Vediamo un po', cerco di dare il mio piccolo contriuto alla discussione, anche se su argomenti simili mi sono già espresso molte volte e non vorrei annoiare qualcuno. Sono discussioni affascinanti ma che squadernano considerazioni ed implicazioni che riguardano tutta la nostra esistenza. Per questo un forum è limitato ed insufficente ad affrontare qualcosa di così grande in maniera esauriente. Come dicevo possiamo scambiarci le esperienze, senza troppe pretese, senza pretendere completezza o peggio ancora di imporre la propria idea o squalificare quelle diverse dalla propria. Io offro un pezzetto della mia esperienza senza pretese, da leggere con curiosità.
Cos'è la scienza?
E' un metodo di conoscenza della realtà. Uno, non l'unico. Quando ti innamori di una persona non usi il metodo scentifico per conoscerla. Per fare un buona pizza nemmeno. Per fare un'opera d'arte o comporre una melodia nemmeno. E nemmeno per fidarti di una persona. Qual'è l'unità di misura per misurare l'amore di tua madre per te? Eppure tu sai che ti vuol bene. La scienza si occupa di misurare i fenomeni fisici e trovarne le leggi che li regolano, ma alcune cose non si possono proprio misurare. Esistono dunque infiniti metodi di conoscenza.
Adirittura la scienza di per se non è nemmeno positiva, è un semplice potenziale, che si può esprimere in base alla coscienza con cui la si usa. L'energia atomica non è ne buona ne cattiva, dipende se la usi per creare energia VERAMENTE sicura o per farci una bomba per sterminare i nemici. I progressi meccatronici possono essere usati per aiutare l'umanità o per arricchire i soliti pochi. Un coltello può essere usato per farsi un panino o per uccidere ecc ecc...
Dunque la scienza come metodo o strumento neutro per misurare le cose misurabili e non come soluzione finale a tutti i mali del mondo. Lo scientista (che solitamente si dichiara agnostico) è colui che, di fatto, assume a propria religione assoluta la scienza, secondo il concetto che esiste solo quello che riesco a misurare il resto non esiste. Questo non tiene conto del fatto che è l'oggetto che fissa il metodo di conoscenza e non l'osservatore. Cioè possono esistere oggetti (ad esempio Dio) che noi non saremo mai in grado di misurare e racchiudere nelle nostre formulette. Possono esistere cose che sfuggono alle leggi fisiche che noi, limitati, possiamo sperimentare.
Per spiegare questo provo a fare un paio di esempi divertenti:
prendiamo un PC, connesso con miliardi di altri dispositivi, tutti basati su una logica 0-1, si o no. provate a spiegargli che potrebbe esistere un PC che possa ragionare su una base matematica che implichi i "probabile" o "difficilmente", ossia su una scala da 0 a 9 per esempio. Passereste per pazzi. Eppure noi, inventori del PC, potremo facilmente sovvertire questa regola e crearlo, anche abbastanza facilmente.
Prendete un pianeta dove ci sia una temperatura uniforme di -20° e provate a dirgli che l'acqua può andare contro le leggi di gravità e può librarsi da sola nell'aria. Vi prenderebbero per pazzi! Perché da loro vige la regola che l'acqua è gelata e resta incollata al suolo, semplicemente perché non hanno mai variato una costante, che può essere invece variabile, la temperatura.
Lo stesso accade per le nostre conoscenze. Quello che scopriamo oggi è VERO, SACROSANTO, ma domani potrebbe essere solo relativamente vero, cioè falso. Oggi magari sappiamo per certo che la velocità della luce è insuperabile, ma domani potremo scoprire che cambiando una costante che credevamo inamovibile che ciò non è detto.
Affascinante.
Noi molto più spesso usiamo altri metodi di conoscenza:
- affettivo (credo a chi chi sento che mi vuole bene / a chi voglio bene)
- estetico (credo in quello che vedo come bello)
- di fede (credo a chi mi dimostra di essere degno di fiducia)
- metodo della certezza morale (credo perchè molte circostanze o qualcuno di fiducia mi portano a credere in questo).
ecc ecc
pensate, ho dovuto scrivere tutto questo solo per sentire di aver dato un minimo la giusta prospettiva (sempre a mio avviso ovviamente) alla parola "SCIENZA".

praticamente non ho nemmeno cominciato il discorso sul creazionismo...
per questo non dobbiamo darci troppe pretese, ne su di noi ne sugli altri, soprattutto quando affrontiamo questi temi.
ora per vostra fortuna devo andare a dormire

"L'ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un'infinità di cose che la sorpassano."
Blaise Pascal