Per definire questo genere di cose io di solito utilizzo una parola: UTOPIA.Devid ha scritto:Ciao ragazzi, è da un pò di tempo che pensavo di creare un "bioblocco", cioè un'arena (come per le formiche) dove al suo interno ci sono due o più specie che si autosostengono. Un esempio è la Biosfera, dove ci sono dei gamberetti e un tipo di alga, l'alga genera ossigeno e cibo per i gamberetti e a loro non si deve dare niente.
Robybar ha scritto: Rimane sempre il problema della poca visibilità delle colonie, della muffa, dell'accumulo di scorie, del vetro che si rovina e della moltiplicazione esponenziale (oppure estinzione) delle formiche. Così ho lasciato perdere.
Questo è anche secondo me il punto: ci sono dinamiche difficili da controllare per la rapidità con cui evolvono oltre alle miriadi di interconnessioni che il nostro cervellino non vede e pensa ignorantemente di poter compensare facilmente.
Perdona se te lo dico, ma hai una visione molto "naif" di cosa possa essere un ecosistema e dell'evoluzione di questo genere di equilibri.Devid ha scritto: Per i gamberetti invece le sostanze di scarto sì, sono un problema, ma ragiona: se ci sono piante, come farebbe a mancare l'ossigeno? Se i gamberetti diventano troppi si, rischiano di morire, ma è perfettamente naturale: i gamberetti muoiono(e possibilmente ne sopravvive qualcuno, magari quello geneticamente più resistente), morengo 1) generano concime per le alghette 2)finiscono di consumare ossigeno in quantità industriali, permettendo di riossigenare bene la biosfera. E' una cosa che avviene anche in natura.(Ovviamente è un'esempio, avviene con tutti gli esseri viventi, e presto avverrà anche a noi, quando finiremo lo spazio vivibile.)
Oh sperimenta pure e fatti tutta l'esperienza che ritieni ti serva!
Fai benissimo ad essere entusiasta di questo genere di cose ed esperimenti, però ti posso anticipare perché le cose non andranno così facilmente come credi, così almeno metterai insieme le due cose (teoria e pratica) quando tirerai le conclusioni.
Semplificando per intenderci e parlare terra terra così che tutti capiscano, non si parla di equilibri come può essere in equilibrio un cono posto sulla sua base (equilibrio stabile), quanto piuttosto come potrebbe essere in equilibrio se tenessi il cono poggiato con la punta sul tuo dito (equilibrio instabile). Ebbene ritengo enormemente più facile che tu riesca a tenere in equilibrio quel cono sul tuo dito per un'intera giornata, piuttosto che riuscire a tenere in piedi quello che tu pensi possa essere una replica di ecosistema per pochi mesi.
La sfera di cui parli per quanto sia una stupidata dal punto di vista della sostenibilità, ha almeno il buon senso di semplificare il problema a 2 (???!
Questo è un sistema relativamente semplice e ci sono matematici che hanno studiato come potesse evolvere nel tempo (cioè dinamicamente) qualcosa di questo tipo. Detto in parole povere, posto che tu abbia due popolazioni numericamente definite ad un istante iniziale puoi prevedere il loro andamento nel tempo e descriverlo con dei parametri e delle equazioni complicatissime (PDE roba di matematica molto, molto, molto, avanzata e astrusa!). Ti riassumo in breve e semplificato cosa salta fuori, in pratica, se riuscissi a trovare il punto di equilibrio perfetto fra il tasso di riproduzione/morte delle prede (quanto rapidamente aumentano/diminuiscono nel tempo) e le richieste di cibo dei predatori e il loro tasso di riproduzione/morte, allora il numero di predatori e prede non varierebbe. Questo, però, è un equilibrio instabile come quello del cono sul dito perciò nel tempo non dura mai tanto e quindi nella realtà non accade mai che ci sia: basta che cambi di pochissimo un paramentro che nel mondo reale ti allontani immediatamente dal punto di equilibrio. A questo punto se tutto va bene vedrai le due popolazioni crescere e diminuire ciclicamente nel tempo rincorrendosi fra loro con un certo ritardo (il matematico direbbe che il sistema dinamico orbita attorno al punto di equilibrio). Tuttavia, i numeri delle due popolazioni possono variare moltissimo durante questi cicli, perfino allontanandosi di pochissimo dall'equilibrio.
Detto in parole povere se i predatori si abbuffano di prede e le riducono abbastanza che faticano a trovarle, poi cominceranno a morire loro in massa di fame (con un certo ritardo nel tempo) e allora le prede riusciranno lentamente a ricrescere in numero (con un altro ritardo nel tempo) e così via i predatori riaumenteranno. Tuttavia se questo sistema dinamico ha popolazioni numericamente ristrette è molto facile che basti allontanarsi di un niente dal punto di 'equilibrio per provocare l'estinzione (questa situazione per assurdo è un equilibrio stabilissimo! ..non a caso, ovvio direi).
Ora, torniamo un attimo alla palla ermetica con dentro le 40 piantine di alghe e i 6 gamberetti (butto numeri a caso tanto per capirci
Quello era un sistema relativamente semplice (almeno idealmente), ora veniamo a quello che proponete qui, cioè mettere insieme:
- una specie vegetale (o probabilmente più che introdurrete senza accorgervene),
- una o più specie animali erbivore,
- una specie carnivora con tasso di riproduzione individuale esagerato,
- a tutto ciò va aggiunto che sicuramente verranno introdotti altri organismi involontariamente, miriadi di specie di unicellulari ma anche altri organismi più complessi come muffe.
Ora le 2| si nutriranno delle 1| si spera che oltre ad aver messo il numero giusto iniziale che non porti subito all'estinzione delle 1| si siano anche scelte specie che abbiano un tasso di consumo vegetale non superiore alla produzione degli stessi (auguri! ..questi sono i famosi parametri del sistema dinamico). C'è anche un problema secondario, se s'introducono più specie erbivore assieme: la competizione. Semplificando molto, il modello matematico citato, prevede che ogni specie abbia una certa "efficienza nel sfruttare le risorse" e siccome gli erbivori competerebbero sulle medesime, nel tempo una delle due specie finirebbe per estinguersi a scapito dell'altra.
A questo punto arriva 3| cioè le formiche che dipendono sia da 1| per i frutti (speriamo che almeno una volta all'anno abbiano le fragole, sempre se quelle sono riuscite a fruttificare come dicevo.. altrimenti fanno la dieta tutto l'anno!
Secondo me anche solo per sostenere una colonia di sparute Temnothorax sp. servono delle popolazioni di prede ben fornite che di sicuro non si riuscirebbero a sviluppare in un terrarietto ermetico!
Riassumendo ci sono troppi parametri da considerare e basta sbagliare di pochissimo per ottenere un fallimento epico!
Semplificando molto ma per dare un'idea immediata di ragionamento pensate ad una piramide di prede in cui alla base ci stanno le piante che devono essere numerosissime per sostenere gli erbivori un po meno numerosi e i pochissimi carnivori in cima... mettendoci una squadra di formiche avete ribaltato la piramide mettendo un agguerrito e famelico predatore in cima che in pratica si sostiene su 3-4 piantine di fragole alla base!
Non mi sono dimenticato dei 4|, anzi li metto nel finale proprio perché questi saranno quelli che chiuderanno il sipario dell'esperimento! Posso già intuire (può darsi sbagli.. ma non ci andrò lontano), che i tentativi di biosfera come li state descrivendo, finiranno tutti per trasformarsi nel giro di pochi mesi in paciughi ricoperti di muffe ed altri organismi saprofiti.
Adesso potete pure intuire alla lontana perché gli ecosistemi reali sul pianeta siano così fragili e mutevoli..
Dovreste anche meravigliarvi che non abbiamo già mandato tutto a scatafascio!



