Sergio ha scritto:Da bravo anarchico non mi pronuncio su futuribili divieti o legificazioni di sorta.
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli.
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il suo mestiere:
i primi anni del millennio, studente e formichiere,
i tempi in cui si cominciava, la guerra santa dei pezzenti
lui era vegetariano e amava gli animali
di tutti quanti i continenti,
di tutti quanti i continenti.
E il mondo reale sembrava fosse un posto strano
in cui l'ignoranza dominava, con il pensiero e con la mano:
tra un'orecchia e l'altra dei potenti, un vuoto che sembrava infinito,
eppure aveva dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite.
Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
parole che dicevano "gli uomini son uguali agli animali"
e contro a zoo e pellicce, scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l' aria
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia.
In un allevamento, pensava, sta il povero visone
lontana la sua casa, lontana destinazione:
vedeva gente impellicciata, pensava a quei velluti, agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava io ora libero i visoni,
pensava io ora libero i visoni,
pensava ora libero io i visoni.
Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
con un cric fece l'effrazione,
con un cric fece l'effrazione,
con un cric fece l'effrazione.
E dall'allevamento, scappò il povero visone
che in realtà, portava "nutria", di nome
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la pianura con muscoli d' acciaio,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno...
E giorno dopo giorno, con molta rabbia in corpo
la nutria straniera sopravvisse in modo accorto
L'anarchico ideale, di liberarla dalle mura
aveva funzionato, e con rabbia animale,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura.
E intanto corre corre corre sempre più forte
e morde morde morde l'argine forte
e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
con l'ultimo suo grido animale, la nutria ce lo dice:
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
https://www.youtube.com/watch?v=KatNEo8iOBM
