Secondo me in ogni discussione che si pone bisognerebbe intendere allo stesso modo i termini e le definizioni (è un mero problema di epistemologia) e per questo qui alla fine ci si è un po' equivocati, secondo me..
Priscus ha scritto:Insieme alla panspermia è stata postulata la panspermia guidata, la prima abbraccia l'evoluzione, la seconda la creazione e quindi siamo punto a capo.
Questo è il primo equivoco, la panspermia per me non ha nulla a che fare col neo-creazionismo.
I neo-creazionisti (
se volete comprendere meglio leggete il sito della fondazione portavoce del movimento dell'Intelligent Design) non ipotizzano la panspermia, ma sostengono che ci sono degli esempi di "complessità irruducibile" che secondo il loro punto di vista non possono essere spiegati da un meccanismo evolutivo di selezione, ma devono essere per forza dovuti ad un progetto guidato in maniera intelligente (quindi secondo il loro punto di vista qualcuno ha creato le specie apposta così come le vedi). Questa per me (ma penso anche per chi è abituato ad applicare il metodo scientifico) è una
non-spiegazione e per varie ragioni non ha niente a che fare con quelle che si definiscono teorie scientifiche.
La cosa più assurda a mio parere è che non si capisce in base a quale criterio si distingerebbe questa fantomatica "complessità irriducibile". La loro è una definizione completamente arbitraria e antropocentrica: l'universo è pieno di cose maledettamente complesse in ogni campo dell'attualmente scibile!
Se ogni volta che la nostra testolina incontra cose complesse si ferma a dire che non le riesce a spiegare e si mette a tirare in ballo un
ente esterno non giustificato ("deus ex machina" per dirla alla latina che non deve essere necessariamente una divinità, attenzione

è solo qualcosa che evita di dover spiegare), allora si finisce semplicemente a smettere di cercare di comprendere e si comincia a ragionare per dogmi; per questo dico che il cosiddetto
Intelligent Design non ha
NULLA a che fare col metodo scientifico, ma è piuttosto anti-scientifico!
Oltre a questo che per me è il punto debole nodale, c'è chi ti troverebbe altri punti che non hanno nulla a che fare con una teoria scientifica: il fatto che non descrive di fatto nulla (per dirla col
rasoio di Occam si aggiunge un ente inutile e che a priori non si vuole indagare), non prevede, non è provabile, ecc.
Tra l'altro a leggere le loro idee sembra che abbiano particolare fastidio a concepire la selezione perché la ritengono un fenomeno puramente casuale (guarda caso il contrario del caso è la provvidenza), ma per come la vedo io la selezione intesa da Darwin non è per NULLA un fenomeno casuale visto che è fortemente guidato da due enti che pongono regole ben definite e contestuali: l'
ambiente e la
riproduzione.
A parte questo, basta già solo leggere il modo in cui presentano le cose con un falso spirito critico che cerca solo di affascinare e non di chiarire, o notare quanto si giustifichino continuamente sul fatto di essere aperti a varie concezioni, per odorare il pregiudizio grosso come una casa che sta dietro..

ma quest'ultima è solo una mia opinione personale.
Priscus ha scritto:Riguardo a questo Tu, Feyd e pure il gruppo universitario avete mal compreso la reale definizione di Teoria che riporto qui sotto:
Priscus ha scritto:Il termine teoria (dal greco θεωρέω theoréo "guardo, osservo", composto da θεά theà[1], "dea" e ὁράω horào, "vedo")
Indica, nel linguaggio comune, un'idea nata in base ad una qualche ipotesi, congettura, speculazione o supposizione, anche astratte rispetto alla realtà.[/b]
Questo è il secondo equivoco: a mio parere la definizione che hai dato è parziale e non sufficiente a definire una teoria scientifica (nota comunque che la radice greca implica un'osservazione, il creazionista che osservazioni porta?).
Provo a spiegare in maniera più esplicita quello che per me è chiaro come il sole.
Per creare una
teoria scientifica NON BASTA alzarsi una mattina e fare una
mera ipotesi, ma bisogna portare degli esempi (osservazioni) che cerchino di comprovare e che possano essere descritti dalla teoria stessa od eventualmente previsti.
Occhio a non confondere "la relatività" della scienza con "l'arbitrarietà"!
Il fatto che una teoria scientifica non sia per definizione assoluta né perfetta, non vuol dire che si basi su ipotesi campate per aria! Vuole solo semplicemente dire che una teoria successiva "migliore" può falsificare la precedente "più approssimativa" e che il metodo è quello di mettere sempre in discussione ciò che si sa, qualora si trovino "spiegazioni migliori". Migliore va inteso in un senso
molto pragmatico: una teoria è tanto più buona quanto meglio ti permette di descrivere i fenomeni che riesci ad osservare. Fate attenzione che ho detto che
riesci osservare perché la storia ne è esempio, solitamente una teoria si può mettere in discussione affinando via via il punto di vista sui fenomeni. La scienza procede progressivamente sempre in questo modo: per stravolgimenti o correzioni ad un modello precedente.
Un esempio a caso della fisica che mi viene in mente, spero renda un po' più pratico e chiaro il tutto:
- nell'antichità si cercava di comprendere il moto complesso dei pianeti apparentemente poco predicibile rispetto a quello delle stelle (fenomeno);
- Tolomeo partendo dall'ipotesi che la terra (lui come osservatore) sia nel centro fisso, si inventa una teoria che fa uso di precisi enti geometrici per cercare di descrivere (e quindi prevedere) il moto dei pianeti e ci riesce approssimativamente: è il noto sistema geocentrico con gli epicicli (in pratica sistemi sovrapposti di orbite circolari) che resterà in voga per secoli;
- T. Brahe grazie a moderne invenzioni (cannocchiali) riesce a raccogliere dati molto più precisi e il suo allievo J. Kepler nota facendo uso di precise formulazioni geometriche che è possibile descrivere in maniera più semplice (rasoio di Occam), ma soprattutto molto più accurata il moto dei pianeti ipotizzando un sistema di orbite ellittiche ed eliocentrico (il sole sta in uno dei fuochi delle ellissi).
- G. Galilei fa delle precise osservazioni sui moti e I. Newton applicando degli avanzati concetti matematici riesce a comprendere che si può spiegare la maggior parte dei moti visibili ipotizzando che ci sia una forza di gravità attrattiva; a questo punto la trattazione del sistema eliocentrico diventa molto più complessa di quella semplicistica basata sulle ellissi di Kepler (sistemi differenziali complicati);
- A. Einstein grazie ad altri avanzamenti nel campo della fisica e della matematica, ipotizza una teoria (e qua c'è chi addirittura distingue due fasi temporali distinte relatività ristretta e generale, per dire quanto è impegnativo rifinire e correggere una teoria) in cui la "forza di gravità" (e non solo) non è qualcosa di fissato a priori ma si propaga in un tempo finito e ciò aggiunge ulteriore complessità al modello precedente di Newton;
- Dopo qualche decennio con osservazioni più fini la teoria relativistica appare più corretta della precedente perché spiega meglio la precessione dell'orbita di Mercurio, per non parlare del fatto che permette di prevedere le correzioni relativistiche da applicare nel sistema GPS (queste sono prove a posteriori della validità della teoria, se un domani qualcuno trovasse fenomeni più fini ancora si farebbe un'altra teoria e così via).
Questa è la scienza! Notare che non ho accennato per niente al dibattito geocentrismo/eliocentrismo fatto dalla Chiesa: semplicemente perché entrambe le teorie erano approssimazioni corrette se le si mette nel loro contesto storico coi limiti di conoscenza. I teologi preferirono (pregiudizio) la prima solo perché conservava la tradizione filosofica costruita fino ad allora (la scienza invece tende a fare il contrario).
Priscus ha scritto:Poniamo la civilta X come infinitamente più evoluta della nostra, grazie al progresso scientifico e tecnologico, questa civiltà ha ormai compreso buona parte di tutti i fenomeni e delle forze in gioco nell'intero universo.
Ora alcuni individui di questa ipotetica civiltà, possono finalmente cimentarsi nel più ambizioso tra gli esperimenti, la dimostrazione che si possano scientificamente creare altre forme di vita da variazioni del loro codice base, il DNA.
A tale scopo individuano un giovane pianeta inospitale e ne alterano orbita struttura e morfologia, a quel punto gettano in esso il loro DNA primitivo, un pò per studiarne le evoluzioni e un pò per garantire alla loro specie una eventuale discendenza che si sarebbe attivata solo miliardi di anni più avanti nel tempo.
[/quote]
Ora se poniamo l'ipotesi che il farmacista di alfa centauri ("deus ex machina") è passato di qua e ha fatto l'uomo (o la specie che ti pare) così come è, in base a cosa lo si può ipotizzare?
Darwin si è fatto non so quanti anni in giro sul brigantino Beagle confrontando becchi di fringuelli e robe simili per verificare le somiglianze e ipotizzare l'origine comune e i meccanismi di selezione (e pure Wallace se lo vogliamo ricordare, arrivò a simili conclusioni dall'altra parte del pianeta), oggi abbiamo conoscenze di genetica che ci spiegano i meccanismi di mutazione e trasmissione dei caratteri, sappiamo benissimo selezionare (incroci degli allevatori) artificalmente fenotipi che ci risultino interessanti e così via.
Cosa facciamo, momentaneamente ce ne dimentichiamo e mettiamo tutto questo sullo stesso piano di una bella storia?
Io non dico che la teoria di Darwin abbia descritto tutti i meccanismi con cui da una specie si arriva ad un altra, ma occhio che dopo di lui nell'ambito si sono sviluppate altre teorie (Gould e altri tanto per citare, ma non è il mio campo e mi fermo qui). In ogni caso il modo di procedere per approssimazioni è quello corretto, l'altro modo non è un modo di procedere scientifico perché assoluto e incontrovertibile.
Il farmacista di alfa centauri avrà pure perso qualche pezzo di astronave, avrà fatto qualche porcheria in giro sulla terra (sì perché per quanto uno sia intelligente lascia sempre dei segni), avrà dimenticato un "bisturi genetico" palesemente alieno nelle creature in cui ha lavorato, no? Quindi qualcuno può fare ragionevolmente di questa ipotesi una teoria coerente mettendo insieme questi indizi, giusto? E invece a quanto ne sappia io non c'è proprio niente di tutto ciò! Che facciamo allora? Non vorremo mica ipotizzare che fosse un farmacista perfetto e inconoscibile, perché per me questo ragionamento puzza tanto di dogma..
..la scienza non teorizza ciò a cui piace credere, ma ciò che è verosimile.
Questo non toglie che l'ipotesi del farmacista resti comunque una bellissima storia,
ma al pari del racconto che gli esseri umani arrivano (un po' come i pellegrini del Mayflower) dalle dodici colonie dopo l'eccidio causato dalla vita artificiale che loro stessi avevano creato.
Questo se ci rimettiamo al punto di vista dell'
Intelligent Design cioè che ci sono forme viventi troppo complesse per ammettere le spiegazioni evoluzionistiche.
Quello che proponi te invece è un'altra cosa come hanno già detto molti
non è creazionismo ma panspermia, cioè che un principio di vita semplice proveniente da fuori si sia sviluppato sul nostro pianeta. Non vedo come la tua ipotesi metta in dubbio l'evoluzionismo delle specie e non ha comunque niente a che fare con il creazionismo perché sposti semplicemente il punto di vista dell'
origine della vita sulla terra, all'
origine della vita nella galassia. Personalmente la ritengo un ipotesi "molto gratuita" (rasoio di Occam) o meglio può essere un'ipotesi sensata, secondo me, solo fintanto che fatichi a dimostrare la formazione di composti organici complessi sulla Terra delle origini.