Quest’ultima estate, nel corso di un breve periodo di ferie, la rottura della monotonia mi apriva la mente e potevo così registrare immagini oniriche prendendo appunti ideali, per un breve racconto che mi accingevo a mettere in cantiere. L’osservazione di un nido di Tetramorium caespitum (?) ed il lavorio intorno ad esso, mi ha permesso di fare molte speculazioni sul quel “piccolo grande mondo” delle formiche. Ho assimilato dall’ambiente quanto potevo in quel momento, ripromettendomi di fare poi degli approfondimenti.
Alla fine di agosto vado a trovare il mio amico che espone presso una mostra-mercato di rettili. Vicino al suo banco c’è un ragazzo che tra eleganti boa espone alcuni piccoli formicai in gesso. La curiosità mi attira verso quegli strani totem e il passo per fargli una serie di domande è breve. Registro anche qui e archivio.
Nelle settimane successive, rielaborando le esperienze descritte, inizio una fase esplorativa con la raccolta di informazioni più dettagliate e di documentazione scientifica più accurata, per sostenere in maniera quantomeno credibile ciò che mi accingevo a scrivere.
Ebbene, come sapete per esperienza personale, chi si avvicina alle formiche, più prima che poi, approda inaspettatamente ma anche inesorabilmente al sito formicarium.it, che nello scenario mirmecologico italiano, rappresenta un faro. Qui ho tratto molti spunti e quella sapienza che si tramanda in uno spirito collaborativo di grande efficacia.
Vi seguo con interesse e sto facendo tesoro degli interventi di chi, per studio o per passione, diffonde la conoscenza del formicarium e dei suoi piccoli abitanti.
È giunto il momento di uscire allo scoperto e di partecipare, per quanto nelle mie possibilità, interagendo con voi, non da semplice spettatore. Come naturale conseguenza mi sono iscritto al forum.
Grazie,

