tutte congetture.
Vedremo cosa succederà prossimamente con l'aumento della popolazione.
25 giugno 2014 — Sara75¶
Si, avete ragione. Il tempo e la logistica della cosa la rendono impossibile realizzare.
Mi chiedevo anche io come sopravviva una neocolonia con poche ausiliarie, vista l'assoluta necessità di aiuto da parte delle amazzoni. Forse è come dice GianniBert, solo regine che si insinuano in formicai enormi, se gli riesce il colpo, sono destinate a prosperare, mentre quelle che parassitano nidi più contenuti, sono destinate ad adattarsi e ad avere meno successo.
Ci vorrebbero più osservazioni sia sul campo che in cattività. Vedremo in futuri gli sviluppi di questa colonia.
25 giugno 2014 — Dorylus¶
Ma io posso dire per quello che ho visto che anche colonie piccole attaccano in natura dei formicai.
Vicino a casa mia c'è un nido di *Polyergus * sicuramente molto piccolo diciamo un centinaio di ausiliarie e una trentina di amazzoni , queste ultime fanno periodicamente dei raid nei nidi vicini prendendo le pupe sotto ai sassi messe a scaldare senza probabilmente spingersi nei cuniuli , non credo sia un nido enorme altrimenti manderebbero molte più operaie all'attacco invece di 15-20 striminzite e piccole operaie .
Probabilmente in natura scatta qualche meccanismo ormonale che non avviene in cattività , o forse è come dici Gianni hanno troppe ausiliarie e tanto cibo che non sentono la necessità di andare a razziare .
In ogni caso quest'anno voglio riprovarci anche io con questa specie data la mia disponibilità di pupe di Formica cinerea e *fusca *
25 giugno 2014 — GianniBert 🐜¶
Donato Grasso (che le ha studiate) mi diceva che in realtà bastano anche poche amazzoni a compiere la rapina, e anche tu, Dorylus, lo confermi!
Loro usano i loro feromoni di propaganda, quindi hanno un effetto circoscritto sicuramente rispetto a un grosso esercito, ma sufficiente a razziare quel che serve loro.
La possibilità che "stiano troppo bene” e non sentano bisogno di razziare, sembra andare per la maggiore...
Ma in cattività non dobbiamo escludere le difficili condizioni ambientali.
25 giugno 2014 — Dorylus¶
Quando avevo la mia piccola colonia ricordo che le schiaviste erano in grado di bere autonomamente acqua e zucchero di canna , non so se lo fanno anche le tue ma forse anche la presenza di cibi facili da assumere anche per loro inibisce il bisogno di ausiliarie .
25 giugno 2014 — Sara75¶
Queste sono osservazioni molto interessanti. Quindi anche colonie piccole riescono a sopravvivere razziando nidi periferici facili da raggiungere. Un buon compromesso adattativo! Sono formiche estremamente affascinanti queste, hanno una plasticità comportamentale notevole. Forse in cattività l'abbondanza di risorse e di bozzoli forniti artificialmente impedisce davvero il manifestarsi di comportamenti predatori.
25 giugno 2014 — PomAnt¶
le ho sempre viste attaccare in giornate di sole molto calde. Magari anche questo può influire sulle razie come influisce sulle scaimature
09 luglio 2014 — angelo.cardillo¶
Penso che la temperatura sia una cosa fondamentale, nelle scorribande che ho potuto vedere era una costante la temperatura alta e il poco vento..
Purtroppo ho dovuto interrompere le mie osservazioni su questa specie in cattività, causa morte regina. Ho avuto seri problemi con le neosfarfallate/pupe nello stadio finale, che venivano fatte a pezzi dalle formiche "balie". Che specie sono state usate per questa colonia? C'è qualcuno che potrebbe procurarmi una nuova regina fecondata?
15 luglio 2014 — GianniBert 🐜¶
Posso finalmente aggiornare il diario con un successo dal punto di vista delle operazioni militari della colonia, anche se ci sono ancora molti punti oscuri e ora vedrete quali!
Come ormai saprete, esperimenti di scorrerie in laboratorio sono stati già eseguiti. In generale però si è sempre trattato di colonie adulte catturate in natura, poste all'interno di stanzoni per simulare ambiente e distanza che rendessero i raid studiabili dal punto di vista del reclutamento.
Quindi adunata, marcia verso il nido bersaglio in colonna e rientro alla base. Non ho notizie di registrazioni di quanto avvenuto "dentro” il nido. Anche due settimane fa ho tenuto le due colonie collegate per 4-5 giorni, ma l'esito non è stato quello che speravo.
Un certo numero di Polyergus hanno effettivamente compiuto una scorreria all'interno del nido di Formica cunicularia, ma la cosa si è risolta in una specie di battaglia, in cui i comportamenti non erano nemmeno lontanamente confrontabili con quello che si vede in natura. E' certo che l'ambiente e gli spazi stessi dei nidi artificiali non si adattano allo studio del comportamento di questa specie.
Dopo che alcune esploratrici Polyergus sono state intercettate dalle sentinelle delle formiche nere, c'è stata una parvenza di richiamo e 30-40 amazzoni hanno invaso parecchie gallerie di superficie del nido, senza rubare nessun bozzolo, e perdendo tempo scorrazzando qua e là. Il risultato è stato un massacro da ambo i lati: se le amazzoni hanno ucciso circa 200 operaie di serviformica, hanno anche lasciato sul campo quasi tutte le loro esploratrici.
La scorreria è stata compiuta da formiche isolate, il reclutamento non è stato efficace, nell'arena di Polyergus restavano quasi inattive 2-300 soldati che non sono mai entrati in arena del nemico.
Perché non c'è stato reclutamento e un'azione collettiva?
Perché nessuna delle amazzoni ha nemmeno tentato di rubare un bozzolo?
Le temperature non erano ideali?
Non scattava lo stimolo, non c'è stata cooperazione, non andava bene il tipo di collegamento?
Eppure ho potuto osservare a più riprese, e senza ombra di dubbio, la "danza” in cui Polyergus sembra strofinare il gastro e pettinare il corpo come per spargere l'odore della ghiandola di Doufur, segno inequivocabile che ogni operaia sapeva bene a cosa andava incontro...
Dal punto di vista delle temperature, ho anche tentato di alzare quella dell'arena con un tappetino riscaldante! Niente.
Ho fatto almeno 3 tentativi di collegamento, sempre quando potevo tenere d'occhio le colonie, senza successo, fino ad oggi, 15 luglio.
Ho collegato i nidi con un tubo più corto del solito, ma non credo sia quello ad aver influenzato il risultato. Grasso mi diceva che per vedere "generare” la colonna classica d'attacco, Polyergus ha bisogno di almeno 5 metri di distanza dal nido bersaglio, altrimenti la scorreria avviene lo stesso, ma in maniera meno organizzata.
Quindi ricadiamo sotto questa eventualità; ma veniamo ai fatti!
La prima cosa insolita che ho notato verso le 16, era che il tubo d'ingresso del nido di serviformica era completamente occultato!
Perché?
In 4 anni circa che la allevo, Formica cunicularia non ha mai compiuto questa operazione, il tubo d'ingresso al nido è stato barricato alcune volte, ma mai "occultato”. Io sapevo bene dov'era, ma era assolutamente invisibile.
Tutto attorno, diverse aperture tappezzavano la montagnola che caratterizza l'entrata del nido, ma non sembrava possibile che queste tane potessero essere in qualche modo collegate all'entrata principale, che è sporgente dal terreno circa 1,5 cm, anche se di fatto, alcune serviformica entravano e uscivano da queste aperture.
Verso le 17,30, noto alcune Polyergus scorrazzare nell'arena nemica; fatto ancor più sorprendente, una comincia a scavare forsennatamente nella montagnetta di sabbia. Il nido vero però è un paio di cm più a sinistra.
Perché serviformica ha messo in atto questa sorta di mascheramento? Ma soprattutto, perché non l'ha mai fatto prima?
Sembra che tutta la colonia sia rifugiata nelle gallerie.
Prima di oggi, c'erano sempre esploratrici e cacciatrici all'esterno durante il giorno, e spesso anche di notte.
5 o 6 Polyergus si intrufolano di tanto in tanto nelle gallerie fasulle, ma non assisto alle scaramucce a cui mi sono già abituato. A un certo punto, 2 amazzoni scavano velocemente nel punto giusto e la prima si precipita nel buio del nido. Cosa può fare però una sola formica? La aspetta la stessa sorte di quelle della settimana scorsa: sola contro 3-4000 serviformica non avrà scampo!
Ma intanto altre Polyergus entrano dietro di lei; è un gruppo sparuto, entra alla spicciolata. Mi aspetto che vengano inchiodate nelle prime stanze, invece, appena cambio visuale e illumino l'interno del nido, assisto a uno spettacolo diverso dai precedenti! Sembra che TUTTE le serviformica siano precipitate sul fondo del nido, mentre ci sono ancora dei drappelli che vagano nelle stanze alte, ma con pochi bozzoli qua e là.
Polyergus, per quanto in forze ridotte, scorrazza per le gallerie, e ogni tanto si scontra con serviformica solitarie in singoli duelli, che la vede sempre frenetica, come se all'improvviso le due formiche si trasformassero in una trottola di zampe e antenne... Dopo la trottola le formiche si separano, spesso senza esito, ma l'amazzone sembra sempre illesa, o tutt'al più viene afferrata per una zampa o un'antenna, ma senza apparente pericolo per lei.
L'incursione è iniziata.
Dopo parecchio girovagare, finalmente una Polyergus emerge con un bozzolo, ma sembra non avere ben chiaro dove deve fuggire per tornare al nido. Forse l'arena è così ricca di tracce da confonderla: in effetti prima di penetrare nel nido le esploratrici hanno girato parecchio indisturbate.
E' solo dopo parecchi minuti che la prima predona riesce a ritrovare il tubo di collegamento e a rientrare al nido.
Da questo momento le operazioni sembrano più mirate.
Diverse Polyergus finalmente trovano il bersaglio, e sempre nuove guerriere partono alla spicciolata. L'esercito non si muove in massa: sembra che manchi un richiamo generale, ma questo non limita l'esito delle operazioni. Nel nido ora ci sono 30-50 amazzoni, che si spingono anche in profondità. Anche F. cunicularia sembra non reagire di concerto: la colonia rimane ammassato con gran parte della covata nelle gallerie più basse, come si osserva quando la colonia va in letargo. Però Polyergus ha facile accesso alle periferie di queste stanze, perché le gallerie superiori sembrano quasi sgombre di difensori, e quelli che restano vengono facilmente superati o uccisi.
Questo permette a tutte le guerriere che stanno arrivando di risolvere con calma il loro lavoro: non è una incursione veloce, efficiente e con poche vittime: serviformica ha il tempo di reagire, ma semplicemente non ce la fa. Questa volta non sembrano esserci molte perdite nelle file delle amazzoni, mentre serviformica viene travolta nel semplice corpo a corpo.
Che la sua inefficienza alla difesa sia dovuta anche ai feromoni inbitori delle amazzoni, io questo non posso valutarlo. Certamente la difesa è molto disorganizzata. Perché serviformica non reagisce come ha fatto in precedenza? Anche se il risultato è stato comunque la perdita di alcune centinaia di individui, almeno il bottino non è stato conquistato e la covata si è salvata.
Cosa è cambiato in questa incursione?
Verso le 24, mentre vi scrivo, la scorreria non è ancora ufficialmente terminata.
Finalmente però la strada verso casa sembra ormai una certezza per le amazzoni: posso vederle a drappelli che rientrano col loro tesoro nel tubo di collegamento, e infilarsi nel nido. Credo che toglierò il collegamento durante la notte per evitare che la razzia non si trasformi in qualcosa di non controllabile, come è il rischio che succeda alle colonie al chiuso. Certo è che stavolta le predone hanno riportato il loro bottino, quindi è possibile ricreare queste scorrerie anche in cattività e in ambienti non del tutto favorevoli.
Io credo però che fermerò qui il mio esperimento di osservazione. Non mi interessa mantenere una colonia alle spalle di un'altra, né passare le mie estati foraggiando di bozzoli rubati una colonia di parassiti, volevo vedere se era possibile riprendere e osservare il comportamento di questi predoni, vedere come ho già scritto, “cosa succede sotto” e fare le mie valutazioni.
E' chiaro ad esempio come l'invasione di centinaia di soldati Polyergus possa risolversi facilmente in una razzia senza grandi perdite, perché se poche amazzoni alla volta sono riuscite a tenere soggiogate e terrorizzate alcune migliaia di serviformica sul fondo del nido, 1000 e più di loro sono una forza devastante anche solo dal punto di vista chimico, e non c'è esercito di serviformica che al chiuso delle gallerie sotterranee possa opporvisi.
Non è chiaro perché questa volta il comportamento delle cunicularia sia stato così sottomesso, mentre le altre volte non lo è stato.
Perché ha mascherato l'entrata del nido, come se sapesse quello che stava per succedere, e volesse offrire solo una resistenza passiva.
Restano ancora parecchie domande a cui trovare risposta, ma questo per me è già un buon inizio.
Che ne pensate?
16 luglio 2014 — Dorylus¶
Molto interessante !!! Sempre un piacere leggere queste descrizioni
Posso dire quello che ho potuto osservare in natura nell'ultimo mese dato che prima per me era una rarità vederle in natura .
Il primo nido che mi è stato mostrato ha praticamente fatto 3 spedizioni in un paio d'ore , il nido è veramente imponente diciamo occupa una superficie di 40x 80 cm in un prato con erba alta quindi anche di difficile osservazione , la prima spedizione non ho potuto vederla tutta perchè stavano già tornando ma la seconda spedizione è stata ancora più interessante : Dopo la solita adunata sul nido le amazzoni si sono suddivise in due grossi gruppo , il primo diretto ad Ovest e il secondo a Sud .
Il primo gruppo ha percorso una distanza di 50 mt circa per entrare poi in un piccolo nido di Formica cunicularia e fare la solita razzia , cosa bella e utile da osservare era che in testa al gruppo tra le prime operaie militava una regina dealata!!! diretta anche lei al nido bersaglio , una scena fantastica!
La seconda spedizione partita in contemporanea alla prima ha percorso solamente un metro scarso entrando in un nido di Formica sp. minuscolo con operaie davvero piccole quindi un nido giovane prendendo poche pupe e anche qualche operaia depigmentata , bene questa spedizione pur essendo più piccola della prima era ugualmente ben organizzata con una bella fila spedita senza esitazione.
Ho potuto osservare una nuova spedizione da un'altro nido sempre bello grande presumo dalle dimensioni maggiori delle amazzoni , questa spedizione è stata diversa dalle altre osservate , le formiche sono partite a casaccio a gruppetti di due o tre e distanti da loro anche più di un metro , dirette a circa 30 m dal nido madre , una vera e propria spedizione conclusa con successo ma senza formare vere e proprie file compatte , anche in questa spedizione vi era una regina dealata (che ora sta a casa mia ).
16 luglio 2014 — Robybar¶
Interessante! È ipotizzabile che le regine andate "in guerra" non siano fecondate e invece di sciamare siano state incaricate come soldati?
Per caso avevano monconi alari?
16 luglio 2014 — Dorylus¶
No nessun moncone alare , all'apparenza sono regine perfettamente dealate , l'ipotesi è che sfruttano la confusione creata dall'incursione delle amazzoni per entrare nel nido di Serviformica e appropiarsene .
16 luglio 2014 — Robybar¶
Non so... Ciò implicherebbe la loro avvenuta sciamatura, fecondazione, dealamento e reintegrazione nel formicaio madre. È possibile in questa specie?
16 luglio 2014 — Sara75¶
Ho letto che le regine di Polyergus rufescens sono solite, in alcuni casi, tornare nei pressi del formicaio madre dopo essersi accoppiate. Il motivo è che se riescono a non farsi uccidere dai soldati, possono aggregarsi alle spedizioni di razzia, sfruttando l'eccitazione generale e la frenesia delle operaie.
In questo modo hanno la possibilità di penetrare facilmente in un formicaio di Serviformica sotto attacco e tentare il colpo uccidendo la regina e impossessandosi della colonia.
16 luglio 2014 — Robybar¶
Uhm non mi sembra un comportamento produttivo... cioè, lo scopo della ssciamatura è quasi sempre quello di fondare nuove colonie il più lontano possibile da quella originale, che senso ha sciamare e poi tornare indietro e riprodursi a pochi metri dalla colonia madre? Si contenderebbero solo le risorse. A meno ché le colonie figlie siano in grado poi di unirsi alla colonia madre o ad altre colonie vicine formando una sorta di supercolonia... Ciò spiegherebbe le colonie immensamente grandi di Polyergus che alcuni osservano.
Ovviamente io non mi chiamo madre natura quindi sono solo mie congetture.
16 luglio 2014 — Sara75¶
In realtà è un comportamento evolutivamente vantaggioso, le razzie spesso sono dirette anche a formicai piuttosto distanti dal nido madre. Inoltre le neoregine, in questi casi, avrebbero un'occasione molto favorevole per poter uccidere una regina e sostituirsi a lei con pochi rischi, cosa più difficile da realizzare quando sono sole.
21 luglio 2014 — GianniBert 🐜¶
Finalmente ho potuto caricare alcuni dei filmati più significativi dell'operazione Raid-Polyergus.
Spero riescano a rendere sia la drammaticità degli avvenimenti, sia lo svolgersi degli eventi così come li ho potuti osservare.
Le prime immagini si riferiscono alle incursioni infruttuose della settimana precedente.
Polyergus non porta a fondo l'attacco.
Scaramucce nelle gallerie, l'esercito si raduna ma non si muove, le singole guerriere fanno strage nelle stanze, ma alla fine vengono sconfitte e uccise.
Polyergus razzia luglio 06.jpg Polyergus razzia luglio 03.jpg
Polyergus razzia luglio 09.jpg
D-Day, il Giorno del Giudizio.
Ultimo collegamento.
Come prima di ogni spedizione, si vede molto bene il tipico comportamento delle singole guerriere, che contraggono il corpo ed eseguono quella che da altri è stata definita come "danza” di guerra: sembra che le formiche usino le zampe posteriori per cospargersi dei feromoni necessari a proteggerle meglio in combattimento.
Vedete quelle singole operaie che si fermano e sembrano strofinarsi l'addome?
Questa manovra è eseguita anche prima di entrare nelle stanze del nido nemico, e a volte anche dopo essere penetrate nel nido.
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Il nido del nemico è nascosto e mascherato per la prima volta: le prime attaccanti però sembrano sapere esattamente dov'è celato e si affannano a cercare l'entrata. Scavano con frenesia e si gettano senza timore apparente nella profondità delle gallerie.
Il fatto di essere solo una decina non sembra impensierirle, o forse non possono semplicemente pensare che il nemico sia 1000 volte più numeroso.
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Nelle gallerie del nido, sembra che Formica cunicularia attenda fatalmente l'invasione: tutta la covata è stata portata prima dell'attacco sul fondo delle stanze più basse: la popolazione è ammassata in pochissimo spazio, lasciando vuote gran parte delle stanze superiori.
Le amazzoni possono scorrazzare senza incontrare molta resistenza e raggiungere comunque il bottino.
Qua e là ci sono delle scaramucce, ma gli scontri non sembrano sempre letali, perché Polyergus si libera facilmente con movimenti frenetici delle assalitrici.
Ma perché le formiche nere non reagiscono?
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Scontri armati nelle stanze superiori del nido bersaglio. Alcune formiche impegnano l'invasore in combattimento, ma anche qui le amazzoni non sembrano voler uccidere il nemico, si limitano a liberarsi. Forse l'atto di uccidere avviene solo quando hanno il bottino e stanno ritirandosi, mentre dentro il nido pensano solo a conquistarlo.
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La battaglia è nel pieno dello svolgimento, e il grosso delle truppe di Polyergus è entrato in azione.
Ora però cominciano ad accumularsi i cadaveri nelle stanze del nido, non dovuti alle letali mandibole delle amazzoni, ma più probabilmente a causa dei veleni nell'aria.
Rigato mi dice che essendo più pesanti, probabilmente si accumulano in profondità determinando la morte di chi non risale velocemente in superficie. Questa è la causa principale dei morti, che in caso di un attacco lampo di pochi minuti invece sarebbero molto meno numerosi.
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Polyergus rufescens arriva in forze e comincia il saccheggio del nido. L'acido formico, o forse gli altri suoi odori penetranti sembrano ormai aver sbaragliato tutte le difese. Ci sono diverse difficoltà per le ladre impegnate a fuggire col bottino: intanto la geometria dei cunicoli non sempre porta verso l'alto. Questo sembra disorientarle.
E' possibile che la struttura interna dei nidi in natura sia sempre orientata verso l'alto, io invece ho disegnato un nido dove a volte le gallerie scendono e risalgono creando sifoni. Questo rende la ritirata più difficile perché meno logica per le formiche.
Le amazzoni si ritirano, ma le numerose tracce odorose in una arena così piccola le mandano in confusione, fino a che non trovano l'entrata del tubo di collegamento, girano a vuoto. Sembra che vadano a testa bassa, non possono tornare in linea retta al proprio formicaio e questo le disorienta ulteriormente.
Il bottino sottratto è abbondante ma non troppo, dopotutto l'esercito è di non più di 300 elementi... Eppure la razzia proseguirà per ore, forse alcune amazzoni ripeteranno le incursioni più volte.
Sarò io a interrompere i collegamenti, e a recuperare le ultime ladre che escono dal nido.
rwdyAe2OxRk Fatto curioso, alcune Polyergus resteranno nella colonia invasa. Si sono perse? Di fatto Formica cunicularia non attaccherà e ucciderà queste formiche una volta terminata la razzia. E a distanza di giorni ci sono almeno una ventina di amazzoni che passeggiano con cunicularia e svolgeranno gli stessi compiti che possono fare nel nido-madre.
Le ho osservate ad esempio spostare la covata, o leccare le operaie appena sfarfallate.
La domanda è: hanno preso l'odore del nido, o sono le serviformica ad essere state soggiogate dagli odori di Polyergus?
Le mie considerazioni sono che questa specie necessita davvero di ampi spazi per essere gestita come in natura.
Per questo motivo aggiornerò appena possibile la scheda di allevamento, rapportandone l'allevamento a difficoltà pari alla Formica rufa o altre specie complesse che non è possibile mantenere con mezzi normali.
Con Luca Bosetti ne avevamo già parlato: ha un senso tenere in allevamento una formica che deve continuamente essere foraggiata di bozzoli, e sempre in maggior quantità per sopravvivere?
Fuori dall'ambito puro dello studio etologico, comporta problematiche che non si possono gestire facilmente, né con particolare soddisfazione da parte dell'allevatore. Come tenere una Ferrari nel garage e non poterla mai far correre, ma costretti farle il pieno ogni mese.
Dal punto di vista della curiosità, le colonie miste schiave-schiaviste, possono essere interessanti da mostrare nei musei o nelle esposizioni. Sto pensando al nostro Luca che da sempre sogna un'aula didattica che mostri le specie autoctone e le loro capacità di interazione... E questo avrebbe un senso.
Ma dal punto di vista del forum, le sconsiglierò a chiunque voglia intraprendere il loro allevamento a meno che non sia per particolari motivi di studio.
21 luglio 2014 — Devid¶
L'ultimo video è in data Luglio 26... GianniBert, non sapevo che riuscivi a proiettarti nel futuro! dimmi, la mia colonia sopravviverà??
P.s: si, le vedo! anche le mie operaie di Tapinoma cfr erraticum si struciano l'addome così cosa vuol dire??
Lo fanno sia le operaie sia regina, una volta la regina si è grattata l'addome con le zampe anteriori, le contorceva(letteralmente), mi faceva un'impressione orribile... Sembrava gli avessero spezzato il braccio (o meglio la zampa)
21 luglio 2014 — GianniBert 🐜¶
Inutile e dannoso duplicare i post solo per dare una risposta, soprattutto quando sono così lunghi. Ti ho cancellato il "riporto”, tanto si capisce cosa viene prima...
No, il video non è in data 26 luglio, è il video n° 26 fatto a luglio. Ma hai fatto bene a sottolinearlo, avrebbe confuso anche altri.
Ho dovuto selezionare e catalogare video e fotografie per tenere un ordine cronologico, o almeno che tenesse la parvenza di tale ordine.
Noterai che video e foto sono tutte nominate luglio + un numero: è progressivo.
Non credo che la cosa che segnali per le tue Tapinoma sia la stessa. Dovrei vederla dal vero, ma penso più a una pulizia del gastro, anche se non è da escludere affatto che anche loro gestiscano in qualche modo le proprie secrezioni...
21 luglio 2014 — Devid¶
Giusto, avrei dovuto metterlo almeno come spoiler... l'ho notato solo ora
Non l'ho mai notato su altre specie, solo loro si puliscono il gastro così?
21 luglio 2014 — rmontaruli¶
Scusate, ma il post di GianniBert e tutta la documentazione allegata andrebbe spostato in un'area apposita, incorniciato e preservato per futura memoria.
E' una cosa che neanche a Superquark hanno mai fatto vedere.
Bisognerebbe pure considerare di tradurlo in inglese a beneficio del resto del mondo.
21 luglio 2014 — Devid¶
Non è l'unico post... Il 50% dei suoi messaggi sono così(solo le affermazioni non sono da incorniciare)
25 luglio 2014 — PomAnt¶
bel test Gianni! Mi spiace per i risultati funesti!
Quello che maggiormente mi intriga è la morte "bianca" delle operaie in basso... mi sembra inpossibile che poche razziatrici producano un risultato così devastante... sarei troppo curioso di capire se senza l'acido formico delle serviformica l'esito sarebbe stato lo stesso...
Le Formica rufa e soprattutto le Lasius fuliginosus si suicidano involontariamente se messe in un tubetto.
I "problemi" a trovare il tubo al ritorno lo ho riscontrato in tutte le Formica sp. ma credo che anche le Lasius sp abbiano gli stessi "problemi". Credo sia perchè è l'opposto di quello che troverebbero in natura, dove i buchi escono dal terreno, non si protendono nel vuoto "magicamente" come i nostri tubi.
mettere il tubo a filo del contenitore risolve abbastanza, ma a me capitava sovente poi di staccarlo inavvertitamente.
Ho trovato una buona soluzione facendo degli zeccoletti di legno, che poi ho lavorato per creare una rampa d'accesso al tubo.
04 settembre 2014 — GianniBert 🐜¶
Aggiorno con le ultime notizie i dati sul comportamento di queste formiche.
Feyd mi racconta di aver osservato recentemente una piccola colonia di Polyergus attaccare un nido bersaglio vicino; in questo caso le guerriere era poche e non hanno formato nessuna colonna nello stile classico, bensì hanno fatto la spola avanti e indietro dal nido bersaglio a piccoli gruppi o solitarie, e hanno continuato a lungo a farlo fino (sembra) ad esaurimento dei bozzoli da rubare.
Non pensiamo essere in questo caso la distanza, a non aver attivato lo schieramento di battaglia delle amazzoni, perché Feyd dice di aver osservato assalti di colonie mature su distanze brevi in cui l'esercito si muoveva comunque in massa, radunandosi prima di penetrare nel nido.
E' quindi presumibile che anche in condizioni naturali, Polyergus possa comportarsi come dalle mie osservazioni in cattività; quello che invece crea un danno mortale invece sono la struttura artificiale senza possibilità di fuga e il materiale di costruzione (in questo caso il gasbeton) che non permettono una corretta areazione o un assorbimento dei veleni al pari del terreno naturale.
Il modo più sicuro per mantenere una colonia di amazzoni in cattività senza rischi, è quindi quello di fornire in arena bozzoli rubati dall'allevatore stesso a colonie selvatiche, o prelevandoli da nidi artificiali preposti.
23 settembre 2014 — GianniBert 🐜¶
Da sabato 20 settembre, a Entomodena, la colonia è tornata a casa sua in quel di Carpi.
Luca ha preso a carico la famiglia e spero questa possa dargli soddisfazioni come le ha date a me, per quanto possa darne una colonia simile in cattività...
Almeno per lui è più facile procurarsi i bozzoli necessari a sostentare una colonia di amazzoni in espansione!