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Storia di una colonia di Messor capitatus

Diario di GianniBert · Genere Messor · Periodo 2011-04-26 → 2025-11-03 · 290 risposte · 1,072,067 visualizzazioni nel forum

Estratto e condensato dal topic originale #331 del forum Messor di formicarium.it. Mantenuti tutti i post dell'autore + reply sostanziali della community. Filtrati 14 commenti di solo-quote o ringraziamenti senza informazione aggiunta.


26 aprile 2011 — GianniBert 🐜

Raccolgo brevemente (sigh!) la cronistoria della mia colonia di Messor capitatus, perché sia d'incoraggiamento, e faccia capire quanta pazienza ci vuole, per ritrovarsi al giorno d'oggi con una fiorente colonia popolosa...

Settembre 2005, isola d’Elba: durante una vacanza piovosa, raccolgo una regina fecondata di Messor capitatus che passeggiava intontita sul bordo della strada. Appena messa in un vasetto con terra argillosa del posto in cui l’ho raccolta, ha iniziato a scavare freneticamente, arrivando al vetro della base in meno di due ore.

Non sono ancora organizzato con provette, e nessuno mi dà consigli in questa prima fase, perché non ho ancora scoperto internet e il mondo che c’è dietro. Come tanti anni fa, credo ancora d’essere solo con la mia passione, ma ho voglia di sperimentare, dopo tanti anni d’inattività.

Le regine catturate quel settembre saranno due, ma la seconda non sopravviverà all’inverno. Questa invece, posizionata sulla libreria, a temperature fra i 15 e i 22 gradi, sverna senza problemi; attraverso il fondo di vetro a fine gennaio 2006 posso vedere le prime uova che si trasformano in larve, e il 14 marzo scorgo anche la prima pupa. Ma è solo il 24 maggio che la prima operaia minuscola esce timidamente a bottinare in superficie.

Da qualche tempo avevo notato nella camera sotterranea, che le zampette non erano solo quelle della regina. La prima operaia raccoglie solertemente semi di tarassaco, ma non disdegna un frammento di prosciutto cotto.

Il 16 luglio avvisto la prima operaia di taglia decisamente più robusta. Sono restio a trasmigrare la colonia in un nido artificiale: ho paura di far danni; ma nel frattempo progetto il mio primo nido della nuova era, e sarà rigorosamente in gesso, ad andamento verticale.

Il 25 luglio è evidente un aumento delle larve e pupe. Aumentano anche le bottinatrici, anche se non riesco a verificarne l’entità. Per affrontare il periodo estivo, preparo un territorio esterno removibile con tutto il nido: un terrario aperto con al centro infossato il vasetto-nido. Posso estrarre il vasetto dal terreno e verificare periodicamente e relativamente come va la covata, ma almeno le operaie sono libere di muoversi all’aria aperta. Metto il tutto sul davanzale della finestra dove tengo i gerani, un posto al sicuro dalle Lasius Emarginatus che nel frattempo mi hanno aggredito altre colonie sperimentali, distruggendole, dato che lì sembra non vogliano andare.

Agosto e settembre trascorrono così senza problemi, con le operaie che raccolgono normalmente nel territorio esterno, senza andare oltre il bordo del piccolo terrario.

Le foraggio anche d’insetti morti, sempre semi di tarassaco o altri piccoli semi che riesco a raccogliere nei prati (faccio diversi esperimenti!); non sembrano raccogliere altri semi, come quelli di miglio, perché forse sono ancora troppo piccole per masticare quelli più grossi.

Finalmente, spinto dalla necessità di poter VEDERE quello che succede nella mia piccola colonia, il 1 ottobre ho terminato il nido di gesso e passo a travasare direttamente il vasetto di terra nell’arena esterna al quale l’ho collegato: il panico è generale, ma già la mattina dopo il ribaltamento (eseguito la sera tardi), la regina, parte delle operaie e tutte le uova e larve, sono al sicuro nelle stanze di gesso!

Le operaie, che adesso posso valutare in 100-150 unità, lavorano freneticamente per ribaltare, setacciare, smuovere ogni frammento di terra originale, alla ricerca di tutti i semi raccolti nella stagione estiva.

La famiglia si è adattata bene al nuovo nido; faccio solo un po’ di fatica a trovare il giusto tasso di umidità del gesso, ma l’orientamento verticale del nido è favorevole: hanno diviso le camere ad hoc, con depositi di semi in alto, e regina e larve sul fondo; le esploratrici escono regolarmente.

Ho scoperto che sono nate almeno 3-4 operaie medie dalla testa grossa, segno che stanno bene, dato il numero limitato d’operaie relativo.

Messor nido artif.JPG

Novembre-dicembre 2006

Ho deciso di non ibernare la colonia, e la tengo nei pressi del termosifone della cucina. Questa scelta porta risultati sconvolgenti per la piccola popolazione. Non avevo calcolato che casa mia, abbastanza fresca anche d’estate, non aveva favorito la crescita della popolazione, mentre l’improvviso alzarsi delle temperature sortisce un effetto inaspettato per la stagione: le Messor esplodono numericamente e la regina ha deposto decine di uova che si sono rapidamente sviluppate.

Messor pupe.JPG Regina messor capitatus.JPG

2 gennaio 2007: la popolazione è sicuramente intorno ai 200 individui, e 40-60 larve e ninfe sono sempre presenti, in grado di svilupparsi in pupe e “maturare” in operaie in circa un mese. Le operaie spostano spesso larve e uova nel tubo esterno che passa vicino al calorifero, esponendole senza problemi alla luce naturale esterna. Nel frattempo la regina continua a deporre uova, che sono sempre almeno una trentina.

L’attività delle nutrici è notevole. Non sono ancora riuscito ad assistere alla deposizione delle uova, ma è sempre abbastanza facile vedere il risveglio di una ninfa, attraverso la maturazione da bianco lattiginoso a marroncino biscottato, con i primi movimenti incerti dell’operaia, spesso lasciata a sé stessa.

Sembra che per ora le operaie non gradiscano miele, anche misto a latte (apprezzato da rufa e fusca), questo è sistematicamente rifiutato, e ricoperto subito di scorie e sassolini, come fanno le formiche di solito con le sostanze appiccicose. Nel loro caso, le uniche sostanze zuccherine apprezzate, sono i granelli di puro zucchero.

Come tutte le altre colonie che allevo invece, apprezzano il prosciutto cotto.

Nei mesi estivi successi la popolazione incrementa ancora, tanto che sono costretto ad aggiungere una nuova sezione nido, anche questa volta orizzontale; pian piano la colonia lo popola, mentre le stanze dove si accumulano larve e pupe si moltiplicano, tanto che per ottobre dovrò aggiungere una terza sezione di gesso.

Messor Nido da 3.JPG

Durante l’estate ho lasciato libera circolazione alla colonia: le esploratrici passeggiano tranquillamente sul davanzale della finestra, e non sembrano minimamente interessate ad introdursi in casa; in compenso ci sono stati alcuni scontri armati con la popolazione di Lasius emarginatus, che un pomeriggio hanno attaccato direttamente il tubo di accesso, cosa che ha costretto le Messor a barricarsi, dopo aver riportato alcune perdite. L’incapacità militare delle mietitrici di fronte alle minuscole e rapide Lasius è disarmante: solo il fatto che la popolazione abbia ormai superato le 500 unità mi ha lasciato tranquillo sul fatto che il nido non potesse essere veramente in pericolo.

Schema nido messor.JPG

Nel 2008, anche a causa di una moria di pupe avvenuta in primavera penso dovuta a qualche infestazione di muffe, mi sono convinto che forse l’ermeticità e l’umidità del gesso non erano più salutari per la popolazione. Così ho deciso di rimettere la colonia in terrario, come alle origini.

Ad aprile ho deposto le strutture di gesso in un più ampio terrario e ho lasciato che fosse la colonia stessa a decidere quando e se trasferirsi; in realtà l’ha fatto senza nessuna fretta, e ha continuato ad abitare anche alcune sezioni di gesso, ma i grandi scavi che si sono susseguiti per i mesi successivi sembrano aver alzato il morale della truppa.

Formicaio Ambiguo.png Mietitura3.jpg

Durante tutta l’estate, dal terrario le formiche hanno bottinato uscendo attraverso i loro camminamenti sul davanzale e nei vasi fioriti, anche se gli scontri con le Lasius sono continuati, solo che quando la colonia usciva in massa era evidente che le Lasius non mostravano più tanta spavalderia, e si accontentavano di predare operaie isolate nei momenti di scarsa attività.

Messor lotta terr.JPG

Nel frattempo ho preparato il mio ultimo nido di gesso, verticale e a doppia facciata, perché l’impossibilità di vedere quello che fa la colonia sotto terra è troppo frustrante, sia che si ammali, sia che stia bene.

A ottobre, ai primi freddi, metto in opera quello che sarà il trasloco più faticoso della mia carriera di allevatore: svuotare il terrario di tutte le sue abitanti e riversarle, dopo averle raccolte con tutte le tecniche che sono riuscito ad immaginare, nella nuova arena che stavolta deve accontentare, col nuovo nido, le esigenze della colonia per almeno un paio d’anni…

Messor-Aprile 09.jpg

Ci ho messo quasi due giorni a trasferire tutta la popolazione nella nuova sede, per stressare e ferire meno operaie possibile. Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho trovato la regina in ottime condizioni. Appena messa nel terreno libero, è stata trascinata al sicuro nel nido di gesso, seguita poi da larve e provviste (qualche centinaio le larvette al primo stadio).

Popolazione salvata stimata fra le 4 e le 5000 unità; l’ultimo anno la popolazione si è moltiplicata enormemente.

Anche nell’inverno 2008/2009, verso febbraio la colonia sembra colpita da una moria di circa 100-150 operaie di varie misure.

La situazione si ristabilisce appena riporto il nido al caldo. Fabrizio Rigato suppone che la relativa inattività a temperatura incerta (né troppo fredda, né abbastanza calda) impedisce alle operaie di sviluppare le sostanze che producono normalmente per distruggere le muffe e altri batteri, mentre favorisce la crescita delle stesse.

Avrei dovuto tenerle più al freddo, visto che la mia intenzione era far “riposare” la colonia e la regina.

2009 - A fine febbraio, dopo 15-20 giorni di caldo, le larve latenti sono evolute in pupe, e al 15 marzo ho visto i primi pacchetti d’uova appena deposte, segno che anche la regina sta bene. Alcune pupe invernali stanno già pigmentando. Quasi tutte sono risultate operaie di taglia piccola. Restano una parte di larve ancora in crescita, o forse sono nate e cresciute in un secondo momento, non valutabile dalle mie osservazioni.

Venerdì 17 Aprile 2009: l’esplosione demografica della colonia è al culmine: ci sono varie stanze con ⅔ strati di ninfe pronte a maturare. Credo siano centinaia, sono incalcolabili. In maggioranza sono pupe di operaie minor.

In quest’estate ho provato a variare la dieta della colonia: così ho raccolto sui bordi del naviglio una certa quantità di piante e semi da sottoporre alle Messor, che in serata hanno approfittato in massa del raccolto confermando che la loro scelta di semi diversi ha raggiunto la maturità (ormai da tempo non sono più selettive nelle dimensioni di semi e prede); tutto sta a capire quali effettivamente sono i semi da raccogliere, visto che non ho tirato a caso, ma nemmeno sono in grado di riconoscere le singole piante usate. Il cibo animale è sempre molto gradito, e sono passato dai tafani alle cavallette, a tutta una serie di piatti prelibati, non ultimi ossi di pollo spolpati e tuorlo d’uovo con zucchero e miele.

Finalmente sono riuscito a vederle gradire anche il miele: si trattava di sottoporglielo nelle giuste condizioni. Infatti lo gradiscono soprattutto se viene assorbito da altre superfici, come la terra o il legno (stecchi da ghiacciolo come supporto!).

La sera metto spesso una montagnetta di sementi varie dal lato opposto del davanzale, e dopo circa un’ora si forma una mini colonna con centinaia di operaie attive che trasportano provviste di ogni genere, visto che integro il mucchietto con libellule, mosche e farfalle.

E’ in questo periodo che posso fotografare e riprendere gli ultimi disperati scontri armati con la colonia di Lasius emarginatus del vaso di rose: in presenza della colonna al lavoro le Lasius sembrano impazzire e scendono sempre in forze a presidiare il loro territorio, ma benché più agguerrite ed efficienti, non cercano più lo scontro diretto e non si avventurano più sul davanzale, anche se le scaramucce non mancano.

Battaglia sul ponte2.jpg

Un giorno semplicemente non ne vedrò più, mentre una lunga colonna di Tetramorium caespitum, liberata da me tempo fa in un altro vaso, trasloca e si va ad installare nel loro. Che abbiano migrato o ci sia stato uno scontro finale tra le due piccole città di formiche non lo saprò mai…

Le ostilità fra Messor e Tetramorium non sono sullo stesso livello di quelle con le Lasius, anche se le piccole Tetra non scherzano quando si tratta di difendere del bottino (arrivano anche a formare piccole trincee intorno al cibo trovato), ma vengono regolarmente rapinate dalle Messor.

Riporto qui brevemente alcuni scatti di una battaglia che ha visto vittoriose le Tetramorium accorse in forze a difendere le proprie conquiste.

IMG_1176.JPG IMG_1171.JPG

Il 1° novembre metto la colonia in ibernazione, cioè la porto in garage al freddo, schermando le vetrate con lastre di polistirolo. Il 10 dicembre la temperatura scende a +3°, bloccando ogni attività della colonia, che fino a quel momento aveva comunque continuato a muoversi. Il 20 la temperatura esterna scende a -7°, -4° dentro il garage! Sono preoccupato, ma cerco di mantenere la situazione su un buon livello ponendo una borsa per l’acqua calda presso il nido e foderando il tutto con teli da giardinaggio che mantengono a lungo un’area temperata che non dovrebbe scendere troppo a lungo sotto lo 0°. Le formiche sembrano solo rallentate e immobili; la cosa dura alcuni giorni.

Nel frattempo collego il nuovo nido in gasbeton al vecchio di gesso; è un blocco 25 x 30 cm a due facce, e spero che le formiche lo scoprano e adottino da sole.

Collegamento del nido nuovo.jpg

18 gennaio 2010: Allarmato dalle notizie che mi giungono da Ruben, al quale è morta una regina di Pheidole acquistata a caro prezzo, decido di togliere dall’ibernazione le mie Messor e vedere come se la cavano col nuovo nido in ytong.

Collocato laboriosamente in casa il complesso di nidi collegati, vedo che ci sono parecchie operaie sparse nell’ytong, morte. Il dubbio che queste morti dipendano dal materiale usato come l’estate scorsa con le Myrmica, mi coglie il secondo giorno, quando posso contare almeno un centinaio di cadaveri sparsi nel terreno esterno e altri ne vedo trasportare in giro per il nido. Molte operaie sembrano acciasciarsi sul posto, e morire nel giro di poche ore. Questo sembra avvenire essenzialmente nel nido di ytong e non ho modo di scoprirne la causa. Panico!

Dopo aver lanciato un allarme informatico in cerca di pareri, una lunga chiacchierata telefonica con Ruben ci fa pensare che una probabile causa sia da ricercare nel superamento della fase di letargo: che le operaie ibernate in un ambiente asciutto (come l’ytong, che non tenevo regolarmente bagnato), siano passate dal sonno alla disidratazione o alla morte per freddo senza accorgersene. Quelle appena svegliate possono essersi trovate in deficit alimentare e lontane dalle compagne della colonia effettiva, oppure ammalate a causa del repentino cambio di temperature.

I prossimi giorni saranno un banco di prova: se la mortalità continuerà per la prossima settimana, sono pronto a isolare il nuovo nido e sostituirlo con un nuovo modello di vecchio, buon gesso.

20 Gennaio ‘10: Ho sentito anche Fabrizio Rigato, ma sembra che la possibile causa della moria sia la stessa da noi supposta: su una popolazione di 3-4000 operaie, una certa mortalità invernale è ben possibile.

Intanto altre 100-150 morte sono state portate all’esterno, ma sembra che molte più operaie attive si stiano aggirando nel nuovo nido senza conseguenze nefaste, attirate anche dal calore che viene dal termosifone vicino. Ho visto la regina nel vecchio nido, e non sembra messa male.

22 Gennaio ’10: Oggi solo 4-5 cadaveri. Molte stanze sono state occupate da attive operaie, e anche la covata invernale è già stata portata al caldo! Sembra che l’allarme sia rientrato.

Nel lato Nord del nido nuovo, per effetto della diversa temperatura (non dimentichiamo che a casa mia d’inverno ci sono circa 15 gradi!) rispetto al contatto col termosifone, si è formata molta condensa. Nelle gallerie più basse, vicino all’acqua esterna, sono stati portati numerosi semi germogliati. Che siano germogliati sul posto, o siano stati portati qui proprio perché hanno fatto, non è dato di sapere.

23 Gennaio ’10: La regina delle Messor si è trasferita nel nuovo nido! Sembra attiva e in forma! Non voglio disturbarla e lascio il tutto in ombra. Circa il 40% della colonia si è già trasferita, ma gran parte delle provviste invernali sembra siano lasciate indietro, nel vecchio nido, che essendo anche ben asciutto ormai, è ideale a mantenere le scorte.

30 Gennaio: La colonia si è stabilizzata nel nuovo nido, ma la regina, come da manuale, si è riportata a distanza dalle fonti di calore, tornando nel vecchio nido. A fasi alterne grosse truppe di operaie portano avanti e indietro la covata rendendo impossibile staccare il vecchio nido.

4 Febbraio. Oggi è venuta Fabiana Polese, della RCS, per visualizzare la colonia in previsione di una ripresa documentaristica da proporre alla TV. Spero di poter staccare presto il vecchio catafalco, che mi rende difficile sia l’osservazione che la gestione.

7 Febbraio: Ho visto oggi le prime pupe primaverili. La covata invernale è cresciuta di volume grazie al caldo dei termosifoni: 15 giorni circa di stasi dal risveglio forzato. Le pupe sono poche e molto piccole, mentre si riscontra la crescita volumetrica di alcune larve.

17 Febbraio: Grande quantità di pupe e molte larve che hanno assunto una forma lucida e grassa come non avevo ancora osservato; che siano larve di sessuati? Oggi ho visto anche i primi pacchetti di uova fresche. La regina era da qualche giorno abbastanza gonfia da far pensare che siano sue e non delle operaie. C’è sempre molto movimento, grazie anche al calore intenso dei termosifoni, che rendono attiva gran parte della popolazione. Peccato che la facciata nord sia ancora sporca dei rifiuti della germinazione dei primi semi spostati!

21 Febbraio: Le pupe cominciano a pigmentarsi. Gallerie covata marzo 4.jpg

1 Marzo: Ho potuto constatare che alcune delle prime uova deposte questa primavera (quindi da pochissimo), si sono già trasformate in minuscole larve. Ad una osservazione accurata, ma cercando di non disturbare la colonia, le uova visibili sono più di un centinaio, ma dato l’affollamento e la presenza di una covata sviluppata già abbondante, non escludo che ce ne possano essere molte altre nascoste dietro gli ammassi di pupe e larve.

9 Marzo: La covata ha superato ogni più rosea aspettativa: ci sono decine e decine di pupe in maturazione, e molte avanzate hanno già pigmentato o si sono schiuse. I primi pacchetti di covata primaverile hanno già schiuso e ci sono molte piccole larve, mentre nuovi pacchetti si sono aggiunti grazie alle temperature favorevoli.

20 Luglio 10

Dopo aver tentato vanamente esperimenti di adozione con operaie e regine di Manica rubida catturate in val Darengo, le operaie intrattabili sono finite in un’epica battaglia in campo aperto con le Messor, le uniche che potevano fornire un valido avversario senza causare danni permanenti a una colonia già avviata: la battaglia c’è stata, ovviamente senza speranza, ma ho potuto vedere per la prima volta le Messor mettere in campo tutte le operaie maggiori che nemmeno avevo mai notato nel nido. Per ore giganteschi soldati hanno pattugliato la superficie dell’area esterna, in cerca di nemici, facendo a pezzi ogni Manica che incontravano, ma non senza subire perdite, visto che il pungiglione delle Manica è molto superiore a quello di qualsiasi Myrmica, e le dimensioni delle M. rubida eguagliavano quello delle operaie medie di Messor.

29 Agosto: Al mio rientro dalle vacanze, la situazione è questa: grande aumento di popolazione. Credo che dovrò approntare un nuovo nido più grande per il futuro. L’umidità del terreo esterno che avevo coperto con cellophane e sigillato ha limitato le morti che si erano verificate in altre occasioni.

5 Settembre 2010: ieri ho trapanato più di 2 ore per ottenere un nuovo modello di nido di gasbeton per le Messor. Spero ne sia valsa la pena... Ho optato per una sola facciata con stanze più profonde, visto che tanto, due non le sfruttavo mai visivamente, e le formiche si nascondevano troppo. 42 cm x 25, x 8 di spessore. Appena possibile conto di trasferirle.

Nido Ytong.jpg

Collegherò i due nidi il 6 ottobre e in pochi giorni, riscaldando quello nuovo, le operaie cominciano a spostare la covata e ad utilizzare i nuovi appartamenti, ma la regina sembra inamovibile.

12 ottobre: finalmente la regina si è trasferita nel nuovo nido! Attenderò ancora un poco a staccare il vecchio. Le temperature che si sono abbassate dovrebbero scacciare ancora delle truppe da quello disposto presso la finestra...

Nuovo nido.JPG

Due operaie intente a masticare l'impasto di granaglie comunemente detto "pande delle formiche” Pane delle formiche1.JPG

15 ottobre: Oggi ho preso la decisione, avendo un po’ di tempo libero, e ho forzato il trasferimento delle Messor dal vecchio nido al nuovo di 42 x 25 cm. Disturbando le recalcitranti con ripetute vibrazioni, sono riuscito ad indurre una fuga in massa attraverso il tubo di collegamento. Solo quando ho visto che la cosa andava per le lunghe, e comunque avevo ottenuto il massimo risultato, ho tagliato i ponti e aperto il vecchio blocco di ytong, allagando le gallerie per fare pulizia.

Mi spiace aver sterminato almeno 500 operaie, ma ho preso l’occasione per sfoltire un po’ le truppe, cosa che altrimenti non avrei mai deciso di fare spontaneamente. A breve porterò la colonia in garage, come l’anno precedente, per il riposo invernale.

7 gennaio 2011: Le prime osservazioni dell’anno riguardano il letargo della grande colonia di Messor: ho scoperto le protezioni per fotografare l’interno del nido, dove le operaie sono ammassate a centinaia in alcune camere che sembrano aver scelto arbitrariamente. Alcune sono molto umide, altre sono nella parte alta e asciutta del nido; credo che sia dipeso esclusivamente dal primo punto di aggregazione delle masse più numerose. Le stanze dei semi sono sgombre, alcune operaie sembrano aggirarsi qua e là senza motivo apparente, qualcuna è anche nell’arena come se si fosse persa e non sapesse cosa fare.

Sono abbastanza curioso di vedere se anche questa primavera il risveglio sarà accompagnato da una moria di qualche centinaio di vecchie operaie, o se la sistemazione attuale, che ritengo migliore di quella dell’anno passato, proteggerà la popolazione meglio dei risvegli precedenti.

1-28 risveglio 02.JPG

Riattivato il 29 gennaio 2011 il nido delle Messor capitatus.

E’ stata come al solito un’impresa fare il cambio di nido (in questo caso si è trattato dell’arena), anche approfittando delle formiche intorpidite dal freddo. Ho contato circa 180 cadaveri invernali, ma non temo che ce ne saranno altri appena il metabolismo salirà.

Per ora si alimentano poco, e le scorte di semi sono ancora presenti, ma credo che a breve ricominceranno anche su quel fronte. La nuova arena è venuta benissimo: lastre in plexiglas, alte e lunghe quasi come tutto il nido, strato in argilla espansa di base, e terriccio misto sopra. Qualche sassolino e un bel ramo completano il “di sopra”. Ora stanno scavando in questo materiale, e hanno cominciato a prendere cibo animale; vediamo se ne hanno bisogno come le altre specie o se è solo occasionale.

Messor capitatus regina 1.JPG

4 febbraio 2011: le Messor hanno le prime uova, segno che la regina quest’anno non scherza; la mortalità è nettamente inferiore a quella del risveglio 2010, e i morti aggiunti sono poco più di una decina a quelli contati nel trasloco.

Tutt'ora (24 aprile 2011) la colonia si sta comportando con onore. Ho già usato in una decina di classi, in diverse scuole il mio nido didattico, e i ragazzini di qualsiasi età impazziscono quando lo vedono e sono interessatissimi.

Spero con le mie "lezioni” di poter contribuire a far conoscere le meraviglie delle formiche, e rendere tutti più sensibili all'osservazione e al rispetto di ogni più piccola creatura del nostro mondo...

Scuola 120 a Massaua.jpg


26 aprile 2011 — dada

Bellissimo post Gianni, grazie, appassionante come un bel libro

La storia di questa colonia è davvero unica! A quante colonie di formiche in cattività viene offerta la libertà di cui hanno goduto queste Messor? Libertà di cui hanno anche pagato il prezzo, con morti e feriti nelle battaglie.

Ovviamente simili cose si possono fare solo con Messor... se offrissi alle mie Camponotus la possibilità di uscire dal formicaio, sparirebbero alla velocità della luce non facendosi mai più rivedere


26 aprile 2011 — Luca.B

dada ha scritto:

Ovviamente simili cose si possono fare solo con Messor... se offrissi alle mie Camponotus la possibilità di uscire dal formicaio, sparirebbero alla velocità della luce non facendosi mai più rivedere

Considerando poi casa tua e i punti attrattivi per una Camponotus vagus...come minimo ti smantellerebbero il piano!!!!

Gianni, questa colonia fa sempre la sua figura...bellissima storia.


30 aprile 2011 — GianniBert 🐜

Aggiungo un filmato...

Il traffico delle operaie nelle ore serali, quando sono al massimo dell'operosità, visto che sono essenzialmente attive la sera e le prime ore del mattino. Non rende l'idea di tutte le stanze in movimento, ma si può immaginare!

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01 maggio 2011 — tortadimucca

è DAVVERO avvincente come un buon libro! complimenti davvero!


02 maggio 2011 — GianniBert 🐜

Sapere come si comporterebbe ogni singola colonia è una domanda senza risposta.

Non sapremo mai cosa farà senza metterla alla prova.

Nel caso delle mie Messor, me lo sono potuto permettere, e la colonia non si è spostata.

Io non so com'è la casa, o il balcone, o la finestra di ognuno di voi, quindi non posso escludere che delle esploratrici, trovando un ambiente favorevole in un vicino vaso, non decidano di trasferirsi.

So solo che una colonia di Messor con qualche centinaio di operaie non trasloca così facilmente: è più portata ad allargarsi creando avamposti vicino al nido (le mie si erano spostate con qualche decina di operaie e alcune larve sotto il nido di gesso perché in quei giorni, lì, c'erano temperatura e umidità ideali), ma poi sono rientrate quando hanno avuto sentore della minaccia delle Lasius emarginatus.

Quando era forte di 500-1500 operaie, uscivano dal terrario e rientravano esattamente come in natura. Quello era il loro nido.

E non andavano neanche molto lontano. Se volete ho i filmati. Forse alcune si perdevano cadevano dalla finestra? Ma non gli avevo messo le targhette, quindi non so quante possano essersi perdute.

Io direi: non fatelo con una colonia incipiente. Non ci provate.

Ma quando fosse abbastanza sviluppata e ben piazzata in un comodo nido, l'esperimento di lasciare loro via libera potete tentarlo, se avete un ambiente libero adatto.

Ma non provateci con altre specie! Non garantisco che possiate ritrovarle 10 minuti dopo!!!


30 maggio 2011 — GianniBert 🐜

Tornando "a bomba” sull'argomento...

Da 3 giorni (27 maggio) ho permesso alla mia colonia di accedere al davanzale esterno: una lunga passerella composta da una striscia di rete plastificata (per rendere più agevole superare i tratti ripidi) scavalca lo sbarramento di antifuga dell'arena e porta oltre.

Avevo sparso granaglie sul davanzale, anche perché meno di 10 minuti dopo aver operato questo accesso, già alcune operaie circolavano all'esterno.

La cronaca: circa 50-100 Messor hanno perlustrato in lungo e in largo il nuovo territorio, raggiungendo anche i vasi vicini tramite altre passerelle; hanno spazzolato ogni seme e insetto che ho messo alla loro portata, poi sono rientrate quando non trovavano altro.

Oggi all'esterno c'erano solo un paio di esploratrici.

Una parte di queste si perderanno?

Verranno mangiate da ragni predoni?

Non so. Intanto non hanno provato neanche stavolta a valicare il cordolo della finestra, o ad andare su altri davanzali tramite un camminamento che esiste. Forse lo faranno in seguito.

Lo ritengo un sistema di selezione naturale, per tenere sotto controllo periodicamente una popolazione sempre in aumento...


30 maggio 2011 — Phoenix94

certo altrimenti potrebbero essere facilmente sopraffatte da possibili vicine aggrassive....


30 maggio 2011 — GianniBert 🐜

Se rileggete bene il resoconto, vedete che è successo proprio questo: le L. emarginatus selvatiche mi hanno più volte distrutto piccole colonie in nidi artificiali.

Sono attratte dallo zucchero, e da altri alimenti dolci, e trattano come una intrusione la presenza di nidi avversari sul loro territorio di caccia, com'è naturale.

Solo una colonia con qualche centinaio di Messor garantisce una certa garanzia di sicurezza, perché non sono formiche particolarmente combattive.


07 luglio 2011 — GianniBert 🐜

Come tutte le estati, lascio libere le mie Messor capitatus (c'ho le prove!) di circolare sul davanzale della finestra.

Questa volta per permettere loro di superare le barriere antifuga, ho attrezzato un ponte volante con una striscia di zanzariera in plastica. Le operaie hanno trovato facilmente la via d'uscita dall'arena, ma come ogni anno mi stupiscono per le loro modeste esigenze: dal nido fuoriescono pochissime esploratrici, e la colonia sembra disinteressata al nuovo spazio disponibile, finché non metto a disposizione, rintracciabile, un bel mucchietto di semi.

Possono passare anche un paio d'ore prima che il bottino sia avvistato, ma allora le bottinatrici si riversano numerose all'esterno e perlustrano l'area fino a quando non siano sparite tutte le tracce di cibo disponibile. Poi rientrano.

Non tentano mai di superare il davanzale ed entrare in casa.

Non ho nemmeno idea se si spingano in basso, o in alto sulle pareti della casa, in cerca di altro cibo; questa sarebbe comunque un'occasione di selezione naturale, utile per sfoltire il numero sempre sovrabbondante di operaie, e mi evita di occuparmi personalmente, con dispiacere di limitare questa sovrappopolazione.

Ogni tanto qualche operaia finisce preda di ragni cacciatori, qualcuna cade di sotto, e dubito che possa ritrovare la via di casa... ma quest'anno almeno non ci sono scontri armati con le Tetramorium (su un'altra finestra) o le Lasius.

Se prestate attenzione, noterete qua e là il tipico atteggiamento di mettersi quasi in posizione pupale delle operaie, prima di raccogliere un seme. E' stato ipotizzato che questo movimento fosse associato al fatto che le formiche cospargono il seme di una sostanza atta ad ammorbidirlo e facilitare il trasporto.

Direi che questo è ancora tutto da provare. Ho osservato a lungo il traffico, ed alcune volte le operaie mantengono questa posizione anche durante il viaggio, se il seme lo permette con le sue dimensioni...

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08 luglio 2011 — GianniBert 🐜

La ripresa di qualche anno fa, quando la colonia si è scontrata con le Lasius emarginatus del vaso di fiori.

Noterete che la tecnica difensiva di Lasius nei confronti di Messor è ben organizzata, ma le formiche non osano scendere oltre il ponte e contendere il terreno alla gigantesca colonia di mietitrici, accontentandosi di catturare le sprovvedute operaie isolate, che sono molto inefficienti in combattimento, mentre queste si accontentano di curiosare, e sottrarre i semi, unico loro interesse.

La tecnica a scatti e saltini di Lasius si ritrova anche in Camponotus nei confronti di una minaccia localizzata. Se le Lasius avessero afferrato allo stesso modo le antenne (nella scena finale) di una rufa o una sanguinea, non avrebbero avuto la stessa reazione...

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17 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Domenica 16 ottobre 2011

Stavo progettando di mettere a riposo alcune delle mie colonie e facendo un po' di pulizia fra quelle che per ora resteranno in casa, quando ieri, a sorpresa, ho scoperto la prima generazione di sessuati della mia colonia di Messor capitatus!

Il 16 ottobre, a 6 anni dalla sciamatura in cui catturato la regina, e con una popolazione approssimativa di alcune migliaia di operaie, la colonia ha prodotto le prime, inconfondibili, pupe di regine. Non ho ancora riscontrato la presenza di maschi (che vengano "prodotti” più avanti? Magari durante l'estate prossima?) ma la generazione estiva sta sfornando un numero elevato di supermajor davvero potenti, quando, ecco, appaiono queste!

Messor regine 10-17a.JPG Messor regine 10-17c.JPG

Non ho un numero preciso per ora: il nido ha stanze abbastanza profonde che me le avevano nascoste finora ed è stato aver dato un colpo di riscaldamento alla vetrata che le ha fatte venire alla luce. Ci sono anche molte larve appena schiuse, mentre da alcuni giorni avevo notato l'abbandono all'esterno di una certa quantità di pupe a vari stadi. Questo fatto si verifica in occasioni di cambio di stagione, e io lo attribuisco ai primi freddi o a qualche sbalzo di umidità che possa aver ucciso le pupe. Meno male che ho provato a scaldare il nido e sono saltate fuori, oppure me le ritrovavo mature e non sapevo da dove fossero arrivate!!!

Il resto della covata è come sempre abbondante, ma non spaventoso come altre volte.

Non ho dati per sapere esattamente da quanto tempo le larve si sono sviluppate in regine, perché le larve delle ultime generazioni sono sempre molto grandi (quelle che generano major) e nel nido sfuggono a una non attenta osservazione, che in questo periodo andava ad altre specie, ma l'avvio deve per forza essere avvenuto già da metà settembre.

Regine generate in ritardo per quest'anno, frutto del caldo protratto anormalmente, o normalmente prodotte in anticipo di un anno sulla prossima sciamatura?

Indebolimento dei feromoni della regina madre, o decisione consapevole della colonia di riprodursi?

Vi tengo aggiornati.


20 ottobre 2011 — Robybar

E' interssantissimo!

Ho letto tutto il diario, che ho trovato interessante anche perchè sono anch'io alle prese con le Messor capitatus ed il tuo diario mi è stato molto d'aiuto!

Dovrebbero lnkarlo, se non lo hanno già fatto, nella scheda di allevamento di questa specie

Lieti auguri per le nuove nascite, comunque dovrebbero uscire prima i maschi.... sicuro di aver fatto caso a tutta la covata?

tienici informati sullo sviluppo della vicenda, mi raccomando

Comunque credo che la loro compara sia dovuta ad una scelta volontaria della regina, probabilmente perchè sente che è giunto il momento propizio, semplicemente perchè le regine non anscono per caso, per un abbassamento di ferormone dominante da parte della regina, altrimenti le operaie cesserebbero di allevare la prole della loro regina, ed in alcune specie arriverebbero all'ovideposizione.

Forse i machi vengono prodotti in un secondo momento per evitare incesti durante il folo nuziale, ipotesi


20 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Questa cosa che dovrebbero uscire prima i maschi è discutibile... Se avviene è solo perché hanno uno sviluppo più rapido, o possono essere stati generati da uova trofiche.

Ci sono però ancora molte larve nella covata e tutto può succedere.

Intanto, a quasi una settimana di distanza, le pupe continuano a pigmentare, sono spuntate le ali, ma a tutt'oggi non si sono ancora "risvegliate”!

Intanto, parlandone con Rigato, abbiamo convenuto che tutta la situazione quest'anno è molto anomala, sciamature in ritardo, di specie che non dovrebbero... anche questa produzione di regine forse fuori stagione...

Maschi non ne ho visti, e quando ho visto le regine puoi immaginare che ho passato con la lente tutte le gallerie!

Credo che la cosa resti per il momento isolata, non so se avrà un seguito!

Quanto a linkare la cronaca nelle schede... può essere un'idea! Lo farò appena possibile.


20 ottobre 2011 — Robybar

GianniBert ha scritto:

Questa cosa che dovrebbero uscire prima i maschi è discutibile... Se avviene è solo perché hanno uno sviluppo più rapido, o possono essere stati generati da uova trofiche.

Ci sono però ancora molte larve nella covata e tutto può succedere.

Intanto, a quasi una settimana di distanza, le pupe continuano a pigmentare, sono spuntate le ali, ma a tutt'oggi non si sono ancora "risvegliate”!

Intanto, parlandone con Rigato, abbiamo convenuto che tutta la situazione quest'anno è molto anomala, sciamature in ritardo, di specie che non dovrebbero... anche questa produzione di regine forse fuori stagione...

Maschi non ne ho visti, e quando ho visto le regine puoi immaginare che ho passato con la lente tutte le gallerie!

Credo che la cosa resti per il momento isolata, non so se avrà un seguito!

Quanto a linkare la cronaca nelle schede... può essere un'idea! Lo farò appena possibile.

Da me in Calabria solo le Messor hanno sciamato, ancora sono in ritardo le Lasius e le Crematogaster che sembrano già in letargo senza aver prodotto niente che possa vagamente somigliare ad una sciamatura... eppure un mese fa assistetti ad un trasferimento in massa di larve e pupe di sessuati in Crematogaster...


20 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Questa cosa della produzione dei sessuati e delle sciamature sembra non avere veramente regole precise invalicabili.

Una delle cose che Rigato mi diceva oggi è che la sciamatura può avvenire (parlando di Messor) all'inizio o alla fine della stagione. Non so quanto sia fondata questa affermazione. Domani chiederò dettagli più concreti. Delle mie in cattività, lui dice che è possibile che abbiano perso il concetto delle stagioni, avendo falsato i loro ritmi per anni...

E' persino possibile che le Crematogaster in questione sciamino la primavera prossima! So solo che nel caso delle Camponotus mi ha confermato che i sessuati vengono prodotti a ridosso dell'inverno per sciamare presto in primavera. Perché anche le altre adattabili specie non potrebbero comportarsi nello stesso modo, a fronte di annate anomale come questa, dove la primavera è tardata a venire e l'estate si è protratta oltre i limiti consentiti?


20 ottobre 2011 — Robybar

E' anche vero che da me oltre a 2-3 temporaloni pazzschi ma brevi (sufficienti per le messor) l'estate contnua a protrarsi in modo esorbitante...

Oggi, se il cielo non fosse stato offuscato dalle nuvole, si avrebbe potuto benissimo andare al mare...

Spero solo che le Crematogaster non abbiano già sciamato a mia insaputa...cosa praticamente impossibile, dato che ogni anno i sesuati di C.scutellaris invadono casa mia riempiendo tutti gli angoli di maschi morti e regine dealate...

tutti gli anni nn mi prendevo mai la briga di raccogliere qualche regina... solo quest'anno le C.scutellaris hanno deciso di prendermi per il


20 ottobre 2011 — mayx

Posso chiedervi una cosa, nella mia più totale ignoranza? Quando la regina sarà cresciuta ed avrà le ali per volare, che farai? La libererai in un luogo di sciamatura della stessa specie? In quanto so che senza il volo in cattività tranne che per le formiche che gemmano...non ci sono possibilità!

Comunque...è commovente la bellezza della natura! complimenti per la passione ed esperienza che metti in ciò che fai


21 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Io non credo che si arriverà a vederle sciamare.

Non sono nemmeno in numero sufficiente per giustificare il tentativo, ma non si sa mai cosa possano fare le formiche. Questa è la prima volta che la colonia produce sessuati, e non mi pongo il problema per ora, anche perché i primi nidi di Messor sono a una decina di km di distanza da casa mia.

In ogni caso per quest'anno non credo se ne farà nulla, nessuna regina ha ancora mosso un passo, e fuori ci sono già 12 gradi.


21 ottobre 2011 — Ruben

Arrivo in ritardo , solo adesso ho letto questa perla di Gianni... Davvero eccezzionale!!!!

era molto che non leggevo articoli cosi avvincenti e istruttivi,grazie!!!

La mia colonietta di capitata ha molta strada ancora da fare


24 ottobre 2011 — Fedepile

Gianni grande descrizione! Mi hai commosso

E ho avuto l onore di vederla questa colonia!!!


25 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

E' stata necessaria più di una settimana di gestazione per avere la pigmentazione finale e la prima attività di una di queste regine, nonostante il notevole aiuto dei termosifoni accesi in casa. Solo per stirare le ali e muovere i primi passi la regina osservata ci ha messo più di mezza giornata, leccata assiduamente da uno stuolo di ancelle premurose.

Nella prima foto, quella che sembra una larva al centro, è in realtà il mozzicone di un'ala nel suo astuccio (o forse solo accuratamente ripiegata e arrotolata) che le operaie svolgeranno e leccheranno per ore.

Messor regine 10-24a.JPG Messor regine 10-24b.JPG

Altra foto: con le ali ormai distese, la regina non è ancora perfettamente mobile. Solo in nottata sarà finalmente in grado di muoversi e cercherà subito un luogo riparato dove rifugiarsi. Veder schiudere una regina in una colonia che si è accudita per anni è una soddisfazione e un premio alla pazienza necessaria dai numerosi traslochi, dubbi e momenti anonimi.

Messor regine 10-24e.JPG

Alcune brevi sequenze riprese per testimoniare l'attenzione con cui le “ancelle” si occupano della schiusa (anche se è un termine inappropriato). Scusate per gli inevitabili riflessi, ma era una situazione difficile per i miei mezzi!

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25 ottobre 2011 — LUomoNero

Il video è spettacolare, così come anche le foto e, più in generale, quello che sta accadendo nella tua colonia. Ancora nulla la produzione di maschi? Qualora non vengano "prodotti", le neo-regine riuscirebbero a trascorrere l'inverno all'interno del formicaio?


25 ottobre 2011 — Fedepile

Incredibile Gianni! Un premio alla pazienza e perseveranza


25 ottobre 2011 — luca321

I miei più sentiti complimenti

Una curiosita, i maschi nascono in concomitanza alla nascita delle regine oppure la loro nascita è dettata da altri fattori?


25 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

I maschi degli Imenotteri nascono da uova non fecondate, che possono essere prodotte anche dalle operaie (uova trofiche) se portate a maturazione.

Il fatto che non nascano maschi o nascano "in differita” dovrebbe essere normale. Non sempre e non tutte le colonie producono in simultanea entrambi i sessuati. Questo diminuisce il pericolo di incesto (che fra gli insetti è relativamente incisivo) ma aumenta le possibilità di scambio genetico fra colonie. Ovviamente è più oneroso produrre regine che uno stuolo di maschi, oltre che più remunerativo.

Che siano nate solo due regine non mi stupisce nemmeno tanto: la colonia è davvero piccola nell'ordine di dimensione di una normale colonia selvatica di capitatus. Inoltre c'è tutto il tempo di creare una generazione più varia e numerosa entro l'estate prossima.

Al volo nuziale, come ho già detto non penso per ora.

In ogni caso la mia colonia d'estate stanzia sul davanzale della finestra, perfettamente libera di lanciare eventuali alati, anche se non ci sono (credo) nidi di capitatus nel raggio di almeno 10 km in linea d'aria.


25 ottobre 2011 — feyd

Gianni la il problema credo sia la pioggia senza la quale non sciameranno ed a quel punto avrai reginein casa per moooolto tempo.

Anvedi sti bamboccioni che non vogliono andare via di casa


25 ottobre 2011 — Fedepile

Feyd

Secondo me potresti ricreare le condizioni della "pioggia" innaffiando il terrario nella sua zona emersa. Quasi impossibile più che altro e' ricreare il tasso d umidità naturale, ottenuto dal sole dopo la pioggia ...

Ma vedrai che in un modo o nell altro si adatteranno


25 ottobre 2011 — luca321

Quindi si potrebbe pensare che le colonie con abbondante fonte di nutrimento creino maggiormente regine, dando il compito a quelle più povere in cibo, di creare maschi?

Può essere un'ipotesi plausibile?


25 ottobre 2011 — Robybar

Eccezzionale, ecczzionale ciò che sta succedendo nel tuo nido ed anche le nuove regine neosfarfallate.

Complimentissmi ancora!

luca321 ha scritto:

Quindi si potrebbe pensare che le colonie con abbondante fonte di nutrimento creino maggiormente regine, dando il compito a quelle più povere in cibo, di creare maschi?

Può essere un'ipotesi plausibile?

Una colonia ben sviluppata nella norma produce entrambi i sessi.


26 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Il nutrimento non c'entra, comunque puoi ingozzare una colonia e se non è il momento non li fa lo stesso! La colonia deve essere matura e ben strutturata, stabile in tutte le sue parti, a prescindere dalla specie in esame.

Produzioni di sessuati extra sono casi e situazioni anomale che dipendono da altri fattori.


26 ottobre 2011 — cava8484

è la prima volta che vedo la produzione di alati in una colonia in cattivà

complimenti ancora


26 ottobre 2011 — luca321

Ti ringrazio Gianni, chiarissimo

Complimenti ancora alla tua colonia


27 ottobre 2011 — PomAnt

leggo solo ora, stupefacente!

per la sciamatua (sono autoctone vero?) ho sempre sentito dire che dipende da condizioni difficilmente replicabili in cattività.


27 ottobre 2011 — GianniBert 🐜

Sono d'accordo. Infatti se mai succedesse non credo che lo faranno in casa.

In ogni caso questa regina è toscana dell'Isola d'Elba, quindi non è proprio lombarda, ma mi dicono che la fauna italiana è tutta abbastanza particolare rispetto a quella del resto dell'Europa, proprio per l'isolamento creato dalle Alpi e dal mare.

Sono abbastanza diffuse anche qui al nord, ma sono soverchiate da structor, che si trova più a suo agio nei climi più freddi.

Quanto alle effettive possibilità di sciamatura, io so che in alcuni casi si sono verificati anche in cattività, ma solo per alcune specie e in condizioni molto particolari, infatti non so di nessuno che abbia portato a termine una sciamatura di Messor!


27 ottobre 2011 — mayx

Scusate, ma come è possibile ricreare le condizioni ideali di un volo nuziale? Posso capire per i generi o le specie che gemmano, ma per quelle che sciamano?

A meno di non abitare in quegli enormi palazzi antichi con i soffitti di 4 metri e ricreando correnti ascensionali "circolari" con ventilatori opportunamente piazzati

Scherzi a parte, mi risulta difficile immaginare una possibilità del genere. Tranne che appunto in condizioni particolarissime (ma quali sono?)


27 ottobre 2011 — PomAnt

variazioni di temperatura, umidità, campo magnatico terrestre ecc

Il tutto inserito in un "macroperiodo" che fa presagire alla colonia che sia l'ora giusto.

Per esempio le stesse condizioni prodotte ad agosto o durante l'ibernazione portano a risposte diverse.


27 ottobre 2011 — Robybar

mayx ha scritto:

Scusate, ma come è possibile ricreare le condizioni ideali di un volo nuziale? Posso capire per i generi o le specie che gemmano, ma per quelle che sciamano?

A meno di non abitare in quegli enormi palazzi antichi con i soffitti di 4 metri e ricreando correnti ascensionali "circolari" con ventilatori opportunamente piazzati

Scherzi a parte, mi risulta difficile immaginare una possibilità del genere. Tranne che appunto in condizioni particolarissime (ma quali sono?)

Effettivamente si dovrebbero ricreare le condizioni ideali non solo atmosfericamente, ma gioca un ruolo importantissimo anche il tasso di umidità del terreno, la temperatura, la produzione di ferormoni provenienti da altri nidi che stimola la fuoriuscita dei sessuati, tutt ciò poi è percepibile solo dalle operaie che portano fuori i sessuati con la forza quando presagiscono le condizioni ideali per la sciamatura.

In natura sono sempre puntualissime da sciamare tutte assieme, ma in cattività tutti questi fattori sballano completamente.


06 novembre 2011 — Robybar

Hai notizie?

Penso che se non sciameanno, le regine verranno mangiate come è succsso ad un tizio su un altro forum a cui è spuntato um alato di messor(sesso non ben chiarito) nel suo formicaio dopo alcuni mesi che viveva alle spalle delle operaie.


11 novembre 2011 — GianniBert 🐜

Trovo un momento per aggiornare il diario e riferire gli ultimi avvenimenti nella colonia.

Quando alcuni di voi si domandavano come avrei affrontato la sciamatura delle ben due (2) regine nate, non mi ero davvero posto il problema: fare congetture, progetti, ipotesi, fa parte del gioco e poi vedere come va a finire e sperare che succeda qualcosa di inaspettato è nella nostra natura.

Io per conto mio non volevo stroncare il discorso sul nascere... chissà che sorprese potevano ancora riservarci queste Messor!

In realtà avendone già parlato con Rigato, nutrivo ben poche speranze: due regine isolate... nessuna presenza di maschi... una nascita fuori periodo in un formicaio artificiale...

Il risultato, a un paio di settimane dalla schiusa di entrambe le pupe, è il seguente: una sera nel fare pulizia dell'arena, ho trovato la prima regina fatta in due pezzi, e mancante di parte delle zampe, trasportata qua e là da una robusta maggiore. Era ancora viva, ma per poco. Tagliata in due ad opera della vecchia regina, o giustiziata dalle sorelle?

Questo non ci è dato di saperlo.

Le regina era dealata, ma certamente non a causa di un improbabile accoppiamento. In effetti avevo assistito a una scena, alcuni giorni prima, in cui alcune operaie sembravano "stirare” con le mandibole le ali della regina, senza però apparire aggressive.

A distanza di 3-4 giorni, in arena si aggirava solitaria la seconda regina senza ali: non sembrava ferita o sotto assedio, semplicemente camminava fra le altre operaie. L'ho prelevata e messa in una provetta con semi, di cui si è nutrita, e oggi le ho fornito anche un grillo, che ha aggredito ferocemente, mangiandone alcune parti.

Che fare di questa regina infelice?

Non ha futuro. Se avessi dei maschi da qualche parte potrei pensare di vedere se succede qualche cosa, metterla nella colonia potrebbe esporla a una morte rapida (be' neanche troppo) e pietosa; per ora non ho deciso. Che ne pensate?

In ogni caso queste anomalie si rivelano per quello che sono, e una estrosità come questa nascita non poteva portare a grandi risultati. Mi piace pensare però che questo sia un segnale che la colonia è matura, e che forse l'anno prossimo, con un po' di fortuna e una buona cura, lasciando come al solito il nido all'aperto, la colonia possa ottenere un risultato migliore.


11 novembre 2011 — Robybar

Mi spiace, comunque la regina che hai improvettato potrà anche deporre, ma dando solamente maschi poichè non fecondata.

Se riesci a farla durare fino all'anno prossimo (magari mettendo qualche operaia lavata in acqua e limone per cancellare l'odore)potrai provare ad accoppiare i maschi che ne escono con future nuove regine che quasi sicuramente la tua colonia produrrà l'anno prossimo.


11 novembre 2011 — Fedepile

Cmq vada a finire e' un segnale importante e che ha infuso in tutti noi del forum ancora più entusiasmo e determinazione

Un segnale anche x la tua colonia finalmente matura e sufficientemente "selvatica" x ipotizzare in futuro un ciclo completo

Sarebbe bello, dato il periodo esatto x la sciamatura annuale delle Messor (anche se ormai quasi terminato) trovare ⅘ maschi e metterli insieme alla regina.

Magari la principessina li farebbe a pezzi, magari no ...


11 novembre 2011 — feyd

belle osservazione e povera regina.

probabilmente stava svolgendo il lavoro da operaia, io la reinserirei nel formicaio e via accadrà quel che deve , magari andrà per il meglio e avrai una regina\operaia ahahahah il sogno di ogni comunista

riesci a distinguere la nuova regina dalla vecchia regina?


11 novembre 2011 — ParroccheTTo

Una domanda: come mai è dealata? Il dealamento non comporta anche rilascio di feromoni di una colonia "nuova" ? Perchè altrimenti sarebbe stata attaccata, se non erro. Avevo già letto un comportamento simile, una sorta di regina/operaia: la regina si era però, come in questo caso, dealata nel formicaio senza apparentemente essersi accoppiata.

Ah, ecco il post:

viewtopic.php?f=50&t=1771


11 novembre 2011 — zambon

Come detto un buon può segnale che la colonia è in via di maturazione o già matura, chissà se anche in natura succedono queste anomalie (tipo prova gunerale per il prossimo anno), un pò come un accenno di maturità, in fatti come tempistica di produzione di sessuati ci siamo.

Comunque rimane la soddisfazione!


11 novembre 2011 — Fedepile

Beh la vecchia regina immagino abbia l addome molto più sviluppato visto che ha scongelato i ... non sono come si traduca in italiano ... Gli spermatozoi dei maschi


12 novembre 2011 — Robybar

Fedepile ha scritto:

Beh la vecchia regina immagino abbia l addome molto più sviluppato visto che ha scongelato i ... non sono come si traduca in italiano ... Gli spermatozoi dei maschi

Si chiamano spermatozoi, o gameti

Comunque non c'è molta differenza fra una regina vergine o appena dealata ed una regina che ha già la sua colonietta stabile, anzi quasi per niente.

Forse la regina già avviata con un consistente numero di operaie avrà l'addome leggermente più grosso, ma spesso si rimpicciolisce perchè durante la sciamatura contiene solo i grassi per far sopravvivere la regina che deve fondare, questi grassi però non so se vengano smaltiti lasciando l'addome più piccolo oppure vengano sostituiti dal volume delle ovarie...


29 dicembre 2011 — sabby fattyboy

Mi unisco al coro generale dei meritatissimi complimenti!

Ma la descrizione iniziale l'hai scritta in un sol colpo ?

Una domanda: e' possibile scrivere un diario di allevamento come un topic ed una serie di messaggi ?

Ad es. Topic: Lasius emarginatus colonia 01 seguito poi dai vari messaggi che ne descrivono lo sviluppo nel tempo, lasciando cosi' spazio anche ai commenti ed alle domande di altri, per condividere l'esperienza e renderla utile ed istruttiva per tutti.

Vorrei mantenere il diario all'interno del forum anziche' scriverlo come un blog sul mio sito, cosi' da poterlo eventualmente linkare con le schede di allevamento come ti hanno suggerito anche in questo caso.

Comunque grazie per il bellissimo post.

ciao, sab.


29 dicembre 2011 — GianniBert 🐜

sabby fattyboy ha scritto:

Mi unisco al coro generale dei meritatissimi complimenti!

Ma la descrizione iniziale l'hai scritta in un sol colpo ?

Una domanda: e' possibile scrivere un diario di allevamento come un topic ed una serie di messaggi ?

Questo post è parte del mio diario personale dove aggiorno i progressi delle mie colonie.

In parte era stato postato in un forum precedente, ma era un peccato perdere tutta la storia a causa della "pulizia etnica” operata su quel forum.

Così ho pensato bene di riproporre in un blocco unico le prime puntate, aggiornare le foto e aggiungere particolari che potessero essere utili a tutti, in modo di formare un racconto armonico che riassumesse i primi anni della colonia e i miei vecchi appunti migliorati.

Da quel momento il post segue l'iter classico degli altri diari e riporta commenti, interventi ed aggiunte cronologicamente esatte.


30 dicembre 2011 — luca321

Si potrebbe avere il link del diario originale?! È assolutamente interessante leggere le tue esperienze con le Messor.


30 dicembre 2011 — GianniBert 🐜

Questo potrebbe essere un po' difficile... il mio diario non è scritto in nessun link.

E' un documento che potrei al limite trasformare in pdf, e comunque coinvolge circa 6 anni di appunti... misti con tutte le altre colonie sperimentate in quel periodo, sarebbe laborioso estrapolare solo la parte delle Messor, che può essere riportata in ogni appunto assieme a racconti di Formica, Camponotus, Myrmica o altro.

Io scrivevo le mie osservazioni saltuariamente, o a fronte di qualche avvenimento particolare.

Se però davvero a qualcuno potesse interessare un simile diario, ci penserò e vedrò se il lavoro di trasformarlo in pdf vale la pena di essere fatto e messo a disposizione di tutti...


30 dicembre 2011 — luca321

Io mi sono spulciato tutto il forum per cui sarei molto curioso di leggere l'originale diario! Se hai tempo e voglia sarebbe un gran bel regalo per noi utenti e per i curiosi in generale


29 febbraio 2012 — GianniBert 🐜

La colonia al risveglio che avevo deciso per questi giorni.

Ecco come si presenta un bel nido di meno di due anni, sfruttato pienamente da una colonia numerosa, al principio della stagione lavorativa...

Capirete ora perché sto preparando un nuovo nido più grande e...... pulito. Queste Messor sono delle vere zozzone!

2-29 capitatus.JPG


29 febbraio 2012 — ParroccheTTo

Colonia grandiosa, mi chiedevo una cosa: dopo circa quante operaie la colonia si tranquillizza nei confronti dello stress? Ho avuto per poco tempo una colonia di circa 30 operaie di Messor wasmanni, ancora in provetta, ed ogni vota che alzavo la voce magari nei pressi dell'arena si scatenava il finimondo; non ti dico alla minima vibrazione sullo scaffale poi!


29 febbraio 2012 — Lasius

Non credo che ci sia un numero preciso, infatti le mie Messor capitatus che si erano abituate alle mie vibrazione, ora che non le controllo spesso si agitano molto di più.


06 marzo 2012 — quercia

bellissimo ed avvincente diario

in parole povere sei costretto a trasferirle ogni anno?

quante sono al giorno d'oggi le operaie? e quale è il rapporto numerico fra le varie caste? riesci a fare una stima?


06 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Appena possibile aggiornerò il diario con il trasloco avvenuto proprio in questi giorni.

Fare una valutazione di caste e rapporti numerici è abbastanza difficile, si può fare solo una stima approssimativa. E per il trasferimento... spero proprio di non doverne fare più per un bel pezzo!

Il nido che ho rimpiazzato dovrebbe resistere a lungo, sempre salvo imprevisti. Il tasso di umidità fornito alla colonia dovrebbe cambiare ed essere gestito in maniera diversa, cosa che spero eviterà accumuli di sporcizia interna e possibilità che scavino ancora in maniera massiccia.

La valutazione sulle operaie della colonia si aggira sempre intorno alle 8-10000 unità, ma è evidente solo quando davvero devi trasferirle! Allora capisci quante sono! Solo di cadaveri raccolti dalla stagione invernale e quelli rinvenuti o causati durante il trasloco sono circa un migliaio le perdite, e la colonia non sembra nemmeno avere avvertito la differenza...

Penso che con il nido più grande e una stagione propizia supererà le 12.000 entro l'autunno.

Il nuovo nido sarà comunque in mostra a Entomodena ad aprile, e chiunque voglia mettersi a contare le operaie è gradito! basta che poi mi dia i risultati.


06 marzo 2012 — Tauma

complimenti per i progressi della tua colonia!! attendiamo di vedere con ansia il nuovo nido! intendi farlo di gesso?


06 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Il nido è in gasbeton.

25 x 60, x 8 di spessore, se no non sta su in sicurezza.

Ma lo vedrete a breve.

Un nido in gesso così grande è difficile da gestire, soprattutto per quel che riguarda l'umidità, e poi peserebbe almeno 15 chili... no, no, gasbeton!

La colonia è già trasferita, come dicevo. Conta circa 80 stanze e sembra che abbiano apprezzato la disposizione. E' presente una covata invernale di circa un centinaio di larve, più o meno. Ma la regina sembra ben disposta alla prima deposizione primaverile, e allora mi aspetto un disastro di uova, come negli anni precedenti.

Ho fatto sì che i vecchi depositi alimentari venissero abbandonati a favore di nuove raccolte di semi freschi, e loro sembrano aver apprezzato anche questo.

Per ora hanno mangiato solo qualche camola e un paio di grilli. Se la regina gradisce proteine per iniziare a deporre, non dovrebbero mancarle...


06 marzo 2012 — GianniBert 🐜

ParroccheTTo ha scritto:

mi chiedevo una cosa: dopo circa quante operaie la colonia si tranquillizza nei confronti dello stress? Ho avuto per poco tempo una colonia di circa 30 operaie di Messor wasmanni, ancora in provetta, ed ogni vota che alzavo la voce magari nei pressi dell'arena si scatenava il finimondo; non ti dico alla minima vibrazione sullo scaffale poi!

Le operaie si tranquillizzano solo con l'abitudine.

Una colonia spesso disturbata presto capisce che il pericolo non esiste e smette di agitarsi.

Ma se le lasci tranquille per qualche giorno tornano ad abituarsi all'assenza di vibrazioni... sono tonte, ma imparano in fretta. E' che una colonia numerosa si agita in fretta ma si stressa meno. Forse in virtù di una distribuzione unanime dello stress?


07 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Progetto e messa in opera del nuovo nido per Messor capitatus.

Negli ultimi mesi del 2011 le operaie del Grande Nido hanno messo in atto un attacco diretto alla struttura. Il mio sospetto è che le formiche siano stimolate a scavare dove sentono più umido, e che si concentrino soprattutto dove è per loro più logico scavare: quindi in basso e sfruttando le estremità ad angolo. E' molto più difficile che si mettano a scavare a caso in una superficie piatta senza riferimenti. Per la seconda volta da che uso il gasbeton, lo scavo avviene in questi punti.

Il prossimo nido deve quindi risolvere il più possibile questo rischio per durare più a lungo, e deve essere più grande per rendere inutile il bisogno di ingrandirsi. Ovvio che non posso comunque dare loro quello che si aspettano! Un nido di Messor può essere naturalmente molto esteso e scendere per metri in profondità! Io poi devo poter sempre spostare il mio nido, quindi ho delle limitazioni.

Ho così scavato un blocco da 60 cm x 25, lasciando questa volta più spazio in basso, avendo l'accortezza di "svasare” il disegno delle gallerie negli angoli inferiori. Le pareti delle stanze perimetrali sono state levigate con una piccola mola che rende più difficile individuare punti deboli a cui attaccarsi con le tenaglie. Negli angoli stremi non ci saranno stanze. ma solo gallerie di collegamento.

Le stanze non saranno molto profonde; il nido precedente raggiungeva anche i 3 cm di profondità, ma spesso le formiche sparivano in un ammasso nero sul fondo. Qui la profondità non deve superare i 2 cm, ma per recuperare spazio vivibile limiterò al massimo gli spessori inutili. Piuttosto cercherò di creare un disegno intricato che costringa la popolazione a percorrere più strada possibile interna. Quindi la disposizione non potrà essere molto fantasiosa e naturale, piuttosto sarà l'effetto labirinto e la differenza dimensionale delle singole stanze a creare un effetto più naturale possibile (compatibilmente col materiale usato!).

Non posso colorare il disegno interno: ho sempre timore che il colore a contatto possa infastidire le formiche o la covata, inoltre, se non si azzecca il colore giusto, la visibilità di operaie o covata è compromessa. Non è facile azzeccare il colore giusto e distribuirlo decentemente su una superficie rugosa e piena di anfratti: occorrerebbe un attrezzatura a spruzzo, e un lavoro che non posso permettermi, senza garanzie di risultati.

A chi volesse invece seguire questa possibilità consiglio di spruzzare con areografo a colore chiaro la struttura interna, per poi ricoprire con colore alternativo la sezione esterna. L'effetto sarebbe sia naturale che efficace.

Perché colorare il gasbeton? Qualcuno penserà che se comunque le gallerie restano bianche, l'unico effetto che si guadagna è quello di contrasto... In realtà la superficie interna cambia presto colore, soprattutto nel caso delle Messor, che tendono a sporcare tutto quello che toccano. Inoltre l'impatto globale visivo è meno diretto che con il materiale grezzo. Le gallerie chiare risaltano sullo scuro e le formiche sono ben visibili sul chiaro; inoltre le larve e le uova risultano ugualmente spiccare, spesso appese o accumulate sul pavimento.

Userò il sistema di umidificazione a bacinella: per un nido di queste dimensioni lo ritengo il più sicuro da controllare. Per far stare il blocco in una bacinella e contemporaneamente avere il nido più grande possibile ho inciso il piede a T, che permetterà all'umido di raggiungere i piani bassi, ma non permetterà all'acqua di risalire fino alle stanze basse direttamente.

Questa forma dovrà essere accompagnata da un vetro tagliato ad angolo mozzo in basso. Due viti laterali non consentiranno al vetro di scorrere verso il basso nonostante il suo peso, quando il nido viene sollevato e trasportato.

Ho tracciato il disegno iniziale posizionando solo le stanze, che saranno circa 80. In seguito le ho tracciate con il trapano a punta fine, e ho usato una punta più larga per ricavare le stanze vere e proprie. Quando ho ottenuto la posizione definitiva delle stanze ho progettato i collegamenti ad arte, cercando un disegno più intricato ma funzionale possibile: le formiche devono poter gestire covata e granai al meglio, senza avere però la possibilità di passare da una stanza all'altra in ogni punto. L'alternanza stanze piccole-stanze grandi è stata pensata non solo per estetica visiva, ma anche per funzionalità: le più profonde al centro, le meno in basso, per limitare ulteriormente la possibilità alle formiche di nascondersi alla vista.

1 Disegno pianta.JPG

Nelle stanze più alte ho messo in opera il sistema collaudato a mensole interne più corte che aumenta le superfici d'appoggio senza compromettere la vista. E' un lavoro che va fatto con la punta adatta, non troppo grande né piccola, perché è facile danneggiare le strutture sottili più delicate, basta una vibrazione in più, una punta che sfugge al controllo... e si fa saltare la mensolina!

Poi ho piallato con la fresina il perimetro estremo interno.

2 Scavo delle stanze.JPG 3 Scavo collegamenti.JPG

E' seguita la colorazione con tempera acrilica, già sperimentata.

5 verniciatura.JPG

Lasciato asciugare il colore ho fissato il vetro con appositi tasselli angolari avvitati. Come sempre, i lati e il retro non verranno colorati per permettere sempre di percepire lo stato di umidificazione del materiale, dato che un alone più scuro si manifesta dove l'acqua è arrivata a saturare il bitume cellulare. Un altro guaio del gasbeton è che si danneggia facilmente; così ho applicato dei listelli su tutti gli angoli possibili per proteggerlo dagli urti.

6b vetro.JPG 7 listelli.JPG

Le uscite saranno 2: una all'arena e una di scorta a cui applicherò una provetta a scopo serbatoio d'acqua.

Riadatterò l'arena dell'anno scorso, almeno finché non potrò costruirne una ancora più grande, ma sempre proporzionata al nido sottostante.

Qui viene il bello: il TRASLOCO.

Se non avete mai provato a far cambiare casa a 10.000 formiche leggermente isteriche, non potete capire, magari solo immaginare. Faccio questo lavoro in casa, non posso permettermi che facciano i comodi loro!

Purtroppo ho messo in atto il trasloco quando le temperature erano già risalite di molti gradi: se l'avessi fatto nei giorni di freddo russo scorsi, le formiche si sarebbero prestate meglio all'operazione! Ora in casa ho circa 18-20 gradi, e il riscaldamento del nido nuovo è meno incisivo sul loro umore; in ogni caso escludo l'arena e la pulisco; la collego al nuovo nido; collego in vecchio nido al nuovo, posizionato a contatto col termosifone, inoltre appoggio al vetro un cavetto riscaldante protetto da lastra metallica per diffondere ulteriormente il calore.

In 5-6 giorni ottengo il trasferimento della regina (covata e parte della popolazione si sono trasferiti in 2-4 giorni), dopo di che c'è la stasi. Nonostante disturbi il vecchio nido in molti modo (acqua, vibrazioni, ecc.) restano sempre una grande quantità di formiche nel nido vecchio. Scelgo allora la tecnica già sperimentata con Formica cunicolaria, come male minore.

Dopo aver scacciato a scossoni la maggior parte di formiche possibile attraverso il collegamento, chiudo il passaggio. Segue: apertura del vetro del vecchio nido nella vasca da bagno (...), lavaggio a doccia ad alta pressione e conseguente annegamento delle formiche rimaste nelle gallerie, cercando di spingerle a cadere fuori, nella vasca. Ripescaggio con retino di tutte le formiche APPARENTEMENTE annegate (ottimo anche un colino!), e accumulo di cadaveri in vaso alternativo spalmato di borotalco sui bordi alti.

La doccia forzata si ripete più volte.

Ci vogliono 3 ore per rimuovere e raccogliere circa 1000-1500 formiche rimaste (ma chi le ha contate?) usando tutte le tecniche possibili, dall'aspiratore al pennellino alle mani nude. Lascio il nido immerso in acqua nella vasca. L'indomani mattina asciugo il nido. Due giorni dopo, ne escono ancora alcune formiche vive, sfuggite al rastrellamento!

Tutte le formiche annegate, anche dopo mezz'ora di immersione, e gettate nel contenitore, o direttamente in arena, si sono riprese perfettamente.

La colonia è sistemata al meglio ora. Spero di non dover ripetere più per almeno due anni questa operazione, ma chi lo dice alle maledette?

PS: quello sopra è il piccolo nido di Messor barbarus di un anno circa di vita.

3-07 capitatus.JPG Allego per vostra conoscenza, una foto delle condizioni delle gallerie del vecchio nido all'uscita dall'inverno. Vi renderete conto che il nido non poteva reggere ancora in queste condizioni!

Nido rovinato 1.JPG


07 marzo 2012 — feyd

ahahahah gianni sei sempre il solito complimenti per il megalavoro

il nuovo nido è bellissimo, e le tue esperienze ci aiutano a noi nuovi costruttori di nidi.


07 marzo 2012 — cava8484

bellissimo,chissà che fatica il trasloco

complimentoni


07 marzo 2012 — zambon

Bellissimo Gianni e lavoro molto ben riuscito, complimenti!


07 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Grazie a tutti. E' stata dura, ma ne valeva la pena!

Questo nido è molto meglio del precedente, e la vista ne ha guadagnato!


07 marzo 2012 — quercia

GianniBert ha scritto:

Grazie a tutti. E' stata dura, ma ne valeva la pena!

Questo nido è molto meglio del precedente, e la vista ne ha guadagnato!

già, è davvero molto bello gradevole alla vista. anche io sono un fan della praticità ma quando questa su aggiunge ad un lavoro fatto bene....


07 marzo 2012 — ParroccheTTo

Bellissimo lavoro, complimenti per l'impegno! Una domanda: che rapporto quantitativo hanno con il cibo?


07 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Cos'è il "rapporto quantitativo”?

Come tutte le Messor, tendono ad accumulare provviste che poi non usano fino in fondo.


07 marzo 2012 — luca321

Un Grande lavoro per una Grande colonia!! Complimenti a entrambi!!


07 marzo 2012 — Robybar

Complimenti anche da me.

Ma quanto occuma una colonia di dimenzioni massime di M.capitatus?

C'è qualcuno che lo sa?


07 marzo 2012 — ParroccheTTo

GianniBert ha scritto:

Cos'è il "rapporto quantitativo”?

Come tutte le Messor, tendono ad accumulare provviste che poi non usano fino in fondo.

Mi sono espresso non male, di più! Intendevo:

Quanto cibo consuma in media (settimanale? giornaliera?) una colonia di Messor di queste dimensioni?


07 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Due risposte molto approssimative...

So che le colonie di Messor possono scendere in profondità anche 4 metri, ma immagino sia soggettivo al territorio, alla specie e alle dimensioni della colonia.

Grandi colonie poliginiche di M. structor sono sicuramente molto estese. Detto questo, credo la popolazione possa contare per colonie mature anche un centinaio di migliaia di operaie, ma qui lo dico e qui lo nego ...

La seconda ricalca quello già scritto: Messor accumula grandi quantità di riserve di cibo, ma stabilire quanto consuma poi è difficile. Bisognerebbe pesare, o contare il raccolto giornaliero e calcolare i consumi... in presenza di una covata poi il consumo cresce ma con che entità?

Il metabolismo cresce poi quando fa caldo e le formiche lavorano e consumano di più.

Vi dico una cosa però, la colonia di Camponotus vagus, con circa 1000-1200 operaie, consumava giornalmente 2-3 grilli adulti e un cucchiaio abbondante di miele. Le Messor sono più piccole e meno carnivore, quindi è lecito pensare che consumino giornalmente un corrispettivo in peso almeno doppio.


07 marzo 2012 — Julius62

complimenti!! wao è bellissima invidia!! speriamo che una delle mie regina raggiunga le dimensioni ENORMI della tua


07 marzo 2012 — feyd

GianniBert ha scritto:

Due risposte molto approssimative...

La seconda ricalca quello già scritto: Messor accumula grandi quantità di riserve di cibo, ma stabilire quanto consuma poi è difficile. Bisognerebbe pesare, o contare il raccolto giornaliero e calcolare i consumi... in presenza di una covata poi il consumo cresce ma con che entità?

Il metabolismo cresce poi quando fa caldo e le formiche lavorano e consumano di più.

Vi dico una cosa però, la colonia di Camponotus vagus, con circa 1000-1200 operaie, consumava giornalmente 2-3 grilli adulti e un cucchiaio abbondante di miele. Le Messor sono più piccole e meno carnivore, quindi è lecito pensare che consumino giornalmente un corrispettivo in peso almeno doppio.

tanto da mandare fallito a suon di miele e grilli

be sarebbe interessante vedere quante sementi consumano, magari non facendogli immagazzinare grandi quantitativi cosi da sapere quando è il consumo giornaliero, che sò gli dai un kg di semi ed aspetti che li finiscono, o ovviamente quantità minori più spesso cosi da fare una media di consumo giornaliero, ma si deve aspettare che finiscano i semi precedenti finiscano e questo credo dia problemi alla colonia.


08 marzo 2012 — GianniBert 🐜

La realtà è che il metabolismo alimentare delle formiche in assenza di covata è bassissimo, e possono vivere a "lunghissimo” con le scorte personali, così è quasi impossibile fare conti, anche perché in nido artificiale, se non hanno da scavare, trasportare, cacciare e perlustrare, non consumano niente!

L'unico picco di consumo è nel momento in cui molte larve si sviluppano e devono crescere, cosa che effettivamente dura poco, perché la fase larva in certe specie e condizioni non dura più di 15 giorni.

Inoltre temo che se vengono a mancare provviste cali anche lo stimolo a deporre... una formica che si morde la coda...

Per le mietitrici sarebbe davvero interessante poter fare questi calcoli di consumo. Io vedo che in piena stagione la quantità di rifiuti da seme aumenta vertiginosamente, ma resta sempre minore di quello che uno si può immaginare.

In proporzione sembrano consumare di più le formiche più spiccatamente carnivore come Formica o Pheidole.

Ma è facile capire perché: i semi possono essere mantenuti, mentre gli insetti si deteriorano e vanno mangiati subito. Qui troviamo una capacità superiore del Genere di immagazzinare il cibo nel corpo come replete, cosa che nelle Myrmicine è limitata.


08 marzo 2012 — Ruben

Wow!!! mi avevi fatto vedere il nido prima del trasloco, adesso che vedo il risultato finito sono ancora più stupito!!!

che lavorone!!!

veramente imponente una colonia cosi, certo che per quanto discontinua e inquantificabile la quantità di cibo che consumano sarebbe interessante sapere quanta sia...

per dire, aggirando l'ostacolo...

quanto hanno di scorta nei loro granai? l'equivalente per dire di quattro cucchiai? (per esempio?)

allora da marzo 2012, si potrebbe quantificare la quantità di semi che gli somministri...e segnare il tutto fino a marzo prossimo...per dire...

cosi si potrebbe vedere in un anno quanti semi consumano...

chissà quanti alati questo agosto!!!


08 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Sugli alati ci spero ma non ci credo finché non li vedo.

Per calcolare quanto consumano posso fare di meglio: ho effettivamente una barattolo di semi e posso segnare quanti ce ne sono adesso.

Dovremo escludere i semi di tarassaco in aggiunta che però non fanno molto massa, e posso calcolare quanti grilli e camole darò loro semplicemente contandoli.

Però per le mie esperienze questa colonia mantiene sempre una certa quantità di semi anche dopo l'inverno, semi che non so se in realtà mangerebbero, perché io ne sto dando di nuovi e quelli vecchi sono andati perduti nel trasloco (ma meglio così partiamo da zero). In ogni caso hanno raccolto subito i semi freschi, e per ora ce ne sono un paio di cucchiai stipati. Inoltre hanno già mangiato 2 grilli e 2 camole.

Da ora in avanti terrò un conto dei consumi, ma tu con le tue colonie riesci a fare lo stesso?

Le structor che hai sono un bel numero, se non ricordo male. Tengono anche loro provviste o le rifornisci di volta in volta?

Qui non si tratta di sapere quanta roba immagazzinano, ma quanta effettivamente ne avanzano... Inoltre in una colonia così è difficile anche capire di quanto aumentano di numero! I calcoli sono sempre approssimativi!

Mi impegnerò comunque a compilare questa statistica...


08 marzo 2012 — Ruben

Per le structor ,ho visto che hanno sempre larvette a volte meno a volte di più ma ce ne sono sempre...(dato che stanno perennemente in casa e non ibernano) anche se ovviamente non le riscaldo quindi in inverno sono rallentatissime.

Purtroppo però la colonia ha avuto moltissime perdite per colpa del trasloco, con scossoni dovuti al trasporto si è creata una piccola fessura sotto al nido e sono uscite molte operaie, oltre a altre perdute per disidratazione quando non c'ero...

comunque sono sempre sulle 3000 circa (hanno fatto un finto sciame 4 giorni fa...)

il consumo di cibo che avevo stimato è di circa un cucchiaio(da minestra) di semi al mese (4 grammi) in media (in inverno molto meno in estate molto di più)

tenendo conto che gli do altri semi quando vedo che le scorte calano fino a quella stessa quantità di un cucchiaio circa nel granaio.

e un grillo o camola o locusta o 2 crocche per cani bagnate ogni 5 giorni (sempre in media)

farebbero quindi all'anno sui 50g di semetti e più di 70 insetti ...

probabilmente esagero con gli insetti

solo che questi dati lasciano il tempo che trovano dato che la popolazione ha fluttuato drasticamente, in effetti a giugno scorso erano forse 5000 e mangiavano molto di più... per cui l'idea di una media annuale è buona se la popolazione ha una dinamica realistica e non fluttuante come la mia...

vedremo quest'anno...


08 marzo 2012 — quercia

ma fornendo ad esempio ½ kg di semi cosa farebbero? li porterebbero tutti nel nido sottraendo spazio vitale a se stesse o accumulata una certa quantità smettono di foraggiare e si rinchiudono nel nido a mangiare?


08 marzo 2012 — Ruben

più o meno...

escono moolte di meno in quel caso...e soprattutto se gli servono proteine,ma comunque qualcuna esce lo stesso...in effetti hanno l'istinto di portare comunque più semi possibile nel nido...

a volte lo ho fatto,solo che in artificiale li conservano meno bene, e spesso se è troppo umido molti semi gli si rovinano e loro li abbandonano fuori...

in natura ovviamente è diverso possono scavare a vari livelli e fare camere di diverse grandezze e spostare i semi nei posti piu secchi a seconda di quanto gli serve...per una conservazione ottimale...


08 marzo 2012 — quercia

le Messor sp, capitatus in particolare al contrario di altre specie terricole, prima dell'inverno accumulano ad arte attorno alle entrate dei nidi semi di gramigna e di malva che poi germinano e hanno sicuramente la funzione di sigillare l'entrata e proteggerla da infiltrazioni d'acqua che andrebbero a danneggiare le loro (grandi) riserve


26 marzo 2012 — GianniBert 🐜

Sono sempre più contento del nuovo nido e della sistemazione che la colonia ha preso davvero bene!

Aver scavato stanze meno profonde del precedente ha migliorato del 50% la visibilità e le formiche non sembrano particolarmente infastidite dal fatto.

3-25 capitatus covata.JPG

La parte alta rimane sempre ben asciutta. In precedenza sembrava che questo non fosse discriminante per la raccolta dei semi, ad esempio. Faceva pensare che potessero tenerle in zone più fresche e umide per qualche motivo, ora che invece dispongono di maggiore spazio, i semi secchi sono tenuti rigorosamente nelle stanze superiori (come farebbero in natura, dove vengono trovati se scavate un nido maturo) e sono portati in profondità solo per essere mangiati.

La regina sta quasi sempre nelle gallerie di fondo del nido. Potete vedere come i tergiti del gastro siano dilatati in vista di abbondanti deposizioni. Tengo alcune ore di leggero riscaldamento giornaliero con cavetto su vassoio di metallo (per riflettere meglio il calore) che però dubito superi i 25 gradi interni.

3-25 capitatus regina E.JPG


26 marzo 2012 — feyd

Complimenti gianni si vede che la regina sta proprio bene

Ci fai vedere una fotodelle uova


01 aprile 2012 — Robybar

Certo che mi fa strano sapere che la regina bella pasciuta in foto sia la stessa che hai trovato 6-7 anni fa tutta stordita e malridotta...


01 aprile 2012 — quercia

è questa la differenza fra un'allevatore di formiche ed uno sterminatore di formiche


09 maggio 2012 — GianniBert 🐜

Non vi ho fatto vedere le foto delle uova allora, e non ve le faccio vedere adesso (troppo colesterolo ), ma potete vedere uno scatto dell'attuale camera delle larve appena schiuse e fidarvi sulla parola che di uova ce ne sono.

Attualmente ci sono una decina di ripiani in queste condizioni, a vari stadi di sviluppo e due camere a doppio ripiano con questo tipo di larve appena schiuse.

Quello che ho registrato, come altri anni, è un periodo primaverile di "abbandono” della covata allo stadio pupale.

Cioè, per una quindicina di giorni, molte pupe già sviluppate vengono portate fuori dal nido e abbandonate come morte sul cumulo dei rifiuti. Non ho ancora scoperto il motivo di questa epidemia primaverile, ma non è la prima volta, e capita sempre in questo periodo, forse che le pupe più avanzate dal periodo invernale siano danneggiate in qualche modo.

5-09 capitatus B.JPG


02 luglio 2012 — GianniBert 🐜

Dopo una primavera stentata, in cui sembrava che le pupe non arrivassero vive alla fase di pigmentazione (venivano espulse dal nido e abbandonate), finalmente nuove generazioni di operaie stanno arricchendo la colonia.

7-02 capitatus 01.JPG

Il mio sospetto è che la stagione stentata e fredda fino al mese scorso abbia compromesso, facendole ammalare, alcune generazioni appena schiuse dopo l'inverno. Vi erano molte major nelle espulsioni, mentre ora c'è una maggioranza di operaie minori.

Questa cosa ricorrente mi fa sospettare che sia bene non porre più la colonia al freddo nella stagione invernale, ma mantenerla a temperature normali casalinghe.


02 luglio 2012 — tulindo

Quindi suggerisci di non mandarle in ibernazione, ho capito bene? (anche una colonietta o solo una di grosse dimensioni come la tua?)

Ma questo secondo te vale solo per questa specie o anche per altre Messor?


02 luglio 2012 — Filobass

Io non ho mandato in ibernazione le mie Messor minor in inverno: ho osservato che le larve non venivano mangiate ma appena crescievano e diventavano pupe venivano divorate, inoltre la regina non ha mai deposto.

Ma ovviamente può trattarsi di un caso isolato


30 luglio 2012 — Danius

magistrale diario, oggi inizierò a dare forma ad un nido per la colonia più numerosa, con 10 operaie proprio di Messor capitatus, ma il numero cresce rapidamente, e non potevo trovare di meglio, comlimenti!


26 agosto 2012 — Alejet

Semplicemente meraviglioso! Questa sera l'ho passata a leggere tutto il tuo diario... Che dire... Complimenti!!! Per neofita come me sembra una cosa impossibile da ricreare....

Regine quest'anno se ne sono formate?


02 settembre 2012 — GianniBert 🐜

Nonostante segni di ripresa di salute della colonia, in questa estate torrida, pupe di regine io non ne ho viste.

Come già detto, la covata e la colonia avevano sofferto una crisi di umidità e freddo eccessivi fino a maggio inoltrato; finalmente il caldo estivo milanese ha preso il sopravvento, e dove altre colonie hanno sofferto i 30-36 e più gradi afosi della città, Messor ne ha approfittato per riprendersi e lanciare una nuova offensiva riproduttiva.

Da almeno un mese la situazione della colonia è la seguente, con una quantità di covata notevole e le operaie che bottinano in abbondanza.

9-1 messor covata 01.JPG

9-1 messor covata 07.JPG

Qui possiamo vedere che il bisogno proteico le spinge ad accettare cibi insoliti, come il wurstel!

9-1 messor covata 06.JPG

Mi aspetto quasi un raddoppio della popolazione rispetto alla primavera.


02 settembre 2012 — feyd

Gianni la quantita di pupe fa impressione complimenti vivissimi

Forse è ancora presto per le regine e quella di quest'anno era solo l'avanguardia di quello che succedera il prossimo, anche perche sarebbe strano se accadesse in modo completamente improvviso.


15 ottobre 2012 — Robybar

Questa colonia mi piace ogni volta di più!

Inutile continuare a farti i coplimenti su come hai tirato su questa famigliola.

La regina come sta?

Si gode la sua colonia?


28 gennaio 2013 — AntMattia

Avevo gi letto il tuo diario, ma mi è ricapitato sotto e posso dire che tu abbia una di quelle colonie a cui tutti aspirano!! Immagino quanta fatica ti sia costata!.. Bhè adesso come stanno? Se hai tempo caricheresti qualche foto del formicaio e della loro sistemazione? Grazie! :D


28 gennaio 2013 — GianniBert 🐜

Appena possibile caricherò nuove foto e un aggiornamento del mio diario.

La colonia sta bene, ma non ci sono grandi novità da raccontare, non mi piace scrivere post tutti uguali dove dico sempre le stesse cose.

Se non ci sono sviluppi particolari, in bene o in male, non aggiorno il diario, se no in 8 anni avrei riempito una enciclopedia.

Non so nemmeno più quante possano essere le operaie, perché ci sono crescite e cali ciclici, e d'estate subiscono perdite (l'attacco di quest'anno delle Camponotus vagus, le disperse quando le lascio libere sulla finestra...); sono migliaia, ma vorrei vedere se la primavera porterà novità.

La scorsa c'era stata la nascita di alcune regine, poi uccise dalle operaie, questa prossima...

Posso solo dirvi che nonostante gli accorgimenti presi, stanno scavando nel gasbeton una galleria, esattamente dove pensavo lo avrebbero fatto; questo mi ha permesso di non preoccuparmi: ci vorranno ancora mesi perché lo scavo diventi un problema, e per allora le avrò lasciate in libertà come al solito, ma per l'autunno dovrò preparare un nuovo nido.

Sì, tenere questa colonia ha dato grandi soddisfazioni ma richiede anche un certo lavoro... Come tutte le colonie mature, è un organismo vivo ed esigente!

IMG_1065.JPG


28 gennaio 2013 — Bremen

Gianni potresti dire le misure del formicaio? In foto non si capiscono le proporzioni e sembra una cosa gigante!


28 gennaio 2013 — GianniBert 🐜

Le misure sono alle pagine precedenti, comunque 60 x 25 (più l'arena ovviamente).

Non è così grande, davvero.

Qualche utente ne ha progettati sicuramente di più grandi (ma poi li ha riempiti? Eh, eh!).

Il problema non è costruirli GRANDI, è spostarli DOPO.

Se avete una stanza apposta, potete farli enormi! Con formiche giganti e agili come Camponotus vagus li riempite in 3 anni. Ma poi?

Se dovete spostarli?

Io lo faccio continuamente...

Comunque se cliccate sull'immagine, dovreste poterla vedere ingrandita... tenete presente che quando le formiche sono ferme, sembrano molto meno numerose della realtà. Sono tutte rintanate sul fondo o appese ai soffitti.


28 gennaio 2013 — AntMattia

Wow è stupendo! Davvero mille complimenti! Immagino che il tunnel di cui parlavi è quello in basso a destra! si sono date da fare!


28 gennaio 2013 — GianniBert 🐜

Hanno cominciato a lavorarci verso ottobre...


14 marzo 2013 — ChAoS

Complimenti davvero!!É più di un ora e mezzo che leggo il tuo diario e i commenti!.non c e che dire,è incredibile ho imparato un sacco di cose grazie a te :D mi consiglieresti queste formiche per cominciare??ma le major sono come delle soldato??


14 marzo 2013 — winny88

Scusa se ti rispondo io prima di Gianni che sicuramente la sa più lunga, però stanotte ho ben poco da fare . I Messor sono un buon genere per iniziare, non particolarmente difficili, abbastanza veloci nella crescita della colonia e soddisfacentemente grandi.

Quando le operaie sono divise in caste morfologiche, si suole dividerle in operaie minori (o minor) e maggiori (o major) con spesso taglie intermedie (indicate spesso come "medie"). In alcuni casi le operaie maggiori vengono chiamate soldati, anche se la differenza tra le 2 diciture non è sempre rilevante e spesso i 2 termini sono interscambiabili. Di solito si preferisce chiamarli soldati in quelle specie dove oltre ad una netta differenza morfologica, questi individui ricoprono spesso mansioni un po' diverse dalle altre operaie (prediligendo proprio la difesa o l'attacco agli altri compiti, che pur a volte vengono ricoperti).

Visto che tutte le caste di operaie di Messor sono intente più o meno al foraggiamento (magari le maggiori oltre a questo hanno il compito di rompere i semi) si suole distinguerle in minor, medie e major. Come specie in cui di solito si parla tipicamente di soldati ti indico Pheidole spp. e Camponotus truncatus (puoi cercare immagini su ). Noterai che i soldati non sono solo più grossi, ma hanno anche una morfologia completamente diversa (oltre, come detto, ad avere compiti principalmente, ma non totalmente, bellici o difensivi)


14 marzo 2013 — GianniBert 🐜

Grazie per i complimenti.

Winny ha già detto tutto in proposito di minor, major ecc.

Messor è una specie tutto sommato facile, solo soggetta ad agitarsi per le vibrazioni, cosa a cui, comunque, può abituarsi.

Anche io, agli inizi, avevo deciso di tentare con questa formica proprio in virtù del polimorfismo delle sue operaie. E' una delle poche specie nelle nostre regioni a manifestare una scala così ampia di variabilità, oltre al fascino dell'accumulo di riserve di cibo.

Non è la specie più rapida e prolifica nella crescita: un po' di pazienza all'inizio la richiede, ma poi accelera, e come hai letto, da' ampie soddisfazioni.

La scarsa aggressività la rende meno elastica nei comportamenti che il Genere Formica, o le altre Myrmicine in generale, come Myrmica sp., o Pheidole, ma è compensato dalle dimensioni anche notevoli, che la rende facile e bella da osservare.

E' anche semplice da gestire per umidità e temperature.


21 aprile 2013 — atta97

Mi associo ai complimenti degli altri utenti!

Rileggo questo diario ogni volta che non ci sono nuovi post interessanti

Quest'anno la colonia sta crescendo degli alati, o è ancora presto per capirlo?


21 aprile 2013 — GianniBert 🐜

Per ora ancora niente fenomeni.

E' un po' presto per dire se il caso precedente era una avvisaglia o un errore di produzione.

Per ora non sono ancora state deposte uova in grandissima quantità, segno che c'è ancora tempo perché la colonia prenda una simile decisione...


21 aprile 2013 — Julu

grazie per il tuo diario!

l'ho letto tutto, come se fosse un avvincente romanzo.

ho ricevuto presso uno stand di formicarium una formica in provetta, (Messor capitatus) ed oggi ho visto la prima operaia!

ci sono altre 3 uova ed la mia avventura sta iniziando, é stato utile e interessante vedere in che direzione ha portato qualcun'altro!


08 ottobre 2013 — GianniBert 🐜

Dopo una estate di sbalzi termici, in cui la colonia ha sempre soggiornato sul solito davanzale, è il momento di tirare le somme e verificare lo stato del mio nido più grande.

Un nuovo anno di lezioni scolastiche attende la colonia, e la visibilità interna deve essere sempre al meglio.

Da tempo la struttura comincia a mostrare i segni di una usura che non ammette riparazioni approssimative, sembra venuto il momento di operare il cambio di nido che nessuno vorrebbe augurarsi: spostare circa 8-10.000 formiche in una nuova abitazione.

Per le mie esperienze col gasbeton e con le colonie di Messor, due anni possono essere il limite massimo oltre cui non si può andare, se non sacrificando la visibilità e ricorrendo continuamente a “toppe” per contenere gli eventuali scavi delle ospiti.

L'unica soluzione alle evasioni è schermare le facciate con plexigals (come con Camponotus vagus), ma il problema dello sporco non si risolve, e questa specie è particolarmente abile a produrre rifiuti che fanno presto a oscurare e sporcare le vetrate.

Una soluzione temporanea potrebbe essere semplicemente sostituire il vetro con una tecnica a scorrimento, ma l'operazione non può risultare perfetta per il trascinamento di sporchi vari ammassati nelle stanze, e va fatta con grande attenzione.

Può quindi solo posticipare il trasloco che prima o poi dovrà avvenire.

La creazione di grandi nidi in gasbeton si arricchisce ogni volta di nuovi accorgimenti che ne migliorano l'ospitalità, la visione e la durata; ognuno dei più esperti unisce idee proprie a quelle "copiate” da altri e così ad ogni modello si migliora anche la tecnica pura di scavo del materiale.

E' per questo che sono un sostenitore dei nidi di accrescimento, che oltre a una ragione di tipo pratico, permettono all'allevatore di passare attraverso diverse esperienze di costruzione, sviluppando gli accorgimenti che migliorano ogni volta la vivibilità dei nidi.

Chi ha costruito al primo tentativo, anche con con grande perizia, giganteschi nidi inamovibili, si trova ad aver a che fare con una serie di problemi a cui non aveva pensato in prima battuta, e il suo lavoro, magari esteticamente bellissimo, rischia di dover essere sostituito ugualmente a breve, o deve sacrificare l'estetica esterna a una pessima visione interna.

Spero di sbagliare nei miei giudizi. Mi auguro che le migliori intenzioni abbiano dato ottimi frutti a chi ha fatto questa scelta.

Io la chiamo simpaticamente "smania da brico”, quando ci si concentra maggiormente sulla costruzione del formicaio e ancora non si ha nemmeno in mano una colonia cresciuta, non conoscendone quindi i limiti oggettivi.

Così con Luca Bosetti ci stiamo confrontando anche sulla colorazione interna delle gallerie, che può essere realizzata in vari modi, ma che deve ancora essere messa alla prova al 100%.

Alcune osservazioni infatti sembrano confermare che dove il gasbeton è verniciato (noi stiamo usando diversi tipi di acrilico) le formiche non scavano volentieri.

Ve lo diremo fra un paio di anni, o magari anche meno.

Per ora la cosa certa è che il gusto estetico, la visibilità interna e la circolazione di umidità nel nido risultano ottimi e non sembrano creare problemi alle colonie con cui l'abbiamo provato.

Così il nuovo nido gigante (relativamente allo spazio disponibile, e al taglio-base del materiale in vendita) è un blocco da 62cm x 25 x 10 di spessore. Ottima stabilità: il materiale è molto pesante, non so se la mescola usata per le colate cambi nel tempo, ma l'impressione è che pesi più dei materiali precedenti, ma forse è solo lo spessore.

Dopo lo scavo, che ho cercato di migliorare creando cunicoli remificati che interrompessero la rigidità delle numerose stanze sovrapposte (come sapete io non sacrifico un cm di spazio a muri spessi senza impiego), creando un sistema di gallerie e camere ben distribuite.

Le stanze non superano in profondità i 2-3 cm. So fin troppo bene come si nascondono abilmente sui soffitti in ogni angolo nascosto le mie inquiline!

Questa volta ho deciso di eliminare i tubi esterni "volanti”, che rendono antiestetico e rischioso da spostare (e stipare in auto) il tutto; l'uscita in arena è diretta dal centro del soffitto del nido, mentre l'uscita di sicurezza, nonché collegamento col vecchio nido, è in alto su uno dei lati.

Ho verniciato la struttura esterna sui 3 lati verticali con spray acrilico della Duplicolor, con un marrone abbastanza scuro. Di contrasto, le gallerie interne saranno in color ocra, gli unici colori disponibili che abbiamo trovato.

Per quanto "rosso”, il colore interno non nasconde la presenza delle formiche e migliora la visibilità di qualsiasi covata; certo chi volesse usare queste tonalità con Myrmica rubra dovrebbe prima fare delle prove!

Nuovo nido.jpg

Il trasloco si è svolto con il solito sistema del riscaldamento del nido nuovo, tenuto in casa con un tappetino termico, mentre il vecchio nido era sul davanzale esterno collegato con un tubo di poco meno di 2 m. La colonia ha iniziato a traslocare nel giro di una notte, portando subito la covata al caldo e poi trasportando anche le riserve di semi. Ci sono voluti 2 giorni prima che vedessi la regina trasferirsi, siglando la fine della parte più importante dell'operazione.

Come al solito, nonostante l'intervento di molte operaie più lungimiranti che si attivavano per il trasporto mutuale delle compagne, nel vecchio nido rimanevano numerose formiche che non ne volevano saperne di trasferirsi.

L'esperienza mi ha insegnato a diffidare della vista, infatti le formiche rimaste alla fine erano almeno un migliaio.

Ho forzato il più possibile il trasferimento spontaneo, spostando la struttura in una contenitore e iniziando a riempire lo spazio con acqua fredda. Man mano che il livello si alzava (due giorni di tempo) le recalcitranti si spostavano sempre più in alto, verso il passaggio con il nido nuovo, ma nonostante questo, ancor oggi giorno era evidente che nonostante il disagio del freddo e dell'umidità crescente, le truppe di retroguardia non ne volevano sapere. Le formiche non si spostavano nemmeno in presenza dell'acqua che invadeva le stanze, rifugiandosi sui soffitti piuttosto che andare nelle camere dell'ultimo piano.

Siccome le gallerie non erano strutturate con uscite comunicanti ovunque, l'alternativa era annegarle comunque sul posto o tentare l'apertura del nido e recuperare il recuperabile, per non protrarre l'operazione per altre giornate a spostare secchi d'acqua!

Così, dopo aver disturbato con vibrazioni il più possibile la popolazione (ma senza grandi risultati), ho aperto la vetrata, salvato un certo quantitativo di operaie, e poi lavato la struttura con acqua calda.

Non so il motivo, ma l'acqua calda da rubinetto (molto calda ma non bollente!) uccide praticamente subito le formiche, evitando una lunga agonia nell'acqua fredda. A chi si possa rammaricare della strage, visto che ho fatto fuori in 5 minuti circa un migliaio di formiche, posso rispondere che la mancanza di selezione naturale nelle arene protette e senza nemici, crea comunque uno squilibrio che causa sovrappopolazione e altri tipi di problemi.

Un ricambio e uno sfoltimento delle grandi colonie sono purtroppo necessarie anche per tenere le condizioni di vivibilità dei nidi nei limiti accettabili, inoltre favorisce il ricambio generazionale.

11-2 Messor nido 10.jpg

11-2 Messor nido 13.jpg

A conti fatti il trasferimento è andato bene.

La vecchia struttura, che pensavo di recuperare, per ora presenta danni notevoli, che mi costringerebbero a sigillare con gesso o cemento falle e rotture. Vale la pena?

Ci penserò, si fa sempre in tempo a buttarla, ma per ora il lavoro di riparazione sembra non compensare un eventuale scavo di un nido nuovo.

Il vetro appare incrostato in alcuni punti di calcare. Un vetraio mi ha detto che non c'è una soluzione finale al problema, e che i calcari su vetro non si levano facilmente; resta comunque una vetrata considerevole e ben riutilizzabile.

11-2 Messor nido 01.jpg

11-2 Messor nido 02.jpg

La colonia ora è bene sistemata: ci sono grandissime quantità di larve appena schiuse, e ancora ampi spazi vivibili. Le formiche sono incalcolabili come al solito, si può solo fare una stima approssimativa di qualche migliaio, ma il fatto che stiano volentieri appese ai soffitti, e il polimorfismo della specie, rendono i calcoli difficili, e ormai ho rinunciato a fare valutazioni accurate. La mia intenzione è di dare alla colonia un paio di mesi di stop al culmine dell'inverno, a seconda di come si svilupperà la covata odierna, per non danneggiarla.

Operazione conclusa!

11-2 Messor nido 03.jpg


08 ottobre 2013 — feyd

Gianni grande come al solito

Se hai presenza di pupe e uova, in quantita si intende, io continuerei a scaldare, in caso contrario è il segnale che la colonia si è preparata al letargo e quindi le accontenterei

Ti invidio per la colonia, ma non per l'impegno che questa comporta


08 ottobre 2013 — GianniBert 🐜

Tutti gli ammassi bianchi che vedi nella terza foto, sono larve allo stesso livello, più o meno.

Fatti un'idea di quante sono.

Credo che terrò la colonia in casa senza però riscaldarla troppo!

Sì, è un impegno, anche se da' soddisfazioni, ma è così per quasi tutte le colonie di formiche di dimensioni rispettabili e dai grandi numeri.

Meditate gente, meditate.


08 ottobre 2013 — Priscus

Ho letto pagine indietro che non avevano ancora prodotto alati, forse me lo son perso, ma nelle ultime foto che hai postato ci sono già larve di sessuati pronte ad impuparsi!

Complimenti davvero bellissima colonia


10 ottobre 2013 — Lory 10

Beh, non c'è niente da dire favolosa colonia! Complimenti c'è proprio un "tappeto" di larve .


10 ottobre 2013 — GianniBert 🐜

Priscus ha scritto:

nelle ultime foto che hai postato ci sono già larve di sessuati pronte ad impuparsi!

Non mi risulta che si possano distinguere le larve dei sessuati, almeno non in Messor... Mi sono perso qualcosa?

A quale foto ti riferisci?

L'unico vago sospetto di pupe di sessuati può riguardare larve molto, molto grandi, ma io nelle ultime foto pubblicate non ne vedo.


10 ottobre 2013 — ChAoS

Ha ragione gianni,dalle larve non si possono distinguere o sessuati,ma solo dalle pupe.Comunque rinnovo i miei complimenti gianni,è davvero bellissima la colonia,mi sarebbe piaciuto vederla ad entomodena


31 ottobre 2013 — GianniBert 🐜

Per la prima volta da quando uso nidi in gasbeton, e per la prima volta da quando le trasloco, le mie capitatus hanno iniziato a forare le pareti SUBITO, e in una posizione dove non avevano mai tentato prima!

Questo in risposta alle affermazioni che le formiche non bucano dove c'è la colorazione sul materiale...

Hanno infatti iniziato a scavare un paio di giorni dopo il trasloco, sul fianco sinistro centrale del nido, in un punto in cui nemmeno c'è una logica per cui debbano farlo.

Ben inteso, questo per me è tutto un vantaggio: in questa posizione io ho potuto prematuramente correre ai ripari, applicando facilmente una lastra di plexiglas di 10 cm, che mi mette al sicuro da evasioni per mesi o forse addirittura anni, se i ritmi sono quelli già registrati finora.

Ma chi può più mettersi a scommettere?

Comunque documento fotograficamente questo fatto, che va in controtendenza e va riferito per dovere di cronaca!

A voi le prossime considerazioni!

10-29 Messor.jpg


31 ottobre 2013 — Robybar

Ma forse scavano per puro istinto, senza la reale necessita' di farlo.

Comunque se ci hanno messo un mese a fare quella piccola buca significa che la difficolta' c'è e non ci riescono facilmente.


31 ottobre 2013 — Luca.B

Come diciamo sempre...con le formiche non puoi mai sapere e ogni colonia ha un suo "carattere".

E mi sa che la tua è decisamente nevrotica....

Nessuna delle mie colonie ha ancora intaccato così i formicai colorati...eccetto le structor in punti dove non c'era la vernice.

Comunque è la prova che nessuna strategia è funzionale al 100% e da esiti uguali...anche sulle medesime specie (le mie colonie di Messor minor e Messor capitatus non ci pensano minimamente a scavare...per ora).


31 ottobre 2013 — quercia

Per me un nido già bello e pronto, soprattutto in una colonia matura come quella di Gianni...le formiche specie le Messor sp, sono fatte per scavare

sarebbe come dire ad un cane (il mio) di non fare la pipì sul tuo vaso preferito nonostante venga sgridato ogni volta che lo fa o impedirgli di sgranocchiare un osso per puro diletto


31 ottobre 2013 — GianniBert 🐜

Robybar ha scritto:

...se ci hanno messo un mese a fare quella piccola buca significa che la difficolta' c'è e non ci riescono facilmente.

Un nido deve durare ALMENO un anno!

Se in un mese scavano un cm, in 6 mesi ne scavano 6!!!

Devo ringraziare che non è che uno sfogo saltuario di poche operaie!

Se tu facessi un nido a cui devi lasciare un bordo di 10 cm, non saresti così tranquillo a dire che "non ci riescono facilmente”!


31 ottobre 2013 — quercia

GianniBert ha scritto:

Un nido deve durare ALMENO un anno!

Se in un mese scavano un cm, in 6 mesi ne scavano 6!!!

Devo ringraziare che non è che uno sfogo saltuario di poche operaie!

Se tu facessi un nido a cui devi lasciare un bordo di 10 cm, non saresti così tranquillo a dire che "non ci riescono facilmente”!

La tua colonia ha una certa età e non ci sono precedenti

Forse sono cambiate e devi vederle con occhi diversi?


09 febbraio 2014 — GianniBert 🐜

Lentamente, molto lentamente, stiamo per uscire dal tunnel invernale.

Chi ha letto tutto il mio diario sa già che riporto all'inizio di primavera, vari dati di moria delle pupe nelle colonie di Messor.

Su questi decessi sono state fatte diverse ipotesi, ma forse ora sono giunto alla conclusione più semplice del mistero, frutto delle osservazioni di quest'ultimo inverno.

Sarebbe utile che tutti quelli che hanno colonie sviluppate di queste specie, mi mettessero a conoscenza di eventuali simili accadimenti, e se hanno potuto osservare le stesse morie, potremmo confrontare le condizioni di mantenimento e verificare se le mie teorie sono corrette.

Messor, come sappiamo, mantiene la covata attiva anche nella stagione invernale, diversamente da Formica, che lascia maturare tutti i bozzoli e alle soglie dell'autunno ha già cessato le deposizioni.

Anche Camponotus mantiene una covata latente e ben protetta nel glomere di formiche addormentate, ma durante il periodo freddo, tutte queste covate sembrano cessare o rallentare enormemente il loro sviluppo.

Anche quest'anno la grande colonia ha cominciato a sviluppare un certo numero di pupe dell'ultima covata autunnale, ma come avviene a primavera, tutte queste (o quasi tutte) non sono riuscite a terminare lo svilppo e una ad una sono state portate all'esterno e abbandonate, apparentemente morte.

Solo un certo numero di pupe già sull'orlo della pigmentazione ha completato velocemente la metamorfosi.

Cosa ha causato ancora una volta questi decessi?

Mancanza di cure?

Temperature inadatte?

Malattie?

Io credo ora che la spiegazione sia molto semplice. Le larve riescono a superare l'inverno in quiescenza grazie ai loro bisogni di crescita e stasi particolari: presenza di un certo tasso di umidità e pulizia costante da parte delle nutrici.

Ma le pupe, soprattutto allo stadio finale, necessitano per forza di un caldo secco, o perlomeno asciutto.

Cosa che io in determinati periodi dell'inverno non ho fornito, un po' per rallentare la crescita della colonia, un po' con la scusa di far "riposare la regina”, in determinati periodi dell'inverno ho tenuto il nido lontano da fonti dirette di calore.

Magari per un po' prima era vicino a un termosifone, e questo addirittura ha fatto sì che venissero deposte uova, e che le larve, con una marcia in più, passassero oltre il loro stadio!

Fatto sta che in questo momento io sto tenendo il nido in casa, a circa 18 gradi, e sono presenti moltissime larve, ma queste stanno passando mesi senza crescere percettibilmente. Nessuna di queste larve si è più impupata da quando, a fine ottobre, ho allontanato le fonti di calore.

Tutte le pupe si erano sviluppate nel periodo precedente.

Non importa quanto freddo patiscano le larve, al loro stadio ce la fanno e di quelle difficilmente ho trovato espulsioni negli anni precedenti, anche in pieno inverno, espulsioni solo di pupe, e sempre ancora bianchicce.

Mi piacerebbe sapere ora, se qualcuno che ha già svernato precedentemente una colonia numerosa di Messor, e ha magari alternato le temperature in modo non proprio consono alla stagione effettiva, si è ritrovato con gli stessi risultati...


12 febbraio 2014 — entoK

Questa cosa che dici sui problemi delle pupe a passare l'ibernazione l'ha fatta notare anche PomAnt parlando di Lasius cf. niger e ha fatto accorgere pure me che nei grafici passati avevo registrato proprio la morte dei bozzoli durante l'inverno per Lasius emarginatus. E magari pure altri in passato potrebbero aver fatto esperienze simili e lasciato scritto qui da qualche parte.

Non a caso quest'anno ho tenuto entrambe le colonie Lasius al caldo fino a finire lo sviluppo di più bozzoli possibile. Ho controllato ora per curiosità la colonia L. platythorax che, a differenza dell'altra, aveva ancora 10 bozzoli rimasti quando l'ho messa in ibernazione il 16/01. Ora ne intravedo 5 (di cui 1 pupa nuda chiaramente pigmentata) e ci sono diversi rifiuti sminuzzati di sacchi e operaie. Quindi almeno la metà dei bozzoli è sicuramente morta (vedrò cosa succederà al resto appena le risveglio) e questo nonostante l'inverno nell'ultimo mese non sia stato granché rigido.

Concludendo la spiegazione che dai potrebbe essere plausibile e pure valida per altri generi oltre a Messor e Lasius di cui abbiamo riportato qualche possibile indizio finora. Credo sia una cosa molto utile andare a fondo sulla questione e sentire se ci sono altre esperienze simili, vista l'utilità di questa conoscenza in ottica di allevamento.


26 febbraio 2014 — sabby fattyboy

Quello che ho notato per le mie Lasius sp. (niger?) e' che prima di andare in ibernazione la regina (Umberta, in questo caso) ha smesso di deporre quando la temperatura ha cominciato ad abbassarsi nel frattempo si e' arrivati alla maturazione di tutte le larve precedentemente deposte, senza l'aggiunta di nuove uova o larve.

Al momento la colonia e' ancora in stasi e non ho notato nuove deposizioni (anche se mi sembra di aver intravisto una piccola quantita' di uova completamente inglobata e circondata dalle sorelle in stasi, ma non riesco a vedere bene per cui non sono certo di questa ultima affermazione.

In questo caso tutti i brandelli dei bozzoli sono stati smaltiti all'interno del formicaio (nei "piani bassi" si notano frammenti di bozzolo).

Piu' o meno la stessa cosa e' successa per le Messor capitatus (Limoncella), anche se queste non sono andate in stasi completa ma hanno mantenuto un minimo livello di attivita' per tutto l'inverno, nonostante la camera dove sono contenuti i nidi non fosse riscaldata e la temperatura si aggirasse sui 7/10 C°.

Per le mie Messor minor le cose sono andate in maniera similare alle Messor capitatus, con la differenza che le Messor capitatus hanno prodotto centinaia di esemplari, mentre la messor minor ha prodotto 12 esemplari in 2 anni... Non credo che questa regina avrebbe avuto chances in natura, e non so se prenderla a riferimento per questioni comportamentali.


06 marzo 2014 — bengala

Colonia pazzesca, il tuo lavoro è fonte di ispirazione per me (probabilmente per tutti noi), lavoro magnifico che esalta la dedizione che metti nel prenderti cura di queste creature.

Spero di vedere questa opera stupenda ad entomodena

(sperando di avere una colonia di cui parlare anch'io )


01 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Per chi segue le avventure della "colonia pazzesca”, vi aggiorno sul nuovo capitolo, nessuna sorpresa per chi l'ha vista a Entomodena...

Si tratta del solito deterioramento del nido ad opera degli abitanti.

Negli ultimi mesi si sono intensificati gli scavi nel solito punto in basso a sinistra della costruzione. Questa volta gli scavi sono imponenti e i centimetri da bucare sono stati non pochi, anche perché non si sono accontentate di una semplice traccia, ma sembra una vera galleria e una stanza sotterranea vera e propria.

Inutile dire che sono corso ai ripari perché non ho ancora intenzione di operare un trasloco. Una semplice placca di plexiglas attaccata con colla a caldo dovrebbe bastare a coprire i rischi fino alla prossima primavera, anche perché quest'anno ho intenzione di mettere il nido a riposo e quindi rallentare la colonia.

Per primavera però ho preso la decisione di realizzare un nido a due facce che raddoppi la capienza delle stanze e mi permetta di far vivere più a lungo la costruzione.

Questo creerà dei problemi di gestione e di costruzione, ma non vedo come potrei operare altrimenti senza continuare a potare la colonia.

Per ora accontentatevi dell'annuncio e delle foto che mostrano i lavori in corso... da parte delle formiche!

Messor 10-1c.jpg

Messor 10-1a.jpg Messor 10-1b.jpg


20 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Non ho aggiornato molto il diario questa estate, perché non sono avvenuti fatti degni di nota, ma è giusto che sul finire della bella stagione riporti i miei dubbi e considerazioni.

In questi giorni di un autunno ancora molto caldo, la colonia continua a lavorare e a consumare grandi quantità di cibo.

Un altro degli effetti è l'aumento della covata anche in questa fase.

Infatti al momento (metà ottobre) ci sono alcune stanze tappezzate di piccole larve in quantità indefinibile, oltre a quelle già avanti nello sviluppo.

Questo significa che anche questo mese la regina ha continuato a deporre in abbondanza.

Una delle cose curiose che mi sembra di osservare negli ultimi mesi, è la stragrande maggioranza di operaie di taglia medio-piccola, rispetto alle operaie di stazza maggiore.

E' come se, di fronte al crescente bisogno di spazio e all'aumento della covata da accudire, si sia data precedenza a una casta di operaie più efficienti dedicate a questo scopo.

Ma potrebbe essere una mia suggestione, perché risulta ormai difficile capire in che direzione va lo sviluppo della colonia.

Ad esempio: perché non si sono ancora prodotti alati in quantità? Mi viene il sospetto che i parametri di riproduzione in Messor tengano conto di fattori diversi rispetto a quelli, ad esempio, del Genere Formica.

Uno di questi potrebbe essere il numero, ma forse il numero rispetto allo spazio...

Se ad esempio la generazione di regine dipendesse da un calo effettivo dei feromoni della regina-madre, causato, non dalla sua volontà, ma dallo stesso fenomeno che seleziona le regine in Myrmica?

Tipo: che ci vuole un gran freddo per "sbloccare” le larve, oppure che la covata delle larve sia molto lontana dalla regina madre?

Il suo calo di potere sarebbe da attribuire al momento di letargo dovuto dal freddo, che attiverebbe lo sviluppo di queste larve in nuove regine la primavera successiva.

Certo lo spazio in un nido artificiale non aiuta, perché se non è la regina a calare volontariamente il proprio influsso, il nido è troppo piccolo perché basti la pura distanza materiale fra lei e la covata.

Ma allora come è successo che nella colonia di Messor barbarus che ho affidato a un amico, dopo soli due anni si sono generate alcune regine (nessuna ha potuto accoppiarsi e alcune vivono ancora nella colonia, mentre altre sono state uccise)?

Insomma ci sono un bel po' di domande che attendono ancora risposte!

Anche se sono sicuro che in giro c'è gente con colonie anche ben più grandi della mia, purtroppo non abbiamo la possibilità di fare confronti e scambiarci esperienze, ma un fatto è certo: quando le colonie crescono oltre una certa dimensione, la popolazione è difficile da contenere, iniziano a verificarsi eventi non sempre confrontabili con la realtà naturale, e con formiche grandi come Messor, è anche difficile contenerle.


20 ottobre 2014 — quercia

: quando le colonie crescono oltre una certa dimensione, la popolazione è difficile da contenere, iniziano a verificarsi eventi non sempre confrontabili con la realtà naturale, e con formiche grandi come Messor, è anche difficile contenerle.

Cosa intendi esattamente?

Io sostengo, come tutti voi l'importanza dei nidi di accrescimento, ma comincio a pensare che per grosse colonie la regola si inverta.....meno spazio hanno, più soffronoforse contenerle non è la via giusta magari bisogna triplicare lo spazio

Le mie Messor capitatus quando possono o vogliono occupano tutto lo spazio a loro disposizione anche se potrebbero tranquillamente stare in metà del nido belle comode


21 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Quello che voglio dire, è che non sono sicuro che una colonia numerosa ristretta in un nido artificiale, col tempo continui ad avere comportamenti naturali.

Possono verificarsi situazioni di conflitto fra operaie, nascite anomale... Ma è una valutazione difficile, forse impossibile da fare, perché non è nemmeno possibile fare confronti con quello che avviene in natura, perché non sappiamo cosa succede davvero "sotto” nelle colonie selvatiche.

Così possiamo solo raccogliere dati, esperienze, ma non saremo sicuri che quello sia un comportamento standard, oppure uno anomalo, causato della situazione forzata.

Bisognerebbe avere più colonie della stessa specie, della stessa età, e il tempo di stare a fare osservazioni e statistiche su tutte!

Così, visto che è impossibile, io devo limitarmi a riportare quello che osservo nella situazione che ho io sott'occhio. Senza arrogarmi il diritto di affermare che quello sia al 100% la realtà del comportamento di una colonia adulta!

Certo, sono sicuro che le differenze fra una colonia giovane e una adulta, siano meglio rappresentativi del comportamento naturale della specie; come un cervello adulto rispetto a uno in via di sviluppo, ma sappiamo già che indole, intraprendenza, gusti, variano da colonia a colonia...

Non otterremo mai un dato comportamento uguale per tutte le nostre colonie.


21 ottobre 2014 — Alex Alex

se come dici questi comportamenti fossero davvero innaturali, secondo te, potrebbe voler dire che le formiche stiano meglio libere nel loro habitat piuttosto che in cattività?

può darsi che la loro indole battagliera sia in realtà una guerra che desiderano portare avanti e che quindi la mancanza di un "nemico" con cui competere per la sopravvivenza le porti a cercare competizione tra di loro per non annoiarsi?


22 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Alex Alex ha scritto:

... può darsi che la loro indole battagliera sia in realtà una guerra che desiderano portare avanti e che quindi la mancanza di un "nemico" con cui competere per la sopravvivenza le porti a cercare competizione tra di loro per non annoiarsi?

Le formiche non "ragionano” così!

L'origine dei conflitti interni a una stessa colonia è di tipo chimico-genetico e va oltre le supposizioni che possiamo fare con la nostra immaginazione. Dubito che l'intento sia di non annoiarsi!

Che le formiche stiano meglio in libertà, possiamo disquisirlo a lungo: molte regine non improvettate non riuscirebbero a fondare senza la protezione dell'allevatore, ma non possiamo pensare di fare un favore alla colonia che ne verrà con la scusa di averla protetta!

Tutto quello che facciamo altera la natura, il fatto stesso che l'uomo esista turba gli equilibri ecologici!

Anche le formiche stesse influenzano l'ambiente, no?

Ma è pur vero che il fatto di non avere una selezione naturale, la perdita continua di operaie bottinatrici dovuta all'assenza di predatori, altera sensibilmente il ricambio interno di operaie della colonia.

Non possiamo non tenerne conto.

La mancanza di spazio e di nemici quindi, un po' incide, e le colonie andrebbero "potate” di tanto in tanto per simulare il ricambio generazionale. Troppe operaie anziane potrebbero incidere davvero sull'equilibrio della famiglia.

Dico solo che questa cosa va tenuta ben presente da chi possiede colonie adulte, e che bisogna simulare sempre, il più possibile, le condizioni di vita naturale e crescita della colonia.


24 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

NUOVO FORMICAIO DOPPIO per MESSOR

Dopo aver verificato il continuo lavoro di scavo della colonia in più punti e l’aumento esponenziale della popolazione durate tutta l’estate, mi sono convinto della necessità di operare un nuovo cambiamento di nido.

Purtroppo questi traslochi si dimostrano necessari non solo a causa dei danni alla struttura, ma anche dello sporco e proprio dall’aumento degli abitanti della colonia; quando la popolazione supera alcune migliaia di formiche, la cura della covata prosegue su più fronti e le nascite possono moltiplicarsi oltre il controllabile in formiche anche a crescita lenta.

Inoltre le dimensioni degli abitanti stessi incidono sulle dimensioni dei nidi: una colonia di Pheidole pallidula, anche di 10.000 formiche, occupa necessariamente meno spazio di una di Messor!

Il momento migliore per il trasferimento sarà la primavera, quando il risveglio renderà la colonia più incline a trovare un ambiente nuovo e accogliente. A questo scopo questo inverno non manterrò in casa il nido ma lo porterò almeno un paio di mesi nel garage, in modo che rallentino e siano ben disposte a trovare al più presto un luogo caldo e asciutto per riprendere le attività.

Ora però si tratta di risolvere alcuni problemi tecnici che le mie esigenze (e le loro) impongono.

Il nido deve essere per forza più grande, ma i blocchi di gasbeton hanno una superficie limitata (62 x 25 cm) e il bisogno di poterli trasportare agevolmente mi impedisce di dirottare su strutture modulari o ripiegare sul gesso (più peso, più problemi di umidificazione).

L’unica soluzione che mi permette di raddoppiare la superficie abitabile è ovviamente di sfruttare entrambe le facciate di un blocco unico (spessore in questo caso 12 cm).

Questo richiede la foratura di passaggi interni fra una facciata e l’altra, col rischio che le formiche possano scavare il blocco e occultarsi all’interno; per evitare questo inconveniente introdurrò spezzoni di tubo in plastica da 8 mm di diametro interno nei collegamenti. Oltre ad impedire che scavino nel mezzo, renderanno i passaggi abbastanza stretti da rendere difficile o molto scomodo, ad esempio, che la regina decida di installarsi lì dentro.

Porterò la distanza fra lo spazio abitato e il bordo del vetro a 3 cm, per limitare più a lungo possibile i rischi di scavo verso l’esterno, ma per evitare di correre ai ripari in un secondo tempo, e lavorare sul modello con le formiche all’interno, metterò anche due placche di plexiglas sulle due facciate laterali.

La presenza di due facciate rende già il nido particolarmente soggetto a sbalzi interni di temperatura e umidità. Questo è inevitabile, purtroppo. L’umidificazione dovrà essere accuratamente dosata anche perché sorgerà un secondo problema: la copertura totale della superficie e la sua conseguente colorazione su tutte le facciate renderà difficile riscontrare il cambio di consistenza del gasbeton bagnato/asciutto. Inoltre, essendo il modello finale incassato in una “vasca” di materiale non traspirante, la traspirazione del gasbeton sarà notevolmente rallentata.

Devo tener conto di tutti questi limiti, se voglio che il nido non si trasformi in una trappola troppo umida per il raccolto anche ai piani superiori.

La traspirazione però potrebbe avvenire sotto l’arena e potrei lasciare alcuni centimetri liberi dal plexiglas sulle fiancate nella parte superiore. Infatti non ho mai visto le Messor scavare verso l’alto, e lì non dovrebbero verificarsi tentativi di perforazione.

Ho notato in tutti i modelli precedenti, che il fastidioso e antiestetico formarsi di escrescenze bianche di calcare, o traspirazione del gasbeton sui lati scoperti, non si verifica nelle parti coperte dal vetro. Almeno coprendole, questo problema dovrebbe risultare superato.

La chiusura su 4 lati se non altro, permetterà al formicaio di mantenere umidità più a lungo in condizioni di surriscaldamento estivo con meno apporto d’acqua dall’esterno.

Lo scavo di una facciata richiede circa 2 ore di lavoro col trapano.

Formicaio 2015B.jpg

Formicaio 2015A.jpg

Verifico che TUTTE le stanze abbiano almeno un collegamento aperto.

Per migliorare l’estetica e rendere meno innaturale possibile la pianta del formicaio, pur sfruttando in modo totale la superficie che voglio utilizzare, creo delle gallerie ad andamento irregolare, che bilanciano al meglio la regolarità dei pavimenti sovrapposti con diaframmi più sottili possibili.

Sulla sola prima facciata ho ricavato 81 stanze non più profonde di 2 cm (se si escludono i collegamenti in profondità).

In alcuni punti creo dei passaggi “nascosti” che compensano l’altrimenti inevitabile effetto “colabrodo” di tutte le stanze e le gallerie scavate sullo stesso piano.

Formicaio 2015E®.jpg

Dopo aver stabilito strategicamente dove mettere le stanze più grandi, buco almeno 4 collegamenti fra le due facciate…

… Così, quando ho i punti d’uscita corrispettivi, creo a matita un nuovo disegno per la pianta della seconda facciata cercando di variare l’effetto rispetto al precedente. Posso ora scavare la seconda parte del nido, cosa che richiede altre due ore.

Formicaio 2015C.jpg

Il nido finale conta 160 stanze + i corridoi di collegamento.

Dovrò ora decidere dove ricavare le uscite laterali per collegarmi al vecchio nido e per i futuri esperimenti.

Ne scavo una per lato, scegliendo sempre il lato destro; non c’è un motivo particolare, ma almeno un tunnel d’accesso diretto alle stanze del nido è indispensabile: qui, avendo due facciate, devo avere almeno due uscite facoltative. Non si sa mai a cosa potrebbero servire in futuro!

Certo è che, girando il blocco, in conclusione ho un’uscita laterale sia a destra che a sinistra!

Scavo nella parte centrale della sezione laterale, perché in quella superiore e inferiore, tubi fuoriuscenti potrebbero dare noia agli agganci vetro-plexiglas, che fisserò con i soliti tasselli a “L”.

Sarebbe bello poter collegare il formicaio all’arena con più entrate, ma le difficoltà d’eventuale rimozione della teca superiore e le difficoltà nel suo stesso posizionamento mi convincono a mantenere una sola entrata, sigillata e fissata ai bordi sopra e sotto con colla a caldo.

Uso un tubo a sezione poco più grande di quelli interni: le foraggiatici devono poter portare all’interno anche prede abbastanza grandi, entrare e uscire numerose; scelgo un tubo a sezione interna di 1 cm, come quelli già usati in precedenza per gli ingressi.

Ora bisogna colorare bene tutta la superficie per migliorare l’estetica del nido. Userò sia acrilici spray, che la tecnica del pennello, che consente una precisa rifinitura dei particolari!

In ambiente aerato, inizio a verniciare con un color ocra tutte le stanze interne. È il colore più naturale che ho trovato, a parte un marrone scuro che renderebbe le formiche meno visibili.

È importante mentre si colora, girare il blocco da verniciare sui quattro lati, perché a ogni giro ci si accorge di parti che non hanno preso bene il colore, e la vernice va passata più volte, se si vuole un colore omogeneo.

Se si potesse trovare un ocra più chiaro sarebbe meglio, ma il mercato offre un numero limitato di colori…

Formicaio 2015I®.jpg

Lasciato asciugare per alcune ore in ambiente asciutto il blocco, metto un colore di contrasto, che permetterà alle gallerie interne d’essere più visibili sul fondo. In questo caso dovrò usare un pennello e della tempera diluita, altrimenti sarei costretto a mascherare tutte le gallerie e ne risulterebbe un lavoro improbo.

L’acrilico non impedisce la traspirazione del materiale, e permette di assorbire ugualmente l’acqua, ma impedisce di vedere quando e quanto il gasbeton sia bagnato.

La parte superiore del blocco e quella inferiore non vengono colorate: assorbimento e traspirazione dell’acqua avverranno così molto meglio, anche se la parte superiore sarà relativamente coperta dall’arena.

Formicaio 2015MA.jpg

Una volta asciugato e lasciato riposare alcuni giorni il colore, siamo pronti per chiudere il formicaio con le lastre di vetro.

Uso sempre il vetro per il gasbeton, soprattutto con i Messor, perché è meno soggetto a rovinarsi del plexiglas e migliore per fare fotografie.

Per scongiurare future fughe ed evitare la brutta traspirazione di sali dal materiale (cosa che risalta maggiormente sul color noce del fondo) chiudo anche i lati con lastre di plexiglas (che può essere facilmente bucato).

Prima di fissare il tutto, posiziono i ritagli di plexiglas e stabilisco dove forare (i fori dei collegamenti sono ovviamente in posizioni obbligate!) e mi aiuto mantenendo in posizione le lastre di vetro con qualche giro si scotch. Non è importante che i bordi plexi-vetro combacino perfettamente, in quel caso basterà un poco di colla a caldo per sigillare la fessura (un poco di traspirazione non fa male) nel caso si noti attività di scavo in quella direzione.

Una volta preparate tutte le sezioni, applico i tasselli a L con le viti in modo che vadano in pressione, mettendo una leggera guarnizione di gomma sotto il tassello (tagliato da una camera d’aria per biciclette) dal lato del vetro.

Questo serve a migliorare la tenuta, ma anche ad evitare una pressione diretta del metallo sul vetro; ricordiamo che le lastre sono pur sempre fragili e molto grandi!

Proprio per questo fisso due tasselli corti anche al centro delle facciate, sopra e sotto. L’elasticità della lastra potrebbe permetterle di scostarsi dalla facciata del gasbeton lasciando spiragli indesiderati, che le formiche riempirebbero subito di detriti e scarti, aumentando il problema.

Formicaio 2015O®.jpg

Il nido è pronto per quel che riguarda l’estetica e la funzionalità. Ora posso imballarlo con cura e riporlo in attesa della primavera, quando dovremo operare il trasferimento delle abitanti.


24 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Grazie! Ad ogni modello si migliora sempre la qualità.

Questo deve essere fatto per rendere la vita della colonia migliore possibile, ma nel mio caso anche l'estetica e la funzionalità del modello sono importanti.

Questo nido deve essere trasportabile in un normale portabagagli di una macchina (piccola) eppure deve essere presentabile dentro una scuola o un museo, quindi anche un minimo di estetica è richiesta, ma poterlo spostare facilmente, è il mio limite!

Il costo dell'operazione non è quantificabile, ovviamente.

I materiali?

Il costo maggiore è dei vetri (2 vetri 62x25 tagliati su misura, 20 euro), poi fra tubi, gasbeton e plexiglas, + tasselli e viti, vernice, una decina di euro.

Ma il mio tempo quanto vale?


24 ottobre 2014 — Sara75

Che nido spettacolare!

Sigh...non ce la farò mai io...i miei formicai hanno uno stile minimalista/naïf che...lasciamo stare!!


24 ottobre 2014 — GianniBert 🐜

Ma davvero Sara, non è così difficile realizzare un nido bello e funzionale.

Certo un po' di mestiere ed esperienza non guastano!

Basta seguire poche regole precise, e soprattutto giocare secondo le proprie capacità ed esigenze. Tutti sanno scavare il gasbeton, scavarlo bene può essere una marcia in più.

Sono sicuro che ci sono fra noi utenti che sanno benissimo fare cose esteticamente molto migliori, e nella vita del forum ne ho visti. Penso solo agli esperti di modellismo, che sanno trovare materiali e ricreare ambienti meravigliosi! La pecca è che a volte, spinti dallo spirito di creatività, hanno costruito bellissimi nidi e non avevano neanche le colonie da metterci dentro.

La colonia in questione è cresciuta con i miei primi esperimenti di costruzione, rozzi e pieni di difetti, ma procede negli anni migliorando come il vino buono... Spero di avere occasione di costruirne per lei ancora molti, di questi nidi!!!!


24 ottobre 2014 — quercia

Io ho una ottima manualità ma nessun senso estetico....ad ogni modo l'importante è quello che c'è dentro il nido e se le ospiti ci stanno bene. La mia colonia ha superato le mille, spero di poter presto rivaleggiare con Gianni in quanto ad "effetto visivo"


15 febbraio 2015 — cerry92

Davvero complimenti, ci si appassiona a questo mondo anche solo semplicemente leggendo la tua esperienza


01 marzo 2015 — GianniBert 🐜

La primavera è alle porte.

Dopo un inverno tutto sommato mite, finalmente ho deciso di riattivare la colonia con il trasferimento nel nuovo nido doppio.

Circa 15 giorni fa ho collegato in garage il nuovo nido riscaldandolo, sperando in un rapido trasferimento.

Invece la colonia, ancora immobilizzata dal freddo (non troppo, ma sufficiente) stentava a compiere il balzo.

E' stato necessario trasferire entrambi i nidi in casa, in modo che le operaie cominciassero a girare in quantità, per far sì che il nuovo nido venisse notato.

Messor 2-21.jpg

Nel giro di una settimana il grosso con la covata e la regina si sono trasferiti nei nuovi padiglioni.

Qui ci sono stati un po' di problemi.

Il nido così meravigliosamente progettato, ha segnalato subito una pecca: essendo alcune gallerie di collegamento ai piani bassi direttamente sotto l'uscita in arena, le operaie hanno iniziato a trascinare all'interno sassolini che sono andati man mano a ostruire le prime gallerie di accesso.

L'intenzione delle formiche era evidentemente di restringere l'uscita, peccato che l'inclinazione e la larghezza del tubo siano tali, che i sassi piccoli non si bloccavano e finivano inevitabilmente per precipitare.

Dopo una rabbia e delusione iniziali, ho visto che nei giorni successivi le operaie hanno da sole dis-ostruito le gallerie e trascinato fuori o lontano in altre stanze i sassi incriminati.

Come al solito restava un certo numero di formiche non intenzionate a trasferirsi, che sarebbero rimaste nel nido vecchio ancora per settimane, così ho optato per la linea dura e come al solito ho staccato i collegamenti e messo nella vasca da bagno il nido per aprirlo.

Per quanto sembrassero le superstiti un numero esiguo rispetto a quelle già traslocate, ho impiegato circa due ore a raccogliere quelle che ancora uscivano dalle gallerie.

Questa volta ho cercato di salvarne più possibile, così le perdite sono state minime. Forse un centinaio di unità.

La quantità recuperata è stata di almeno 2000 formiche, cosa che mi fa stimare la popolazione totale superiore alle 10.000. La covata presente (quasi tutte larve appena schiuse) è di almeno 200 larvette.

Niente pupe e non ancora uova.

La colonia ha iniziato subito ad alimentarsi e ad accumulare semi. Ha gradito dissetarsi con acqua e miele miscelati su cotone (ridotto in briciole in alcuni giorni) dentro un tappo e camole.

Qui il video del rovesciamento in arena di uno dei tre o quattro "carichi” di formiche che sono stati necessari per spostare tutte le superstiti. Contatele voi.

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Il vecchio nido: sono evidenti le tracce di scavo che hanno reso necessario il trasloco fin da ora, prima che la colonia si riattivasse completamente. Già dall'autunno scorso si sono verificate fuoriuscite dal nido nella parte bassa, quando non c'era acqua nella bacinella umidificatrice.

Messor 2-28a.jpg

Messor 2-28b.jpg

Messor 2-28d.jpg

Messor 2-28f.jpg

Ora staremo a vedere se il nuovo nido potrà reggere la futura espansione demografica, e per quanto tempo...

Ben arrivata, primavera!


02 marzo 2015 — Julius62

Sta diventando proprio grande questa colonia la regina malconcia trovata nel marciapiede ne ha fatta di strada


25 marzo 2015 — GianniBert 🐜

Tengo la colonia riscaldata di giorno. La covata si sta sviluppando rapidamente, con moltissime larve e le prime pupe. Le operaie sono molto attive e particolarmente desiderose di cibi proteici.

Il nuovo nido risponde bene alle esigenze, ci sono molte stanze piene di semi e il consumo della colonia sta accelerando, con molti rifiuti espulsi (è sempre un buon modo per vedere quanto stanno effettivamente consumando in semi, io pulisco l'arena periodicamente anche per rendermene conto con una certa precisione).


09 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Da più di un mese ormai la colonia è ben riscaldata.

La prossima settimana inizio con le scuole e le formiche devono essere in forma!

Poi c'è Entomodena, non sia mai...

Siccome il nido ha due facce, tengo una delle due a contatto col termosifone; ultimamente non mi capitava di spostare il nido per non stressate la colonia, poi l'altro giorno l'ho fatto, giusto per vedere le condizioni della covata, e quante provviste ci fossero accumulate sul lato B, ed ecco la sorpresa.

Messor 04-7e.jpg

Cosa ne pensate?

Avrete modo di vedere la colonia dal vivo sabato 18, ma questa è un'anticipazione.

Le larve molto grandi sono parecchie, forse un centinaio.

Possiamo presumere si tratti del calore primaverile continuo e anticipato, o il maggiore spazio offerto alla popolazione, possiamo pensare si tratti di un cambio di alimentazione delle larve (ma non ho apportato sostanziali cambiamenti di dieta).

Presto vedremo la metamorfosi di queste larve, e allora sapremo, ma non sapremo con certezza cosa ha fatto scattare il cambiamento.


09 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Era ora no?

Ci spero.

Questo è il decimo anno di vita della regina, l'ho raccolta proprio a settembre del 2005...


09 aprile 2015 — Sara75

Sembrano proprio larve di sessuati!

Si prospetta un'annata interessante!


09 aprile 2015 — entoK

Cavolo 10 anni per riprodursi e non che gli anni passati mancasse di forza lavoro!

Considerato che è facile ipotizzare siano larve che hanno passato l'inverno in stasi, bisognerebbe segnare l'anno prima per seguirne le vicende all'interno del nido. Certo mancherebbe da seguire tutto il discorso biochimico che un appassionato sicuramente, ma forse nemmeno un biologo attuale ha i mezzi per conoscere.

PS: ma davvero sarebbe la prima produzione di alati? Pensavo di ricordare un anno in cui ti avevano sciamato maschi..


09 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Ricordi bene, o quasi... Un paio di anni fa nacquero un paio di regine alate, del tutto inaspettate e inutili.

Io sospetto come in Myrmica la necessità di un inverno di ibernazione in cui i feromoni regali siano inattivi.

Se ci pensate bene tre possono essere le cause per cui si attivano nuove regine:

1) La regina madre cala spontaneamente i suoi feromoni inibitori e dalle larve nascono le nuove eredi

2) Si gela e lei li cala per incapacità fisica

3) La colonia è così grande che i feromoni non arrivano a coprirne l'intera superficie; larve periferiche si attivano a regine.

Vi è una quarta possibilità, che è la vecchiaia della regina, ma preferisco non pensarci.

Comunque tutte queste congetture non hanno ancora riscontri. Per adesso abbiamo solo grosse larve ciccione da cui non sappiamo cosa nascerà, anche se è evidente che siano tutte di taglia massima, e non variabile come avviene quando nascono soldati che sono spesso di calibri diversi.

Vi rammento che tutta l'estate scorsa la colonia ha prodotto in maggioranza una covata di operaie decisamente sotto la media, cioè molto piccole e numerose.

Questi dati, se il risultato è quello che speriamo, ci dicono alcune cose ben precise, che possono essere considerate utili a capire come si attiva la nascita degli alati in questa specie, anche se non saranno da considerarsi regole assolute.


14 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Prime pupe in metamorfosi avanzata...

La risposta è SI'!!!!!!!


14 aprile 2015 — quercia

entoK ha scritto:

ma forse nemmeno un biologo attuale ha i mezzi per conoscere.

.

E cosa ci guadagnerebbe tranne la gloria?

Mi sembra davvero strano che una colonia cosi anziana non sia "sessualmente matura". Non è che vivere in città lontane dalle loro simili le ha inibite?


15 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Quercia... cosa ne sappiamo di quando una colonia di Messor capitatus è da considerare matura?

Ma non è questo il problema.

Che sia in città o in campagna, cambia ben poco: dipende da come si tiene la colonia! Potrebbe benissimo essere che solo quest'anno hanno fatto il passo perché il nido è il più grande che finora hanno avuto, può essere che sia stato il riscaldamento continuo in questo periodo particolare, possono essere le combinazioni di tutti questi cambiamenti...

In ogni caso se non hai seguito anche in natura una colonia dalla fondazione alla prima sciamatura, non puoi affermare di sapere quanti anni ci vogliono.

E poi con le formiche non possiamo mai fare calcoli matematici, né siamo ancora in grado di fare statistiche.

L'amico che ha in consegna la mia colonia di Messor barbarus, ha avuto alcune regine già al terzo anno, con una colonia piccolissima e in ogni caso non hanno mai tentato il volo...

Ma nessuno che conosco ha ancora prodotto regine in quantità e nel periodo giusto, con questa specie.

Accontentiamoci dei risultati e facciamo le nostre supposizioni...

Messor 04-7b.jpg

Messor 04-15c.jpg


16 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Come avevo segnalato nel post del 20/10/2014, già l'anno scorso c'è stata una tendenza netta delle nascite nella colonia di operaie numerose ma nettamente più piccole della media finora registrata.

Oggi ho parlato con Fabrizio Rigato, e lui mi ha confermato la reale possibilità che questa tendenza fosse "in preparazione” della nuova decapitalizzazione della propria eredità genetica.

In poche parole era necessario reclutare una numerosa popolazione di piccole operaie molto attive per permettere la nascita successiva di una generazione di alati degna di questo nome.

Questo fuga i miei vaghi dubbi sul fatto che le nuove nascite possano essere una casualità dovuta al cambio di nido, di temperatura o alimentazione!

CI sono pochissime nascite al momento di operaie comuni, quasi tutte in ogni caso molto piccole, mentre è probabile che la seconda ondata di nascite porti una generazione di maschi (le larve per ora sono nettamente diverse da tutte le larve che avevo visto prima nella colonia).

Non sappiamo ancora quante altre generazioni di operaie potranno seguire quelle dei sessuati quest'estate. Certamente serve una grossa forza lavoro per poter accudire, alimentare e preparare la sciamatura autunnale.

Le nuove regine e i maschi peseranno parecchio sull'economia della colonia, e per tutti i mesi estivi!

Non vedo l'ora di seguire tutti questi preparativi!

PS: il consumo alimentare è aumentato in maniera impressionante!

Le formiche scartano una grandissima quantità di materiale e le colline (2) dei rifiuti vanno ripulite ogni pochi giorni!


22 aprile 2015 — GianniBert 🐜

La situazione alcuni giorni fa, da allora la situazione si è evoluta e le larve già in metamorfosi stanno aumentando a vista d'occhio.

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22 aprile 2015 — winny88

Questa colonia ha fatto scalpore a entomodena questa volta!


22 aprile 2015 — entoK

Per tornare al discorso della tarda età riproduttiva, la butto lì come ipotesi su quello che dicevi delle operaie: non potrebbe essere che la colonia necessitasse di crescere appunto un numero di operaie adeguate e in questi anni di cattività le avessi un po' prevenute dal raggiungere una soglia critica? Cioè che la differenziazione non sia un meccanismo innescato dall'età della regina, dall'ambiente, dal cibo, ma da un più mero sviluppo numerico; che so una certa soglia critica di odori individuali o chissà? Qualcuno conosce studi in letteratura?

Se non ricordo male le Crematogaster scutellaris di zambon hanno prodotto alate/i al quarto o quinto anno e sappiamo quanto sono rapidamente prolifiche, un discorso simile varrebbe per le tue Camponotus vagus, altri casi di colonie mature non me ne vengono in mente.

Mi sa che prima o poi ci conviene spulciare bene il forum e condensare specie per specie i dati importanti disseminati nei diari.


22 aprile 2015 — feyd

Entok, sono anche io del parere che sia un innesco numerico quello che porta alla formazione di regine, ma anche delle major.

Sappiamo che non vi è un innesco volontario, ne uno dovuto a feromoni ambientali, altrimenti aumenterebbe l'incidenza di regine in formicai estesi o nate da uova in assenza di regina, anche se qui si dovrebbero poter fare dei test


22 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Il prof. Scupola era molto colpito dal fatto, ma anche lui non ha saputo darmi risposte...

Quanto vive una regina di Messor capitatus?

Quante sciamature potrà produrre nella sua vita?

Vi dico subito che quello che avete visto a Entomodena è un nulla in confronto a quello che sta succedendo adesso: l'arena è ricoperta da una folla brulicante di formiche apparentemente impegnate ad andare qua e là, ma pronte a raccogliere, sbranare, portare di sotto qualsiasi cosa io metta dentro.

Anche questo è un segnale di attività che avverte l'avvicinarsi della sciamatura?

E' fin troppo ovvio pensare che si aspettino presto un aumento esponenziale delle bocche da sfamare, e saranno bocche improduttive. Quindi sanno che è necessario portare i magazzini al massimo...

Pensiamo a quelle colonie selvatiche che rilasciano lunghe colonne tutta l'estate... Nessuno ha pensato prima a confrontare l'attività primaverile di una colonia con quello che succederà mesi dopo? Sappiamo che nei giorni appena precedenti il volo nuziale l'attività esterna subisce un'impennata: le entrate vengono allargate e moltiplicate e le operaie sembrano impazzire di attività...

A noi sembra normale che le formiche siano laboriose, ma quello che sto vedendo adesso non ha niente a che vedere con quello che ho registrato in tutti gli anni precedenti.

Terrò sotto stretta osservazione la situazione, ma metterei anche questo fatto fra quelli che dobbiamo considerare importanti segnali di comportamento nella vita di una colonia...


22 aprile 2015 — feyd

Probabilmente le larve e pupe di regine producono odori e segnali che spingono le operaie ad aumentare la loro attività.

La verità è che ancora non ne sappiamo nulla o quasi, ne noi ne i veri studiosi


22 aprile 2015 — Sara75

È molto probabile sia il numero delle operaie il vero fattore scatenante della fase riproduttiva, unito ad un buon controllo del territorio, necessario per soddisfare le necessità alimentari dei sessuati.

In natura tutto questo una regina lo ottiene, se fortunata, dopo anni di faticoso accrescimento.

Forse i necessari cambi di formicai, in cattività alterano la percezione numerica e territoriale della colonia. Sarebbe interessante allevare due o più regine di una determinata specie, fornendo solo ad alcune un incremento di operaie, tramite pupe o larve aggiuntive, e monitorare negli anni la maturità sessuale delle colonie.


27 aprile 2015 — GianniBert 🐜

Messor 04-22g.jpg


28 aprile 2015 — entoK

Aaaaahh be' questo ce lo dirai te..

Sei probabilemente il primo qui con questa specie, anche se altri hanno riportato regine prodotte in cattività nel genere nessuno ha mai annotato lo sviluppo temo..

..l'alternativa è imparare il tedesco e andare su ameisein-forum o come si chiama!

quercia ha scritto:

entoK ha scritto:

ma forse nemmeno un biologo attuale ha i mezzi per conoscere.

.

E cosa ci guadagnerebbe tranne la gloria?

Non è certo la gloria che ti spinge a far ricerca, men che meno se stai in Italia (ma chiudo la parentesi di breve esperienza), piuttosto è una cosa difficile da definire anche con la semplice parola curiosità; per assurdo è qualcosa che è arrivato a meglio comprendere un poeta con <> ma la mia è ovviamente una non risposta alla tua non domanda.


28 aprile 2015 — Sara75

entoK ha scritto:

>

"fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza". »

Invoco il Sommo! Che non è Dante ma Grammarnazi!!!


28 aprile 2015 — entoK

Perdona: lo so bene, ma citavo a memoria e preferivo riportarla in italiano moderno chiaro ai più..


28 aprile 2015 — Sara75

Però in effetti manca da troppo tempo il nostro Grammarnazi!! Forse il livello grammaticale e lessicale degli utenti ha raggiunto finalmente la sufficienza!


04 maggio 2015 — GianniBert 🐜

... A 9 giorni dall'ultima relazione, la fase di maturazione avanza.

Ora è facile distinguere gli ocelli sul capo della pupa in basso a sinistra, e il bianco cede il posto al bel colore che precede la pigmentazione finale.

E' notevole la quantità di tempo necessaria alla maturazione di una regina rispetto ad una operaia.... Sono già circa 20 giorni dalle prime avvisaglie di metamorfosi!

Messor 05-01.jpg


07 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Ultimi giorni prima delle nascite!

E' confortante vedere che le cose procedono bene e tutto non è stato un fuoco di paglia!

Le regine stanno pigmentando a decine e ormai manca poco.

Messor 05-07c.jpg

Qui si vede bene una pupa in uno stadio molto avanzato. Interessante osservare come sono disposte le ali, non lungo il corpo ma fra le zampe; fino ad un certo punto non si capisce bene dove sono nel bianco lattiginoso delle pupe, ma adesso è chiaro e possiamo pensare manchino poche ore al momento in cui questa regina muoverà i primi passi...

Messor 05-07e.jpg


07 maggio 2015 — quercia

Scusa....non farci scorrere tutto il diario....

Età dalla colonia e stima numerica?

Dimenticavo,


07 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Nove anni la colonia, 10 anni la regina.

Stima approssimativa popolazione: 10.000...e rotti.


08 maggio 2015 — Mauro99

Non vedo l'ora di vedere gli alati sfarfallati!

~Mauro


09 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Oggi, sabato 9 maggio 2015, nascita delle prime regine.

Ho potuto osservare le ali stendersi e asciugare della prima, ma non sono riuscito a fare foto decenti per i troppi riflessi; era occultata da molte operaie e sul fondo di una stanza, solo le ali erano sempre ben evidenti...


10 maggio 2015 — dada

Congratulazioni!!! Credo che a ogni tuo aggiornamento almeno mezzo forum si catapulti subito qui a vedere...

Ci sentiamo tutti in dolce attesa


11 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Finalmente sono riuscito a fare qualche scatto "decente” alle prime regine nate.

Prima uno scorcio delle stanze attuali, in cui potete osservare la concentrazione di covata davvero impressionante anche per me. Non per la densità in sé, ma perché le stanze così affollate sono moltissime.

Messor 05-11a.jpg

Un primo particolare da notare: le pupe sono sempre tenute in questa posizione da un'operaia addetta; la presa è regolarmente sul peziolo, la parte più sottile afferrabile da una singola operaia, ma potete anche osservare la cooperazione di più operaie piccole disposte a "ragno” che sorreggono una singola pupa in una rete di zampe e mandibole.

Quasi sempre appese al soffitto.

Messor 05-11d.jpg

Nelle diverse sequenze è possibile vedere che alcune pupe mostrano diverse proporzioni allometriche: non notate anche voi che hanno delle teste visibilmente più piccole di altre?

Dovrebbero essere i primi maschi.

Le ali quasi totalmente distese, la regina muove i primi passi. C'è molta sollecitudine attorno alle prime nate, che pigmentano molto lentamente. Ho osservato anche elle altre sottili differenze nelle pupe maschio/femmina: le pupe di regina pigmentano da bianco a giallo e poi a marrone acceso, mentre gli ipotetici maschi pigmentano a bianco-grigio-nero.

Messor 05-11c.jpg

Una regina ormai “stabilizzata” con le ali distese e asciutte. E' però chiaro che non ha ancora terminato la fase di pigmentazione, cosa che richiederà almeno un altra giornata piena.

Messor 05-11e.jpg Messor 05-11h.jpg Messor 05-11i.jpg

Spero con questa sequenza di aver “reso” i passaggi di quello che sta accadendo nella colonia.

Ci vorrebbero ore di filmati, centinaia di fotografie ben più particolareggiate di quello che riesco a fare io, ma anche così il processo di sfarfallamento mi sembra evidente.


11 maggio 2015 — Fiabo

Bellissime! Complimenti e grazie per la condivisione.

Anche io noto una testa apparentemente più piccola nella pupa centrale, ma per teorie in merito lascio la parola ad utenti più esperti.

L'adolescenza è arrivata finalmente anche per voi care Messor.. Buona fortuna a te Gianni.


11 maggio 2015 — Sara75

Meraviglioso reportage!

Una colonia spettacolare, grazie Gianni.

Se la pigmentazione dei sessuati delle pupe di myrmicinae segue le stesse fasi, le colonie di Myrmica e di Temnothorax che ho allevato presentano sempre i maschi riconoscibili, oltre che per la diversa morfologia della pupa, per le colorazioni differenti che attraversano: grigio tortora, grigio scuro, nero per i maschi e giallo, arancio e rossiccio per le regine.


13 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Vi comunico che hanno cominciato a sfarfallare anche i maschi.

La teoria della pigmentazione differenziata tiene.


19 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Nuovo aggiornamento sulla situazione della colonia.

Da alcuni giorni si stanno verificando fuoriuscite di alati apparentemente senza motivo.

Poi la sorpresa: alcune regine dealate; altre uccise, tagliate in due o con le ali strappate dalle operaie. Anche alcuni maschi sono stati uccisi.

Differenze genetiche sottili avvertite dalla popolazione come nemiche?

Sovrappopolazione? (ma il nido ha ancora spazio abbondante vivibile)

Gran parte degli alati resta nelle gallerie.

Il consumo spinto di risorse continua.

Le formiche manifestano molta sete e mangiano molte proteine.

La covata è ancora in aumento ma è ancora impossibile capire in che direzione vanno le prossime generazioni.

Pubblico alcune foto per tenervi aggiornati. Magari a qualcuno viene qualche brillante idea guardandole.

Per ora non ci sono situazioni allarmanti, ma vedere gli alati a spasso così presto non è proprio normale... o forse sì?

Qualcuno ha già osservato in natura alati di Messor capitatus in questo periodo?

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19 maggio 2015 — feyd

gianni è simile a quanto già osservato per altro da te per le vagus.

in cattività vi sono strani fenomeni riguardanti i sessuati, magari problematiche di ormoni, i nostri nidi sono molto più densi di quelli in natura, o magari relativi alle operaie anziane, non avendo un tasso di mortalità alto come in natura vi è la presenza di molte più operaie vecchie che magari hanno ormoni più forti????

o semplicemente il ritmo di crescita dei sessuati per questa colonia è stato accelerato rispetto al normale ed ora che si rendono conto di non essere nel periodo giusto avvengono comportamenti strani?

altra ipotesi è un eccesso di sessuati, magari dovuto alla sovralimentazione in cattività, ed ora essendo troppi alcuni vengono allontanati e\o uccisi.

in ogni caso un fnomeno interessante da seguire, vediamo se i sessuati arriveranno all'autunno ed in quanti, magari gianni cerca di tenere un report con la quantità di sessuati vivi settimana per settimana, se tanti ne nascono e tanti vengono uccisi/allontanati allora potrebbe essere indice di sovrappresenza degli stessi, mentre altro potrebbe aiutarci a capire il fenomeno.


19 maggio 2015 — entoK

A me solo una cosa lascia un po' perplesso ma siamo sicuri che nei formicai di questa specie siano già ora presenti gli alati formati?

Non è che la tua colonia è un po' sfasata perché ha passato un'ibernazione ridotta o altri motivi come la sovra alimentazione: adesso ci sono i semi in natura, due o tre mesi fa non proprio e le tue sono sempre ben nutrite e sicuramente avvantaggiate, è possibile come solito che questi fattori o gli altri già detti cambino parecchio le carte in tavola.

Lo dico anche perché, per dire, io a capodanno ho portato in casa una regina della medesima specie e ovviamente mi è partita a fondare in anticipo senza problemi, anche se in natura magari l'avrebbe fatto ad aprile: credo non sia così difficile interferire artificialmente su meccanismi ambientali che in natura regolano i loro cicli. Magari anche la sciamatura è fra questi meccanismi regolati in qualche modo stagionale o ambientale che non ci rendiamo conto di influenzare.


19 maggio 2015 — Sara75

Interessate, pensavo al fatto che i formicai di questa specie, in natura adesso non hanno ancora gli alati pronti.

La cosa potrebbe influire sulla gestione della colonia? In fondo è una specie programmata per far sciamare i sessuati nel periodo che permette di raccogliere il maggior numero di sementi e insetti (la fine dell'estate)...la cattività e l'abbondanza di nutrimento potrebbero influenzare i bioritmi della colonia, modificando il comportamento delle operaie e dei sessuati, che in natura dovrebbero restare poco inclini ad uscire e foraggiati dalle sorelle operaie fino al momento della sciamatura.

Mi chiedo anche se una colonia è in grado di mantenere così tanti alati improduttivi fino a settembre.

Staremo a vedere, è un'ottima occasione di studio quella offerta da questa colonia.


19 maggio 2015 — entoK

Sara, ultimamente viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda..


19 maggio 2015 — Sara75

Infatti Entok

riflettevo sulla stessa cosa... Non so le M. capitatus, ma M. structor ma anche tutte le altre specie di formiche, qui in Liguria adesso hanno solo larve.

Solo le *L. emarginatus * hanno i primi bozzoli.

Le temperature notturne più fresche rallentano molto la maturazione della covata, e il cibo ancora scarso (pochi semi e poche larve di insetti ad esempio) non permette di allevare velocemente.


19 maggio 2015 — feyd

entoK ha scritto:

Sara, ultimamente viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda..

guarda che è sposata con figlie

il cambio di comportamento e l'andare a foraggiare però credo non possa essere indotto solo da cambi di bioritmi, ci deve essere qualcosa che disabilità l'istinto di riproduzione, probabilmente qualcosa di ormonale


19 maggio 2015 — Sara75

Il fatto di avere già una mia colonia avviata non mi impedisce di mantenere affinità intellettive sul forum!!


19 maggio 2015 — entoK

Che scemo, feyd..

Sara75 ha scritto:

Non so le M. capitatus, ma M. structor ma anche tutte le altre specie di formiche, qui in Liguria adesso hanno solo larve.

Solo le *L. emarginatus * hanno i primi bozzoli.

Le temperature notturne più fresche rallentano molto la maturazione della covata, e il cibo ancora scarso (pochi semi e poche larve di insetti ad esempio) non permette di allevare velocemente.

Medesime osservazioni sulle stesse specie le confermo pari pari anche per le mie zone di pianura padana, pensavo L. emarginatus fossero molto più avanti perché le vedo freneticamente intente a sfruttare le depandance al sole, ma in realtà hanno solo grosse larve e non ho visto bozzoli nemmeno sotto grosse cortecce.


19 maggio 2015 — Sara75

Ho un nido di *L. emarginatus * proprio qui fuori dalla porta del giardino. Posiziono i vasi e le pietre al sole, vicino alla colonia. Ogni tanto li sollevo senza creare troppo fuggi-fuggi e controllo lo stato della covata. Sono proprio pochi ma i primi bozzoli sono già presenti, ma solo in questi punti così caldi.


20 maggio 2015 — GianniBert 🐜

Sì ragazzi, le vostre supposizioni sono valide, anche io sospetto che la colonia sia troppo in anticipo sui cicli normali...

Non abbiamo la certezza, ma è molto probabile che lo sviluppo precoce della covata, per il caldo a cui ho sottoposto da più di due mesi la colonia, abbia anticipato la nascita degli alati.

D'altra parte non potevo saperlo prima, e come tutti gli anni scaldo il nido abbastanza presto proprio per avere una bella covata da mostrare quando ad aprile comincio i miei giri nelle scuole!

Credo che non molti di questi alati sopravviveranno all'estate, e quindi non credo avremo un volo nuziale effettivo, ma è un'altra informazione da aggiungere alle altre che già abbiamo, e l'anno prossimo studierò meglio la tempistica.

Sbagliando si impara, no?


20 maggio 2015 — Mauro99

Scusa ho una curiosità:

Quanti sacchetti di semi consumi in una settimana?

Grazie

Mauro


20 maggio 2015 — entoK

Ah ma le tieni al caldo proprio tutti gli inverni??

Sai che a me quasi balena l'idea che la tua colonia possa essere pure stata tarda a riprodursi per la mancata stagionalità..

Se non dico male al sesto anno hai avuto alcune sparute regine e poi più niente fino a quest'anno, sarebbe bello riuscire a trovare un denominatore comune a questi due eventi. Sicuramente non si replicano in cattività un sacco di variabili come gli spazi che hanno in natura, ma dubito pure soprattutto che in casa sentano quella escursione termica che comunque c'è anche in Italia meridionale durante l'inverno.


20 maggio 2015 — GianniBert 🐜

No, EntoK, non le tengo calde tutti gli inverni, ma le sveglio presto, fine febbraio/marzo, per avere la covata ad aprile.

Mauro99, non tengo conto dei sacchetti di semi, ma no, non ne consumo tantissimi! Ho preso un sacchetto da 250g mesi e mesi fa e non ne ho consumato nemmeno un terzo. Ma sì, una popolazione così grande consuma parecchio...


06 giugno 2015 — dovia

Bellissimo diario, l'ho letto tutto d un fiato:spettacolare!


09 giugno 2015 — GianniBert 🐜

Aggiornamento ai primi di giugno per tutti i fans, gli abbonati e i simpatizzanti della vecchia colonia.

Le uccisioni, il taglio delle ali e le espulsioni dal nido sembrano terminati. La maggior parte degli alati ora è stabile nelle gallerie del nido, regine e fuchi.

Possiamo supporre una rivalità genetica limitata a un certo numero di nati?

Dopo le prime espulsioni le operaie si sono decise ad accettare gli alati superstiti? Ma sono un numero ancora ingente!

Quello che è certo è che la seconda ondata di nascite prevede una nuova generazione di operaie minor, come già verificatosi l'estate scorsa. Mi aspetto di veder salire di ¼ gli effettivi della popolazione entro la fine dell'estate, quando il nido potrebbe scoppiare o... far volare via gli alati.


09 giugno 2015 — Seth

Complimenti a Gianni e alle sue Messor!

Certamente il mantenimento in cattività, in generale, influisce molto sui comportamenti e questo è un esempio lampante. La produzione anticipata dei sessuati è dovuta sicuramente al fatto che le scaldi molto presto e l'abbondanza di cibo permette di allevarne parecchi.

Le uccisioni sono strane ma non credo c'entri la genetica perché lo scopo della colonia, e quindi delle operaie, è quello di creare sessuati per disperdere il proprio codice genetico. Secondo me il motivo è più da ricercare in esemplari deboli o magari con delle malformazioni che a noi sfuggono...


09 giugno 2015 — entoK

In società così complesse può anche essere legato alla genetica, per il semplice motivo che non necessariamente tutte le operaie sono geneticamente vicine allo stesso modo (a parte la variabilità genetica per rimescolamento durante la fecondazione, è spesso possibile che la regina conservi lo sperma di più maschi non imparentati) e si possono ipotizzare meccanismi di selezione privilegiata fra consanguinei. Questo senza tirare in ballo situazioni complesse che possono saltuariamente verificarsi anche in cattività come la deposizione di uova da parte di operaie o da parte di altri individui intermedi.

Non sottovalutare il fatto che non sempre è tutto così lineare e banale quando si studiano questi meccanismi biologici..


09 giugno 2015 — Seth

Certo, tutto può essere, ma tu dici che le operaie sanno se la regina si è accoppiata con più maschi e quindi si riconoscono tra sorelle e sorellastre? Ripeto, non dico che non sia possibile, sappiamo bene che con le formiche ci si può aspettare qualunque cosa, mi pare solo un po' troppo...


09 giugno 2015 — Pier

Considerazione di un inesperto: magari è uguale anche in natura (senza noi lo si possa sapere) anche se personalmente supporto la teoria che riscaldandole e nutrendole un pò prima del corso naturale posa scombussolare il loro orologio biologico

Comunque navigando ho trovato questo (non so se ha 10 anni, l'autore non lo dice, ma non è piccolo subito) e al minuto 2:27 circa mi sembra di vedere un alato fatto a pezzi anche se la "confusione" data dai numeri della colonia è evidente

https://www.youtube.com/watch?v=Tn7jOQJeXjQ" onclick="window.open(this.href);return false;


09 giugno 2015 — Sara75

Seth ha scritto:

Certo, tutto può essere, ma tu dici che le operaie sanno se la regina si è accoppiata con più maschi e quindi si riconoscono tra sorelle e sorellastre? Ripeto, non dico che non sia possibile, sappiamo bene che con le formiche ci si può aspettare qualunque cosa, mi pare solo un po' troppo...

Certo che è possibile, funziona proprio così nelle colonie. È un sottile gioco di equilibri tra costi e benefici, in termini genetici, guidato da feromoni e altre molecole odorose specifiche di ogni individuo, che ovviamente variano anche a seconda del patrimonio genetico.

Dal punto di vista egoistico ad ogni operaia conviene allevare sorelle fertili, cioè regine, con cui condividono più geni, piuttosto che allevare fratelli, nati partogeneticamente dalla madre. La quale a sua volta ha più vantaggio a produrre maschi, che condividono con lei più geni.

Aggiungiamo che le operaie non sono tutte sorelle ma sorellastre e che quindi il gioco si complica ancora di più...le formiche si riconoscono tramite l'odore e questo varia a seconda dell'ambiente, della colonia, del sesso, dell'età , della fertilità e della parentela.

Quindi tutto sommato non mi stupirei del fatto che alcune operaie facciano a pezzi uova, larve, pupe o sessuati maturi...in gioco c'è la trasmissione del patrimonio genetico, ed è questa l'unica cosa che conta in natura.


10 giugno 2015 — GianniBert 🐜

Avete già risposto...

Nel diario è già stato fatto riferimento a questo. Le lotte interne anche fra operaie sono già avvenute in varie occasioni, e Rigato l'aveva spiegato in quel senso, cosa che è stata confermata in seguito anche parlando con i prof. Scupola e Grasso.

Suppongo che il momento "storico” di vita della colonia favorisca queste lotte intestine... Quando la colonia è giovane e con poche operaie non possiamo escludere la nascita di sorelle geneticamente diverse dal ceppo che va per la maggiore, ma in quel caso sacrificare forza lavoro viene forse evitato.

Aumento della popolazione, necessità di "pescare” da un patrimonio genetico più ampio, spazi ristretti, favoriscono le competizioni interne periodicamente.


10 giugno 2015 — quercia

Questa cosa è risaputa fra gli insetti sociali, anche fra le mie api che sono forse più tolleranti delle formiche ma osservarla...brrrrr

Potrebbe essere un importante limite nell'allevamento in cattività di colonie mature o sbaglio<?


10 giugno 2015 — GianniBert 🐜

In cattività, in spazi ristretti, ma senza nessuna selezione naturale esterna o nemici che incidano sulla crescita della popolazione, credo che gli equilibri siano comunque ben bilanciati.

La competitività nel nido è minima, quando si verifica, e nella mia colonia ha inciso, quando si è manifestata, in percentuali insignificanti.

Anche ora se ci sono stati un centinaio di perdite è dir tanto, la colonia non ne risente certamente.


10 luglio 2015 — VespA

Che diaro FANTASTICO ! non posso che fare i miei complimenti da novellino al mitico Gianni!

Ci stai regalando informazioni interessantissime


10 luglio 2015 — Alex Alex

si potrebbe dire che siano piuttosto naziste le formiche allora.. che tendano a discriminarsi tra loro per delle minuscole differenze genetiche. Proprio come talvolta noi esseri umani


11 luglio 2015 — entoK

Occhio che finisci ad umanizzare comportamenti che non hanno ben poco a spartire con l'uomo: non è questione di eugenetica razionale (non lo fanno ovviamente per logica, ma per comportamento istintivo) è semplicemente una competizione magari anche indiretta nel favorire il proprio genotipo e quello dei consimili rispetto a sorelle più lontane geneticamente. Questi meccanismi di selezione avvengono solo in condizioni abbastanza spinte dove altre pressioni contano in maniera minore, in pratica in casi dove può esserci un vantaggio riproduttivo consistente altrimenti è difficile spiegare il guadagno di una simile competizione se commisurato ai possibili svantaggi.


17 agosto 2015 — GianniBert 🐜

Grazie EntoK per la precisazione!

Per quanto io non sia un sostenitore accanito dell'idea delle formiche-total-robot, sono convinto che sia bene rammentare che non devono essere paragonate all'uomo nelle sue deformazioni aberranti, cosa che a molti, soprattutto ai più giovani, vien fin troppo spontaneo fare!

Di ritorno dalla breve vacanza intanto posso confermare che sta nascendo una seconda generazione di alati, che dovrebbero essere sfarfallati entro i primi di settembre. La colonia dovrebbe quindi essere in grado di disporre di un discreto numero di sessuati, abili al volo se le condizioni lo permetteranno.


18 agosto 2015 — Robybar

Questa seconda generazione sembrerebbe in linea coi tempi, ho osservato pupe pigmentate di alati in questa specie già nella prima metà di luglio.

La cugina M.wasmanni qui ha già sciamato in modo blando, ho prelevato una regina il 7 agosto che sembra essere sciamata regolarmente ed in perfetta salute (a proposito, quanto tempo ci vuole prima che una regina accumuli sufficienti scorte nel corpo per considerarsi pronta alla sciamatura?). Potrebbe essersi accorta, la tua colonia, di aver toppato con i tempi della prima generazione allevandone una seconda in estate?


23 ottobre 2015 — Gibi

Bellissimo....un romanzo !!! Ho due dubbi sul formicaio però. Con dimensioni così grandi e per numero di camere come avviene l'aerazione? Per l'umidificazione, poggia direttamente nell'acqua?


14 febbraio 2016 — GianniBert 🐜

Rispondo a Gibi... anche se queste cose sono scritte già in altri post.

Il nido poggia sempre in un sottovaso con acqua, cosa che garantisce umidificazione sufficiente alla colonia, dato che il gasbeton diffonde l'acqua in modo capillare. L'aerazione è garantita del materiale traspirante e dalle varie fessure del nido, nonché dall'uscita principale, sempre aperta.

In questi giorni sto preparando il trasloco in un nuovo nido con camere più vaste, anche per migliorare la vista, ovviare ai danni subiti dalla vecchia struttura, e operare un po' di selezione sulla colonia.

Al momento nelle stanze sono presenti una certa quantità di larve appena schiuse, distribuite in alcune camere fra le più calde e asciutte. Gran parte della popolazione è ammassata in grumi nelle varie parti del formicaio.


23 febbraio 2016 — GianniBert 🐜

Il trasloco è iniziato e subito mi sono imbattuto in un imprevisto, anche se non è una cosa del tutto nuova.

A una settimana dal collegamento dei nidi, ho trovato almeno un centinaio di formiche morte in arena e nello stesso nido nuovo.

Le formiche erano tagliate in due.

La vicenda si potrebbe collegare al risveglio e a differenze di paternità delle operaie, o forse al fatto che le prime operaie che si sono trasferite e attivate non vengono riconosciute dalle sorelle risvegliate in secondo tempo.

Vi terrò aggiornato sullo sviluppo del trasloco.


04 marzo 2016 — belloteo

Gianni, facci vedere una foto del nuovo nido collegato a quello vecchio! Chissà quanto spazio ti starà occupando


06 aprile 2016 — GianniBert 🐜

Ho iniziato questa settimana i miei giri nelle scuole con le due colonie più grandi, Messor e Camponotus vagus...

Da questo capirete che il trasloco è avvenuto senza ulteriori problematiche: nel giro di un paio di giorni ho trovato il giusto accordo fra le temperature dei due nidi.

Bisognava svegliare per bene la vecchia colonia prima di spostare le temperature solo al nido nuovo...

Un cosa interessante da riferire è che a trasloco avvenuto ho potuto fare il punto sulle condizioni della popolazione e così ho appurato che non ci sono più regine ausiliarie nella colonia!

Né alate, né dealate.

Ovviamente non ci sono nemmeno più maschi.

Questo significa che oltre alle regine da me rimosse preventivamente (ovviamente solo quelle che si spingevano in arena) anche quelle rimaste dentro la colonia sono state tutte espulse e uccise durante la fase invernale.

Le regine-operaie quindi non sono accettate in modo permanente in questa specie, anche se la mia osservazione è priva di confronti effettivi. A quel che ho capito nessuno che bazzichi internet ha finora avuto una produzione così abbondante di sessuati in cattività in una colonia di M. capitatus.

Ho scritto sia alla Marabunta che ad Acideformik e non ho avuto risposte...

La colonia posta nel nuovo nido doppio gode di una momentanea abbondanza di spazio, perché senza gli alati e con il raddoppio degli spazi si è ben distribuita. Ora vedremo se ci sarà una seconda generazione di alati o se la colonia si prenderà un anno sabbatico. Per ora la covata è ridotta (in proporzione alla colonia) e le pupe già sviluppate sono tutte di operaie piccole o molto piccole.

Ci sono però anche delle larve più grandi e sono curioso di vedere se saranno "soldati” o nuove alate...


24 giugno 2016 — erikov

Buongiorno,

Mi sono imbattuto per caso in questo fórum e ho letto tutto d'un fiato Storia di una colonia di Messor capitatus.

Veramente molto appassionante!

Io e la mia compagna qualche anno fa allevammo delle larve di Oryctes Nasicornis e, anche se non c'entra niente con le formiche, questo ha alimentato la passione per l'allevamento degli insetti.

Mi piacerebbe moltissimo cimentarmi nell'allevamento delle formiche, di cui ammiro l'eusocialità.

..e le Messor sono le mie preferite!


24 giugno 2016 — IMarvin

erikov ha scritto:

Buongiorno,Mi sono imbattuto per caso in questo fórum e ho letto tutto d'un fiato Storia di una colonia di Messor capitatus.Veramente molto appassionante!

Mi piacerebbe moltissimo cimentarmi nell'allevamento delle formiche, di cui ammiro l'eusocialità.

..e le Messor sono le mie preferite!

Ciao Erikov,sarebbe molto gradita la tua presentazione nella apposita sezione (primi passi sul forum) in modo da descriverci brevemente qualcosa su di te,sul luogo dove vivi ecc.ecc.

Appena iscritti al forum la miglior cosa è leggere il diario di Gianni (o i tanti altri diari presenti sul forum),che è carico di notizie e nozioni importanti per iniziare a capire qualcosa su questo particolare mondo... (anche la barra dorata in alto può aiutarti):-D

Un saluto


25 novembre 2016 — Giacomo Ferraro

Ciao a tutti,

ho passato le ultime 3 ore a leggere questa storia e sono veramente colpito.

Grazie!

Mi sa che avete appena acquisito un nuovo rompi.... che vi sommergerà di domande.


22 dicembre 2016 — GianniBert 🐜

Una nota aggiunta sull'alimentazione della mia colonia: ultimamente ho sperimentato anche un tipo di candito a base zuccherina che viene gradito finché rimane idratato, dello stesso tipo che preparo come nutrimento ricostituente per le api nella fase invernale.

Si tratta di un composto fatto di 1 kg zucchero a velo, 500 ml di acqua, 400 ml di aceto e uno spicchio di aglio spremuto. Si porta a bollore lentamente e si lascia raffreddare a bagnomaria. Il composto solidifica e alle basse temperature rimane tale.

L'aglio è antibatterico e l'aceto garantisce il processo di invertasi che rende più rapida e nutriente l'assimilazione del candito.

Ovviamente questa è una razione da "alveare” (per circa 20-30.000 api), ma ne prelevo un paio di cucchiai per le formiche, e se mantenuto in frigorifero resta disponibile per mesi. Per loro ne basterebbe pochissimo, se avete colonie piccole non vale la pena, ma nella mia colonia le formiche lo gradiscono, e quando secca in arena, si possono aggiungere poche gocce d'acqua e le operaie tornano a mangiarlo.

Sperimentato con successo per ora anche con Pheidole pallidula e C. nylanderi.


23 dicembre 2016 — MrJack

Un bel libro, davvero una storia bellissima della tua esperienza con questa magnifica colonia. Però vorrei vedere le dimensioni del Formicaio adesso !!


11 febbraio 2017 — GianniBert 🐜

Prime osservazioni dell'anno.

Mantenuta a temperatura abbastanza costante, ma mai al freddo, diciamo fra i 15 e 18 gradi, la colonia è rimasta ben attiva anche se non ci sono state deposizioni nuove, e le larve presenti si erano ormai ridotte a qualche decina, molto piccole.

Le formiche hanno continuato ad alimentarsi e a minare le pareti della struttura, tanto che sto preparando un nido nuovo per la prossima stagione scolastica.

Il modello rispecchia abbastanza come disegno il precedente, ma ho fatto nuove scelte: intanto ho deciso di usare un blocco di gasbeton dallo spessore ridotto (5 cm), questo perché il precedente pesava troppo, e non ha nemmeno evitato i loro scavi.

Poi perché le formiche hanno comunque scavato abbondantemente il blocco da 10 cm di spessore, quindi si dovrà tenerne conto e preparare protezioni esterne, ma non sarà lo spessore a scoraggiarle dallo scavare. Il rischio fuga è solo rinviato, non scongiurato. Così ho sacrificato piuttosto lo spessore "pieno” in basso, che è il punto più vulnerabile, portandolo a 4 cm.

Per la prima volta nei miei formicai ho introdotto l'uso di stanze aperte su entrambe le facce. Questo amplia relativamente lo spazio vivibile, ma permette anche un'areazione delle stanze maggiore, cosa che con le mietitrici non guasta, limitando il ristagno di umidità.

Rende anche più leggero il blocco.

Ovviamente dovrò decidere di applicare protezioni alla base che aumentino la superficie di appoggio: un nido leggero e più stretto è più instabile, e a rischio ribaltamento, soprattutto se l'arena è più grande come superficie.

Da una settimana sto riscaldando leggermente una piccola superficie del vecchio nido: oggi ho potuto osservare i primi risultati: un pacchetto di uova fresche, segno che la cosa è stata registrata positivamente dalla regina. Conto di trasferire la colonia nella prossima settimana, anche perché il periodo di visita nelle scuole e nelle mostre entomologiche si sta avvicinando e il nido deve essere bello e sicuro per poter essere spostato e mostrato al pubblico.


18 febbraio 2017 — GianniBert 🐜

Il nuovo nido è pronto: la colonia è stata portata in garage al freddo, per favorire il trasferimento verso il nido riscaldato. 2017-02-13 11.11.10.jpg 2017-02-13 11.10.54.jpg

Per ovviare il trasudo del materiale, ho provato a mettere del nastro isolante da idraulico sui bordi scoperti. E' evidente sulla superficie del vecchio nido quale sia il risultato dell'essudazione di sali; non tutti i materiali di questo tipo trasudano allo stesso modo, alcuni non lo fanno, ma lo scopriamo solo dopo alcuni mesi di uso...


02 aprile 2017 — GianniBert 🐜

Dai primi segni della covata in atto, sembra che anche quest'anno la colonia produrrà gli alati.

Ci sono parecchie larve che stanno crescendo in maniera abnorme, come si è verificato due anni fa.

Mi piacerebbe poter indurre a suo tempo una sorta di sciamatura artificiosa della colonia...


03 aprile 2017 — Guglielmo

Ciao Gianni,

complimenti ancora per la fantastica colonia. Scusami, approfitto del tuo diario per chiederti un parere sulle mie capitatus. La colonia ha 3 anni e sono comparse delle larvone che non avevo mai notato prima. Lunghezza 10-12mm. Secondo te sono alati o qualche major extra large? Spero le foto siano chiare

grazie


03 aprile 2017 — GianniBert 🐜

La forma e la dimensioni sono identiche a quelle della mia colonia!

A questo punto ti chiedo due cose: hai sottoposto il nido a prolungato riscaldamento nell'ultimo periodo?

Hai aumentato in qualche modo l'apporto proteico?

Sono i due parametri che mi fanno pensare alla motivazione scatenante dello sviluppo degli alati in questa specie.

Ma le possibilità sono 3:

1 - Forte riscaldamento in periodo primaverile dopo inverno in ibernazione

2 - Alimentazione più ricca in fase di risveglio e scorte abbondanti (ma io questa la scarterei)

3 - Nessuno dei due, decide la regina quando è il momento

Nasce dal fatto che la colonia ha "saltato” un anno nella produzione di alati. Perché l'anno scorso no?

Cosa c'era di diverso? Perché alcune colonie producono alati così presto?

Le possibili cause potrebbero essere quelle sopraindicate, ma sono solo mie supposizioni.


03 aprile 2017 — Guglielmo

ciao Gianni

grazie per la risposta. Tenderei a scartare, nel mio caso, l'apporto proteico. E' vero che da quest'anno dò anche un pò di albume di uovo sodo, ma per il resto davo le camole e le drosofile anche prima.

Per la temperatura, si ho dovuto riscaldare in nuovo nido a febbraio per "costringerle" a trasferirsi, dopodiché ho staccato il cavetto (il riscaldamento è durato 3-4 gg in tutto). Adesso però sono al museo e si trovano in una stanza a temperatura costante di 24°C, con punte di 27°C dopo una giornata come questa, in cui 4-500 bambini visitano la stanza. Mentre l'anno scorso, essendo a casa mia, la temperatura nello stesso periodo non superava i 20°C


03 aprile 2017 — GianniBert 🐜

Anche io escludo il puro fattore proteico.

Ho sempre fornito insetti alla colonia, anche abbondanti, e la cosa non ha portato a nulla anche negli anni passati.

Sono più propenso a credere che le temperature siano quelle che fanno la differenza.

Sappiamo che in Myrmica ad esempio, le regine nascono da larve che hanno passato l'inverno in ibernazione. Si pensa che il calo di feromoni della regina, dovuto al letargo invernale, permetta alle larve femminili di svilupparsi in alati.

Qui potrebbe verificarsi qualcosa di simile, o la concomitanza dei diversi fattori.

Non so se questa cosa sia stata studiata a fondo.

So che anche la colonia di Messor barbarus che ho dato a un amico, ha sviluppato alati già al terzo anno, e questo nonostante la colonia non sia numerosa come la mia... forse stiamo qui a fare supposizioni e invece molto semplicemente il feromone reale in certi casi va e viene con l'umore della regina e semplicemente tutto accade. Certo, sarebbe bello capire il vero meccanismo...


27 aprile 2017 — GianniBert 🐜

La situazione al 27 aprile è la seguente:

covata abbondante con numerose operaie anche molto piccole, pupe di regine in crescita e vicine alla pigmentazione. Per ora non ho identificato maschi, ma non è detto che non ci siano.

Popolazione in forte crescita e in salute, mantengo il riscaldamento della colonia con tappetino.

Messor 4-27f.jpg

Messor 4-27c.jpg

Messor 4-27a.jpg

Messor 4-27d.jpg


27 aprile 2017 — GianniBert 🐜

Direi che in natura depongono "di più”!

Ci sono due fattori da considerare: la colonia in cattività è più protetta, la mortalità è più bassa, ma i nidi artificiali non le permettono una maggiore espansione, invece in natura, su spazi ampi e su terreni aperti sotto il sole, possono costruire stanze pochi centimetri sotto il suolo, e raccogliere lì grandi covate sfruttando maggiori superfici.


27 aprile 2017 — Devid

Oh! Mi fà pensare alle Tapinoma sp. che stavo osservando qualche ora fà nel mio giardino, nel loro nido superficiale costruito da loro (non mi ricordo più come si chiama ) intravvedevo movimenti di pupe e stanze ricoperte di larve. Questo dopo che il mio cane ha gentilmente distrutto il lavoro di giorni con una zampata.


24 luglio 2017 — GianniBert 🐜

Da alcuni giorni hanno cominciato a sfarfallare i maschi della colonia.

Di tutte le regine presenti, molte sono uscite in arena e alcune sono dealate.

Il comportamento di questi alati è quanto meno insolito: passeggiano in arena (soprattutto la sera e di notte) sembrano non fare nulla, e a volte le operaie hanno con loro un atteggiamento che rasenta l'aggressività.

La supposizione che lo spazio ristretto condizioni la presenza di così tanti sessuati si sta facendo sempre più convincente. Altrimenti perché dovrebbero esserci questi episodi di uccisione o distacco delle ali? Il periodo di sfarfallamento degli alati mi sembra normale, visto che ci avviciniamo ad agosto e al momento della sciamatura...

Altre regine sono in cantiere, ma ora sembra che siano i maschi in sovrannumero...


17 ottobre 2017 — GianniBert 🐜

Ultime notizie dalla colonia.

Come molti hanno avuto occasione di vedere a settembre a Modena, la colonia conta diverse decine di maschi e regine alati, che non saranno in grado di compiere il volo nuziale.

Nonostante i miei tentativi per riprodurre le condizioni ideali, mettendo all'aperto per più giorni e bagnando interno ed esterno del formicaio, non si è mai verificata una situazione di uscita in massa dal nido, quindi ritengo che il segnale chimico di richiamo del volo sia preponderante rispetto alle condizioni ambientali per attivare lo stimolo a lasciare il nido.

Gli alati sono quindi ancora nelle gallerie sotterranee, e solo alcuni morti vengono portati in superficie dalle operaie. Non si è ancora verificata una situazione come due anni fa in cui tutti gli alati sono stati uccisi ed espulsi, ma un segno evidente della vita che riprende è nelle nuove deposizioni di uova della regina fondatrice.

Staremo a vedere nelle prossime settimane (se la temperatura scenderà) se il fenomeno delle espulsioni si riproporrà.


17 ottobre 2017 — yurj

Qualche idea sul perché allora i numerosi alati nella mia colonia di Myrmica hellenica siano usciti spontaneamente in arena? Non tutti insieme come per una sciamatura, ma più o meno il periodo è stato quello e verso sera maschi e regine cominciavano a farsi vedere in arena a girovagare.


23 ottobre 2017 — Tore

Come un libro davvero interessante per il mio futuro con questa specie


25 ottobre 2017 — Atramandes

Sinceramente credo che riuscire a far sciamare gli alati della propria colonia in cattivita' sia uno dei traguardi piu' belli e gratificanti che un allevatore di formiche possa raggiungere.

Il difficile e' riuscire a riprodurre fedelmente tutte le condizioni favorevoli alla sciamatura, oltretutto credo che non si conoscano ancora tutti i meccanismi precisi che la inducano... quindi e' molto stimolante fare dei tentativi e cercare di capire il ''come''.

Spero un giorno di poter avere il privilegio di tentare con le mie colonie, quando arriveranno ad avere un gran numero di alati come le vostre


06 novembre 2017 — GianniBert 🐜

E' disponibile una ripresa della colonia sul canale Ambiente & Natura al: https://www.youtube.com/watch?v=wdTowHyktBQ" onclick="window.open(this.href);return false;

Una breve sintesi dell vita di questo formicaio che non dice tutto, ma offre qualche bello scorcio di qualità; e un ringraziamento ai ragazzi che curano il sito!


07 novembre 2017 — JoeC

Bellissimo

Seguo la miniserie "le formiche di Gianni" su Ambiente e Natura da prima che mi iscrivessi al forum, e quando ho letto questo diario speravo proprio che le prossime protagoniste fossero loro...

Niente da dire, vederle in video piuttosto che in foto è veramente sensazionale, complimenti a te e ai ragazzi del canale che sono molto bravi

PS quando nel video c'è lo scoll della pagina del forum compare per un attimo il mio nick


07 novembre 2017 — MikyMaf

12 anni?????

Quella colonia ha solo 4 anni in meno di me!

Questo diario l avrò letto 10 volte ma non mi sono mai reso conto di quanto sia "vecchia" questa colonia...

Ancora complimenti per il video e soprattutto per le bellissime formiche!

JoeC ha scritto:

Seguo la miniserie "le formiche di Gianni" su Ambiente e Natura da prima che mi iscrivessi al forum, e quando ho letto questo diario speravo proprio che le prossime protagoniste fossero loro...

Anche io speravo che prima o poi arrivassero anche loro... era inevitabile!


08 novembre 2017 — Robertino

Ci sono colonie più vecchie di te sicuramente. Però effettivamente è un po' strano vedere un insetto mille volte più piccolo di te, però più anziano.


24 novembre 2017 — GianniBert 🐜

Sull'età della colonia vorrei che tutti fossero un po' meno stupiti, ma che incrociassero per bene i ditini delle mani e dei piedi... vorrei che la colonia continuasse almeno per altri 5-10 anni... non mi portate s.....

Il formicaio è come tutti gli anni in garage al freddo, unica ancora di salvezza un tappetino riscaldate che copre circa 15 cm su una facciata e che con la dispersione della temperatura mantiene un settore interno sui 15-16 gradi. Lì si sono rifugiate gran parte delle formiche che non sono al lavoro.

Scrivo questo post per aggiornare una situazione che da qualche tempo mi dà da pensare.

Primo punto: contrariamente a due anni fa, gli alati non sono stati espulsi né uccisi prima dell'inverno. Di fatto sono ancora a carico della colonia.

Secondo punto: visitando di tanto in tanto il formicaio, ho notato la presenza di pupe di nuovi alati; questo segnale non mi piace! Perché dovrebbero svilupparsi alati in questo momento? Son pochi individui, è vero, ma ci sono!

Le possibilità sono un calo di feromoni della regina, cosa che permette lo svilupparsi di nuove fondatrici, oppure la sua mancanza. Non sappiamo ancora per certo quanto influiscano i fattori alimentazione/calore/feromoni, sommati, nel permettere questa eventualità. E' anche possibile che tutte queste condizioni insieme abbiano sballato, in cattività, la fase ideale dello sviluppo di nuove regine. Di certo nelle stanze più calde, sono presenti tantissime uova appena deposte, ben raggruppate e accudite, cosa che fa ben sperare nella presenza attiva della Grande Madre, e forse solo un indebolimento della sua forza fenomenale dovuta all'età, ma imputabile anche alla presenza, fino a questa primavera, di una numerosissima popolazione di operaie e un nido strutturato in modo diverso dal solito.

Infatti solo dall'anno scorso ho adottato la tecnica della doppia facciata con ampie stanze comunicanti, invece delle solite gallerie di collegamento fra le due superfici.

Potrebbero questi particolari aver influito sull'equilibrio delle nascite?

Terzo punto: il trasporto dentro le stanze di una gran quantità di sassolini di quarzo. Da questa primavera ho adottato il substrato di quarzo bianco per l'arena. La scelta è stata dettata dalla comodità di ripulire l'arena dalla fecola e dagli altri rifiuti utilizzando un materiale pesante come il quarzo, che è facile da pulire e recuperare quando svuoto la superficie. Altri tipi di substrato si confondono con i semi, si impastano con i rifiuti, e le formiche si vedono meno bene.

Inoltre il quarzo non si attacca facilmente all'antifuga, e il suo uso ha dato ottimi risultati con tutte le altre formiche, tanto che ho adottato questo materiale in tutte le mie colonie. Con Messor, mi ritrovo i sassolini trasportati nel nido.

Per chiudere spazi lasciati vuoti?

Perché i sassolini assorbono e distribuiscono calore?

Hanno un buon sapore/odore?

Servono a disperdere l'umidità?

Le altre formiche hanno portato nel nido dei sassolini solo per tappare qualche stanza o per isolare un pavimento troppo umido, ma mai in quantità così elevate.

Questa domanda non ha per ora risposta. Di fatto, nell'ultimo periodo sono successe cose che non avevo mai registrato prima, e spero di vedere presto una svolta positiva, anche perché ho appena finito di colorare perfettamente il nuovo nido dove voglio trasferirle a primavera, e lì aspetterò al varco gli alati per eliminarli io, ma prima vorrei la certezza che la regina stia bene e sia deponente come al solito, cosa che saprò solo con lo sviluppo delle ultime deposizioni, che spero siano sue e non di operaie troppo volenterose...


24 novembre 2017 — Robertino

Io non dico mica che non mi interessa la vita di questa colonia, anzi! Spero che riesca a superare i prossimi inverni e che viva in prosperità.


25 novembre 2017 — GianniBert 🐜

Sì, non è che avevo capito quello, è solo che invito tutti a fare gli scongiuri su una situazione di cui non ho il controllo, che coincide con l'età della colonia. Visto che non abbiamo tanti esempi del genere, anche le statistiche non mi aiutano.

Volevo aggiungere un punto su cui ragionare: ho detto che le formiche portano parecchia ghiaia nelle stanze; questa attività è in netto contrasto con una attività minatoria sviluppatissima! Quest'anno, molto in anticipo sugli altri anni e sugli altri formicai, si sono scavate un sacco di gallerie di fuga, in più direzioni e di dimensioni eccezionali, che hanno trasformato il blocco in un groviera.

Quindi abbiamo da un lato formiche che allargano e scavano nuove stanze e gallerie, e dall'altro formiche che le riempiono. Meditate gente, meditate!


01 dicembre 2017 — GianniBert 🐜

Finalmente ho finito di preparare la struttura del nido che mi servirà a primavera, dopo che Mirz mi aveva scavato con una fresa la base in un blocco di gasbeton del solito 25x62x10, avevo accantonato il lavoro perché nell'attesa di incontrarci avevo già trasferito le formiche in un nido scavato manualmente da me.

Il disegno delle gallerie eseguito da Mirz è su una mia traccia, su cui ci siamo confrontati. Volevo ottenere il miglior spazio abitabile possibile nello spazio obbligato, e garantire una durata più lunga possibile al materiale, che ormai non riesce a superare l'anno di utilizzo.

Così abbiamo privilegiato la “pulizia” del perimetro, con molte più stanze attraversanti lo spessore di 10 cm; il blocco è risultato più leggero dei precedenti, con un maggior ricambio di aria, grazie a questi accorgimenti. Se sarà un vantaggio lo vedremo solo dopo qualche mese di utilizzo.

Messor nido nuovo B.jpg

Dopo aver ripreso la struttura grezza, ho deciso di aumentare i passaggi perforanti fra le facciate, limitandomi a gallerie semplici, senza allargare ulteriormente. Le uscite saranno ancora due, sui due lati, che non si sa mai.Parte del lavoro è stato eseguito prima di sapere che la popolazione di operaie sarebbe stata rimpiazzata da una grande quantità di alati, ma spero che questo sia un evento transitorio, e che il numero delle operaie torni in crescita.

Per migliorare la stabilità stavolta sono ricorso a due semplici placche di plexiglas applicate sotto il blocco agli estremi. Aumentano la superficie di appoggio senza impedire il contatto con l'acqua che deve sempre arrivare da sotto.

Messor nido nuovo C.jpg

Per migliorare l'aderenza del vetro alle vaste facciate nella parte centrale sono ricorso anche quest'anno a semplici fasce di nastro americano, un nastro adesivo ad alta tenuta, che di limita a mantenere per tensione il contatto del vetro e a limitare spifferi. Spifferi che potrebbero invogliare scavi e tentativi di fuga.

Dopo il trasloco sarà mia premura documentare il livello spaventoso di danneggiamento del vecchio nido, che quest'anno ha superato tutti i precedenti. O il materiale da me usato precedentemente era più duro dell'ultimo, oppure è scattata nelle formiche una frenesia di scavo che non ha spiegazioni, non essendo dettata da necessità di spazio.


04 febbraio 2018 — GianniBert 🐜

Alle soglie della primavera ho trasferito la colonia nel nuovo nido di cui sopra...

Purtroppo ho trovato conferma delle temute difficoltà di questa colonia: contrariamente all'ultima visita, non ho visto covata attiva; questo potrebbe spiegarsi in molti modi (fase invernale, le temperature non erano abbastanza alte da permetterne lo sviluppo, stanchezza della regina, presenza di troppe regine alate che inibiscono la vecchia...), ma io, che sono propenso al pessimismo, in questo caso, temo sia più perché la regina sia arrivata al termine della sua vita produttiva.

Ho avvistato una regina dealata, ma questa potrebbe essere una delle tante forzature delle operaie, e in autunno ce n'erano parecchie in giro; si aggiunga che questa è stata vista vagare alcune volte in arena, fuori-dentro dal nido, cosa che la vecchia non avrebbe mai fatto se non in fase di trasloco, quindi era probabilmente una delle nuove senza ali e spaesata.

Staremo ora a vedere come la colonia affronta la fase primaverile.

Durante la smobilitazione del nido vecchio ho estratto circa 1500 operaie e un certo numero di alati, mentre il grosso della popolazione si era già trasferita grazie al riscaldamento del nido nuovo messo in atto da una ventina di giorni.

I tempi di trasloco per una colonia di queste dimensioni sono sempre lunghi, si aggiunga il fatto che la popolazione situata nel vecchio nido si trasferisce solo quando percepisce il calore dell'altro o viene trascinata dalle esploratrici che hanno trovato la nuova terra promessa.

Quindi ci sta che ¾ della colonia, le provviste e la covata siano trasferite nel nido nuovo in circa 15-20 giorni, ma come al solito restano le indecise, e sono un terzo circa, soprattutto operaie giovani, ancora legate al luogo di nascita.

Quello che ho potuto registrare, mentre smontavo il nido vecchio, è che il nido nuovo, messo sotto una luce diretta, ha vomitato frotte di alati, e in circa 3 ore ne sono usciti a centinaia, di entrambi i sessi. Sembrava quasi che sentissero il richiamo della luce e del calore.

Una specie di invito a godere di una luce che non vedevano da tempo (in garage da fine ottobre) e di conseguenza, uno stimolo a involarsi! Infatti, contrariamente a quello che avevo cercato di indurre a settembre-ottobre, esponendo l'arena a sbalzi di luce e calore, pioggia e sole, spontaneamente gli alati tentavano di involarsi!

Soprattutto i maschi sono stati presi da “frenesia volatoria”.

Perché ora?

In ogni caso ho raccolto ed eliminato tutti quelli usciti all'aperto in questa fase.

La colonia è stata riportata in garage, anche se ho aumentato il calore diretto sul nido, nella speranza di vedere una reazione della regina alla nuova sistemazione.

Quello che riporterò in questo intervento invece, è un report fotografico di come si è ridotto il vecchio nido dopo lo svuotamento, che serva ancora da avvertimento a chi si lancia a progettare il proprio formicaio senza tenere conto degli spazi di sicurezza necessari.

Queste le due facciate del nido dopo che ho rimosso vetri e protezioni in plexiglas:

Messor nido vecchio 1.jpg Messor nido vecchio 2.jpg

I particolari degli scavi che si sono svolti, come da manuale, sui lati sinistro, destro, ma stavolta anche al centro, seguendo un punto debole di una stanza, quasi un "invito” a dove scavare:

Messor nido vecchio 5.jpg Messor nido vecchio 6.jpg Messor nido vecchio 3.jpg

Un fattore rilevante, è che anche dentro il perimetro delle camere, pur ben utilizzate, sono stati eseguiti dei “restauri” dei passaggi fra le stanze, quasi che non fossero contente, stavolta, dei collegamenti che avevo approntato io:

Messor nido vecchio 7.jpg

La spiegazione potrebbe essere molto più semplice: il materiale di base che compone la mistura del gasbeton è più friabile di altre, e le formiche hanno avuto buon gioco in questo blocco. Non spiego come mai altre volte, benché in presenza di una popolazione numerosa e con grande covata, spazi ristretti, e necessità maggiori di trovare sfogo, le formiche non l'avevano fatto.

Anche i tempi di scavo delle vie di fuga non coincidono con i precedenti. Molto rapide a cominciare lo scavo, molto rapide a raggiugnere il perimetro esterno benché io abbia aumentato la superficie di sicurezza, molto determinate ad allargare i passaggi, nonostante il calo della popolazione e nessuna necessità impellente di spazio aggiuntivo, anzi, hanno attuato il trasporto all'interno di materiale di occlusione degli spazi in eccesso!

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Staremo a vedere ora come reagisce la colonia ai primi mesi di risveglio.

Ricordiamo che rientriamo nel tredicesimo anno di vita della regina... ma non siate superstiziosi!!!


13 febbraio 2018 — GianniBert 🐜

Sottoposta da quattro giorni a un regime di alte temperature, la colonia sta espellendo gli alati (ce ne sono ancora molti) ma soprattutto, qualcuno, lì dentro, ha cominciato a deporre!!!

Ci sono circa una centinaio di uova.

Ho buone speranze che siano uova fecondate, deposte dalla vecchia regina; se fossero deposte dalle operaie in sua assenza, sarebbero molto più numerose.

Tengo sotto controllo la situazione...


13 febbraio 2018 — FormicaLove

Sono felice che la regina sia ancora attiva!

Ricorderemo sempre questo bellissimo diario!


28 marzo 2018 — francesco

Spero questo diario non finisca mai. Congratulazioni per il tuo lavoro.


28 marzo 2018 — GianniBert 🐜

Tutte le storie, anche le più belle, hanno una fine.

Ma io spero che questa ci riservi ancora qualche sorpresa...

La situazione però al momento è questa: tutte le larve che si stanno sviluppando stanno portando a nuove regine. Ci sono già numerose pupe ed è impossibile sbagliare; inoltre parecchie regine prima alate si trovano senza ali e intente a qualche lavoro casalingo, come trasportare larve o semi.

La mia interpretazione è che la regina madre, benché ancora dotata di potere riproduttivo e con un buon carico di spermatozoi nel caricatore, abbia perso ormai del tutto il suo potere di controllare le nascite femminili.

Insomma, i suoi feromoni inibitori si sono esauriti. Quindi mette al mondo sempre femmine, ma non riesce più a limitare il loro sviluppo al ruolo di operaie.

E senza il rinnovo e la nascita di nuove generazione di operaie e con la morte di quelle vecchie, che si succede a un ritmo crescente, la colonia perderà sempre più la forza lavoro, e le regine che rimpiazzano le operaie non basteranno a sostenerne l'equilibrio.

Rimane una possibilità remota, cioè che fra le regine rimaste dentro il formicaio, ce ne sia una fecondata, che però non può ancora sostituirsi alla vecchia per qualche motivo. Ma è l'unica speranza, perché non vedo come possano altrimenti cambiare le cose: tempo un'estate e il numero delle operaie calerà drasticamente!

Sappiamo che l'accoppiamento in volo nel periodo deputato non è un assoluto: gli alati potrebbero anche essersi accoppiati dentro il formicaio. Io però non ho ancora visto questa cosa succedere con le formiche di stazza maggiore, anche se ho assistito all'accoppiamento a terra in cattività in Myrmica ruginodis, che è pur sempre parente dei Messor...

Staremo a vedere.

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29 marzo 2018 — francesco

Molto interessante. Pensi che la mancanza di capacità inibitoria sia dovuta alla grandezza della colonia, oppure all'accumulo di alati nel formicaio oppure all'età della regina? Le colonie dovrebbero sopravvivere anche 20 anni, giusto?


29 marzo 2018 — GianniBert 🐜

No, non è la grandezza della colonia. Fino all'anno scorso a primavera avevo quasi 10.000 operaie e solo a quel punto hanno cominciato a nascere regine. Poi le nascite di regine hanno superato quelle delle operaie, e adesso nascono solo regine (e qualche maschio).

Direi che in natura non si può avere il "polso” esatto della vita della colonia. Si sa che in cattività il record è di Lasius niger con 29 anni, e si pensa che una regina viva nell'arco 5-15 anni, ma poi ogni soggetto fa a sé, come gli esseri umani, inoltre dipende dalle specie e dalla loro eredità genetica; poi non dobbiamo dimenticare che in cattività noi imponiamo ritmi e stress che forse in natura non si verificano, contro la sicurezza di avere protezione e cibo sempre presenti... le due cose si bilanciano?


29 marzo 2018 — francesco

Si concordo con quello che scrivi. Avendo crescite della colonia piu veloci in cattività potremmo anche velocizzare alcuni processi che in natura necessiterebbero di piu tempo. Questa colonia è innanzitutto un bellissimo esperimento. Spero che la mia arrivi a questo punto. Questa specie mi piace tantissimo perche mi ricorda casa .


19 aprile 2018 — GianniBert 🐜

Non è finita finché non è finita.

Potremmo ancora avere delle sorprese, chissà?

Vediamo come superiamo l'estate...


09 luglio 2018 — GianniBert 🐜

La colonia sta bene in quanto non sembra aver terminato di far nascere nuove figlie. Continua però a produrre solo regine, e di tanto in tanto qualche maschio. Quindi sta inesorabilmente regredendo, anche perché le operaie più vecchie, che possono avere due o tre anni, continuano a morire a un ritmo maggiore delle crescita delle regine.


09 luglio 2018 — Robertino

Situazione preoccupante a quanto vedo, spero almeno di vederle per la probabile ultima volta a Entomodena. Mi spiace che stia regredendo così.


12 settembre 2018 — Mike_26

Gianni, scusa una domanda, ma quando hai trovato la regina e l'hai fatta svernare nel vasetto di terra argillosa da lei scavato, le hai dato acqua? E se si, quanta? E come?

Grazie mille per tutto, questa storia mi sta dando ina grande mano!!!


12 settembre 2018 — GianniBert 🐜

La terra non è mai stata secca, ma nemmeno troppo umida.

Ho badato solo che nel vasetto (era pur sempre chiuso ermeticamente) non ci fossero mai gocce di condensa.

Tieni presente che allora andavo a naso, nessuna indicazione da nessuno e nemmeno guardavo su internet, non sapevo nemmeno ci fossero siti o negozi che trattavano formiche!!!


12 settembre 2018 — Mike_26

GRAZIE Mille! Io il barattolo lo lascio aperto, perchè la regina ha già chiuso il buco che ha fatto da qualche giorno. In questo modo credo che circoli meglio l'aria e che l'acqua in eccesso evapori presto.


14 settembre 2018 — GianniBert 🐜

Vorrei far osservare che mettere la regina nella terra, ricalca sì, più fedelmente, quello che succede in natura, ma questo sistema io l'ho adottato 13 anni fa perché non conoscevo altri sistemi, e l'uso delle provette mi era ancora sconosciuto!

Usare la stessa tecnica per scelta non da' nessuna certezza di risultato, e soprattutto, come io stesso avevo dovuto accettare, non vedrai l'evolversi della nascita della colonia!

Se tengo in casa le formiche per osservarle, voglio farlo in modo che mi permettano di osservarle davvero! Altrimenti, tanto vale tenerle in giardino!


15 settembre 2018 — Mike_26

Si infatti le prossime che troverò le metterò sicuramente in provetta!


15 ottobre 2018 — Robertino

Condoglianze Gianni per la morte della Colonia, ho saputo che la regina ormai è andata.

Dai guardiamo pure il lato positivo non ti romperanno più le balle adesso


02 novembre 2018 — GianniBert 🐜

Grazie per le condoglianze ma...

Relazione di quella che potremo chiamare "La storia infinita”. Bel titolo per un libro, no?

Dopo aver lasciato un po' a sé stessa la colonia in questi ultimi mesi, la situazione osservata era la seguente:

Il nido quasi vuoto

Poche formiche in arena

Poche in giro per le stanze

Provviste stipate qua e là

Qualche maschio in giro

Non si vedono più regine.

Il cimitero che sembra sempre più un cimitero.

M.capitatus 10-27.jpg

Ma quale è veramente la condizione di questa colonia che ormai ho dato per spacciata? Lasciar scorrere il prossimo inverno secondo me è la quasi assoluta certezza di ritrovarmi a primavera con un pugno di... formiche.

Così ho preso l'iniziativa e il coraggio a due mani (solo perché non ne avevo altre) e ho deciso di aprire il nido e vedere matematicamente come si fosse ridotta la colonia.

Un pomeriggio ho aperto i sigilli, scostato i vetri, e mi sono messo a raccogliere ogni formica che potevo appena usciva dal suo buco.

Non vi nego che è stato una prova di pazienza e velocità, ma che ha dato i suoi frutti, tali che come al solito, dall'osservazione esterna non mi sarei aspettato. Le sparute pattuglie di formiche sperse nel grande nido sono state TUTTE catturate, nemmeno una è andata persa e così le ho persino contate!

Ebbene sì, non lo facevo da un pezzo con questa colonia, per ovvi motivi!

Ho estratto ed eliminato 22 maschi alati.

Ho contato fino a 1200 formiche operaie (dopo di che ho smesso di contarle, ma saranno state al massimo ancora una ventina)

Ho trovato una sola regina.

M.capitatus 10-27a.jpg M.capitatus 10-27b.jpg

Ora, non ho alcun dubbio che la regina ritrovata sia la madre originale. Ci sono una grande quantità di regine morte in arena. Fino a poche settimane fa erano ancora parecchie, e che possibilità ci sono che una di queste sia stata fecondata e sia a rimpiazzo della vecchia? Tutte le altre regine sono state eliminate prima dell'autunno.

Se una regina fecondata nuova fosse presente, ci sarebbe anche una grossa quantità di uova e larve. Invece ho trovato pochissime larve e uova e solo questa regina.

Adesso voglio fare una prova, che è anche un gesto di grazia verso questa regina e questa colonia che mi hanno accompagnato in tutti questi anni.

Formicarium non esisteva ancora quando l'ho raccolta, e come sapete, ho dovuto "improvvisare” tutti i primi passi di questa avventura.

Ora non mi va di sopprimere la colonia perché "tanto non ci sono più sorprese”. La regina merita una pensione gloriosa. E poi, cosa succerà se la trasferisco in uno spazio ristretto con le sue mille operaie?

Forse qualche feromone e qualche spermatozoo in saccoccia ce li ha ancora! E se non li ha, quando morirà sarà di onorevole morte naturale, ma almeno ora so che è lei, la sola regina del formicaio, come lo è stata agli inizi.

Solo allora scriverò la parola FINE in questo diario, e il post sarà finalmente chiuso.

Così ho trasferito la colonia in un nido nuovo più piccolo, e si stanno ora sistemando nella nuova casa.

Io non credo che la storia avrà ancora un seguito, ma almeno questo lo devo, alla formica che ha attraversato la mia strada un piovoso pomeriggio di settembre di 13 anni fa...


06 novembre 2018 — GianniBert 🐜

Quando si dice di non parlare troppo presto... di non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato, dire gatto se non l'hai nel sacco, e una rondine non fa primavera e campa cavallo che...

Insomma, domenica 4 novembre, con la colonia in parte trasferita nel nuovo nido, durante una ispezione, ho trovato la vecchia regina divisa in due. Le sue figlie l'hanno uccisa.

Questo comportamento non deve stupire, questo comportamento è già stato più volte riferito.

Eppure come potete immaginare ci sono rimasto male.

Non pensavo certo che la colonia sarebbe rifiorita, ma un finale così rapido e cruento non l'avevo messo in conto!

Tredici anni e due mesi dopo l'inizio di questa avventura quindi, devo mettere la parola FINE alla storia di questa colonia.

Le circa 1200 operaie rimaste probabilmente a breve inizieranno a deporre uova vitali di maschi, e tenteranno di portare avanti una famiglia senza futuro. Non ci sono altre considerazioni da riferire.

Grazie a tutti quelli che hanno seguito fin qui la storia di questa regina: quando qualcuno ancora oggi mi dice che "Ha iniziato ad allevare formiche perché ha letto il mio diario delle Messor capitatus” mi fa il più bel complimento che possa ricevere in questo ambito.

Vuol dire che oltre a divertirmi e imparare cose nuove ho raggiunto anche l'obiettivo di trasmettere ad altri la mia passione!

Questa avventura è finita, ma la sfida delle altre colonie è continua!


06 novembre 2018 — feyd

condoglianze gianni.

beh ora hai spazio per un altra specie


06 novembre 2018 — Robertino

R.I.P la regina più famosa del forum, mentre leggevi gli ultimi post sentivo la tristezza dentro, è stata una regina importante per moooooooolto di noi. Questo diario rimarrà nella storia di formicarium.

Ora, se volete scusarmi, torno a rompere su facebook


10 gennaio 2019 — Heidi

propongo che il giorno 06/11/2018 venga dichiarato "giorno di lutto formichese" su tutto il forum


27 febbraio 2019 — GianniBert 🐜

*UN CASO CURIOSO...

Voglio riportare qui un singolare caso di comportamento che potrà essere utile per fare confronti o smentire affermazioni troppo ferree. Decisamente le nostre formiche ci sorprendono sempre.

L'ho postato in "Biologia del Comportamento”, ma siccome sono chiamate in causa queste formiche, mi è sembrato corretto riportare anche qui il mio post.*

Tutti quelli che hanno letto il mio primo diario "Storia di una colonia di Messor capitatus” (viewtopic.php?f=13&t=331) sanno quanto tempo ho dedicato all'osservazione di questa specie, pur senza voler affermare che "ho visto tutto”.

E' opinione comune che sia praticamente impossibile salvare una colonia alla fine dei suoi giorni dandole in adozione una regina nuova, magari appena sciamata. E' una delle domande principali dei profani e dei principianti: "E se la regina muore, al formicaio cosa succede?”

Dopo aver decretato la fine di questa colonia dopo 13 anni di fedele compagnia, ero indeciso se “terminare” le circa 1000 operaie superstiti, oppure lasciare che si spegnessero lentamente senza storia. Sono sicuro che alcune di loro avrebbero deposto uova maschili, come già osservato in altre occasioni, ma niente più.

In contemporanea a questi fatti, all'ultimo Entomodena avevo riportato a casa una giovane colonia di Messor barbarus originarie della Liguria, e questo per sostituire una regina dello stesso “lotto” in mio possesso dall'anno precedente, le cui uova deposte non si erano mai schiuse.

L'avevo considerata non correttamente fecondata, difettosa, diciamo, e quindi destinata all'oblio.

Dopo un certo periodo in cui gran parte della vecchia colonia capitatus, stava perdendo numeri a causa delle vecchiaia, della cattiva sistemazione (erano in contenitore di plastica con qualche provetta e basta), ho deciso di liberare un po' di spazio e ho trasferito ulteriormente le sopravvissute (circa 200) in una scatola più piccola e ancora più inospitale. Non mi andava di ucciderle, ed era inutile liberarle ad autunno inoltrato, quasi inverno.

A questo punto, perso per perso, ho inserito anche la regina barbarus con la sua provetta nella stessa arena.

Le operaie l'hanno prima ignorata, poi hanno iniziato a mordicchiarla, trascinarla qua e là, poi a ignorarla.

In queste scaramucce la regina ha perso una zampa, ma non è mai stata attaccata in modo definitivo, altrimenti l'avrebbero facilmente uccisa.

Circa un mese fa, dopo averle lasciate nel dimenticatoio (salvo dare qualche insetto e semi di tanto in tanto) ho voluto dare un'occhiata approfondita allo stato di queste formiche, e il risultato è il seguente: la regina è stata adottata, ha deposto, e le sue uova si sono schiuse in piccole larve, accudite dalle operaie!

Quindi, non solo le vecchie operaie hanno adottato un'altra regina, ma addirittura di un'altra specie. Non solo la regina ha deposto, ma le uova che precedentemente non schiudevano, ora l'hanno fatto.

Cosa ci insegna questo?

Intanto a non dare niente per assolutamente scontato, soprattutto con le formiche.

Non voglio dire che questa sia una esperienza da provare a ripetere, ma che ci sono spazi alla possibilità di adozione anche dove non l'avremmo immaginato. Messor capitatus non è aggressiva come Camponotus vagus, ad esempio; non so cosa sarebbe successo in un caso parallelo, non resterebbe che provare! Ma non è più da dare per scontato il risultato.

Rammento che queste operaie erano state orfane per un lungo periodo, e per un tempo ancor maggiore non avevano accudito altro che larve di regine e maschi. Questo potrebbe aver scombussolato ogni loro altro senso di appartenenza.

Le specie sono molto “vicine” fra loro.

Non è ancora detta l'ultima parola. Finché non vedremo le prime operaie figlie legittime passeggiare fra le ultime superstiti, non sapremo se l'operazione si possa dire conclusa felicemente.

Mi sembrava doveroso riportare questa esperienza. Tenetene conto in futuro.

G


24 gennaio 2020 — GianniBert 🐜

LA STORIA SI RIPETE

Ho deciso di estendere il mio diario storico, a colonia ormai estinta, raccontando le mie esperienze con una nuova specie messa a confronto.

Ogni volta che un nuovo utente chiede informazioni su come allevare Messor barbarus, e il motivo per cui non esiste sul forum una scheda dedicata a questa formica così gettonata, noi moderatori abbiamo sempre risposto che fondamentalmente le due specie sono uguali, e che bastava seguire le indicazioni sulla scheda di M. capitatus, per far fondare correttamente la regina e crescere bene la propria colonia.

E’ assolutamente vero; tutte le formiche del Gruppo Messor, hanno una dieta simile, lo stesso stile di fondazione (se escludiamo M. structor/ibericus), e un comportamento caratteriale abbastanza omogeneo.

Tuttavia anni di osservazione ci hanno insegnato che ogni regina, ogni colonia, fanno un caso a sé, che l’indole delle regine fondatrici può influenzare il carattere stesso della propria discendenza, e questo può portare a differenze che a prima vista parrebbero infinitesimali, ma che potrebbero portare a differenze sostanziali con lo sviluppo di una discendenza numerosa.

Non volevo “resuscitare” questo diario perché consideravo conclusa l’avventura della regina dell’Elba, né volevo crearne una copia con la testa rossa, inoltre sul forum esistono già altri diari validi che non devono essere sottovalutati.

Il mio amico LeoZap sta portando avanti una bella colonia di M. barbarus che per quel che mi riguarda ha raggiunto una popolazione e una bellezza che penso superino ampiamente i risultati della mia vecchia famiglia, ma credo sia interessante riportare qui alcune esperienze con una specie così vicina a Messor capitatus, che a volte diamo certe osservazioni per scontate, e come ognuno di noi a differenti punti di vista, strategie di allevamento, preferenze di arena, dieta e struttura dei nidi, io vorrei riportare le mie dirette esperienze come cartina tornasole, che chi ha letto il mio vecchio diario fin qui, possa veramente confrontare.

Più una evoluzione della storia, che un dovere di cronaca, perché anche io sono cresciuto e maturato come allevatore, e sempre nuovi allevatori stanno confrontando le proprie esperienze, quindi chissà che i miei racconti possano tornare ancora utili e di ispirazione a chi sta già allevando questa specie con successo, o finora l’abbia trascurata e possa sentirsi stimolato a sua volta a sperimentarla.

Moltissimi di quelli che scrivono sul nostro forum, ma anche chi lo fa su FB in altri validi punti di incontro sull’argomento, iniziano la propria avventura con le parole “Ho ricevuto in regalo…”, oppure: “Mi è appena arrivata…” e quesi sempre terminano con la specie Messor barbarus.

Il motivo è abbastanza semplice, non ci sono segreti: questa formica è comunissima in tutta la fascia costiera francese calda, ma soprattutto in terra di Spagna. Oserei dire che nel periodo giusto sono numerose e facili da prendere più delle nostre Lasius più comuni quando ci si mettono d’impegno!

Ora, un famoso sito spagnolo che vende attrezzatura mirmecologica ha l’abitudine di “regalare” una regina per ogni acquisto operato in rete, e il più delle volte le regine che spediscono appartengono a questa specie.

Perché sono belle, sono grandi, e sono facili da allevare.

Perché sciamano in grande quantità in autunno, costituendo una buona scorta invernale per chi scopre questa passione nella stagione sbagliata per iniziare, e la pausa invernale è ideale per smerciare le regine in eccesso, che magari, tenute al caldo, hanno già cominciato a deporre e costituirebbero un onere per chi volesse tenerne centinaia in cantina fino alla primavera successiva.

Io stesso, tentato dalla bellezza di queste regine così “esotiche”, ne presi una ad Entomodena anni fa, quando la fonte obbligata era il solito banchetto di uno spagnolo famoso, che arrivava a venderle a “3 regine - 10 euro”! Credo sia l’unica regina che abbia mai comperato ufficialmente, e non me ne sono pentito, perché da noi erano introvabili, e la signora se la spassa tutt’ora a casa di un amico, sfornando figlie con una magnifica testa rossa, e un certo numero di alati, maschi e regine, ogni anno.

Le mie osservazioni però, sono sempre state piuttosto sporadiche. Quando ho acquistato questa formica avevo la mia grande colonia da seguire, e tante altre che mi portavano via tempo se volevo osservare davvero quello che era la loro interessante vita. Così dopo poco più di un anno l’ho regalata all'amico Jacopo, e gli anni sono passati.

Solo ultimamente sono stato tentato come da un frutto proibito: erano disponibili regine di provenienza assolutamente italiana (Celle ligure, 17 settembre 2018)!

Questo ai miei occhi cambiava le cose, perché una formica così vicina geneticamente all’altra specie, ma anche geograficamente come provenienza, solleticava il mio interesse in modo nuovo!

Così il 24 settembre 2017 me ne sono portato a casa una, ma come può avvenire, la regina era “difettosa”; forse non correttamente fecondata, forse con problemi fisici che non ho potuto approfondire per rispetto della privacy, le sue uova non hanno mai schiuso.

Ho tentato anche di farle adottare operaie della stessa specie provenienti dal nido spagnolo della mia ex-colonia, nella speranza che un poco di assistenza potesse giovarle, e l’operazione è andata in porto, ma per quanto accudite, leccate e coccolate, le uova ancora non si sono schiuse.

Come avrete letto nel post precedente, ho fatto poi adottare la stessa regina alle superstiti della colonia di capitatus! Sembrava tutto così facile, a questo punto dovevano crescere le larve osservate e la nuova colonia partire, invece nessuna larva è mai diventata adulta, le operaie le hanno mangiate, e forse a conti fatti erano quelle delle stesse operaie, quindi votate a diventare maschi. L’esperimento quindi è fallito.

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Scoraggiato, avevo abbandonato l’idea di ricominciare daccapo con una nuova colonia di capitatus, quando il nostro Feyd mi ha offerto l’opportunità di adottare una piccola colonia in suo possesso, sviluppata dalla medesima sciamatura di M. barbarus liguri, che stavolta aveva avuto successo. Il 23 settembre 2018 porto a casa la colonia in forma con circa 150-200 operaie, qualche major, e una discreta covata.

Sono alloggiate in provetta posizionata in arena, tutto plastica, ma in ottima salute, a riprova dell’adattabilità di queste formiche.

Appena ne ho l’occasione, costruisco un nido medio in gasbeton e le traferisco senza problemi il 4 marzo del 2019. In mezz’ora le formiche stanno già traslocando la covata in quella che a loro deve sembrare una reggia.

Siccome ho intenzione di servirmene al più presto nelle mie lezioni scolastiche, non lesino sul riscaldamento e la regina risponde prontamente, sfornando decine di uova per la felicità delle operaie. In poco più di un mese ho tutti gli stadi di crescita presenti e il formicaio è presentabile, solo che in pochi mesi la famiglia cresce a dismisura per il nido, e quello potrebbe ancora essere arginato riducendo il riscaldamento, ma il fatto è che iniziano subito a scavare!

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Sul volgere dell’estate sono costretta correre ai ripari: prima collego un secondo nido, in modo di alleggerire la pressione degli abitanti del primo nido (non voglio e non posso traslocarle ora!), poi devo mettere entrambi i nidi in un contenitore di sicurezza, spalmato di antifuga. Le formiche infatti hanno iniziato ad evadere bucando il gasbeton in un paio di punti critici, e questo nonostante lo spessore di sicurezza di circa 4 cm!

Riesco ad arginare momentaneamente il problema. Applico con una mini-cazzuola qualche strato di gesso dove si è formata la falla. Le formiche infatti faticano molto a forare il gesso asciutto, se l’impasto è stato fatto nelle dosi giuste, ma sono solo tappabuchi: in poche settimane possono aggirare l’ostacolo e bucare altrove, cosa che faranno! Insomma, affido all’antifuga del contenitore la sicurezza di casa mia e mi prendo il tempo di pensare a come risolvere il problema durante il prossimo inverno!

Le formiche sono libere di scorrazzare in tutto il contenitore, tanto che ormai disdegno l’arena originale e fornisco il cibo lì. Sono anche costretto a limitare l’apporto di acqua nel portavasi che uso come umidificatore, perché spesso le operaie ci portano sotto parte della covata e rischio di annegarle. Insomma, tutta la mia esperienza, e questo nido si è rivelato una trappola, un vero disastro morale!

Comincio così a pensare a una “soluzione finale”.

Come risolvere l’eterno problema delle fughe nel gasbeton? Questa colonia promette di diventare enorme, in una estate sono diventate già migliaia!

Frutto di una eredità genetica?

Questa regina è più prolifica della mia vecchia capitatus o è anche un fattore di specie?

L’altra colonia è cresciuta così velocemente solo al terzo anno, ma allora io avevo anche molti limiti sia come materiali da usare, che nelle cure della colonia, per non parlare dell'alimentazione!

Per contro, la mia prima colonia di barbarus, quella che ho dato a Jacopo, pur prolifica, non è diventata tanto numerosa in così breve tempo! Quindi devo pensare che più che la specie, sia un fatto solo di regine?

Per fortuna sul forum posso contare su chi ha fatto esperienze similari. Serve per questo!

Mi confronto con LeoZap, che al momento alleva la sua fiorente colonia e che mi conferma gli stessi problemi: crescita esponenziale in breve tempo, buchi dappertutto, formiche incontenibili! Come ha risolto?

Semplice, come fanno già molti altri con specie altrettanto “evasive” (se non di più): mette tutto dentro una teca.

La teca che racchiude il nido vero e proprio è la soluzione finale; questa soluzione però presenta caratteristiche in disaccordo con il mio uso delle colonie: prima di tutto pesa molto ed è ingombrante.

La vetrata a cui si accosta il nido deve per forza di cose essere più alta del nido stesso, cosa che porta ad almeno 30 cm le pareti del perimetro, se si usa il classico formato del gasbeton. Poi racchiudere in vetro un blocco 60x25 comporta una resistenza dei materiali che richiedono un certo spessore ed aumentano ulteriormente la massa e il peso del modello.

Come risolvere? I miei nidi devono essere maneggevoli perché li sposto continuamente, anche per discrete distanze quando visito le scuole, e faccio tutto da solo.

Pensa che ti ripensa, ho messo insieme i consigli di LeoZap e degli altri allevatori che hanno più o meno i miei stessi problemi, e ho sviluppato un progetto che mettesse insieme tutti i vantaggi degli uni e le esigenze degli altri, creando un primo prototipo di nido in arena che per ora risolve i miei problemi. Sicuramente si può migliorare, ma ne ho fatti di passi dai primi nidi in gesso della vecchia colonia!

Il nido è IN ARENA, ma non tocca le pareti esterne.

Così ho risolto il problema dell’altezza delle pareti di vetro: non è come l’arena Zen del famoso nido costruito da Widowmaker (citato qui: https://formicarium.it/forum/viewtopic.php?f=49&t=10672&start=15" onclick="window.open(this.href);return false;), perché le pareti qui si vedono e sono alte 10 cm, ma permettono una buona visibilità del nido pur trattenendo le formiche con maggiore sicurezza. Il nido vero e proprio svetta al di sopra, così ci si può avvicinare con la macchina fotografica senza toccare i bordi esterni.

Infatti l’arena è 40 x 80, con un leggero squilibrio nella pianta: ho messo il nido un po’ decentrato per avere più spazio su uno dei lati e lavorare e osservare meglio.

Credo che sia stato un piccolo errore: ottimo davanti, ma dietro un pochino penalizza gli spazi.

Messor Nido 02.jpg Messor Nido 03.jpg

Come ho attaccato il nido all’arena (visto che devo portarlo in macchina spesso e una frenata potrebbe scollarlo e mandarlo a sbattere nelle pareti)?

In tre modi diversi.

Innanzitutto l’arena non è di vetro, ma del solito plexiglas. Questo limita il peso.

Il pavimento è una lastra leggera, ma è incollato con colla a caldo a una tavola di legno di pino. La stessa tavola è attraversata da sotto da 5 viti spesse e lunghe, che vanno a inserirsi nel gasbeton facendo da armatura dentro il blocco, che è precedentemente stato incollato, sempre con colla a caldo, al plexiglas. Intorno al nido, ho fatto una colata di gesso colorato che simula il terreno. Questo gesso fornisce un ulteriore rinforzo di contenimento e crea una specie di effetto di continuità fra il pavimento e l’esterno del nido.

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Non ho voluto eccedere nel simulare il terreno, mettendo terriccio, sassi mobili o creando una ruvidità che avrebbero solo reso più difficile pulire l’arena quando necessario. Una scelta come un’altra. Mi piacciono esteticamente le arene finto-naturali, ma sono una trappola per lo sporco e un nascondiglio per le formiche, soprattutto se parliamo di Messor, che per sporcare non devono impararlo da nessuno.

Se le formiche bucheranno il gasbeton non andranno da nessuna parte, e quello era il mio obbiettivo.

Hanno spazio per muoversi fuori, e tanto spazio (per ora) dentro.

Il nido è a doppia faccia con gallerie ampie di collegamento fra i lati che aumentano la vivibilità e l’aerazione. Su un lato ho scavato un foro di profondità con un tubo per mettervi acqua ed inumidire parzialmente l’interno, ma abbiamo visto da tempo che il nido può essere lasciato asciutto e compensare con buone provette di approvvigionamento idrico in arena.

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Un tocco nuovo è stato creare sulla sommità del gasbeton una finta collinetta in gesso, che raggruppa ben tre uscite dirette del nido. Fare più uscite è stato automatico, dati gli spazi in gioco. Tanto sono raccolte in un’area di 10 cm e le formiche sembrano apprezzare il fatto che non ci siano tubi di plastica. Quelli li ho messi al momento della colata di gesso per ottenere le entrate che volevo, poi li ho sfilati una volta solidificato il materiale.

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Per trasferire la colonia ho aperto i due nidi vecchi e messi direttamente uno sull’altro in arena, accostati a quello nuovo. In poco più di due giorni ho ottenuto un trasloco pulito come non ne vedevo da tempo con le Messor. Una prima differenza fra le specie? Non posso dirlo, ma ricordo operaie recalcitranti che non lasciavano i ruderi della vecchia casa nemmeno sotto i getti della doccia, e qui se ne sono andate tutte da sole senza farmi impazzire.

Alla prova di collaudo la colonia si sta comportando bene. Sono persino riuscito a veder ricreare una colonna di foraggiatrici che va alle provviste o all’acqua in arena, cosa che con altri modelli di arena non ero riuscito ad osservare. Forse perché per ora sono poche rispetto agli spazi in gioco.

In pochi giorni, dal glomere iniziale tipico del trasferimento in un nido nuovo, le formiche si sono ben distribuite e ho potuto registrare una certa presenza di uova. Non mi è dato sapere se fossero già presenti o se appena deposte; il nido ora è in casa, senza grande apporto di calore (circa 15-20°) e le operaie si muovono lentamente ma si muovono, e mi sembra difficile che questo lieve sbalzo di clima possa aver già indotto una deposizione…

Per ora mi riservo di stare a guardare e vedere che succede.

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Vi aggiornerò appena ci saranno novità sostanziali ma soprattutto osservazioni particolari che testimonino una differenza di comportamento o biologiche fra questa colonia e quella di Messor capitatus.

Per ora le differenze che ho registrato sono una certa preponderanza di operaie molto piccole e di colore chiaro, dove le minor di capitatus erano decisamente di stazza più robusta e ben distribuite nelle taglie. Qui le major sono notevoli, ma in proporzione meno numerose. Le minor-minor sono tantissime, forse in previsione di una prole numerosa.

Ricordo anche l’osservazione di cure reciproche molto specifiche fra le operaie di barbarus, a un livello tale che non ho potuto osservare in capitatus, ma questo credo sia solo un caso fortuito, dato dal numero esiguo di operaie nella colonia che osservavo; più la famiglia cresce, più è difficile fare osservazioni curiose nella massa in movimento.

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24 gennaio 2020 — Davrin

Non ho parole per descrivere il lavoro e le osservazioni che hai fatto, davvero stupefacente! È difficile nel forum trovare queste perle, davvero complimenti Gianni!


30 gennaio 2020 — GianniBert 🐜

Grazie Davrin! E' stimolante ripartire con una così bella colonia, soprattutto adesso che riesco a controllarla!!!

Finalmente sono riuscito a vedere la regina che sembra in gran forma, ma la foto non le rende giustizia! Non sono ancora riuscito a farle una foto decente...

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Per quanto abbia cercato di sviare la loro attenzione e indirizzarle verso la parete di gasbeton, le operaie continuano a seguire la traccia sul vetro e a faticare per portare le provviste nel nido...

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Il rialzo delle temperature ha risvegliato anche il loro appetito, così hanno festeggiato con un candito da panettone e qualche camola, oltre ai soliti semi.

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Qui sono evidenti i colori spenti di molte delle operaie: non sono depigmentate perché sono giovani (le ultime sfarfallate sono di ottobre/novembre), ma proprio perché una buona parte di popolazione ha questo color cioccolato al latte!

Devo chiedere a Leo e ad altri se riscontrano anche nelle loro colonie questa colorazione.

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01 febbraio 2020 — GianniBert 🐜

SergioC ha scritto:

Ciao a tutti,

stavo riflettendo sulle Messor di GianniBert, sulla loro testardaggine nel voler scalare il vetro per entrare nel nido invece dei più comodi bordi laterali scoperti... Avevo pensato magari mettendo una barriera di antifuga, ma forse sarebbe un po' troppo invasiva.

Poi mi sono chiesto che se avessero un ingresso sotto non sarebbe molto più comodo? Come si comporterebbero delle terricole con un nido che va....all'insù invece che all'ingiù? Penso che per delle arboricole sarebbe più "naturale" un nido che si estenda sia sopra che sotto l'entrata, ma per le terricole direi proprio di no.

Ricordo di aver letto che l'ingresso in basso faciliterebbe anche la pulizia del nido, visto che non devono sollevare i rifiuti, ma buttarli giù e trascinarli fuori.

Qualcuno ha un allestimento con l'ingresso alla base invece che dalla cima?

Un ingresso sotto non creerebbe nessun problema, non ragionano, in senso stretto, come noi; ho già osservato situazioni in cui l'entrata sia "illogica” dal nostro punto di vista, ma per le formiche è solo l'ingresso, poi se sale, scende, o va di lato, poco conta.

Ti dico che già stanno scavando in basso, ai limiti delle gallerie inferiori, perché il loro istinto è di scavare verso il basso, quindi può darsi che fra qualche mese avranno aperto una uscita al piano terra e a quel punto forse abbandoneranno quelle superiori per i lavori principali, ma qualcuna sopra uscirà sempre comunque.

La situazione nel nido doppio che avevo rinchiuso in un contenitore si era sviluppata così: le formiche uscivano da sotto e di fianco, e passeggiavano nel contenitore, ma l'arena sopra il primo nido c'era ancora, e quindi uscivano anche di lì.

Se io mettevo cibo in arena ci andavano, se lo mettevo a terra nel contenitore andavano lì. Era tutto "terra di conquista”. Qualche esploratrice che segue sempre le vecchie tracce o qualche giovane intraprendente ci sarà sempre, quindi dovunque ci siano uscite, quando servono, ci andranno!


03 febbraio 2020 — GianniBert 🐜

Allego per chi fosse curioso e mai volesse sperimentarlo, la bozza del mio progetto per il nido interno all'arena per come lo volevo realizzare.

Progetto nido Messor.jpg

Sto già pensando a come adattare questa soluzione anche per altre formiche, chi avesse consigli su come migliorarlo è benvenuto...


24 febbraio 2020 — GianniBert 🐜

Per la gioia di tutti, vi comunico che finalmente le formiche hanno costituito una nuova colonna di accesso all'arena, stavolta sulla superficie ruvida! Hanno mantenuto ancora attiva la prima autostrada, ma stanno attivamente frequentando anche la seconda; vediamo se i vantaggi di questa manderanno in disuso la più scomoda, e quanto ci metteranno ad abbandonarla, se lo faranno...


27 febbraio 2020 — GianniBert 🐜

Finalmente, dopo un paio di settimane di riscaldamento, sono apparse le prime pupe e delle larve belle grosse. E' necessario per le mie lezioni scolastiche poter presentare tutte le fasi di sviluppo della metamorfosi, sempre che si riesca a fare le lezioni, visto il blocco delle scuole di questo periodo di pestilenza!

Qualche foto di cronaca:

Le stanze strapiene di provviste danno sicurezza alla colonia...

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E' interessante vedere che presso le uscite le formiche hanno portato una buona quantità di sassolini, forse per raccogliere l'umidità? Forse un ricordo ancestrale della loro vita libera in cui i sassi bianchi riflettono meglio la luce del sole?

Mbarbarus 37.jpg L'interno di una stanza dove finalmente si vede una pupa ancora depigmentata...

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28 febbraio 2020 — sidaf

GianniBert ha scritto:

E' interessante vedere che presso le uscite le formiche hanno portato una buona quantità di sassolini, forse per raccogliere l'umidità? Forse un ricordo ancestrale della loro vita libera in cui i sassi bianchi riflettono meglio la luce del sole?

Dici che abbiano codificato a livello istintivo l'accumolo di sassi bianchi (invece che di altri colori) per ridurre la temperatura?

potrebbe essere in estate ma in questo periodo dell'anno sarebbe controproducente


28 febbraio 2020 — GianniBert 🐜

La mia è solo una supposizione, basata su quello che ho letto in giro in proposito, non so altrimenti spiegarmi perché abbiano trascinato questi sassolini bianchi prima dentro il nido, e poi li abbiano sparsi proprio attorno alle entrate!


14 marzo 2020 — GianniBert 🐜

Piano piano comincio a vedere i pregi e i limiti (o difetti) del nuovo prototipo di nido che ho realizzato.

I pregi sono che anche se le formiche stanno scavando ovunque, non me ne preoccupo più.

Gli spazi sono ben gestiti, e come ho già detto, eviterei solo di mettere il nido decentrato, per il resto va tutto bene.

Ho fatto l'errore di andare troppo in profondità con il tubo di carico per l'acqua inserito nel nido dall'alto: le formiche hanno scavato subito dove il gasbeton era più umido, e così ora se verso acqua lì, questa entra direttamente nelle gallerie, cosa che non avrei voluto.

Così mi sono trovato con il problema di come umidificare il nido senza bagnare i semi. So che Leo risolve essenzialmente con beveroni in provetta, ma io vorrei assicurarmi anche la possibilità di rendere umido il materiale stesso che lo compone, così ho optato per una nuova colata di gesso, fatta alla meglio, ma che va a creare una vasca-canale presso la parete verticale del nido.

Mi basta versare acqua lì, e per osmosi l'umidità si trasmette al materiale dietro il vetro. Non è venuto come avrei voluto, ma non è facile mettere del gesso ad arte in arena quando è piena di formiche intente ad aggredirti.

Io non volevo seppellirne troppe, così mi sono accontentato di creare due vasche davanti e una lunga dietro.

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Sembra che l'aggiunta fatta assolva al suo compito. E' abbastanza agevole mettere acqua ogni tanto e questa sparisce presto senza inumidire troppo o troppo poco il gasbeton.

Col tempo il gesso tende a diventare poroso, ma questo non è un problema, credo. Le formiche possono scavarlo quanto vogliono, che sotto c'è la lastra di plexiglas.

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In questo momento sto fornendo alla colonia soprattutto cibo animale, voglio vedere se la quantità di "soldati” aumenta. I semi non mancano, ma ho visto che in presenza di carne le formiche impazziscono e non mobilitano subito la popolazione per portare il bottino nel nido.

Non è una cosa nuova; anche con capitatus era normale vedere che le proteine animali erano davvero gradite, qui è la stessa cosa, che non ci fa intendere però se in natura Messor barbarus e capitatus riescono ad approvvigionare a sufficienza con insetti morti i fabbisogni di una grossa colonia.

Certo che suppliscono con le grosse scorte di semi, ma in che percentuale in realtà integreranno con prede raccolte in giro?


02 aprile 2020 — GianniBert 🐜

Questa colonia sta rispettando rigorosamente i momenti di ricerca cibo. Durante il giorno c'è poca o nulla ricerca, con le uscite sguarnite e pochissime operaie su tutto il territorio disponibile.

La sera (per ora verso le 6-7 del pomeriggio) si registra un aumento sostanziale delle uscite, ma è solo in presenza di una fonte di nutrimento che vengono reclutate il maggior numero di operaie. Sono riuscito però a registrare una pronta risposta in presenza di acqua.

Se cospargo acqua appena fuori dal nido (ho cominciato a inumidire periodicamente la cupola di gesso sopra le uscite dal gasbeton), oppure se bagno abbondantemente la base del nido dove ho creato gli argini apposta, le formiche escono a frotte e vanno a bere.

Ho trovato operaie a leccare il gesso anche ore dopo che l'acqua era stata assorbita, cosa che non avevo osservato con M. capitatus. Almeno non in questa misura.

Questa cosa è interessante, sembra che questo bisogno di acqua superi la normale ricerca della colonia precedente. Mi domando se sia una caratteristica della specie, piuttosto che un fattore dovuto al fatto che il nido non è alloggiato in una bacinella come negli altri miei modelli.

Forse il bisogno di umidità del terreno, che qui è in resa minore, va compensato sia per la rottura dei semi, che per mantenere un certo tasso di umidità anche nelle stanze della covata.

Devo provare a vedere se una fornitura di acqua più regolare ed abbondante influisce su questo comportamento oppure se le formiche sono comunque attirate fuori se bagno semplicemente il terreno. Potrebbe essere uno degli stimoli esterni che regola anche le fasi di sciamatura autunnale, muovendo verso l'esterno grandi masse di formiche, ma questo varrebbe anche per Messor capitatus, no?

Forse sono io che non ho mai registrato a dovere questi stimoli, perché i vecchi nidi non inducevano le stesse condizioni...


02 aprile 2020 — Rizzaculo

Grazie mille del racconto, interessante e esaustivo! complimenti


04 aprile 2020 — GianniBert 🐜

Contento che ti sia piaciuto... mi aggancio per comunicarvi che in tempi brevissimi, le formiche hanno creato una uscita alla base del nido!

Hanno forato gasbeton e gesso per uno spessore di almeno 4 centimetri, quindi dalla fine di Gennaio a ieri ci hanno messo circa due mesi.

Le uscite superiori non sono state del tutto abbandonate.

Voglio vedere se saranno ancora utilizzate per trasportare cibo, ma sarebbe veramente una cosa stupida a questo punto! Calcoliamo quanto sono stupide/furbe... per ora i vecchi semi mangiati vengono ancora espulsi anche dall'alto, ma ci sta, perché molte stanze sono usate nella parte superiore per spaccare i semi.


21 aprile 2020 — GianniBert 🐜

Ecco, posso dichiarare ufficialmente che queste Messor sono stupide!

Mentre distribuivo la razione giornaliera di provviste in arena, ho pensato di mettere qualche blatta surgelata in posti diversi dal solito. Normalmente metto semi e proteine nel punto più lontano possibile dalle entrate del nido, da quando le formiche hanno aperto una uscita sul lato destro estremo del gasbeton, metto tutto a sinistra...

Vi ricordate che all'inizio scendevano dal vetro passando dalla sommità?

E che trovavo stupido che passassero dal vetro invece che dalla parte ruvida e meglio arrampicatile del gasbeton?

Allora... metto una blatta sulla parte superiore del nido, lato estremo sinistro...

Le entrate superiori (3) sono al centro del blocco.

Bene! Operaia trova blatta - operaia raccoglie blatta - operaia scende dal nido con la preda per immettersi nella colonna che dal lato sinistro dell'arena, porta attraverso tutta la superficie, all'estremo opposto del blocco.

Non la sfiora nemmeno la possibilità spostarsi di 10 cm ed entrare dalle comode fessure superiori, no, rifà tutta la strada che probabilmente ha percorso arrivando fin lì, e ignora la scorciatoia.

Ora, questa cosa l'abbiamo già vista altre volte.

Sono sicuro che se continuo a mettere blatte lì, altre formiche non faranno lo stesso percorso controproducente, ma vedete come il singolo individuo non agisce secondo la logica umana, bensì a un puro stimolo olfattivo è un po' disarmante. Eppure tracce che portavano alle entrate ce ne dovevano per forza essere!!!

Cosa farebbe una Formica rufa? O una sanguinea?

Prima o poi farò lo stesso esperimento dopo aver attirato fuori le formiche dalla sommità con un po' d'acqua e vi terrò aggiornati... spero di non restare troppo deluso!

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21 aprile 2020 — sidaf

Diario molto interessante

oltre a dedicarti tanto alle tue formiche apprezzo molto che condividi con noi le tue scoperte e le tue avventure

Volevo chiederti come hai implementato il nuovo sistema per idratare il formicaio, ho letto ma non sono sicuro di aver capito

Hai fatto una colata di gesso lungo la parete del formicaio?


21 aprile 2020 — GianniBert 🐜

Grazie per l'incoraggiamento!

Per me è importante e utile che tutti condividiamo i nostri piccoli esperimenti.

Qualche idea buona ogni tanto salta fuori, e siamo sempre in evoluzione!

Guarda come sono cambiati i miei nidi dal 2005...

Quando ho visto che era difficile tenere inumidito il gasbeton (diversamente da quando lo tenevo immerso in acqua nel sottovaso) ho scelto una soluzione più "rustica”, ma che sembra risolvere temporaneamente il problema.

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02 ottobre 2020 — GianniBert 🐜

Situazione della colonia ai primi di ottobre 2020:

negli ultimi mesi, cioè da quando si sono adattate al nuovo nido, la popolazione è più che raddoppiata!

Il bisogno idrico è costante; la spazzatura prodotta settimanalmente impressionante.

Questa famiglia è nettamente più aggressiva di quella di capitatus, anche se penso possa essere il solito problema caratteriale/genetico più che una differenza tra le specie.

Sto pensando di mettere in ibernazione la colonia appena possibile, in modo da rallentarne la crescita e per dar modo alla regina di tirare un po' il fiato. Per ora continuo a tenere ben alimentata la popolazione, con una predilezione verso i semi.

Credo che fornir loro quelle che sono le provviste classiche della specie per la stagione fredda, sia importante anche dal punto di vista psichico e il loro istinto ad immagazzinare non può essere sostituito in alcun altro modo. Ciò nonostante continuo anche con gli insetti (che aggrediscono in modo famelico) usando soprattutto blatte e camole.

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20 maggio 2021 — kekkomil

Che spettacolo! Mi sono guardato tutte le 20 pagine di post..

Tanta invidia!

Complimenti!

Come è messa ora la colonia?


05 giugno 2024 — GianniBert 🐜

Rispondo solo ora, ma ci sarebbe da scrivere un nuovo diario... la colonia sta bene, è cresciuta (come hanno visto tutti alle ultime edizioni di Entomodena) e sporca come se fossero tre.

La popolazione conta ormai migliaia di individui e spazia su ben tre arene collegate da tubi abbastanza lunghi per farle "camminare”. Nonostante questo hanno crivellato di gallerie gasbeton e gesso alla base, e le arene vanno ripulite periodicamente perché si accumulano strati su strati di rifiuti di ogni tipo, formiche morte comprese.

Aggiornerò appena ne avrò l'ispirazione la situazione odierna.

Al momento la covata cresce ancora, e credo che a fine estate supererà abbondantemente le 20.000 unità... sigh!


09 giugno 2024 — FormicheNelCuoree

wow che colonia fantastica , sta arrivando quasi ai livelli delle tue vecchie Capitatus!

ma anche loro sono libere di foraggiare sul tuo davanzale? potresti postare qualche foto? e anche delle super major?(se ci sono) ancora complimenti


09 giugno 2024 — GianniBert 🐜

I livelli della vecchia colonia li ha già superati: altra famiglia, altra collocazione, specie, ed... esperienza mia.

Queste non solo non le posso lasciar libere, ma devo stare attento perché sono maestre della fuga. Mi sono già evase più volte: rosicchiano i tubi di collegamento, costruiscono ponti sull'antifuga, scavano il gasbeton in un batter d'occhio...


03 novembre 2025 — Chiez98

Ciao Gianni

Complimenti per il diario e le colonie.

Grazie per le osservazioni e gli esperimenti che ci hai condiviso.

Avrei una domanda:

Come cambi il nido in un set up a "nido in arena"?

Nonostante non ci sia il problema delle fughe dai fori nel nido resta la questione dello sporco e della visibilità.

Colleghi un nuovo nido al vecchio tenendo quello nuovo fuori dall'arena? Avendo una base gi gesso non liscia mi viene difficile credere il contrario.

Se il nido nuovo è fuori arena, le formiche non fuggono camminando sul tubo di collegamento?

Tenendo conto che il trasferimento dura giorni e che le formiche hanno molto materiale di scarto a disposizione, secondo te riuscirebbero a fuggire anche mettendo dell'antifuga sul tubo di collegamento? Grazie


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