Stamattina abbiamo notato una grande attività all'interno del formicaio e, con nostra grande gioia, abbiamo constatato che Sua Maestà ha deposto due ovetti. Evidentemente la scorpacciata di ieri le ha dato un po' di sprint
Abbiamo fatto qualche foto ma, purtroppo, la nostra fotocamera ha attualmente qualche problema di messa a fuoco (le vacanze estive sono un massacro per le fotocamere, tra granelli di sabbia, creme solari e via dicendo...) quindi almeno per ora bisognerà accontentarsi.
Appena sotto la testa della regina si notano due piccoli ovetti. La larvetta invece è nascosta sotto la regina e in questa foto, purtroppo, non si vede:
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Qui invece c'è un'operaia laboriosa che sta stipando tutti i semini all'interno della provetta:
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Inutile dire che abbiamo già il formicaio pronto per loro. A dire il vero oramai è pronto già da tempo ma, nel corso del tempo, abbiamo effettuato tantissime modifiche. Per il momento ovviamente resteranno ancora in arena e ci resteranno per tutto il tempo che lo ritengono necessario. I collegamenti sono già stati predisposti, si tratta solo di rimuovere un batuffolo di cotone e lasciare che esplorino l'area da sole. Ancora sono troppo poche e non si avventurano neanche ai bordi di plexiglass infatti ci stiamo chiedendo se l'antifuga sarà o meno efficace...
Dato che ci siamo, vi mostriamo anche come si è "evoluto" il nostro formicaio.
Partiamo dalla parte più bizzarra e meno funzionale, l'arena:
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E' stata realizzata più che altro per il divertimento di mamma e figlia, non senza conflitti sulla scelta dei colori, invasioni di campo e via dicendo. Il cerchio bianco sotto la palma è la sede di un tappo di omogeneizzato che si incastra restando così a livello del terreno. Il piccolo recinto fatto di stuzzicadenti sarebbe stata la rimessa per i semini e il cibo secco in genere. Ovviamente quest'arena è scomodissima e non abbiamo neanche tentato di utilizzarla perché i colori, i fissativi e le colle utilizzate sono certamente tossiche. Però insomma, vedere delle
Messor fare il bagno al mare poteva avere il suo perché... beate loro!
Il formicaio vero e proprio, invece, è stato realizzato da una lastra di ytong divisa in due sezioni, una più grande e una più piccola:
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Le due sezioni, qui ancora non assemblate, saranno tenute assieme da due cerniere (Si chiamano così? Si tratta di due ferri a forma di L da fissare ai lati). Le lastre di plexiglass si sovrappongono in modo che i due pezzi di ytong non vadano a diretto contatto e si garantiscano due differenti gradi di umidità nelle due sezioni. Nel punto centrale in cui le gallerie dei due mattoni si congiungono, verrà fatto un buco sulla lastra di plexi inferiore in modo da consentire il passaggio alle formiche.
Il mattone superiore ha camere più piccole e meno profonde e verrà umidificato attraverso un sistema a cui abbiamo pensato ma ancora non collaudato. L'idea era di fare una sorta di serbatoio esterno applicato alla parete posteriore, che ci consenta di avere un minimo di sicurezza per quanto riguarda la riserva d'acqua durante le ferie estive (ci capita di partire anche per due settimane). Abbiamo pensato ad esempio alla possibilità di sezionare a metà una bottiglietta d'acqua per la sua altezza, riempirla di spugna naturale e incollarla alla parete posteriore del mattone in modo che la spugna sia a contatto con la superficie. Dal collo si verserebbe poi l'acqua che andrebbe a bagnare la spugna e, di conseguenza, il mattone. Questo sistema però non ci convince, a partire dalle muffe e gli odori sgradevoli che andrebbero a colonizzare la spugna, per finire poi con la possibile eccessiva umidità data al mattone. Se avete qualche suggerimento al riguardo ve ne saremmo grati
La parte superiore, quindi, verosimilmente verrebbe utilizzata per la covata mente quella inferiore, tenuta totalmente asciutta salvo che per una provetta d'acqua collegata su uno dei lati, è pensata per l'accumulo dei semi: le stanze infatti sono più profonde e capienti.
Il formicaio, per come è stato concepito, è evidentemente troppo grande e totalmente inadatto per una piccola colonia. Inizialmente abbiamo quindi pensato di assemblarlo comunque ma di precludere alcune stanze alle formiche tappando i corridoi e le varie stanze inutilizzabili con tappi di segatura.
Ci è saltata quindi all'occhio la discussione di Luca B. su come ridurre un formicaio troppo grande e, dobbiamo ammetterlo, l'idea di vederle scavare ci piace parecchio
Quindi alla fine abbiamo scelto di utilizzare per il momento solo la parte superiore del formicaio eliminando quella inferiore, che comunque è già stata predisposta per l'assemblaggio trattandosi solo di avvitare e svitare le cerniere (?) laterali.
E questo è il risultato finale:
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Il blocco è stato leggermente modificato. E' stato tappato temporaneamente il passaggio inferiore con del cotone, è stato aperto un passaggio in alto e modificata la struttura della prima camera per facilitare l'ingresso delle formiche. Qui si vede il blocco prima e dopo:
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Le cerniere laterali sono state alzate di un livello e rigirate posteriormente, in modo da sostenere il blocco che quindi risulta leggermente inclinato all'indietro, ma fissato alla base in legno.
Qui c'è la composizione formicaio-arena:
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In ultima analisi, abbiamo provato a chiedere della ghiaietta lavica consigliata da Luca nel suo thread in un negozio specializzato di articoli per acquari, ma il proprietario ha prima strabuzzato gli occhi (->

) e poi ci ha detto che lui non tratta più quell'articolo da moltissimi anni oramai. Veniva utilizzato in passato per la creazione dei substrati dei fondali degli acquari, ma ha poi deciso di eliminarlo perché creava non pochi problemi di sporcizia. Il materiale poroso era il luogo adatto alla proliferazione di muffe (alghe suppongo) e batteri che si insediavano all'interno, quindi abbiamo optato per un ghiaietto semplice, che comunque le
Messor trasportano senza nessun problema.
Questo è tutto per ora, speriamo di non avervi annoiati troppo
